Dire, Fare, Viaggiare – In viaggio per condividere

di Equotube e Viaggi Responsabili

Succede che a volte il viaggio si avvicina al lato più solidale del nostro spirito, unendo il desiderio di scoprire nuove dimensioni alla voglia di “sporcarsi le mani” per aiutare gli altri. È questo il caso del turismo solidale, che dà la possibilità di vivere davvero il territorio e la gente con campi lavoro, esperienze al servizio di progetti e ONG locali, laboratori a scopo didattico-formativo, visite a progetti del fair trade. Una giornata da trascorrere insieme ai produttori del Commercio Equo e Solidale, contadini e artigiani, per conoscerli direttamente e partecipare in prima persona alle loro attività. Un’esperienza diretta ed emozionante per scoprire la vita e le tradizioni delle comunità locali, entrando nelle loro case, conoscendo le loro famiglie, assaggiando le specialità gastronomiche del luogo per veri momenti di scambio e condivisione.

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Un esempio di quanto queste progettualità possano dare un aiuto e una spinta di cambiamento ai territori si può vedere ogni volta che si tiene il FITS, Forum Internazionale del Turismo Solidale. Nel 2017, questo importante evento si è tenuto dal 24 al 26 maggio 2017, nel Sud della Tunisia. Zone remote e poco turistiche, colpite da una situazione non proprio semplice dal punto di vista socio-politico, che per una settimana sono state il centro del movimento creativo e organizzativo del turismo sostenibile. Nei giorni precedenti l’inizio del Forum, abbiamo avuto l’occasione di sperimentare il nostro nuovo itinerario in Tunisia, visitando le Oasi che da Djerba arrivano a Tozeurs, conoscendo tante realtà locali della società civile, progetti di sviluppo e valorizzazione del territorio, iniziative di sinergia per creare un prodotto turistico di qualità ed etico.

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Il Fits è stata un’occasione di incontri, ha tracciato il cammino di nuove collaborazioni, ci ha permesso di mostrare alcuni spunti per uno sviluppo sostenibile del territorio. Le donne, l’importanza delle reti, la priorità alla contestualizzazione del prodotto turistico sono stati i temi centrali di questo Fits, svoltosi – nonostante le difficoltà – grazie ad un team efficiente che ha saputo coordinare e realizzare questo importante evento. Siamo stati chiamati a rappresentare l’Italia, insieme ad Aitr, e abbiamo presieduto l’atelier dedicato alla commercializzazione, conclusosi con un successo di adesioni e partecipazioni. Insieme a Grt abbiamo presentato il progetto donne nel turismo responsabile, raccogliendo numerose adesioni ed interviste. E dunque non ci resta che lasciare chiudere questo Fits con l’impegno degli engangements presi e con una dichiarazione di intenti che ci permetterà di avere un filo conduttore comune di sviluppo, fino al prossimo incontro! Nel frattempo, se volete partire per un “viaggio del cuore”, scegliete sul sito di VivereSostenibile gli itinerari che abbiamo scelto per voi:
la “Carovana delle Mamme” (percorso in Egitto riservato ad ostetriche e medici),
il progetto “Bio per Tutti” in Burkina Faso, le AltromercatoExperiences (itinerari che comprendono la visita ai progetti di commercio equosolidale),
il turismo comunitario in Ecuador (dove poter visitare progetti in cui vivere e viaggiare come “hermanos”)
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Destra e sinistra addio

di Fabio Balocco

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Ho terminato di leggere “Destra e sinistra addio”, la penultima fatica di Maurizio Pallante. Non passa giorno che non si senta parlare di destra e di sinistra. Che non si accosti un certo personaggio politico alla destra piuttosto che alla sinistra. Così la Thatcher era di destra, mentre il guerrafondaio, mendace nonché sostenitore delle privatizzazioni dei servizi pubblici, Tony Blair, sarebbe stato di sinistra. Oppure oggi Trump sarebbe di destra e la Clinton, legata ai poteri forti, invece di sinistra. In Italia Berlusconi di destra mentre Bersani che privatizzò l’Enel, e Renzi, che abolisce l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, di sinistra. Penso che non ci sia persona con un minimo di sale in zucca che non comprenda che alle parole non corrispondono reali differenze, come del resto aveva già cantato argutamente Giorgio Gaber. Perché il re oggi è più nudo che mai, ed è ora di far luce sulla sostanziale uguaglianza di sinistra e destra, uguaglianza che si riconosce nel paradigma della crescita infinita che le accomuna, mascherata dalla contraddizione in termini dello sviluppo sostenibile, laddove uno sviluppo economico sostenibile con risorse limitate è ovviamente impossibile. Solo che la destra non ha mai fatto mistero di puntare su uno sviluppo economico disgiunto da un miglioramento delle condizioni economiche della classe lavoratrice, mentre la sinistra, almeno in passato (oggi non si definisce neanche più sinistra), ha inseguito a parole il mito del benessere generalizzato. I risultati della politica definita di destra o di sinistra in tutto il mondo sono evidenti. Inquinamento dell’aria e delle acque; deforestazione; global warming; consumo di suolo; abbandono delle campagne; migrazioni; guerre. Ad essere catastrofisti, si può semplicemente pensare che l’uomo sia incompatibile con l‘orbe terracqueo, sia una sorta di scherzo della natura, come una certa corrente dell’ecologia profonda sostiene. Ad essere invece ottimisti, una strada c’è ancora per garantire un futuro alla nostra specie, ed è quella che indica Pallante, e prima di lui per lo meno Georgescu-Roegen e Latouche. Ma non dovrebbe essere la speranza di sopravvivenza della nostra specie a guidarci nella scelta di cambiare vita, bensì il sogno di un mondo in cui si viva meglio, in cui non vi siano le enormi disuguaglianze che ci sono oggi. Del resto, una presa di coscienza del fatto che stiamo vivendo tutt’altro che l’unico mondo possibile si sta facendo strada nelle spire stritolanti della globalizzazione e della soffocante pubblicità. E persino il Papa nella sua enciclica “Laudato si” ne prende atto: “Dopo un tempo di fiducia irrazionale nel progresso e nelle capacità umane, una parte della società sta entrando in una fase di maggiore consapevolezza. Si avverte una crescente sensibilità riguardo all’ambiente e alla cura della natura, e matura una sincera e dolorosa preoccupazione per ciò che sta accadendo al nostro pianeta… La cura degli ecosistemi richiede uno sguardo che vada aldilà dell’immediato, perché quando si cerca solo un profitto economico rapido e facile, a nessuno interessa veramente la loro preservazione. Ma il costo dei danni provocati dall’incuria egoistica è di gran lunga più elevato del beneficio economico che si può ottenere. Nel caso della perdita o del serio danneggiamento di alcune specie, stiamo parlando di valori che eccedono qualunque calcolo. Per questo, possiamo essere testimoni muti di gravissime inequità quando si pretende di ottenere importanti benefici facendo pagare al resto dell’umanità, presente e futura, gli altissimi costi del degrado ambientale… L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale. Di fatto, il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in modo speciale i più deboli del pianeta.”
Anche dell’enciclica e di molto altro parla il libro di Pallante. Un libro da leggere e da meditare.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Luglio+Agosto, sezione Scelte Ecosostenibili

Vivere secondo le stagioni: estate in medicina cinese

di Paola Massi, operatrice tuinà

36353934_76a51aac43_oL’estate rappresenta l’espressione esteriore dell’energia, dell’espansione, del movimento e dell’attività. Molti di noi attendono con ansia l’arrivo di questa stagione per tutto l’anno; il sole splende, le temperature sono alte, la gente può finalmente stare all’aperto ed è piena di energia che in questo periodo dell’anno è al suo apice.
In estate, che è la più yang delle stagioni, le forze della Natura creano il calore per il legame che questa stagione ha con l’elemento fuoco, elemento che In Medicina Cinese è associato all’organo Cuore e al colore rosso.
Si dice che il germoglio del Cuore è la lingua e il suo suono la risata; risulta quindi facile comprendere come l’emozione dell’elemento fuoco sia la gioia. È questo il tempo di coltivare l’energia yang (fuoco) che è simbolo della massima attività, stando però attenti che non raggiunga l’eccesso.
In Medicina Cinese questo elemento regola la Mente e quindi lo Spirito riesce a fiorire più vivacemente: allegria, piacere e vitalità sono indicatori di una salute equilibrata in estate, così come un sonno profondo e ristoratore.
Al contrario, una situazione disarmonica del Cuore porta alla depressione e mancanza di voglia di fare, oppure può condurre ad atteggiamenti maniacali e necessità di accumulare attività sia di giorno che nella notte (eccesso di fuoco-yang), portando a insonnia o risvegli frequenti. Per prevenire disturbi e restare in armonia con le energie estive, gli antichi medici cinesi consigliavano di svegliarsi presto per poter beneficiare dei primi raggi del sole, quelli che il corpo riesce ad assorbire meglio, di andare a dormire più tardi la sera e di fare una breve pausa durante le ore più calde.

Il cibo, che in Medicina Cinese ha una temperatura e proprietà energetiche, è fondamentale perché il corpo resti fresco e idratato durante l’estate. Quindi per compensare il calore mangiamo alimenti crudi, yin, di cui questa stagione abbonda. In generale la maggior parte dei vegetali e della frutta sono ‘rinfrescanti’, mangiarli crudi aumenta questa loro caratteristica che permette di abbassare il calore, eliminare le tossine e generare i fluidi corporei. Consumiamo le insalate, la lattuga, verdure come cetrioli, finocchi, sedano, pomodori, spinaci, zucchine e tutta la frutta estiva, in particolare i meloni e le angurie ricchi di acqua e perfetti contro il caldo estivo. Da evitare sono i cibi che riscaldano come le carni, i fritti , i latticini e i cibi troppo piccanti. Vivere in armonia con le stagioni rappresenta il fulcro della saggezza della Medicina Cinese.
Per questo l’utilizzo del cibo e delle sue proprietà viene visto come una medicina in grado di prevenire, mantenere, curare e bilanciare le energie secondo le stagioni. Questo concetto basilare di nutrimento insieme alla consapevolezza degli organi associati alle fasi dell’anno e alle emozioni, può fornirci una chiave di lettura del nostro sistema corpo-mente in grado di farci vivere in salute mantenendo il contatto con la Natura di cui tutti siamo parte.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Luglio+Agosto, sezione Benessere Corpo e Mente

Percorriamo lo Zodiaco – Cancro e Leone, Luna e Sole

di Laura Bottagisio

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Ed eccoci al Solstizio d’Estate! Tappa importante del ciclo stagionale che decreta il momento diurno più lungo ma al tempo stesso quello in cui le giornate cominciano ad accorciarsi e ad allungarsi le notti. Con il 20 giugno inizia Cancro, segno d’acqua governato dalla Luna, signora della notte… E “notturna” è anche una delle caratteristiche di coloro che nascono in questo periodo poiché attivi nella percezione emotiva che necessita di un ascolto interiore in cui poter rivolgere l’attenzione al proprio sentire. ‘Sentire con la pancia’ è proprio la descrizione di come la personalità cancerina si mette in contatto con il mondo esterno, infatti Cancro è collegato allo stomaco e all’attività digestiva. A volte, il non riuscire a ‘digerire’ un’emozione si riflette anche nella difficoltà dello stomaco a ben funzionare, ma niente paura: basta un atto di dolcezza e di accoglienza che tutto torna in armonia! E allora lasciamoci incantare da questo segno, portatore di magiche esperienze che sa accogliere e creare atmosfere in cui poter rilassare i ‘muscoli della coscienza’, le idee fisse che la mente produce e lasciar scorrere i pensieri nelle acque cristalline del cuore.
Ora giugno 2017, nessun pianeta sta transitando in questo segno astrologico, ma il passaggio del Sole in Cancro è appoggiato da una configurazione planetaria che andrà a favorire il rilascio di vecchi condizionamenti legati ad aspetti familiari e il susseguente desiderio di quiete interiore. Per meglio ottenere questi obiettivi crescerà la necessità di comunicare e lasciar fluire tutte le cose non-dette che impediscono il libero flusso alle emozioni.

Se Cancro è sede della Luna, Leone, segno successivo, è sede del Sole. Sole e Luna sono i due principi che raccolgono i significati della coppia genitoriale padre/madre, ma anche della dualità maschile/femminile, attività/ricettività, elettricità/magnetismo. Essendo governato dal Sole, la caratteristica principale del segno del Leone è ‘irradiare’, è l’ardore dell’elemento fuoco. Coloro che nascono in questo periodo hanno la tendenza a essere generosi, molto attivi e un po’ accentratori, tant’è che a volte, proprio perché troppo smaniosi di dare e di fare, si ‘spompano’ e il cuore perde il suo ritmo. Leone è collegato infatti al cuore e all’attività cardiaca che, come ben sappiamo, deve mantenere il ritmo giusto per poter pompare e ben irrorare con il flusso sanguigno ogni cellula del corpo. Quanto vigore e quanta energia vitale questo segno sa trasmettere quando è in linea con il ritmo spontaneo del suo Cuore! Nulla e nessuno può allora fermare la sua capacità di alimentare la gioia e la passione alla vita!
Quest’anno entrando in Leone il 21 luglio, il Sole si trova a dover fare i conti con i pianeti transitanti negli altri segni di fuoco con cui va a intavolare un serrato dialogo ‘energetico’. Grande energia si svilupperà e porterà a intraprendere attività con spirito innovativo trasformando e purificando l’alone di vecchio e stantio che può ancora essere presente. È un fuoco da usare come energia vivificante e positiva per creare situazioni di coraggio e forza vitale.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Luglio+Agosto 2017, pagina Eventi

“Questa Terra”: romanzo d’esordio di un giovane scrittore che “canta” la nostra terra

Luca Ottolenghi, giornalista e scrittore, novarese di nascita, ha pubblicato il 15 giugno scorso il suo primo romanzo: “Questa Terra”, edito da Iemme, casa editrice indipendente napoletana, distribuito in tutte le librerie. QUESTA TERRA - prima di copertinaIl romanzo di formazione si snoda tra tre epoche storiche italiane: la resistenza partigiana, gli anni di piombo e i tragici avvenimenti del G8 di Genova del 2001. Protagonista il diciottenne Frank che, dopo la perdita della madre, si inoltra in un cammino di ricerca delle sue origini grazie allo zio, attivista negli anni settanta, e la figura del nonno mai conosciuto, la cui storia è stata nascosta all’interno della famiglia. Oltre che ad uno viaggio nel passato, Frank si ritrova a spostarsi geograficamente: dalla città alla montagna, terra selvaggia e istintuale.
Per conoscere meglio quest’opera e cosa ha animato la sua creazione abbiamo deciso di intervistare l’autore.

Il tuo romanzo è intriso del legame con la terra, o, meglio, con Questa Terra, ai piedi del Monte Rosa. Raccontaci in che modo il tuo rapporto con la montagna ha influenzato il romanzo. E nel medesimo tempo, siamo curiosi di sapere se la scrittura di quest’opera ha rafforzato ulteriormente il legame con il territorio.
Mi sono sempre considerato un montagnino sin dalla tenera età. Questo perché ho sempre trascorso le mie vacanze in Ossola e mai al mare (la prima vacanza al mare la feci dopo il liceo). Per me è sempre stato motivo di vanto essere un ragazzo selvatico. I boschi li ho sempre sentiti come una seconda casa, mi trovavo a mio agio, in confidenza. Mentre il mare lo vedevo come una cosa da fighetti. Ho vissuto estati epiche con i miei amici, in cui le avventure non si contano, ma anche lunghe passeggiate solitarie in cui riflettere, leggere e studiare la vita tramite la Natura. Quindi mi è venuto spontaneo proiettare nel romanzo queste due dimensioni: spirituale e picaresca. Ti dirò: non ha rafforzato il legame. Più solido di così non poteva essere. Ma vedrò se si evolverà dopo la pubblicazione, perché il libro uscirà domani…
Nel libro racconti di periodi storici italiani del passato con un trasporto, e forse una rabbia, che trasudano dalle tue parole. In che modo ti senti influenzato da questo bagaglio e come credi che oggi possiamo sublimarlo?
Sì, è vero. La rabbia e l’indignazione per l’andamento storto della nostra Storia post-bellica, soprattutto dalla strage del ’69 di Piazza Fontana fino al G8 di Genova 2001, l’anno dei miei diciott’anni, hanno acceso la miccia, già rovente di passione per quei posti di cui ho sentito la primaria esigenza di ‘cantare’, come una serenata.
Quindi rabbia ma anche amore: spesso il connubio esplosivo che porta a scrivere un romanzo.
Inoltre, dall’adolescenza io non ho più visto le montagne come una somma di alberi, ma anche come teatro di una guerra civile, di cui la Repubblica Ossolana fu gloriosa protagonista.
Nelle interviste hai dichiarato che il vero protagonista del tuo romanzo è l’albero. Vuoi spiegarci che significato simbolico gli attribuisci ed il perché di questa importanza?
Certo. L’albero, insieme alla Grande Madre e al lupo, è tra gli archetipi del mio romanzo, ma sono anche i più forti e diffusi sin dalla mitologia cosmogonica.
La simbologia legata all’albero ha radici (già questo termine la dice lunga su come sia stato assorbito nel nostro immaginario e nel lessico famigliare) dalla notte dei tempi. I primi culti primitivi erano legati alla Natura e i boschi erano le prime chiese. Sono sempre stato ferocemente attratto dalla ritualità pagana pre-cristiana, e in montagna se ne trovano ancora tracce (penso ai famosi ‘massi coppellati’). Non capivo, da ragazzino, da cosa derivasse quella sensazione d’assoluto e di pace spirituale che provavo nei boschi; negli anni, studiando e interessandomi a queste tematiche, sono riuscito a dargli un nome. C’è chi la chiama Eco-spiritualità, chi Panteismo Naturalistico… Insomma, ci siamo capiti.

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Ultima curiosità: la copertina del tuo libro non è un’immagine ma riporta semplicemente l’incipit del tuo romanzo su uno sfondo verde prato. Scelta di controtendenza?

In realtà la scelta non è stata mia ma dell’editore. Io desideravo fortemente un’immagine che si è sedimentata nel mio immaginario da quando pianificai il romanzo, cioè più di dieci anni fa, e che ora uso come immagine per la promozione (una rielaborazione grafica di un quadro di Magritte ad opera di Giulia Marzocca). All’inizio ero un po’ diffidente di questa scelta, e triste; ora ho imparato ad apprezzarla perché di copertine banali e omologate a certi stereotipi straripano le vetrine. Una dittatura dell’immagine a cui resisto volentieri.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Luglio+Agosto 2017, sezione Scelte Ecosostenibili

Una grande vetta per un grande panorama Punta dei Camosci (Battelmatthorn)

di Mauro Carlesso – scrittore e camminatore vegano

Cresta Nord Est (Val Formazza -NO-)

punta dei camosci dal lago

L’invito
L’accesso più spettacolare alla Punta dei Camosci per la sua via normale è quello da Nord, e più precisamente dal Neufenpass nella limitrofa Confederazione Elvetica. È da questo versante infatti che questa possente vetta di 3000 metri offre i panorami più spettacolari costituiti dagli orizzonti selvaggi dell’alta Val Formazza e dagli ameni abitati walser del fondovalle Vallesano. Montagna superba che si sale senza particolari difficoltà ma chiede però assenza di vertigini e piede fermo sul traverso sotto la vetta.

La scheda
Località di partenza: Neufenpass –tornante poco sotto il passo- (mt.2.300 circa) –CH-
Località di arrivo: Neufenpass
Cime sul percorso: Punta dei Camosci (mt. 3.044)
Dislivello: mt. 800 circa
Tempo di percorrenza: ore 4 (soste escluse)
Difficoltà: EE (con un delicato traverso esposto)
Periodo: Estate (sconsigliata in caso di neve sul tracciato che porta in vetta)

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L’itinerario
Da Domodossola si valica il Simplonpass, il passo del Sempione, si scende a Briga e si risale al Neufenpass. Poco prima di raggiungerlo all’altezza di un tornante si lascia l’auto nel parcheggio dal quale si diparte la strada di servizio alla diga del Gries. Si percorre detta carrareccia a piedi fino a raggiungere l’imponente Parco Eolico. Da qui si punta all’ampia insellatura del Passo del Gries che si vede in lontananza di fronte a noi e sopra il quale, a destra, incombe la piramide della nostra montagna. Giunti al Passo dalla caratteristica cappelletta-bivacco si comincia a salire costeggiando la morena del ghiacciaio del Gries (segnavia bianco e rossi) guadagnando quota sul fianco nordest della montagna. Arrivati al punto quotato 2672 m e contrassegnato da un bastone infisso nel terreno, abbandonare il sentiero Castiglioni che scende al Piano dei Camosci e puntare direttamente alla cresta est su evidente traccia e con il riferimento di un grosso ometto. La salita si fa ripida e con scoscesi tornanti si arriva in cresta. Da qui il sentiero segue strette serpentine sino a quota 2900 dove la traccia si fa friabile e ripida fino al traverso aggettante di circa 90 metri che conduce in vetta. Dalla cima, una lama affilata precipite su ogni versante, il panorama è spettacolare: Blinnenhorn, Arbola, Hosandhorn sembrano a portata di mano. A picco sotto di noi la minuscola casera di Bettelmatt. Il ritorno avviene dal percorso dell’andata prestando particolare attenzione al vertiginoso traverso.

punta dal passo

La nota storica
Camminare in questi ambienti seppur fatti di montagne aspre e severe si fa sempre il conto con la pesante presenza dell’uomo. Dai primi del Novecento era in questi luoghi che si varcava il futuro, quello della “comodità” della corrente elettrica prodotta dalla forza dirompente, ma ingegneristicamente addomesticata, dell’acqua. La Val Formazza è ricca di questi bacini che ne hanno cambiato il volto addolcendolo, se vogliamo, con invasi dal color turchese. Grandi uomini come l’ingegner Conti e l’architetto Portaluppi fondatore di imprese di trasformazione il primo e costruttore di centrali il secondo, grandi aziende come la Edison prima e l’ENEL poi, si sono avvicendate senza troppi scrupoli tra questi monti coi loro progetti faraonici fatti di dighe, di muraglie e di condotte forzate dall’impatto ambientale discutibile e che paradossalmente devono oggi fare i conti con la nuova frontiera della produzione di energia elettrica: proprio nei pressi della diga del Griessee in territorio elvetico sono state elevate 4 pale eoliche alte fino a 131 metri nell’ottica di realizzazione del piano federale “Strategia Energetica 2050” e realizzato da SwissWinds che orgogliosamente si vanta di gestire il parco eolico più alto d’Europa. “Parchi” è l’eufemismo con cui chiamano questi mostri artificiali estranei ad un territorio che resterà ferito per sempre. C’è da chiedersi se è davvero questo il prezzo che dobbiamo pagare per accendere la luce di casa con un semplice click dell’interruttore.

Pranzo al sacco veg
Un suggerimento per un gustoso pranzo al sacco vegano a impatto zero: cous cous di riso e mais con verdure di stagione.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Luglio+Agosto, sezione Turismo Sostenibile

LOST ENCORE – La voce dei luoghi abbandonati

a cura di Mirko Zullo

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Quante volte vi sarà capitato d’imbattervi in una dimora abbandonata, senza però dare a quel sito troppa considerazione.
La realtà dei siti dismessi, è molto forte nel nostro Paese. L’Italia, ma non solo, tutta Europa, tutto il mondo – forse – deve fare i conti con i tesori dimenticati del passato.
Questa è la ragione scatenante che ha smosso le coscienze del team di LOST ENCORE.
Il progetto LOST ENCORE, ideato e capitanato da Mirko Zullo, scrittore e regista di Verbania, è nato alla fine del 2015 e si è dato questa missione: riscoprire le dimore abbandonate più importanti, per far sì di farle conoscere a più persone possibili, e di conseguenza sensibilizzare un pubblico sempre più ampio, smuovendo le coscienze, convincendo tutti che non solo stiamo perdendo la nostra storia, ma stiamo – oramai da troppi decenni – costruendo del nuovo in un territorio dove, invece, si potrebbe tranquillamente recuperare tanto di quanto già esistente.

LOST ENCORE, oltre che da Zullo, è formato dalla giornalista e presentatrice Marianna Morandi, dal producer musicale Diba, dagli operatori di ripresa e videomakers Marco Comerio e Mario Zanetta, dal fotografo Piero Gatti, dagli avvocati Roberto Gentina e Riccardo Sappa per l’assistenza legale. Una prima stagione ha visto la realizzazione nel 2016 di dodici documentari, dodici “losteggiate”, iniziando ad esplorare siti dismessi tra le province di Verbania, Lecco, Novara, Vercelli, Milano, Varese…
Tutto questo per riscoprire dei veri e propri gioielli, colmi di storia, di un’importanza dal punto di vista architettonico, commerciale, ricettivo del nostro passato, che oggi rischiano sempre più di essere silenziosamente dimenticati, ricoperti spesso dall’inevitabilità della natura e dall’incuranza di vandali e devastatori. Patrimonio del passato e della storia di noi tutti, che non merita affatto di essere così facilmente e brutalmente cancellato.

Ma il viaggio di LOST ENCORE non può fermarsi qui. Tutto è già pronto per una seconda stagione, in cui si amplierà il raggio d’azione, muovendosi su tutto il territorio italiano ed anche in qualche meta in Europa. Proprio in questi giorni è anche partito un crowdfunding dedicato al programma LOST ENCORE sulla piattaforma eppela.com. Il progetto si chiama per l’appunto “Lost Encore, la voce dei luoghi abbandonati” e si tratta di una raccolta fondi sul web, grazie alla quale chiunque vorrà, potrà aiutare a sostenere i costi di questo progetto, con donazioni suddivise in diverse quote. L’obiettivo finale (la raccolta fondi scadrà il 22 luglio) è un primo passo per aiutare la squadra ad affrontare più serenamente i costi delle trasferte per realizzare i documentari.
In questo spazio ripercorreremo alcune delle tappe più interessanti ed affascinanti della prima stagione, oltre a regalare alcune anticipazioni sulle nuove esplorazioni. La speranza è poi quella di sensibilizzare non solo il pubblico, ma anche gli addetti ai lavori, affinché possano decidere d’investire sul riutilizzo di queste strutture, ricollocandole in qualsiasi forma, donando loro una nuova vita, una nuova vocazione, cha sia pubblica, privata, commerciale, ricettiva… Infine, laddove ciò non sia concretamente possibile, recuperare quantomeno la memoria di tali dimore, costruendo dei veri e propri percorsi turistici alternativi e realizzati ad hoc alla riscoperta dei tesori del nostro passato. Potete seguire ed avere tutte le informazioni su LOST ENCORE tramite la pagina Facebook ufficiale, oppure riguardando tutte le losteggiate della prima stagione sul canale LOST ENCORE di YouTube. Per altre informazioni, domande o segnalazioni, potete scrivere alla casella mail: lostproductiontv@gmail.com.
Dal prossimo numero di Vivere Sostenibile Alto Piemonte troverete una rubrica mensile dedicata all’approfondimento dei singoli casi che abbiamo esplorato nel nostro territorio. Continuate a seguirci!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Luglio+Agosto, sezione Scelte Ecosostenibili

Speciale Festival Estivi

Luglio e Agosto sono mesi caldi, il periodo migliore per festeggiare la natura a ritmo di musica! Questo è lo spirito che ci ha spinto ad organizzare lo Speciale sui Festival Estivi, dove i partecipanti ci raccontano come è nato il loro evento e perchè… Sfogliateli tutti qui sotto e partecipate a tutti! Buona Estate!

Albori music festival – il meglio della scena indipendente italiana

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Celtica Valle d’Aosta – la festa di musica, arte e cultura celtica più alta d’Europa

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Vegan Life Festival – consapevolezza e rispetto

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Musica in Quota – la magia delle note sale in vetta

Musica in quota nel Parco dell'Alpe Devero

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Festival Alta Felicità – un festival per la bassa velocità

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Balla Coi Cinghiali – divertimento con meno emissioni

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Sapere per Fare

di Enrico Marone

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Il mare. Obiettivo estivo di decine di migliaia di cittadini italiani, con tutto il contorno di partenze intelligenti, code, prenotazioni, spiagge, bagni, prove costume ed altre amenità del genere. Ma il nostro mare è malato. Troppa pesca, troppo cemento sulle rive, troppi scarichi, troppa plastica. Troppo caldo, come del resto annunciato dalla comunità scientifica ormai da decine di anni (è record di temperature anche nel mese di giugno). Quindi niente mare? No! Semmai è il momento di considerare il proprio modo di fare le vacanze. Passando da una modalità più “ottusa” ad una più consapevole, con vantaggi per tutti. Spero non si offenda nessuno, ma la necessità di essere più coscienti e quindi responsabili è ormai impellente. Tutto passa dalla consapevolezza della realtà, che si può ottenere solo tramite l’informazione (che ci sta a fare Vivere Sostenibile?) che ci consente anche di sapere quali sono le soluzioni e soprattutto cosa possiamo fare personalmente, con il nostro potere di esseri umani, cittadini e consumatori per migliorare la situazione.
Quindi godetevi le ferie, attenti al caldo, ma nel contempo informatevi (sconsiglio la TV, meglio libri e riviste) per crescere e diventare abitanti del pianeta più rispettosi e meno dannosi. Ricordate che non saranno i governi a risolvere il problema del riscaldamento climatico, ma saremo noi, comportandoci nel modo più adatto a fargli cambiare linea politica. Dopo circa trent’anni di incontri, trattati, accordi si è arrivati a Parigi, ed alla prima elezione negli USA tutto è diventato improvvisamente carta straccia. Quale fiducia dovremmo avere? Tocca quindi a noi salvare il mondo sul quale viviamo. Ce la possiamo fare se sapremo “cosa” fare. Ah un altro modo per informarsi anche divertendosi è quello di partecipare a fiere ed eventi estivi. Ve ne presentiamo diversi in questo numero per darvi la possibilità di fare incontri, conoscere e comprendere quanto bello sia il nostro pianeta e quanto male sta facendo chi si occupa solo di potere ed affari. Che sia un’estate di cambiamento!!!

http://www.focus.it/comportamento/economia/riscaldamento-globale-negazionisti-e-politica
http://energy.lifegate.it/blog-gas-e-luce/fossili-riscaldamento-globale-clima/

Buona estate con il nuovo numero di Vivere Sostenibile Alto Piemonte!

Lo Speciale Festival Estivi vi aspetta in queste pagine! Quale modo migliore per vivere la gioia del periodo più soleggiato e caldo dell’anno?
Inoltre tanti spunti per vivere un’estate all’insegna del naturale, con ricette sane ed etiche e notizie e viaggi nel nostro territorio!

Buona estate a tutti voi, cari lettori!!!

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Ricordiamo che sono disponibili gli sconti per i viaggi di Equotube ancora per questo mese, affrettatevi!