Cibo: si spreca sempre troppo – parte 2

di Fabio Balocco

Proseguimento dell’articolo dell’edizione Febbraio 2017

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Cinque livelli di spreco alimentare, dicevamo.
Sul primario, ossia le eccedenze alla fonte, riporto la frase di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food: “Occorre un ripensamento del sistema produttivo, che fa sì che solo in Italia si lascino nei campi 1,4 milioni di tonnellate di prodotti ogni anno, spesso perché non è conveniente fare la raccolta.” Insomma, Petrini invita ad una revisione del sistema per evitare, molto banalmente, che frutta e verdura, talvolta anche di pregio, vadano al macero o non vengano raccolte. Da profano, non mi pare cosa semplice in un mondo purtroppo globalizzato, in cui prodotti che vengono dall’estero costano meno – nonostante il costo dei trasporti – di quelli italiani. Sugli altri livelli, tolto quello relativo al consumatore che lì ognuno di noi può lavorarci, quelli su cui si può fare molto, anche e soprattutto a livello legislativo, sono la distribuzione e la ristorazione.
Per quanto riguarda la prima, c’è da segnalare l’innovativo intervento legislativo francese del maggio 2015 ma attivo solo dal luglio 2016, che prevede che i supermercati di dimensioni superiori ai 400 metri quadrati stipulino accordi con le organizzazioni caritative al fine di ritirare quelle che diventerebbero eccedenze alimentari, ossia prodotti vicini alla scadenza e, qualora ciò non sia possibile, il cibo dovrà essere trasformato in mangime per gli animali o compost. Trasgredire a queste disposizioni concretizza un’ipotesi di reato, con pene fino a due anni di reclusione e 75 mila euro di multa. La legge prevede altresì il divieto per la grande distribuzione, di “rendere inutilizzabili” i prodotti scaduti o vicini alla scadenza rimasti invenduti, per esempio cospargendoli di candeggina, come molti fanno. La norma prevede infine una sensibilizzazione capillare, portando il tema nell’educazione scolastica.

Anche l’Italia ha, da metà 2016, una nuova legge sugli sprechi alimentari. Essa prevede disposizioni di carattere tributario e finanziario che semplificano la vita alle aziende che destinano prodotti alle onlus. In più potranno essere ceduti a titolo gratuito anche i prodotti agricoli che restano sul campo, così come le rimanenze di attività promozionali, i prodotti che stanno per scadere e quelli che non sono idonei alla vendita per alterazioni dell’imballaggio, ma che comunque siano ben conservati. Il pane in eccedenza potrà essere donato nell’arco delle 24 ore dalla produzione. Già, peccato che, a differenza della Francia, dove la sanzione è addirittura di carattere penale, qui da noi la sanzione per chi non si adegua non esiste. Per quanto riguarda la ristorazione, un provvedimento semplice semplice sarebbe quello che ogni ristorante consentisse o meglio addirittura invitasse i clienti a portarsi via gli avanzi del pranzo: il cosiddetto “doggy bag”. Per quanto riguarda invece le mense, io un’idea ce l’avrei: abolirle. Ognuno, in fabbrica od ufficio, si porti il mangiare da casa come si faceva una volta: molto più sano per la persona e molto più vantaggioso per l’ambiente!

Per approfondire: http://www.repubblica.it/ambiente/2015/05/27/news/petrini_lo_spreco_alimentare_deve_essere_reato_come_in_francia_-115383591/

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Presto arriva la Primavera! Il 21 marzo è il giorno dell’Equinozio primaverile

di Marilena Ramus

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Già nei tempi più remoti l’Uomo osservava il ciclo regolare degli astri e stabiliva su di essi la misura del tempo, il calendario. In Europa, uno dei primi osservatori pare che sia il sito neolitico di Stonehenge, in Inghilterra; basta vedere il preciso allineamento delle pietre con i quattro giorni particolari del ciclo solare, cioè l’Equinozio di primavera il 21 marzo, il Solstizio d’estate il 21 giugno, l’Equinozio d’autunno il 23 settembre e il Solstizio d’inverno il 22 dicembre. Ad ognuno di questi giorni – momenti magici segnati da festeggiamenti – i Celti hanno associato un albero: il faggio per il Solstizio invernale considerato come il primo giorno dell’anno, la quercia per l’Equinozio primaverile, la betulla per il Solstizio estivo e l’ulivo per l’Equinozio autunnale. Così i nostri lontani antenati hanno diviso il ciclo solare in quattro stagioni e concepito un oroscopo con gli alberi, associandoli a periodi particolari dell’anno in modo da conoscere le caratteristiche dei bambini che nascevano. Per i lavori agricoli, hanno inventato il calendario organizzato secondo i cicli della Luna e la data mobile della Pasqua ce lo ricorda ancora oggi.

Immersi nella natura che procurava loro cibo, medicine e materie prime, vivevano in armonia con essa. Noi invece alziamo ancora lo sguardo verso il cielo? Ci sentiamo felici guardando lo spuntar del sole, un bel tramonto, il cielo di una notte serena con la Luna piena? Sentiamo la gioia dentro di noi scorgendo Venere? O li abbiamo dimenticati?
Forse camminiamo nelle nostre città con lo sguardo rivolto a terra o – peggio ancora – concentrati sul telefonino con le orecchie tappate. Siamo sconnessi! Non guardiamo, non sappiamo, non riflettiamo, abbiamo consegnato ad altri la nostra vita, la nostra intelligenza. I mass media ci dicono cosa fare, cosa pensare, ci sovraccaricano di informazioni, ci paralizzano con la paura e così non ci accorgiamo che diventiamo loro schiavi. Vogliamo fare la scelta di vivere bene? Allora torniamo ai Fondamentali!
Uno di questi è la Natura. Ci aspetta! Con l’arrivo della primavera possiamo decidere di passare giornate immersi nel verde. La cosa importante è avere occhi nuovi:
– Guardiamo il verde dei prati: non è erba, ma centinaia, migliaia di specie di erbe selvatiche commestibili, medicinali, ornamentali che ci attirano con le loro varietà di forme, profumi, colori e la promessa di cibo buono.
– Osserviamo gli alberi e scopriamo ognuno di loro: quante personalità, quanti caratteri diversi: fusto, chioma, profumo, fiori e frutti, habitat e la complementarietà tra loro e le erbe che crescono sotto.
– Ascoltiamo i rumori della natura: la musica di rami e foglie mossi dal vento, il canto degli uccelli, uno strisciare, rumori di zoccoli, il mormorio dell’acqua che scende dalla montagna saltellando tra le rocce e caricandosi di un’energia potente che mette a disposizione di tutti gli esseri viventi.
– Sentiamo l’aria, la carezza di un soffio di vento o di un caldo raggio di sole. Gonfiamo i polmoni e facciamo entrare dentro di noi energia, tranquillità, pace, forza e poi liberiamo tensioni e tossine.
Fate l’esperienza straordinaria di stabilire una relazione armoniosa con la natura e scoprirete che è una sorgente di vita: con una semplice passeggiata, vi dona l’energia del cielo e della terra e vi permette di rigenerare corpo, mente e spirito.
Buona primavera a tutti!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Marzo 2017, sezione Orti e Giardini

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Chi Phat, un progetto di eco-turismo nel cuore della Cambogia

di Daniele Tavernari

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Il minuscolo caseggiato di Andoung Tuek, a quattro ore di bus da Phnom Penh, mi offre un primo assaggio della Cambogia più autentica. La frenesia, il traffico caotico e gli hotel della capitale lasciano il posto a paesaggi rurali, risaie e un silenzio interrotto solamente dallo zampettare di galline in libertà. Da Andoung Tuek io e altri viaggiatori saliamo su una piccola barca a motore, che risale un fiume le cui sponde sono costituite da fitte mangrovie. Il paesaggio e la vegetazione lussureggiante circostante ricordano “Cuore di Tenebra”. La nostra meta è Chi Phat, villaggio a ridosso della giungla nei Cardamomi orientali. Le attività economiche dei suoi abitanti si basavano, negli scorsi decenni, su bracconaggio e disboscamento indiscriminato.
È per questo che, nel 2007, l’associazione di salvaguardia ambientale Wildlife Alliance ha avviato un progetto di eco-turismo che ha coinvolto l’intera comunità locale. Agli abitanti di Chi Phat è stata data la possibilità di dedicarsi ad imprese turistiche quali guesthouse, ristoranti e soprattutto tour guidati. È nato così il CBET (Community-Based Eco-Tourism), il quale gestisce l’organizzazione, le prenotazioni e l’assegnazione degli alloggi e dei tour guidati in maniera equa ed efficiente.

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Si può prenotare online sul loro sito www.chi-phat.org e visionare le numerose attività proposte, tra le quali vi sono trekking, giri in mountain bike o kayak di uno o più giorni, con la possibilità di dormire nella giungla. Le guide accompagnatrici parlano inglese e i pasti sono inclusi.
Insieme a un giardiniere britannico conosciuto sul momento, decido di cimentarmi in un giro in mountain bike di 44 km attraverso la giungla, che di tanto in tanto offre riparo dal sole cocente. Il bagno nel torrente a fine giornata ci sembra paradisiaco! Tra le numerose opzioni di alloggio a diversi livelli di comfort scelgo l’homestay, ovvero il soggiorno presso l’abitazione di una famiglia locale. Speravo così di sperimentare al meglio lo stile di vita degli abitanti e le mie attese non sono state deluse, sebbene questo voglia dire adeguarsi a una “doccia” fatta versandosi l’acqua (molto pulita!) con una ciotola. Le altre comodità quali elettricità e wi-fi non mancano, soprattutto nel bar-ristorante del CBET, che tra l’altro offre pasti tanto saporiti ed abbondanti quanto economici. La compagnia di viaggiatori di ogni provenienza e dei loro racconti arricchiscono con risate e nuove conoscenze le serate nel villaggio.
Chi Phat rappresenta un progetto perfettamente riuscito di eco-turismo. Le nuove entrate per la comunità locale dimostrano ancora una volta come crescita e sostenibilità ambientale non siano in contraddizione, e i vantaggi dell’eco-turismo sono misurabili anche in termini socio-economici.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Marzo 2017, sezione Turismo Sostenibile

Italia con gusto e tradizione

GIAROLO

di Equotube

Si percorrono strade, si attraversano sentieri, si cavalcano colline e così si scoprono i segreti del pane, del vino, del formaggio, del cioccolato, dei dolci, del caffè, dei liquori.

Gli artigiani del gusto piemontese ci presentano i loro prodotti, le antiche tradizioni, le loro tipicità, i “gusti fatti in casa”: sono i prodotti tipici locali che permettono di vivere e assaporare il territorio. Il Piemonte offre tante soluzioni per chi ama il buon cibo e la tradizione: dal vino alla produzione casearia, dal riso al cioccolato… tante sfumature gustose pensate per chi vuole unire al piacere della tavola il gusto del viaggio.

Ecco alcune soluzioni pensate per voi.

Nasce nell’acqua, muore nel vino”, si usa dire nella pianura piemontese, dove il riso viene su in primavera, irrigato da decine di canali che si abbeverano nel Sesia e nel Ticino. Qui, tra Vercelli e Novara, si coltiva il 50 per cento circa della produzione risicola italiana. Sono terre d’acqua lontane dai canonici itinerari turistici. Eppure sanno stupire, con il mare a scacchi che riflette nuvole e cielo da aprile a maggio e che diventa un verdissimo prato inglese da giugno in poi. E se la primavera è il periodo migliore per concedersi un weekend vista risaia, autunno e inverno regalano il gusto di risotti fumanti e di poetiche brume sulle zolle rivoltate. All’interno di EquoTube molte sono le strutture immerse in questo splendido paesaggio, come Il Giarolo in Soggiorno Responsabile, alle porte di Cameriano, dove la colazione è come una volta, davanti al camino e dal balcone di sasso originale in estate si gode un bel tramonto ed il profumo dei fiori.

7 RAGGI

Oppure l’Agriturismo i 7 Raggi, dove il formaggio fa da protagonista sul territorio, come particolare espressione del complesso sviluppo della civiltà dell’arco alpino, in quel piccolo mondo che sono le Valli Ossolane, aperte alle antiche vie di comunicazione, ma che nello stesso tempo raccontano e salvaguardano usi e costumi di un tempo. E per chiudere un sorso di vino al Podere ai Valloni, alla scoperta di un territorio che un poeta definì “la dolce terra tra due fiumi”, tra le verdi colline di Ghemme che scendono ad incontrare le risaie della pianura Novarese, lungo la Strada del Vino. Questa terra è genuina e discreta come l’antica tradizione contadina e ad ogni passo regala sorprese improvvise. Qui il tempo è a misura d’uomo, scandito dai ritmi della natura e dal lento invecchiare di pregiati vini.

VALLONI

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Spezie, aromi e sapori in viaggio

di Equotube

Viaggiar con gusto o per il gusto di viaggiare? Quante volte avete scelto una meta anche in base alle prelibatezze del territorio e alle curiosità culinarie del luogo? Un libro, una fotografia, un racconto, un assaggio: tutto può far nascere in noi il desiderio di provare il vero sapore di quell’ingrediente che tanto stuzzica la nostra fantasia. Oppure, il viaggio diventa un vero e proprio itinerario attraverso i sensi, per assaporare un paese attraverso le sensazioni che il cibo può dare. Ed ecco il mondo diventare una fusione di spezie, aromi e sapori, dove i confini sono segnati dai profumi e non da linee geo-politiche, dove il sorriso è accompagnato da una tazza di buon tè o da un sorso di frutta distillata. Perché in fondo, se ci ripensate, ogni vostro viaggio è accompagnato da un ricordo “gustoso”: aromi, sapori e soprattutto la buona compagnia di un pasto assaporato al massimo e mai affrettato. Un momento per rallentare il ritmo, sedersi e godersi un attimo di qualità.
Ecco allora le due idee che abbiamo selezionato per voi, ma potrete trovare anche altri viaggi alternativi sul nostro portale dedicato ai lettori di Vivere Sostenibile.

Sri Lanka

SRI LANKA

Sri Lanka – La via della cannella e del té Ceylon, la patria dell’infuso che esporta in tutto il mondo. Lo Sri Lanka da sempre è ricordato per questa sua caratteristica ed effettivamente la produzione di tè costituisce buona parte dell’economia interna. Le piantagioni – una volta tristemente note per sfruttamento e storie di povertà – oggi diventano occasione di virtuosi progetti di sviluppo del fair trade: per ognuna di esse c’è un villaggio per i dipendenti, una scuola, un medico, un dispensario ed un supervisore. Non un lavoro facile: occupa otto ore al giorno, sei giorni alla settimana, le donne raccolgono a ritmo serrato i germogli e le due foglioline terminali di ogni piantina e le mettono nel sacco che portano sulle spalle e che reggono con una bretella appoggiata sulla fronte. Il tè dello Sri Lanka è tanto pregiato da essere definito “lo champagne del tè”. Tappa obbligata è Nuwara Eliya, la “città della luce” a 2000 metri di altitudine, un mix tra cultura inglese e locale, un’oasi di profumi ed aromi, con diverse piantagioni. Al tè si aggiunge un’altra deliziosa spezia, che rende lo Sri Lanka celebre: la cannella. Era chiamata la “via della cannella” una famosa rotta marittima, percorsa da grandi velieri, che dall’Indonesia raggiungevano le coste dell’Africa e sostavano in Sri Lanka, per riempire di cannella le loro capienti stive. Il viaggio via mare durava cinque anni tra andata e ritorno e poteva contare soltanto sulla forza motrice del monsone. Il solo nome della cannella a quei tempi bastava a sprigionare un profumo di magia sacra e profana e ad evocare balsami prodigiosi e misteriosi poteri. La cannella era più preziosa dell’oro. Un viaggio in Sri Lanka è anche questo: un percorso tra spezie, profumi e sapori antichi, che rivivono ogni giorno in un paese che cambia e si distingue per itinerari splendidi.

Armenia

ARMENIA

Armenia – Un’esperienza di sapori Si dice che gli armeni esprimano il loro amore attraverso la loro cucina, e chiunque abbia mangiato in Armenia concorderà. Il cibo armeno è una fusione di profumi e sapori di Oriente e Occidente, che mescola verdura, carne, pesce e latticini con erbe aromatiche di montagna, per creare una cucina unica. Gli ingredienti freschi sono alla base di specialità come il dolma (un ripieno di carne e riso avvolto in foglie di vite) o il khashlama (agnello bollito servito nei riti di passaggio). Ma soprattutto nessuna visita in Armenia si può considerare completa senza l’assaggio del khorovats: succulenti bocconi di manzo, agnello, maiale, pesce o pollo, marinati e grigliati sul fuoco a legna, insieme a melanzane, pomodori, peperoni e altre verdure! Un gusto da assaporare accompagnato dal profumo del pane appena sfornato, prodotto base della dieta armena. Il pane tipico più famoso dell’Armenia è il lavash, una sfoglia sottile che si prepara in un forno speciale di terracotta, scavato nel terreno, che si chiama tonir. La preparazione del lavash ha una tradizione secolare e assistervi è un’emozione da non perdere. L’Armenia è anche famosa per il brandy e per un crescente assortimento di vino. Durante la conferenza di Yalta, Stalin offrì del brandy armeno a Churchill, che ne fu talmente colpito da richiedere che gliene fossero spedite diverse casse. La fortuna del gusto deriva dal fatto che il brandy armeno viene preparato con l’acqua di sorgente e la più raffinata selezione di uve della piana dell’Ararat. E così il brandy si va ad aggiungere all’oghi (grappa), creata nei villaggi con molti tipi di frutta (mora, albicocca, uva, ciliegie). Un mix di gusti che si andrà ad unire nei numerosi kenats (brindisi) che potrete fare in famiglia, in un’atmosfera accogliente e festosa.

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Speciale Alimentazione Naturale

Questo mese abbiamo parlato di alimentazione naturale. Siamo convinti che il nuovo modello di sostenibilità debba fondarsi su abitudini nuove e più consapevoli, partendo da quelle più piccole e frequenti: cosa mangiare? E perchè?

Le attività elencate qui sotto hanno scelto di farsi portavoce di questa nuova (e antica) consapevolezza, mettendo a disposizione le loro capacità, e non solo, verso i propri clienti e i nostri lettori! Qui potete leggere ciò che ci hanno raccontato sul numero di Marzo 2017.

Quindi, scorrete per conoscerle tutte!

pronvincia di Vercelli:

La Bottega Vegana

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Tanti prodotti per ogni esigenza alimentare – Dalla fine di novembre 2016 a Borgosesia, è aperta La Bottega Vegana, dove puoi trovare un ampio assortimento di prodotti biologici e naturali, adatti ai celiaci e a chi ha problemi di intolleranze alimentari, ma anche alimenti tradizionali come cereali, legumi e farine. La scelta di aprire un negozio di questo tipo, viene incontro all’esigenza di molte persone di adottare un’alimentazione sana ed equilibrata, utile al proprio benessere e per prevenire molte malattie. Per alimentazione sana ed equilibrata, intendiamo un’alimentazione varia, cioè… leggi tutto

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L’isola che non c’è

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Negozio di alimentazione biologica ed erboristeria, nasce nel 2003 dalla passione per la ricerca di una cucina gustosa e fantasiosa, ma soprattutto sana e naturale. Alessandra, la titolare, con amore e serietà, si è dedicata negli anni ad offrire ai propri clienti un’ampia gamma di prodotti biologici certificati delle migliori marche, tra cui Ecor, Baule Volante, Finestra sul Cielo, Ki Group. Anche frigoconservati e ortofrutta selezionata. Un piccolo negozio, nel bel centro storico di Varallo, che sfida ogni giorno i grandi punti commerciali offrendo i consigli giusti, la cortesia, il calore che fidelizza il cliente… leggi tutto

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provincia di Verbania (VCO):

Sali e Pistacchi

salie pistacchiNel 2013 nella centralissima piazza Mercato a Domodossola, nei locali di un ex tabaccheria, nasce Sali e Pistacchi, un bar-ristorante bio-vegan, un luogo d’incontro dove sentirsi a casa, ascoltare una conferenza, un concerto o semplicemente lasciarsi andare alla lettura di un buon libro. Le nostre scelte sono frutto di una profonda riflessione che ci spinge con forza verso la vera sostenibilità e l’armonia tra tutti gli esseri e il nostro pianeta: vegan perché riteniamo che sia la via migliore che ci permetterà di sopravvivere invertendo la rotta; scegliamo solo prodotti biologici, biodinamici o provenienti da agricoltura non invasiva e priva di sostanze chimiche dannose… leggi tutto

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Il Fior di Loto – Cuorebio di Omegna

image3Il Fior di Loto, ormai storica realtà del territorio, inizia la propria attività nei primi anni ‘90 (all’epoca chiamato “Gli Elementi”) come erboristeria e negozio di macrobiotica; nel 1998 cambia gestione e nome, che con l’arrivo degli allora proprietari diventa Calicantus e porta avanti l’attività di erboristeria, incrementando alcune referenze alimentari. È Nel giugno del 2006 che arriva l’attuale gestione ed il nome “Il Fior di Loto”. Viene deciso di aderire alla catena di negozi specializzati “Cuorebio”, che raccoglie circa 270 punti vendita. L’interesse e le richieste dei clienti crescono e gradualmente passiamo dai 500 articoli presenti allora in negozio ai circa 4000 di oggi, garantendo, a chi cerca un prodotto biologico certificato, tracciato e di qualità un assortimento pressochè completo di prodotti. “Da noi potrete quindi effettuare una spesa a 360 gradi di prodotti freschi e conservati” dice Alberto Vismara, socio e titolare del negozio. “La passione e dedizione che mettiamo quotidianamente in quello che facciamo, ci ha permesso di crescere e negli anni di affermarci come una realtà importante sul territorio… leggi tutto

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provincia di Novara:

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100_1815Il pane a lievitazione naturale con pasta madre viva
Le proprietà e i benefici del pane a lievitazione naturale ottenuto con pasta madre viva e farine biologiche macinate a pietra sono molteplici […]:
il lievito madre si ottiene dall’acidificazione naturale di acqua e farina, nel quale sono presenti dei microrganismi che danno il via al processo di fermentazione e successivamente alla lievitazione dell’impasto. Questo è un processo che non bisogna accelerare con agenti chimici perché la lenta fermentazione permette la crescita e lo sviluppo dei batteri benefici (lactobacilli). Questi batteri producono acidi lattici e acetici che esplicano un notevole numero di funzioni benefiche… leggi tutto

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Ristorante Pàscia

ESC_5122_01Lo Stile del Nutrire Consapevole secondo Natura, Ritornando alle mie Radici”.
Nel mondo della ristorazione e non solo, si parla sempre di “far da mangiare”, al Pàscia faccio “Nutrizione” e non è certo retorica.
Il mio obiettivo è accompagnare gli ospiti in un suggestivo percorso volto ad un approccio diverso con gli alimenti, prestando attenzione all’equilibrio tra lo stato di Benessere e la Consapevolezza: un vero e proprio ritorno alle nostre radici.
Tutto questo è mosso da un fine nobile e dall’esigenza profonda di diffondere il pensiero che unisce Alimentazione e Benessere psicoemofisico… leggi tutto

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I Sapori di Nonna Fiordaliso

pane zucca2È un laboratorio di preparazione e vendita di alimenti naturali, tradizionali e biologici.
Le nostre scelte: utilizzare materie prime provenienti da produttori che abbiano a cuore il rispetto della Terra e delle Persone, avvalersi della tradizione e delle esperienze lavorative messi a confronto con la ricerca nell’ambito della relazione tra cibo e salute. Non utilizzare burro, zucchero, uova, coloranti, conservanti, miglioratori. Seguire metodi e tempi naturali di preparazione per mantenere inalterate le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche dei prodotti della Terra. Il piacere dei colori, delle forme e dei profumi. Macinare a pietra direttamente in laboratorio la maggior parte dei chicchi di cereali utilizzati. Utilizzare frutta e verdura fresca e di stagione leggi tutto

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Cascina Canta

isa-maddalena_-29Tradizione e Natura: un’azienda a conduzione familiare che mantiene inalterati i principi con cui è nata: la coltivazione naturale, la rotazione delle colture e la conservazione di grani antichi. La cascina è un patrimonio storico per le nostre terre: antichi documenti attestano che esisteva già nel 1595 e pare che fu la famiglia del pittore Angelo de Canta a costruire il complesso. Ad inizio novecento divenne rifugio per briganti dopo le scorribande e per questo motivo rimase trascurata per molti anni. Nel 1966 Eusebio e Bianca abbandonano le loro zone di origine nel vercellese e arrivarono nel novarese, dove si innamorano della cascina e, noncuranti delle cattive opinioni a riguardo, decisero di acquistarla… leggi tutto

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provincia di Pavia (sconfiniamo con un’attività vicina a noi!)

Cascina Bosco

IMG_1665Nicorvo: agricoltura che rispetta la Natura
Un chinesiologo, un’antropologa, una ribelle e una cascina circondata dai campi di riso. Siamo Roberto, Ilena e Cloe. Cascina Bosco è la nostra casa e la nostra terra che coltiviamo con rispetto e devozione, senza avvelenarla, senza consumarla. Roberto conduce le terre di famiglia, io mi occupo dell’orto sinergico e di autoproduzione, Cloe è nostra figlia ed è la ragione per cui abbiamo convertito tutta l’azienda agricola al biologico, nel rispetto della natura e del suo futuro.
Abbiamo scelto di vivere in mezzo alle risaie, lontano dalla città, nella cascina ottocentesca che era dei nonni e che abbiamo restaurato secondo i criteri della bioedilizia, usando terra, paglia e legno. Questo perché il contatto con la natura ci rende sereni e perché crediamo che uno stile di vita diverso… leggi tutto

 

Olio di palma: il prezzo nascosto di una filiera insostenibile – prima parte

di Mirko Busto, ricercatore e ingegnere ambientale

Olio di palma sì, olio di palma no. Nel marasma di notizie pubblicate durante questi mesi, a favore o contro questa sostanza, molto spesso ci si è concentrati sul singolo particolare invece che sull’insieme. La questione olio di palma meriterebbe invece uno sguardo più ampio, in quanto le conseguenze negative del suo utilizzo impattano enormemente in molti ambiti diversi ma collegati tra loro: la filiera dell’olio di palma è insostenibile dalla coltivazione, alla lavorazione, al consumo. E sempre più studi e ricerche ormai lo dimostrano. L’unico motivo per cui una parte dell’industria continua a insistere sull’olio di palma è la sua economicità. L’olio di palma è conveniente. Ma mentre alcune multinazionali da decenni si arricchiscono utilizzando questa sostanza – ormai onnipresente in alimenti, cosmetici, prodotti per l’igiene, biocombustibili etc. – c’è chi ci ha perso e continua a perderci parecchio.

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Land grabbing
La rincorsa all’olio tropicale ha comportato e tuttora comporta l’accaparramento di terre da parte di multinazionali agroindustriali e governi stranieri ai danni di comunità locali di diversi Paesi del sud del mondo: dopo l’Indonesia ora è il turno di Africa e Sud America. Il fenomeno del land grabbing è stato recentemente denunciato da varie ong e associazioni, tra queste la Conferenza Episcopale del Camerun, CALG – Coalition Against Land Grabbing, Aman l’organizzazione per la difesa dei diritti dei popoli indigeni, Grain, Source International, Oxfam e Rettet den Regenwald, solo per citarne alcune. Nel 2016, per la prima volta, la Corte Penale Internazionale ha equiparato i crimini ambientali e il land grabbing, ossia i crimini commessi in tempo di pace in nome del profitto, agli altri crimini di guerra: crimini contro l’umanità. Di cui anche l’olio di palma è complice.

Deforestazione e inquinamento
Oggi, a causa della crescente domanda mondiale di olio di palma la distruzione di foreste per far posto alla coltivazione di palme da olio coinvolge sempre più nazioni (se ne contano 43), con importanti impatti sull’ambiente e sulla biodiversità. A partire dal 1989, i maggiori tassi di deforestazione sono stati registrati nel Sud-Est asiatico, in particolare in Indonesia e Malesia, dove più della metà di tutte le palme da olio sono coltivate su terreni sottratti alle foreste (solo in Indonesia sono andati persi 6 milioni di ettari di foresta tropicale in dieci anni) e, in particolar modo, delle torbiere, aree in grado di assorbire grandissime quantità di anidride carbonica e di incidere in maniera significativa nella regolazione del clima. L’inquinamento dei suoli e delle acque, a causa del massiccio uso di pesticidi nelle coltivazioni e l’inquinamento dell’aria provocato dal continuo propagarsi di incendi per far spazio alle piantagioni è arrivato a livelli insostenibili. Basti pensare che, a causa di questa produzione, Paesi neanche lontanamente industrializzati come l’Indonesia hanno conquistato in pochi anni il podio nella classifica dei maggiori inquinatori al mondo, raggiungendo i livelli di Cina e Stati Uniti per emissione di gas serra. Oggi, dopo aver distrutto questi due Paesi, l’industria dell’olio di palma si sta spostando in altri luoghi. Il problema infatti sorge con il tempo: le palme da olio coltivate in questi terreni ne prosciugano la parte fertile e dopo una ventina d’anni ne rendono impossibile l’impiego. L’unica soluzione è l’abbandono. E con una domanda di olio di palma sempre crescente non resta che colonizzare altri territori.
Per il futuro, le più grandi aree di foresta tropicale prese di mira da questa industria sono in Africa e in Sud America, dove oltre il 30% delle foreste all’interno di terreni adatti per le piantagioni di palma da olio è senza protezione. La denuncia arriva dalla Duke University che in uno studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE, che ha preso in considerazione 20 paesi e analizzato circa 25 anni di immagini ad alta risoluzione di Google Earth e del satellite Landsat, ha formulato una previsione, sulla base di modelli, di dove è più probabile che in futuro si verifichino le maggiori deforestazioni, a causa di assenza di politiche di tutela.

La seconda parte dell’articolo vi aspetta sul prossimo numero di
Vivere Sostenibile Alto Piemonte!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Marzo 2017, sezione Speciale Alimentazione Naturale

Trattamento delle allergie secondo la medicina tradizionale cinese

di Paola Massi, operatrice Tuina

L’arrivo della primavera segna l’inizio di un nuovo ciclo annuale, poiché dopo il freddo e buio inverno la natura rinasce a nuova vita con un’esplosione di colori e profumi. Purtroppo questo momento non è vissuto con gioia da tutti, poiché il fiorire della natura corrisponde per molti al ripresentarsi di un fastidioso problema: l’allergia. Per la medicina occidentale la rinite allergica è dovuta a un’eccessiva reattività del sistema immunitario, un sistema il cui scopo è difendere l’organismo da “agenti esterni” ritenuti estranei e, nel caso delle allergie stagionali, ritenuti erroneamente nocivi.

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Secondo la Medicina Cinese è la Wei Qi, o energia difensiva, che ci protegge dai fattori patogeni esterni quali vento, freddo, umidità, canicola e secchezza. Quando questa energia è debole, la persona è incline a prendere raffreddori e a contrarre influenze nella stagione invernale. Ma il ruolo dell’energia difensiva si estende anche alla protezione del corpo contro acari, pollini, polveri e peli di cani e gatti. Una Wei Qi debole sarà quindi causa di allergie stagionali e/o allergie respiratorie. Questa energia difensiva è il risultato della trasformazione degli alimenti e delle bevande da parte del sistema Milza/Stomaco supportato dai Reni; essa circola al di fuori dei meridiani, nella pelle e nei muscoli, riscalda, umidifica e regola la chiusura e l’apertura dei pori. Il Polmone è l’organo che diffonde la Wei Qi che è di natura Yang e lo Yang di Rene è la sorgente di tutte le energie Yang del corpo: questa è la ragione per cui la resistenza ai patogeni esterni è determinata non solo dalla forza dell’energia del Polmone, ma anche dallo Yang di Rene. Un vuoto dell’energia difensiva di questi due organi, che può essere di natura congenita o dovuto a problemi insorti durante la gravidanza o la crescita, è quindi la causa di un sistema immunitario debole. Secondo questa medicina “energetica” anche un Fegato non in equilibrio  è coinvolto nelle allergie stagionali. Per i medici cinesi tutte le reazioni istintive di difesa sono sostenute dall’energia epatica, l’istinto alla “lotta o fuga” appartiene a questo organo e il sistema immunitario si prepara conseguentemente all’azione di attacco o di difesa ogni qual volta si presenta una situazione di pericolo. Ebbene in Medicina Cinese l’allergia stagionale è l’espressione di una debolezza dell’energia polmonare concomitante a un eccesso dell’energia del Fegato che in primavera si trova fisiologicamente al massimo della sua espressione funzionale (vedi numero 10 di Vivere Sostenibile Alto Piemonte articolo “La primavera e il Fegato”). L’apparato respiratorio non sarà in grado di fungere da barriera alle sostanze presenti nell’aria che penetreranno in profondità nell’organismo trovando un‘energia epatica difensiva in doppia allerta, sia perché è primavera, sia perché il Polmone non protegge le “porte di entrata”.

La Medicina Cinese, agopuntura e massaggio Tuina, si rivela un ottimo strumento nel trattamento di questo tipo di allergie, poiché rinforza le energie dell’organismo ristabilendo l’equilibrio. Sarebbe efficace rinforzare il sistema immunitario in inverno, giocando d’anticipo, e seguire alcune regole alimentari della dietetica cinese limitando gli alimenti dal sapore piccante, perché indeboliscono il Polmone e aumentando quelli dal sapore agro-acido che tonificano il Polmone e calmano il Fegato.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte inedito del mese di Marzo 2017, sezione Benessere Corpo e Mente

Fa’ la cosa giusta 2

di Enrico Marone

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Guardo il numero di febbraio e penso che siamo arrivati ad un traguardo per niente scontato. Un anno di vita! Quindi vai con l’autocelebrazione. No, no, frena, frena…
In questo anno di vita ci siamo addentrati in una vera foresta fatta di associazioni, attività commerciali, progetti, professionisti, gite incantevoli, animali sereni, idee, speranze, ma soprattutto persone. Madre Natura, lo sappiamo, ci fornisce tutto ciò che ci serve, è bellissima e sacra allo stesso tempo. Noi, partiti col nostro piccolo zaino di esperienze e desideri personali, ci rendiamo conto di aver esplorato solo una piccola parte di questa grande foresta. Ma la scoperta più interessante sono state proprio le persone, quelle che si rendono conto di essere parte di questo grande disegno e non si accontentano di sopravvivere e bivaccare sul pianeta. Dal semplice consumatore un po’ più consapevole, all’agricoltore bio, all’operatore olistico, fino all’attivista che difende con la sua fisicità il proprio territorio, ecc… Non ve li posso elencare tutti. Una foresta umana in quella di Madre Natura. E man mano che procedevamo, numero dopo numero, si faceva sempre più strada una consapevolezza: siamo in tanti e con una nostra biodiversità (umanodiversità? Bleah, brutto termine) che è una garanzia di energia, vitalità, rinnovamento, voglia di fare, di cambiare. Ed è proprio quest’ultimo il verbo fondamentale. Qualcosa sta cambiando (non ci stanchiamo di dirlo) ed il motore di tale cambiamento siamo proprio noi, con ciò che pensiamo e facciamo. Per ora il cambiamento è lento e del resto le resistenze da parte degli interessi economico-finanziari legati al vecchio modo di intendere lo sfruttamento di risorse e persone, sono molto forti. Anche le abitudini e la subcultura sono ostacoli talvolta sfibranti. Ma quando la rivoluzione comincia a muoversi non si può più fermare ed è questa la nostra grande speranza. Noi proseguiamo l’esplorazione con il nostro piccolo zaino, più ricco di esperienze e conoscenze che vogliamo condividere con voi, che siete l’essenza di tutto questo. Certi di fare ancora una volta “la cosa giusta”.

Saremo a Fa’ la Cosa Giusta a Milano dal 10 al 12 Marzo: venite a trovarci!

Leggi gli editoriali di Giulia e Rossana!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Marzo 2017, editoriale

Un anno dolce e salato

di Rossana Vanetta

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Chi ha già letto i miei articoli su questo giornale, anche senza essere dotato di un grande intuito, avrà percepito che sono una persona propositiva, solare, piena di voglia di vivere e di mettermi in gioco. Vero, verissimo. Ma anche falso. Perché c’è anche una parte di me che si lascia abbattere da una difficoltà improvvisa o una porta chiusa; una parte fragile che rivela crepe dalle quali filtrano quella luce grigia che cerco di combattere e quella stanchezza alimentata da giornate frenetiche.
È un anno che ci frequentiamo, di persona, virtualmente o tramite la rivista. Voglio quindi essere sincera con voi e dirvi che questo meraviglioso anno di Vivere Sostenibile Alto Piemonte è stato anche terribile. Cari lettori, forse non sapete quanto sudore c’è stato dietro ogni numero, ogni foglio di carta (riciclata) che avete tra le mani. Quanti incidenti di percorso (macchine rotte, ruote bucate, tendini stirati…), quanti “non mi interessa”, “non credo in questo progetto”, quante notti sul pc, quanti week end trascorsi a lavorare.
Diffidate da chi vi dipinge tutto come oro, sappiamo benissimo che dietro a un “va tutto bene” si nasconde un mare nero che a volte abbiamo paura a sondare, noi stessi in prima persona.
In fondo io credo che sia giusto così: sono convinta che la vita sia Yin e Yang, zucchero e sale, l’ombra che fa brillare le stelle. Quindi i nostri piccoli incidenti, da segni di cattivo auspicio come si potevano interpretare, sono stati delle “prove iniziatiche”; le mie giornate da frenetiche diventano “dinamiche” e il sudore e le difficoltà sono motivi di orgoglio. Ed è questa la magia quotidiana dell’alchimia moderna.
Vivere Sostenibile Alto Piemonte sta mettendo in rete meravigliose realtà del nostro territorio, sta spronando semi di crescita e di cambiamento, sta informando i cittadini sull’insostenibilità di alcune scelte e le possibili alternative, sta fornendo esempi concreti e modelli da adottare.
Ora mi fermo, perché potrei sciogliermi in lacrime, per le gioie di quest’anno e anche per i “dolori”, ovviamente. Ma non prima di aver ringraziato e augurato a tutti voi un buon primo compleanno!

Leggi gli editoriali di Giulia ed Enrico!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Marzo 2017, editoriale