Microplastiche nei cosmetici e macrodisastri ambientali

di Mirko Busto – ingegnere ambientale

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Scrub, detergenti per il viso, creme esfolianti, dentifrici, sono tantissimi i prodotti che contengono microgranuli, come sono tantissime le pubblicità che ne elogiano gli effetti. Quasi nessuno parla invece dei danni che derivano dal loro utilizzo. È giunto il momento di fare chiarezza: ne va della nostra salute e del futuro del nostro pianeta.
I microgranuli, infatti, non sono altro che micro-sfere di plastica di dimensione non maggiore ai 5 millimetri. Per la precisione si tratta di polietilene o polipropilene: sostanze sintetiche, derivate dal petrolio, con cui si producono molti oggetti di uso comune (etichette delle bottiglie di plastica, zerbini, scolapasta, cruscotti degli autoveicoli, tappi, custodie dei CD, capsule e bicchierini bianchi di plastica per il caffè).
Plastica che, quotidianamente, si riversa a tonnellate nei nostri scarichi andando a peggiorare una situazione già drammatica: quella dell’inquinamento delle acque. Per i microgranuli non c’è filtro che tenga. Queste sfere di plastica, a causa delle loro dimensioni ridottissime, riescono a passare intatte attraverso la rete fognaria andando a inquinare fiumi, laghi, mari e oceani. Le conseguenze sono disastrose.

A lanciare l’allarme è Greenpeace che in un report pubblicato proprio quest’estate – La plastica nel piatto, dal pesce ai frutti di mare – denuncia come i nostri mari siano sempre più inquinati e la salute degli organismi marini sempre più a rischio. Secondo l’associazione ambientalista tra le minacce più gravi per l’habitat marino vi sarebbero proprio le microplastiche che, a causa delle dimensioni ridotte, vengono involontariamente ingerite da un numero enorme di organismi marini provocando lesioni negli organi dove avviene l’accumulo o trasferimento di contaminanti tossici dai frammenti di plastica ai tessuti. Su 121 esemplari di pesci del Mediterraneo centrale, tra cui il pesce spada, il tonno rosso e il tonno alalunga, questi frammenti di plastica sarebbero presenti nel 18,2 % dei campioni analizzati. Quasi due esemplari su dieci sarebbero contaminati. Con tutto ciò che ne consegue, anche per chi di questi si nutre.

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Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, infatti, queste micro-sfere di plastica non rappresentano solo un pericolo per l’ambiente marino: finendo nella catena alimentare di pesci, anfibi, molluschi e altri animali, anche per gli esseri umani che si cibano di questi animali il pericolo è alto.
Questo non è che l’ultima di centinaia di ricerche sull’argomento. Le tragiche conseguenze dei microgranuli sull’ambiente sono, infatti, ormai convalidate da molti studi scientifici.
Per esempio quello effettuato dall’Università del Wisconsin sui Great Lakes (Environmental Science & Technology, 2013), che ha denunciato il riversamento quotidiano nelle acque dei laghi di più di 8 miliardi di micro-granuli: circa 300 campi da tennis ogni giorno.
Nel 2015 anche le Nazioni Unite si sono occupate della questione. Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) ha pubblicato il rapporto Plastic in Cosmetics: “Are We Polluting the Environment Through Our Personal Care?”, una raccolta di informazioni e dati scientifici sul collegamento tra cosmetici e inquinamento marino da plastica. Secondo lo studio: “negli ultimi 50 anni micro-particelle di plastica o micro-plastiche sono state regolarmente utilizzate in prodotti per la cura personale e la cosmesi, sostituendo le opzioni naturali”. E ancora: “l’analisi di laboratorio di un gel doccia tipo, ha rinvenuto tanto materiale plastico all’interno quanto quello usato per realizzare la confezione (…) Liberate nello scarico, queste particelle non possono essere recuperate per il riciclo né si decompongono negli impianti di trattamento delle acque reflue, e inevitabilmente finiscono nell’oceano, dove rimangono per lunghissimo tempo”.
Insomma, si tratta di un problema serissimo, per cui non è più possibile girarsi dall’altra parte. Ma mentre negli Stati Uniti una legge denominata ‘The Microbead-Free Waters Act‘ e firmata dal presidente Barack Obama, vieta produzione e vendita di prodotti cosmetici contenenti micro-granuli già a partire dall’anno prossimo, nel nostro Paese il problema sembra tuttora secondario e irrilevante. E anche in Europa – dove solo nel 2012 sono state utilizzate 4.300 tonnellate di micro perline polimeriche – tutto tace.
Che fare allora?
Nel Parlamento italiano una forza politica sta combattendo per ottenere una norma che risolva la questione delle micro-sfere di plastica nei prodotti cosmetici e igienici.
Ma intanto ognuno di noi come consumatore e come cittadino informato può fare tantissimo: boicottare i prodotti che contengono micro-granuli, evitare di acquistare prodotti che in etichetta riportano tra gli ingredienti Polyethylene (PE), Polypropylene (PP), Polythylene Terephthalate (PET), Polymethyl methacrylate (PMMA) e Nylon e utilizzare, per la cura della persona e della casa, alternative naturali, ecologiche e a minor impatto ambientale.

Ricordandoci sempre che per prenderci cura di noi, dobbiamo prenderci cura anche del nostro pianeta.

Per approfondire:
http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2016/mare/la-plastica-nel-piatto.pdf
http://oceanservice.noaa.gov/podcast/june16/dd66-microplastics.html
http://oceanservice.noaa.gov/facts/microplastics.html
http://response.restoration.noaa.gov/about/media/search-microplastics-face-scrubs-sea.html

UW-Superior researcher warns of harmful effects of microplastics in Great Lakes

http://unep.org/gpa/documents/publications/
PlasticinCosmetics2015Factsheet.pdf

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Speciale Cosmesi Naturale

Vivere Sostenibile Alto Piemonte ha dedicato il mese di Ottobre alla cosmesi naturale… ma cosa si intende con naturale? E perchè è importante per noi e per l’ambiente? Ce lo hanno spiegato le responsabili del reparto cosmetico di due attività, delle quali riportiamo parte degli articoli qui sotto… per approfondire trovate il link a fondo pagina!

Biologique

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La passione personale per il mondo bio ha spinto Elisabeth ad aprire una Bioprofumeria a Novara. […] Elisabeth, attenta consumatrice di prodotti bio, ha scelto di scommettere su un segmento di mercato specifico: prodotti di bellezza ed igiene bio certificati.
Perché certificati e certificati da chi? logo-cristiano
I claim di tanti nuovi prodotti “naturali”, “bio” “organici”, “senza petrolati, siliconi e tensioattivi chimici”, “senza Nickel “, “non testati sugli animali”, non danno nessuna vera garanzia sulla qualità del prodotto. Non garantiscono, per esempio, la percentuale di prodotti naturali nella formulazione: l’1% di estratto di calendula coltivata bio in una crema formulata per il 99% con prodotti chimici sintetici, permette di chiamare la crema “bio alla calendula”. […]
Non tutte le creme e detergenti bio certificati sono formulate con la stessa sapienza, non tutte le aziende produttrici hanno l’esperienza e tradizione necessaria per raggiungere un livello alto di qualità. Noi speriamo di aver fatto un buon lavoro in questo senso selezionando poche aziende nelle quali crediamo veramente.
“Biologique” scommette sulle donne consumatrici: una maggiore consapevolezza in fatto di cosmetica “sana” si sta diffondendo e sempre più donne capiscono che il quotidiano trattamento viso a base di petrolati e siliconi non può far bene, anzi, alla lunga danneggia la pelle e la fa invecchiare prima del tempo.
[…]

Edenatura

La cosmesi ed il make up con l’attenzione di Madre Natura

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Per chi verrà a visitarci, all’interno della nostra struttura, in particolare nell’area erboristeria, abbiamo riservato un angolo prezioso alla cosmesi e al make up naturale. Perché pensiamo che avere cura di sé non si limiti solo all’alimentazione o all’utilizzo di erbe per il benessere dell’organismo, ma anche alla scelta consapevole di quello che ci spalmiamo quotidianamente sulla pelle o sui capelli. […]
Partendo da questa premessa, abbiamo deciso di impegnarci a selezionare i prodotti cosmetici che troverete da noi, prima di tutto con un INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) pulito, quindi senza parabeni, petrolati, sls, paraffine, ecc..,  che abbiano una certificazione ICEA (Istituto Certificazione Etica Ambientale) o ECO-CERT e, nel limite del possibile, con ingredienti vegetali provenienti da agricoltura biologica.
Poniamo l’attenzione soprattutto su prodotti ideati e preparati da aziende italiane, che si impegnano quotidianamente nella ricerca di nuovi ingredienti […].
In questo modo sappiamo di poter fornire ai nostri clienti prodotti naturali, sicuri ed eticamente corretti.angolo-cosmesi
Anche per chi volesse autoprodursi, per scelta o per diletto, i propri prodotti di bellezza, da noi troverà diverse materie base quali creme o saponi neutri, olii vegetali ed essenziali, burri, erbe e fiori…sempre con la stessa attenzione che rivolgiamo ai prodotti finiti.
Insomma, purtroppo o per fortuna, attualmente il mercato offre una vasta scelta di prodotti cosmetici, anche se non è sempre chiara la loro vera natura. Un consiglio? non fermarsi sulla dicitura “NATURALE” o “VEGETALE” che può essere scritta sulla confezione, ma, armarsi di lente di ingrandimento, e leggere la lista degli ingredienti (INCI) […]

Vuoi leggere tutto quello che ci hanno detto le attività di cosmesi naturale? Vai qui e sfoglia a pag 17 la sezione dedicata in Speciale Cosmesi Naturale!

Siamo quello che ci spalmiamo

di Rossana Vanetta

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Sapete che la pelle è l’organo più esteso del nostro corpo? Le sue funzioni sono quelle di difenderci dagli agenti esterni, proteggere i tessuti e gli organi interni, favorire la termoregolazione ed eliminare tossine tramite il sudore. Prestare attenzione ai cosmetici che utilizziamo non è solo una questione di bellezza ma anche di salute. Lo slogan “noi siamo quello che ci spalmiamo” ci ricorda che i prodotti applicati sulla nostra pelle vengono assorbiti e diventano parte del nostro organismo.
A volte nella formulazione di prodotti di cosmesi vengono utilizzate purtroppo sostanze dannose per il nostro corpo (e per l’ambiente) perché di basso costo rispetto ad ingredienti naturali e benefici. Ed è così che possiamo ritrovare all’interno del nostro corpo tracce di piombo, assorbito tramite l’applicazione di un rossetto, o sostanze di derivazione petrolifera, assimilate con un olio idratante formulato addirittura per i bambini. In nostro soccorso arriva l’INCI, ovvero la lista degli ingredienti, presentati in ordine di quantità, con le nomenclature internazionali, che per legge deve essere presente sul flacone o sulla scatola di tutti i cosmetici.
Ecco un elenco di alcuni tra gli ingredienti più dannosi per il nostro organismo che possiamo evitare consultando l’INCI dei nostri cosmetici:
-i siliconi: aggiunti ai prodotti per rendere la pelle dall’aspetto vellutato o far apparire la vostra chioma più lucida e setosa, quello che realmente fanno è rivestire la cute o i capelli di un film sintetico che sì, garantisce l’effetto promesso, ma che in aggiunta non consente la respirazione degli strati sottostanti, rendendo in realtà i capelli secchi e la cute spenta e grigia. Questi effetti collaterali saranno visibili non appena interrompiamo l’uso di prodotti con siliconi, perché solo in quel momento potremo realmente toccare e vedere i nostri capelli e la nostra pelle.
Se decidete di non utilizzare più prodotti di questo tipo, potrete notare un apparente peggioramento della vostra pelle e dei vostri capelli, ma non preoccupatevi: state solo vedendo ciò che  il silicone aveva mascherato. Continuate ad utilizzare prodotti bio e naturali e dopo al massimo tre settimane vedrete la pelle e i capelli risplendere di luce propria, elastici e finalmente sani.
Negli INCI i siliconi si posono trovare come: Dimethicone, Amodimethicone, Cyclomethicone, Ciclopentasiloxane, Dimethiconol, Trimethylsiloxysilicate.
i petrolati: come suggerisce il nome, si tratta di sostanze che derivano dalla lavorazione del petrolio. Dagli effetti simili ai siliconi possiamo ritrovarli indicati come: paraffinum liquidum, petrolatum, mineral oil, vaselina, paraffina.
formaldheyde: presente soprattutto in molti smalti, è irritante per pelle, capelli e mucose.
triclosan: disinfettante, registrato come pesticida, è tossico per l’uomo e l’ambiente.
SLS (sodium lauryl sulfate) e SLES (sodio laureth solfato): schiumogeni aggressivi. Possono essere tollerati dalla cute se usati con parsimonia all’interno di una formula ben bilanciata. Nel dubbio è bene preferire prodotti formulati con tensioattivi naturali più delicati.
Alluminium: antitraspirante ed antibatterico. Utilizzato soprattutto nei deodoranti, è da evitare in quanto aggressivo e si ipotizza legato ad insorgenza di cancro al seno.
i parabeni: in merito a questi conservanti sintetici vi è un’annosa questione non ancora risolta. C’è chi sostiene siano addirittura cancerogeni ma non vi sono evidenti prove scientifiche a conferma di questa tesi. E’ possibile comunque trovare in commercio cosmetici con conservanti naturali sicuri. Se quindi li si desidera evitare basta eliminare dal nostro beauty prodotti contenenti: methylparaben, ethylparaben, butylparaben, propylparaben.
-altri ingredienti aggressivi per la cute ed inquinanti per l’ambiente come: EDTA-TETRASODIUM EDTA ; PEG Polietilenglicole e PPG; cocamide Mea, Tea, Dea ; Urea (Imidazolidinyl); Propylene glycol.
Ovviamente questa lista non è completa di tutti gli ingredienti dannosi per l’uomo e l’ambiente, è consigliabile quindi affidarsi a specialisti del settore, che sappiano indicarci prodotti di alta qualità e con un buon INCI.

Oltre al consiglio di controllare l’etichetta dei vostri prodotti vi lascio di seguito qualche piccola dritta per una cosmesi eco-sostenibile:
eliminate i dischetti di cotone per struccarvi. Spesso sono sbiancati con sostanze tossiche e in quanto prodotto usa e getta hanno un impatto ambientale non indifferente.
Come alternativa usate gli appositi panni in microfibra struccanti acquistabili online, nelle profumerie e bioprofumerie e in alcune farmacie.
preferite flaconi senza ulteriore packaging in carta o plastica, dalla finalità puramente estetica.
sostituite le tinte chimiche, inquinanti ed aggressive, con erbe tintorie ed hennè naturale (assicuratevi che sia puro al 100% e che non vi sia aggiunto picramato, colorante sintetico inquinante).
scegliete spazzole per capelli e spazzolini da denti in materiali naturali come legno o bambù,  più biodegradabili rispetto a quelli in plastica.
utilizzate prodotti solidi come alternativa ai liquidi: in commercio è possibile trovare non solo saponi, ma anche shampoo, balsami o struccanti. In questo formato durano di più, non necessitano di conservanti e impiegano meno spazio nel trasporto.
fate molta attenzione all’autoproduzione: è vero che si tratta di una pratica più sostenibile, ma ricordiamoci che non è un gioco e in rischio c’è la nostra pelle ed è possibile procurarsi danni seri. Non lanciatevi in complesse preparazioni per viso e capelli, ma al massimo seguite i consigli di un esperto chimico cosmetico per la preparazione di formule semplici, rispettandone accuratamente le dosi.
Ricordate che anche prodotti naturali come gli oli essenziali possono essere pericolosi se non utilizzati in maniera adeguata.
siate parsimoniosi con le dosi:  spesso i prodotti di alta qualità sono molto concentrati ed è perciò necessario un quantitativo minimo di prodotto per ottenere i risultati desiderati.

Ed infine sappiate che la bellezza nasce dentro noi stessi: non focalizziamoci sui difetti, ma ricordiamoci che l’amore per se stessi e un sorriso sincero sono la migliore crema di bellezza che possiamo usare.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte numero di Ottobre 2016, sezione Speciale Cosmesi Naturale.

Ottobre, autunno in bellezza!

Siamo già all’autunno! Ma non disperiamo… Vivere Sostenibile è sempre con noi! E con la nuova stagione tanti consigli per prendersi cura della propria pelle e del pianeta con prodotti naturali, stando attenti alle scelte cha facciamo, con una sempre maggior consapevolezza che tutto ciò che scegliamo ha una ricaduta diretta su noi e gli altri!

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disegno di Giulia Marone

 

EDITORIALE DI QUESTO NUMERO