Ti ricordi… il Natale? Come averne uno anche quest’anno

Il Natale Felice è quello per la Terra!

di Giulia Marone

ramo

Vi capita mai, verso la fine dell’anno, di ripensare a quello appena passato (e che in realtà si sta ancora concludendo) dicendo a voi stessi: l’ho sfruttato bene? Credo che venga naturale a tutti farlo, tirare le somme del proprio operato e poter dire “è stato un bell’anno” ma sì, in fin dei conti… tutti speriamo di dirlo, anche per l’anno che ci aspetta. “Il prossimo anno sarà meglio”.

Auguro sinceramente a tutti di pensarla così, perché la speranza e la positività sono un sentimento che non dovrebbe mai mancare alla tavola di Natale, con i propri cari, che sia tutta la famiglia o solo la mamma o il papà. Forse si pensa che con l’andare avanti degli anni non sia più necessario essere propositivi e felici, per rallegrare gli altri. È compito dei giovani!

Perchè?

I “vecchi” sono giunti a un’età per la quale non si può più far nulla? Il vostro compito è stato assolto, a 50 anni magari? Avete raggiunto lo scopo della vostra vita e quindi potete mettervi il cuore in pace? Vuol dire che siete felici e non avete più nulla per cui “combattere”?

Forse è così. Forse volete solo che il tempo si dimentichi di voi, e che altri facciano quello che non siete riusciti a fare. Ma siamo tutti insostituibili e importanti, nessuno dovrebbe mai pensare: la mia parte per salvare il mondo ai miei tempi l’ho fatta, ora deve farla qualcun’altro. Perché non serve proprio a niente, il più delle volte è una scusa, una corazza.

A Natale regalatevi un nuovo sogno. Oppure, cercatene uno vecchio chiuso nel cassetto, e usatelo! Usatelo per regalarvi un altro po’ di Vita, quella vera, quella entusiasta che “solo i giovani” dovrebbero avere.

Com’è bello ricordare di quando si era piccoli, il Natale brillava di luce e aspettativa, ma non tanto per i regali, no? Era scoprire se Babbo Natale ci avrebbe premiati. Anche lì ci chiedevamo… sono stato bravo quest’anno? E se Babbo Natale passava… sì, sì mi vuole bene! Ho fatto il bravo! Ed era una festa, una grande festa non per il cibo, io che sono golosa fatico a ricordare un cenone di Natale fino ai miei 10 anni. Quello che ricordiamo è l’atmosfera di festa che ci circondava, perché eravamo bambini, non pensavamo ai “doveri” natalizi, erano un dato di fatto. Il Natale si passa con chi ci vuole bene, anche se magari odiavamo la zia che ci stropicciava la faccia e temevamo i cugini più grandi. E i regali più belli erano quelli che ti lasciavano dentro qualcosa, quelli che ricordi per la vita, che ti facevano scoprire un lato di te creativo, sognatore, una tua dote.

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Ora siamo grandi, e il regalo deve essere qualcosa di ricercato, di desiderato, di utile, ma che costi poco, perché c’è la crisi. E poi, dove si fa il pranzo? E la cena? E la messa? Ci andiamo quest’anno oppure siamo troppo lontani da “Dio” per strisciare in una chiesa e fingere di aver fatto i bravi cristiani? E i parenti? Chi va da chi e cosa facciamo? Compriamo dei dolci, ma magari avranno già mangiato, bé prendiamo questi che costano poco e mal che vada li teniamo per Capodanno. E Capodanno? È così vicino, cosa farò? Con chi? Dove? Ma perché?

Forse, se la voglia di festeggiare ci passa, è comprensibile. Troppa aspettativa.

Allora facciamo i buoni per poter dire “Babbo Natale passerà anche quest’anno”, non compriamo o non ostentiamo cibi che impressionano amici e parenti, ma che distruggono un po’ alla volta qualche foresta dall’altro capo del mondo. Non dimentichiamoci i famigliari in difficoltà perché non siamo dell’umore di ascoltare. Non parliamo solo di noi stessi e dei nostri problemi, ma troviamo delle soluzioni insieme e attuiamole, potrebbero essere un nuovo sogno. Non regaliamo l’ennesimo taldeitalipiagiamacalzinicellularesoprammobile, creiamo qualcosa di diversamente piccolo e semplice, che parli al cuore e non al portafogli. Non rinunciamo a parlare con “Dio”, qualunque esso sia, perché ci vergogniamo di noi stessi. Non dimentichiamo gli altri meno fortunati, che ci saranno sempre, sempre, ma forse un pensiero buono per loro può fare una differenza soprattutto per noi. E non pensiamo e organizziamo niente che non sia desiderato dalla nostra anima, che non faccia del bene a noi e ai nostri cari. Accettiamo con semplicità la nostra vita e rendiamola più colorata, rendiamola una festa con la nostra allegria: ovunque saremo e qualsiasi cosa faremo, l’allegria sarà il sapore della giornata. E forse ce la faremo a cambiare qualcosa, e lo sentiremo dentro il solletico della speranza. Forse è questo che la crisi ci ha fatto dimenticare.

Quest’anno, quest’anno di crisi, quest’anno di sogni chiusi nei cassetti e di torpore energetico, quest’anno massmediatico, quest’anno di delusioni e rivincite. Quest’anno. Non pensiamo al Natale. Pensiamo alla Terra.

Pensiamo a quanto ci dona, nonostante il nostro continuo perseverare nei comportamenti sbagliati. Nonostante il continuo sopruso, in buona o mala fede che sia, il menefreghismo, l’egoismo fine a sé stesso, l’ipocrisia, che tutti noi adulti ormai conosciamo.

Pensiamo ai mari, sconfinati oceani, che ci circondano da sempre, dall’inizio del genere umano e animale e vegetale, che rischiano di non dare più la vita a nulla. Alle foreste, verdi e lussureggianti amazzoniche e montane, ai pini e ai salici che abbracciano il cielo con le loro fronde e donano ossigeno alle civiltà inquinate, sfruttate dal mercato per ottenere minerali, carne, profitto da ogni moda. Ai deserti infiniti, dorati, caldi e gelati, dove vivono e muoiono popolazioni in cerca di un rifugio, come lo siamo noi. Ai grandi ghiacci che sovrastano la linea dell’orizzonte montano, che riempie il cuore ad ogni uomo al guardarlo al tramonto; alle sorgenti trasparenti che nascono da loro, che creano i fiumi e i laghi. Dove andiamo a riprendere fiato, dalla città. Dove facciamo passeggiate romantiche e rilassiamo la mente. Quanto tempo abbiamo ancora per godere di questa vista? Quanti selfie potremmo farci ancora in mezzo a questi meravigliosi paesaggi?

Questo è il Natale. L’amore. La nascita. L’origine. La nostra origine è il mondo e il mondo è il nostro destino, che lo scegliamo o meno. È un dato di fatto. Sei un essere umano, hai la responsabilità del libero arbitrio. Questo Natale e quest’anno nuovo, non lasciare che tutto scivoli nel flusso trascinante del quotidiano, ma segui il tuo flusso. Scegli di riprendere in mano la tua vita, il tuo sogno abbandonato, il tuo potere di consumatore, di cittadino, il tuo pianeta. Scegli di Vivere Sostenibile. Sceglilo con noi.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2016, editoriale

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