Speciale Benessere Olistico

Il Benessere Olistico è un settore che comprende molte discipline e conoscenze antiche e nuove… per approfondire meglio alcuni professionisti dell’Alto Piemonte ci hanno parlato del proprio lavoro.

Scopriteli tutti qui sotto!

Fare prevenzione è fondamentale

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Il termine prevenzione indica la possibilità di agire prima che qualcosa avvenga, di anticipare un evento e quindi di ridurre conseguenze negative che esso potrebbe avere. Nell’ambito della salute, dopo diversi anni di esperienza…

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La moneta buona si ispira alla natura

di Alessandro Brandoni – Piemex

“Tendo a fidarmi maggiormente di poeti e filosofi che degli economisti.” (cit.)
Solitamente mi identifico senza fatica in questa osservazione di incerta paternità. Niente di personale intendiamoci; è che la pretesa di voler ricondurre una scienza sociale, quale dovrebbe essere la materia che sovrintende alla gestione e all’indirizzo delle risorse, a grafici ed equazioni matematiche che tengono poco conto o considerano in maniera distorta o fuorviante la variabile “uomo”, sia quantomeno velleitario. Non me ne vogliano quindi i tanti ottimi studiosi (e ce ne sono di veramente preparati nonché illuminati) delle “regole” (nomos) della “casa” (oykos) ma la sensazione che, soprattutto negli ultimi anni, la maggior parte di loro sia stata costretta a dover riconsiderare proiezioni e previsioni dell’andamento dei dati macroeconomici la dice lunga sulla possibilità reale della corretta interpretazione degli stessi. La sensazione poi che alcuni di questi siano in qualche modo asserviti alle esigenze dei potenti di turno è qualcosa di più di una semplice percezione. Giova ricordare al riguardo come il teorema Reinhart-Rogoff, che ha dato copertura accademica alla scelta mitteleuropea di perseguire le politiche di austerità, sia stato totalmente confutato da un ragazzino neolaureato che ha individuato un banale errore di calcolo nella tabella excel. La Grecia ha subìto un vero e proprio massacro sociale a causa di quella “svista”; nessuno ha chiesto scusa; forse è stata vittima di una decisione già presa che necessitava solamente di un pretesto autorevole per essere resa operativa? Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo però nel mirino della Trojka sono finiti Spagna, Portogallo e Italia. Su un aspetto però è facile trovarsi completamente d’accordo con gli studiosi delle discipline già indagate da Aristotele e Platone, ed è la definizione che universalmente viene data della moneta: il “sangue dell’economia”. Già proprio il sangue, la linfa vitale che nutre, veicola, difende, purifica, circola e scorre ininterrottamente negli esseri viventi. Scorre, ricircola (si calcola che mediamente il cuore di un uomo pompi ogni giorno circa 700 litri di sangue, circa 100.000 battiti, a fronte di una presenza effettiva di 5-6 lt) apporta i benefici vitali a tutto l’organismo senza che alcun organo, capillare, cellula o tessuto trattenga ciò che riceve. pila monete germoglio_1
Tutto in armonia, in equilibrio e in costante allerta verso i nemici più pericolosi e letali: gli accumuli e le emorragie. È facile per il lettore cogliere la metafora e comprendere quindi quale dovrebbe essere la corretta funzione della moneta. Mezzo di scambio e misura di valore per i beni e i servizi, nonché per il tempo dedicato a produrli ed erogarli, che soddisfano i nostri bisogni e le nostre esigenze; con posizioni debitorie e creditorie alla ricerca del costante equilibrio. Non strumento di arricchimento o prevaricazione e men che meno elemento speculativo che determina drenaggio di risorse verso centri di potere economico finanziario sempre più ingordi e sempre più distanti. Il modello Sardex offre un esempio sano di come dovrebbe funzionare la moneta. All’interno del circuito (paradigma del sistema cardiocircolatorio) ogni associato offre una parte della propria potenzialità di produzione e consumo in proporzione alla propria funzione e dimensione in un’ottica collaborativa senza competitività esasperate (così come nel nostro organismo un capillare non si duole certo del fatto che i reni vengano maggiormente irrorati): non appena si realizza una vendita subito si pensa a come utilizzare i crediti in acquisto (il sangue si riceve e si rilascia immediatamente) le risorse e i profitti restano sul territorio (senza emorragie quindi) la circolazione dei crediti genera un transato che non sarebbe realizzabile solo in base alla liquidità disponibile (ricordate i pochi litri di sangue che per il nostro cuore si centuplicano?). Ispirandosi alla natura quindi la moneta che circola e ricircola diventa generatrice di valore, non solo economico ma anche sociale, culturale e formativo e, al pari degli esseri umani che, riuscendo a raggiungere e consolidare una dimensione armonica con sé stessi e con gli altri, migliorano le proprie prestazioni (una persona sana e in equilibrio con la natura, corre più veloce, salta più in alto, acuisce i sensi, aspira meritatamente alla felicità) anche la moneta “buona” fa cose straordinarie, rivitalizzando il tessuto economico locale e offrendo spazi di autentica espressione di talento passione e competenza imprenditoriale inimmaginabili nel mercato tradizionale. Del resto di piccoli e grandi miracoli quotidiani è ormai costellata la storia di Sardex e già si colgono i segnali perché lo possa essere anche quella di Piemex e di tutti gli altri circuiti regionali.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, sezione Scelte Ecosostenibili

Menopausa in medicina tradizionale cinese

di Paola Massi, operatrice tuinà

dragon-2634391_1920Dopo il concepimento, nelle ovaie del feto femmina si trova una gran quantità di ovuli (circa 1 o 2 milioni) che diminuisce già dalla nascita fino al completo esaurimento in menopausa. Questo periodo, che nella donna corrisponde all’interruzione del ciclo mestruale, è preceduto da una fase chiamata climaterio che può durare fino a qualche anno prima della completa cessazione del mestruo (non meno di sei mesi). Il climaterio e la menopausa sono caratterizzati da una serie di sintomi fisici ed emotivi che variano in intensità, a seconda dello stile di vita della donna e delle sue abitudini alimentari nell’arco della vita. La Medicina Cinese interpreta la menopausa come un profondo mutamento energetico che si estende oltre i cambiamenti fisici, coinvolgendo la mente, le emozioni e lo Spirito di una donna. Con l’avanzare dell’età la nostra energia diminuisce e i Reni che sono la sede dell’energia vitale, sono tra i principali responsabili degli squilibri che si manifestano durante la menopausa. La loro energia diminuisce in entrambi gli aspetti yin e yang, dove lo yin rappresenta i fluidi che nutrono il corpo e lo yang l’energia e il calore. Nel caso in cui lo yin sia deficitario ci saranno sintomi quali vampate, sete e gola secca, sudori notturni, urine scarse e scure, astenia, stitichezza e secchezza vaginale. Con il progredire del consumo dello yin, si presenteranno manifestazioni da calore-vuoto che interesseranno il Cuore con sintomi di carattere emotivo quali ansia, depressione, insonnia e palpitazioni. Quando lo yang renale è insufficiente avremo mancanza di calore nel corpo, quindi freddolosità, urine frequenti, chiare e abbondanti, apatia, dolori alla zona lombare e ginocchia. Spesso vi è carenza di entrambi questi aspetti, con manifestazione di sintomi combinati. Un altro organo coinvolto in questo processo è il Fegato che riveste un ruolo molto importante nella salute della donna, poiché regola il libero fluire dell’energia e del sangue (ciclo mestruale), così come quello delle emozioni. In menopausa il coinvolgimento del fegato nei suoi aspetti yin e yang conduce a sintomi quali secchezza (occhi, unghie, capelli, vagina), visione offuscata, crampi, insonnia, unghie fragili, forte cefalea, irritabilità, acufeni e vertigini. Il corpo esprime così la sua richiesta di aiuto, in un momento in cui la sua energia sta naturalmente diminuendo. È quindi importante ascoltare le sue esigenze riposando più a lungo e accettando il fatto che non si riescano più a sostenere ritmi di vita troppo intensi. Anche l’alimentazione dovrebbe essere calibrata in base alle carenze energetiche manifestate dai vari organi. Un valido aiuto è rappresentato dalla medicina cinese che riequilibra le energie migliorando lo stato di salute attraverso l’agopuntura o i trattamenti tuina, e pratiche quali il qigong e il tai chi che insegnano a respirare, meditare e a raggiungere un profondo senso di benessere aumentando il livello dell’energia vitale. Per una donna la menopausa rappresenta l’opportunità di guarire e rafforzare il proprio corpo bilanciando e armonizzando le energie, affinché questo momento di trasformazione rappresenti un nuovo inizio che la aiuti a scoprire, perseguire o completare quella che è la missione della sua vita.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, sezione Speciale Benessere Olistico

Le idee di un amministratore virtuoso Intervista a Marco Boschini

a cura di Giovanni Santandrea, Transition Italia

Un po’ di notizie per presentare Marco Boschini

io2A neppure 43 anni ha già alle spalle un intenso e brillante percorso politico. A soli 25 viene eletto consigliere comunale a Colorno, che è’ un paese di poco meno di 10mila abitanti, ad una ventina di chilometri a nord di Parma, quasi al confine con la Lombardia. Dopo 5 anni diventa assessore all’Ambiente, Patrimonio ed Urbanistica, carica che ricoprirà per 10 anni, fino al 2014. E’ tra i fondatori, e attuale coordinatore, dell’Associazione dei Comuni Virtuosi che è una rete di Enti locali, che opera a favore di una armoniosa e sostenibile gestione dei propri Territori, diffondendo verso i cittadini nuove consapevolezze, stili di vita all’insegna della sostenibilità, della partecipazione attiva da parte dei cittadini stessi. Marco inoltre ha al suo attivo la pubblicazione di una decina di libri e saggi nei quali presenta e racconta i perché, e i come, di un cambiamento possibile e necessario.

Ciao Marco, per iniziare al meglio questa intervista credo che, per chi non ti conosce, è bene partire dalle origini. Quali sono state le motivazioni iniziali che a 25 anni ti hanno spinto ad intraprendere l’attività politica? Quali sono stati i passaggi che ti hanno portato a trasformare la tua professione di educatore in quella di politico in prima linea nei processi di cambiamento sociale? In un periodo in cui è sempre in aumento la sfiducia verso la classe politica, tu hai lanciato un preciso messaggio sulla possibilità concreta di una buona politica. Puoi parlarcene?
Sono partito dalla curiosità e dalla passione per il mio essere parte di una comunità. Volevamo sperimentare un’idea alternativa di gestione della cosa pubblica, e ci siamo messi in gioco divertendoci un sacco. Dopo tanti anni da educatore ed attivista politico, ho pensato di fare un passo ulteriore nella costruzione di strumenti di cambiamento concreti, di qui è nata l’idea dell’Associazione Comuni Virtuosi e la voglia di unire le eccellenze in campo ambientale nella pubblica amministrazione. La buona politica esiste, deve solo imparare a raccontare ciò che è e fa. E ciò che potrebbe rappresentare per un Paese che si dice senza speranza.

Nel maggio 2005 tu hai partecipato in modo determinante alla nascita dell’Associazione dei Comuni Virtuosi. A distanza di 12 anni, volgendo lo sguardo al passato, quali ritieni siano stati i punti di forza dell’associazione? ci sono aspetti che avresti voluto sviluppare meglio o di più? Quando incontri gli amministratori di altri Comuni, quali motivazioni usi per invitarli ad entrare nell’associazione dei Comuni Virtuosi?
I punti di forza dell’associazione sono anche gli stimoli che cerco di trasmettere agli amministratori che incontro sul mio cammino: la condivisione delle buone idee e la contaminazione umana tra amministratori anche molto diversi tra loro (per età, per formazione, per collocazione geografica). In questi anni abbiamo lavorato molto sui contenuti e sul lavoro nei territori. Quello che è mancato è un sano lavoro di pressione nei confronti delle istituzioni nazionali (Parlamento in primis), affinché rendessero regola l’eccezione (norme, incentivi, ecc.) per i comuni realmente virtuosi, introducendo premialità e certezze.

SLIDE-HOME-FDL-2017Si è da poco conclusa, a Colorno, la terza edizione del “Festival della Lentezza”, per la quale tu hai svolto il ruolo di direttore artistico. Come è andata? Per cosa sei rimasto meravigliato durante le 3 giornate del festival? Quest’anno il tema guida dell’evento era “in cammino”. E’ un tema particolarmente evocativo sia di percorsi interiori che di esperienze concrete, come mai l’avete scelto? Ti senti più un ricercatore interiore o uno sperimentatore sociale?
Il dentro di noi stessi determina le scelte del fuori. Abbiamo scelto il cammino proprio per questo intimo legame tra le nostre individualità e l’essere parte di una comunità vasta. La cosa più bella del festival, che intendiamo difendere e custodire gelosamente al crescere di un format culturale molto apprezzato, è il clima di serenità che si respira a Colorno durante il festival. Tutti, ci dicono, si sentono a casa, e questo è il risultato più bello che abbiamo raggiunto in tre anni di manifestazione.

Nel 2014, insieme ad Ezio Orzes, hai pubblicato il libro “I rifiuti? Non esistono! Due o tre cose da sapere sulla loro gestione”, EMI edizioni. Affermi che in Italia si sono sviluppati servizi della raccolta differenziata tra i migliori in Europa e che, sfatando un certo senso comune, tali esperienze sono state gestite da società e consorzi pubblici. In questo momento che indicazioni daresti ad un’amministrazione comunale che vuole raggiungere risultati significativi nella raccolta differenziata? Quali azioni ritieni siano più necessarie per accelerare i processi di riduzione della produzione di rifiuti? Le amministrazioni come possono favorire un processo di consapevolezza che abbassi l’iniziale ostilità che nasce dall’oggettivo disagio di un porta a porta che richiede un maggiore impegno e una certa organizzazione in ambito domestico? Cosa possono fare i cittadini? Negli ultimi mesi il Comune di Forlì ha creato una società in housing, la NEW.CO.RIFIUTI per la raccolta e gestione dei rifiuti. Le attuali norme nazionali e regionali favoriscono od ostacolano tali progetti? Ci sono ancora margini di realizzazione di esperienze di gestione pubblica dei rifiuti e dei processi di riutilizzo delle materie prime?download
I comuni possono fare tantissimo sul tema dei rifiuti, a patto che intendano tagliare senza paure il cordone ombelicale che lega molte classi dirigenti locali ai consigli di amministrazioni di certe multiutility che gestiscono acqua e rifiuti in giro per l’Italia pensando prima al profitto e solo dopo agli interessi collettivi. Abbiamo eccellenze (grandi e piccole) che dimostrano che un altro modello è possibile, e che non dobbiamo assolutamente rassegnarci alla dittatura delle discariche e degli inceneritori. Basta crederci come hanno fatto con successo decine e decine di comuni in tutte le parti d’Italia.

Un altro dei temi forti su cui hai investito il tuo impegno è quello della partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione locale. A Colorno, appena nominato assessore hai avviato molti processi partecipativi. Come hai avuto modo di dire: “c’era la consapevolezza che vincere la sfida della responsabilità della gestione della cosa pubblica non potesse che passare da una connessione stabile e reciproca, da una contaminazione costante tra i cittadini e gli amministratori”. Nella tua esperienza, quanto è stato difficile avviare i processi partecipativi? Quali sono le condizioni che l’amministratore deve verificare e mettere in campo affinché la partecipazione sia realmente partecipazione e non solo una forma di “informazione più coinvolgente”? Alcuni sociologi sostengono che le emozioni e la rabbia sono le chiavi scatenanti la partecipazione. Per la tua esperienza è possibile sviluppare una cultura della partecipazione sostenuta invece da energie costruttive e positive?
Nella mia piccola esperienza di amministratore locale ho potuto constatare quanto la partecipazione sia una moneta difficilissima da spendere al di là della retorica e degli slogan. Bisogna combattere contro muri di indifferenza e paura, disillusione e anti-politica. La gente, semplicemente, non crede più alle istituzioni (nemmeno a quelle più prossime a loro, basta vedere gli ultimi dati sull’astensione dal voto amministrativo). Occorre liberarsi dalle catene degli schemi preconfezionati e mettersi in gioco davvero, costi quel che costi. Io non penso infatti che sia possibile oggi essere buoni amministratori senza attivare politiche concrete di inclusione e partecipazione. Allo stesso tempo, ritengo fondamentale giocare le carte del bello e del positivo. Ci sono già abbastanza persone impegnate a distruggere. La rivoluzione può avvenire solo con il sorriso, attraverso l’empatia.

Il giornale Vivere Sostenibile è nato da un progetto sviluppato da persone coinvolte con il movimento di Transizione. La Transizione vede prioritario il coinvolgimento dal basso dei cittadini. Hai mai avuto contatti con progetti ed esperienze di gruppi locali di Transizione? Che impressione ne hai tratto? Vedi possibili delle sinergie tra Transizione e Comuni Virtuosi? Come potrebbero essere sviluppati?
Conosco questa esperienza e vedo molti punti di connessione con i comuni virtuosi. Cittadinanza attiva e istituzioni lungimiranti hanno bisogno l’uno dell’altra.

Dai tempi in cui hai cominciato ad impegnarti nella vita pubblica lo scenario mondiale è cambiato molto. Le grandi emergenze planetarie sono sempre le stesse, anche se diminuisce velocemente il tempo a nostra disposizione per una svolta. Ma l’umanità ha fatto degli inattesi passi in avanti nella consapevolezza, pensiamo ad esempio all’enciclica “Laudato sì” di papa Francesco, e a ciò che è accaduto a Parigi con COP21. Secondo te ora, al momento presente, in quali direzioni è necessario investire maggiormente le energie e l’attenzione?
Proprio in quello che ci dice Papa Francesco. Non esiste un modello sostenibile senza inclusione ed accoglienza. Bisogna ripartire dagli ultimi, senza lasciare indietro nessuno e nessun luogo. Ci si salva insieme questa volta, non ci sono alternative possibili.

In genere mi piace chiudere le interviste con la stessa domanda per tutti gli intervistati: alcuni anni fa fece molto scalpore una affermazione di Holmgren, uno dei leader mondiali del movimento di permacultura. Disse pubblicamente che riteneva impossibile una trasformazione pacifica della società. E che in queste condizioni, era quasi meglio augurarsi che il processo di collasso globale accelerasse. Sei fiducioso nel tuo futuro, e di quello delle prossime generazioni? E se sì, puoi dirci le ragioni profonde che sostengono tale visione?
A questo genere di domande rispondo da sempre con una battuta, ed una convinzione profonda: noi dei comuni virtuosi siamo fiduciosi per statuto. Ma lo siamo, nel giorno per giorno, perché godiamo di una prospettiva sconosciuta a tanti. La finestra da cui ci affacciamo ogni giorno ci restituisce l’immagine nitida di tante comunità in cammino, e in transizione, per un cambiamento non più solo annunciato, ma in corso. Ci vuole pazienza, ed una smisurata fiducia consapevole per il futuro di tutti noi.

Grazie Marco del tempo che hai voluto dedicare ai lettori di Vivere Sostenibile!

Articolo di Vivere Sostenibile edizione Settembre 2017, sezione Italia Sostenibile

La Medicina Integrata – Quando medici e pazienti si riprendono l’anima

della Dott.ssa Erica Francesca Poli – Medico, psichiatra, psicoterapeuta

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La medicina a cui siamo stati abituati, come medici e come pazienti, si è concentrata sulla cura dei sintomi piuttosto che della persona. L’anatomia ha separato in parti il nostro corpo e la patologia ha indagato i “guasti” delle parti come se si trattasse di pezzi meccanici di un macchinario. La separazione tra corpo fisico, mente e anima ci ha condotti ad una specializzazione sempre più sofisticata, meritevole di notevoli risultati soprattutto in ambito chirurgico e nella medicina d’urgenza. Tuttavia le patologie croniche, metaboliche, oncologiche, neurodegenerative che imperversano nella nostra popolazione denotano l’impotenza di una medicina puramente meccanicista.
Per lungo tempo la frattura tra res cogitans e res extensa, tra psiche e soma ha fatto sí che anche la medicina si spezzasse nella medicina organicista, concentrata su organi e sintomi e nella medicina cosiddetta alternativa, che voleva occuparsi della persona in senso olistico. Parole come olistico e alternativo sono state invise ai medici esponenti della medicina ufficiale perché associate a interventi terapeutici non sempre scientificamente validati, a promesse di guarigioni miracolose non documentate e a pericolosi rischi per quanti hanno scelto di non seguire le terapie convenzionali per intraprendere trattamenti appunto alternativi.
D’altra parte nel vissuto di molte persone che hanno scelto di seguire strade non convenzionali, vi era la sensazione che la medicina ufficiale fosse insensibile alla vicenda umana di chi si trova di fronte alla prova della malattia, che il medico convenzionale non fosse interessato o non avesse tempo di interessarsi a chi fosse la persona prima che al paziente che aveva davanti. In sostanza chi si è rivolto in questi decenni alla medicina non convenzionale lo ha fatto perché voleva una medicina che fosse umana, dove ogni persona fosse considerata nella sua unicità e non solo come una statistica.
Una medicina dove fossero importanti il racconto, la storia, la biografia e le credenze dietro al sintomo. Anche tutti i Colleghi che nel tempo si sono aperti allo studio di trattamenti non convenzionali, lo hanno fatto principalmente perché posti di fronte all’ impossibilità di rispondere alla sofferenza della persona che avevano di fronte con i soli mezzi della medicina convenzionale e perché desiderosi di svolgere il proprio ruolo di medici non in forma meccanica, ma umana.

Ed io sono stata tra questi.
Ho avuto la fortuna di laurearmi e specializzarmi in un periodo nel quale le neuroscienze e la fisica quantistica hanno mutato la prospettiva della scienza nei confronti del ruolo che le emozioni e l’energia hanno nella salute e nella malattia. Così è giunto il tempo in cui la frattura tra soma e psiche, tra scienza e spirito, tra tecnologia e umanità, possa essere superata. E così pure la deleteria contrapposizione tra medicina convenzionale e alternativa.
Oggi è la medicina integrata a permettere la sintesi del paradigma meccanicista con il paradigma emotivo-energetico. La medicina integrata coniuga infatti terapie  innovative, ma rigorose e scientificamente validate, con interventi centrati sulla persona nella sua interezza di corpo, mente, anima e contesto socio-ambientale ed esistenziale.
Il trattamento viene personalizzato e creato davvero su misura a partire da una vasta disponibilità di interventi diagnostici e terapeutici. Nel tempo ho raccolto intorno a me una Équipe di Professionisti, di altissima competenza e in continuo aggiornamento, con i quali, nel centro che dirigo a Milano,  professiamo la coesione metodologica e l’integrazione tra professionisti con differenti competenze.
Il nostro lavoro vuole essere una risposta a tutte le persone che sono alla ricerca di un paradigma medico e psicologico realmente interdisciplinare a cui affidare non solo la cura dei propri malesseri, ma anche il mantenimento della propria salute. E in questa ottica svolgiamo la prevenzione, la diagnosi e la terapia, con la finalità di mantenere al meglio lo stato di benessere psicofisico e sociale dell’individuo, ripristinando le sue stesse capacità di guarigione e rispettandone l’equilibrio e l’integrità.
Così ogni singolo percorso di ogni singola persona è unico e viene letteralmente disegnato con la persona stessa e sulla base delle sue reali esigenze, motivazioni e credenze.

Questa metodologia operativa, oltre a essere un esempio di vera e propria integrazione, si è rivelata nel tempo la migliore opzione terapeutica, sia in termini di efficacia, che di rapidità, tanto nel trattamento di disturbi della psiche che in patologie somatiche. Inoltre può essere impiegata perfettamente anche negli interventi di medicina preventiva.
Questo approccio terapeutico non si concentra semplicemente su malattie e sintomi, ma piuttosto sui meccanismi fisiologici, biochimici, genetici, ambientali e psichici alla base di ciascun processo degenerativo individuale, per sviluppare interventi che stimolino specifici processi di rigenerazione e riparazione cellulare ed emozionale, molecolare e sistemica.
E soprattutto l’incontro tra medico e paziente torna ad essere quello che era dai tempi di Ippocrate, un viaggio di cocreazione di un mutamento, una profonda avventura vissuta insieme che offre l’opportunità, tanto al paziente quanto al medico, di riprendersi l’anima.

La dott.ssa Erica Francesca Poli sarà presente a BioBene Festival con un intervento sulla medicina integrata.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, sezione Speciale Benessere Olistico

BioBene Festival: fiera del benessere a Novara

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BioBene Festival è la Fiera dedicata al Benessere Corpo, Mente e Anima che si terrà a Novara dal 28 al 29 Ottobre 2017 nel prestigioso “Spazio Borsa”.
Il mondo del Benessere e dei prodotti naturali è sempre più in espansione e molte persone ormai hanno adottato uno stile di vita nel pieno rispetto della natura e dell’ambiente. Così è nata l’idea di organizzare a Novara BioBene Festival dove le tematiche trattate saranno rivolte all’utilizzo di tecnologie e metodi per il Benessere, la Sostenibilità e l’Ecologia.
BioBene Festival ha come missione quella di diffondere sul territorio Novarese e dintorni la cultura del Benessere in tutti gli aspetti della vita, con il supporto e la valorizzazione di imprese, artigiani o associazioni locali, che dedicano sempre più attenzione a fornire prodotti e servizi nel rispetto dell’ambiente e per il benessere della persona.
BioBene Festival vuole essere un punto di incontro per approfondire tematiche e cercare nuove idee, un luogo dove entrare in contatto con il mondo del Benessere Corpo – Mente e Anima, dove scoprire che uno stile di vita semplice e naturale, nel rispetto dell’ambiente, può portarci a vivere una vita più sana e più gioiosa.
La fiera è organizzata con un’ampia area espositiva, sale convegni, uno spazio Agorà dove le persone potranno provare nuove tecniche o assistere a presentazioni. Ci saranno inoltre spazi dedicati ai trattamenti olistici e un’area per i bambini dove verranno organizzate attività ludico ricreative, ma con una parte di sensibilizzazione alla natura e all’ecologia.
E per coinvolgere maggiormente i visitatori sarà allestita un’area Street Food all’esterno con cibi naturali e biologici e uno spazio Show Cooking per imparare a cucinare in modo naturale. Molte aziende e nomi importanti hanno già scelto di partecipare con area espositiva e con iniziative originali. Alcuni grandi nomi: Coop parteciperà con un progetto Academy che coinvolgerà i giovani proprio sul tema dell’ecologia; Altro Mercato organizzerà una sfilata di moda di abbigliamento etico; e ancora Naturasì e molti altri.
BioBene Festival si avvale della collaborazione di Vivere Sostenibile Alto Piemonte come Partner Media che ci supporterà in tutte le attività di diffusione sul territorio.
Inoltre altre collaborazioni sono state attivate: Anima Edizioni e AnimaTV che sono un punto di riferimento nel mondo dell’editoria rivolta al benessere, Panacea che è la rivista ufficiale della Società Italiana di Scienze Bio-naturali (SISBio) con un comitato scientifico composto da medici, psicoterapeuti, ricercatori ed esperti del mondo delle discipline bio-naturali.
La dott.ssa Erica Francesca Poli, nome altisonante nel mondo della medicina quantistica, farà un intervento su Anatomia della Guarigione Quantica e una sessione di ipnosi.
La fiera sarà ad ingresso gratuito per i visitatori. Questa scelta è stata fatta proprio per invitare più persone ad avvicinarsi al mondo del Benessere e per trasformare queste due giornate in un luogo dove venire con la famiglia, perché ci saranno attività per tutti i gusti.
BioBene Festival presenterà al pubblico tutte le novità del mondo del Benessere, darà la possibilità di viverlo direttamente in prima persona, di degustare i cibi naturali più sfiziosi, di provare nuove tecniche di massaggio e di riequilibrio emozionale e soprattutto di entrare in contatto con tutte le aziende che nella zona di Novara offrono prodotti e servizi per vivere una vita sana e in armonia con il proprio corpo e l’ambiente.
Lo Spazio Borsa per due giorni interi, dalle 10.00 alle 23.30 del Sabato e dalle 10.00 alle 19.30 della Domenica, diventerà il più importante luogo di attività dedicate al Benessere.
Per partecipare come espositore sono molte le possibilità e alcune si possono creare ad hoc.
Per chi è interessato a partecipare con uno spazio espositivo o organizzare un convegno contattare la segreteria inviando una email a:
segreteria@biobenefestival.it oppure 0321 403826.

http://www.biobenefestival.it/

Goletta dei Laghi di Legambiente – monitoraggio sulla salute del Lago Maggiore 2017

di Enrico Marone

logo_legambiente_1Da diversi anni Legambiente, con la sua campagna Goletta dei Laghi, tutela i bacini lacustri italiani e ci consente di conoscere la situazione dell’inquinamento delle loro acque, informazione che oltre a salvaguardare la nostra salute ha anche ricadute per il turismo e quindi per le attività commerciali del territorio. L’impegno o il disinteresse verso l’ambiente che ci circonda ha sempre delle conseguenze.
Come è andata quest’anno?golettadeilaghi_1
Nelle analisi della Goletta vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta*: situazioni che sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. Legambiente esegue un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.
I campioni prelevati quest’anno nella provincia di Novara hanno mostrato cariche batteriche al di sopra dei limiti di legge a Dormelletto, alla foce del rio Arlasca, presso lo scarico del depuratore e in corrispondenza della stazione di sollevamento presso via Oberdan, contrariamente a quanto rilevato nella passata edizione; ad Arona in corrispondenza di Corso Marconi 93 e sul lungolago Caduti di Nassiriya presso scarico fognario (Rio San Luigi). Rientra, invece, nei livelli consentiti dalla normativa l’acqua prelevata a Lesa in corrispondenza di via Vittorio Veneto, confermando quanto registrato nel 2016. Nella provincia di Verbania-Cusio-Ossola sono Stresa e Verbania a segnare il risultato peggiore, presso lo sfioratore di piazza Marconi e la foce del fiume Toce, entrambi i punti, infatti, sono risultati “fortemente inquinati”. Rientra nei limiti di legge, come nella passata edizione della campagna, la foce del torrente San Bernardino a Verbania.
Come ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, i dati raccolti evidenziano un peggioramento delle condizioni di inquinamento rispetto all’anno scorso.
Per il secondo anno il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque. La maggiore densità di particelle su chilometro quadro è stata riscontrata nel transetto tra Dormelletto, Arona e Angera, porzione del lago che subisce la presenza del torrente Vevera (che mostra una situazione di inquinato cronico dalle analisi di Goletta dei Laghi, a causa di problemi di depurazione delle acque fognarie).
I dettagli del monitoraggio sono su: www.legambiente.it/marinelitter/
A testimonianza dell’attenzione al tema, alla conferenza stampa è seguito un confronto pubblico con i Sindaci dei Comuni rivieraschi promosso dal circolo di Legambiente “Amici del Lago” dal titolo Contratto di Lago, un approccio di sistema – Il problema delle microplastiche. Al tavolo dei relatori: Stefano Ciafani direttore nazionale di Legambiente, Franco Borgogno dell’European Research Institute, Franco Borghetti presidente del circolo Legambiente VCO “il Brutto Anatroccolo”, Massimiliano Caligara presidente circolo Legambiente sud Verbano “Gli Amici del Lago” e i Sindaci e gli Amministratori dei Comuni rivieraschi.
Speriamo naturalmente che il peggioramento della situazione stimoli l’azione di controllo, prevenzione e intervento da parte degli amministratori pubblici, magari spronati dai cittadini.

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Goletta dei Laghi è anche su:
Facebook: fb.com/golettadeilaghi
Twitter: @golettadeilaghi
Web: www.legambiente.it/golettadeilaghi

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Video dei monitoraggi e delle analisi:
https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMaTROeHZJRXFLVUk
Gallery fotografica dei campionamenti:
https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMYzQyOVpyQm95TVU
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*SOS Goletta: Per segnalare casi di inquinamento è possibile inviare una email a sosgoletta@legambiente.it con una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per identificare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico o chiamando il 349/4597928.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, sezione Scelte Ecosostenibile

Per il futuro dell’uomo: ritroviamo la via della natura

di Enrico Marone

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disegno di Giulia Marone

In un certo senso è stato come uno tsunami, un’onda potente ed inarrestabile che, soprattutto ma non solo, nel dopoguerra ha spazzato via culturalmente e socialmente conoscenze e pratiche, talvolta secolari, per sostituirle con altre veicolate dalla pubblicità e dalla frenesia commerciale-industriale. Accettate di buon grado dalla gente, smaniosa di lasciarsi alle spalle quel passato cupo e pericoloso, fatto di rinunce e dolore.
Questo non è successo solo per gli elettrodomestici, la moda, le auto, ecc… ma anche nel settore della salute e del benessere. Un mondo nuovo di rimedi, soprattutto chimici, per la bellezza, la giovinezza, le acconciature e per contrastare malattie e disturbi alcuni dei quali, si vedrà poco più avanti ed ancora oggi, in crescita e per i quali quei rimedi nuovi non hanno evidentemente avuto il successo sperato nel combatterli.
Certamente progressi in campo farmaceutico e nelle tecnologie e pratiche mediche ne sono stati fatti è innegabile, ma nonostante questo le persone continuano a soffrire di disturbi spesso poco chiari ed intrecciati ad aspetti psicologici e sociali che ne complicano la riconoscibilità. Non è un caso che lo “stress”, per esempio, sia diventato una delle cause spesso utilizzate quando non si riesce ad identificare correttamente un disturbo. Ed in effetti talvolta è realmente così: anche se non c’è una definizione certa e riconosciuta dello “stress”, esso coinvolge tanti aspetti che spesso la medicina o il medico, se non preparato, fatica a individuare o non considera nel loro insieme.
Inoltre gli esseri umani si sono staccati progressivamente e soprattutto per motivi di lavoro, da Madre Terra e hanno riempito in modo anche drammatico gli agglomerati urbani (è da pochi anni che a livello planetario il numero di persone che vivono nelle città ha superato quello di chi abita fuori). La stessa cosa ha fatto l’industria alimentare, sempre più lontana dalla Natura pur di migliorare l’efficienza produttiva.
Insomma i progressi tecnici, le novità del vivere quotidiano, la società hanno dimenticato per strada qualcosa: l’essere umano e la sua necessità di essere un tutt’uno con l’ambiente naturale che lo circonda e sostiene. Respirare aria inquinata, bere acqua sigillata nella plastica, mangiare cibi di pessima qualità, passare giornate insoddisfacenti e sempre in tensione, udire continuamente rumori fastidiosi, mantenere sempre vigile l’attenzione nel traffico, come può essere un modo di vivere vicino alle nostre necessità psico-fisiche?
È quindi evidente che occorre rivolgere attenzione e riportare al centro degli interessi umani proprio l’uomo integrato con la Natura. Il mercato e la finanza, con il loro enorme carico di problemi, violenze ed ingiustizie devono avere un ruolo secondario.
Ed è all’interno di questo ragionamento che il mondo olistico ci aiuta a vivere meglio, a prendersi cura di noi con antiche e nuove pratiche e discipline, pulite, naturali, non impattanti verso l’ambiente. Tanti modi per riportarci più vicini alle nostre esigenze fisiche, mentali e anche spirituali differenti per ognuno di noi e più vicine alla Natura. Ne parliamo in questo numero.

I numeri del cancro in Italia
http://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdfhttp://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdf

Rapporto Osservasalute
http://www.osservatoriosullasalute.it/rapporto-osservasalute

La sorveglianza Passi – Sovrappeso e obesità
http://www.epicentro.iss.it/passi/dati/sovrappeso.asp
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend_proiezioni

Diabete in Italia
https://www.istat.it/it/archivio/202600

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, editoriale

Radio Parallela – musica tra uomo e natura

di Enrico Marone

radioparallela-logo

C’è sempre emozione ad assistere alla nascita di qualcuno o di un progetto. Ed è quello che è successo a noi quando abbiamo saputo della nascita di Radio Parallela. È una radio libera della Valle Intrasca* che trasmette su web (www.radioparallela.com). Fulcro ed anime del progetto sono Doriano Belli e Laura Regazzoni, abitanti della piccola comunità di Scareno, frazione di Aurano, immersa nel verde a pochi passi dalla Val Grande.
Di radio ce ne sono tante ed è per questo che Radio Parallela ha voluto distinguersi sia nelle scelte musicali sia nei contenuti e rubriche.
Per esempio non verranno trasmessi brani con copyright, col preciso intento di far conoscere nuovi autori e gruppi. Ci saranno contenuti importanti ed interessanti: arte, discipline olistiche, musica nuova, natura, informazioni sul territorio, ecc… Una delle rubriche avrà come titolo: “Rock e pastorizia”. Fantastico!
Finalmente una radio che oltre alla musica pensa anche alla nostra anima, cura lo spirito e ci rende più sereni.
Sintonizzarsi è semplice. Basta andare sul sito
www.radioparallela.com e attivare l’audio.
Le trasmissioni iniziano il 6 Settembre. Stay tuned!!!

*La Valle Intrasca è una valle alpina che si apre a monte di Intra (Verbania), tra la Val Pogallo e la Valle Cannobina nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, sezione Scelte Ecosostenibili

CALL FOR MAKERS – PALLET DESIGN CONTEST

di Enrico Marone

logo wedoWe Do Fablab è un laboratorio che ha al suo interno diverse tecnologie di fabbricazione che offrono la possibilità all’utente di realizzare prodotti personalizzati, su misura, o migliorare prodotti già esistenti aggiungendo o togliendo funzionalità. Inoltre, il valore aggiunto della collaborazione partecipativa e della filosofia open source e open design sono un grande potenziale per sviluppare nuove idee e competenze. Viste le premesse non poteva non interessarci collaborare alle attività di questa importante realtà del territorio, importanza che si comprende appieno nel momento in cui si visita o si partecipa alle interessanti iniziative di WeDo.
Una delle iniziative che vogliamo promuovere è il PALLET CONTEST DESIGN – Ricicla in maniera creativa i bancali! Che ha come scopo la progettazione dei “workshop desk” del WeDo FabLab.
Il Pallet, più comunemente chiamato bancale, viene utilizzato nelle industrie per movimentare e trasportare merce di vario tipo e negli ultimi anni è stato oggetto di una forte tendenza al riuso, soprattutto come elemento d’arredo. Il riciclo creativo del legno dei Pallet conferisce ai manufatti realizzati estrema flessibilità e robustezza, oltre che un importante aspetto ecologico. Si prestano a utilizzi diversi sia per ambienti esterni che interni. Lo scopo del concorso è promuovere il riciclo creativo dei pallet, secondo la filosofia del fai-da-te. Le idee dovranno basarsi sui principi di eco sostenibilità, economicità e funzionalità, fornendo descrizioni, immagini e istruzioni di montaggio delle proprie creazioni.
Il concorso indetto da Associazione Culturale WE DO FABLAB prevede la progettazione di tavoli concepiti con il riciclo di pallet in formato standard 1200×800 che verranno principalmente utilizzati per corsi di formazione e workshop (per l’utilizzo di computer, materiale elettronico, macchine da cucire, ecc.). Le postazioni verranno realizzate dallo staff del WE DO FABLAB, possibilmente con l’assistenza del vincitore del Contest.

Per il vincitore è previsto un premio di € 200,00 + 100 crediti di lavorazione da utilizzare all’interno del FABLAB. Il vincitore, con relativo progetto, verrà annunciato sui principali canali social e mezzi stampa, noi compresi. Sul sito di WeDo naturalmente trovate tutti i particolari per partecipare a questo stimolante contest (www.wedofablab.it/palletcontest) e nel contempo migliorare l’ambiente grazie al recupero del legno usato per la costruzione dei pallet. Forza fatevi avanti!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, sezione Scelte Ecosostenibili