LOST ENCORE – La voce dei luoghi abbandonati

di Mirko Zullo

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Ben tornati all’appuntamento con la riscoperta dei luoghi abbandonati e dimenticati del nostro Paese. Il progetto LOST ENCORE nato alla fine del 2015 si è dato proprio questa missione: riscoprire le dimore abbandonate più importanti del nord Italia. In questo nuovo appuntamento, il viaggio del team di LOST ENCORE si dedicherà alla riscoperta di due siti attrattivi, tra Milano e Lecco.
Prima tappa dunque a Limbiate, per visitare ciò che resta di “Città Satellite” o, come meglio viene ricordata oggi, “GreenLand”.
GreenLand era un parco divertimenti, costruito tra il 1964 e il 1965, in concomitanza con la costruzione di uno tra i parchi più famosi del nostro paese, ovvero Gardaland. Erano gli anni in cui le giostre cercavano di non essere più soltanto itineranti, ed ecco perché anche il futuro di GreenLand a Limbiate divenne roseo in tempi brevi, arricchendo sempre più l’offerta ludica per il pubblico. Il massimo splendore si raggiunse attorno alla metà degli anni ‘80, per poi vedere un lento, ma inevitabile declino che portò il sequestro definitivo della struttura nel 2002. Diverse le proposte di ricollocazione avanzate, una delle più recenti risalente al 2009, ma ad oggi, ciò che resta sono solamente pochissimi scheletri di giostre ed un insediamento rom nelle immediate vicinanze. L’area è privata, non accessibile e supervisionata dal custode del parco. Destinazione finale della spedizione, il paese fantasma di Consonno, nel comune di Olginate. La Las Vegas della Brianza, come veniva pubblicizzata, venne costruita negli anni ‘60, su progetto del commendator Conte Mario Bagno, fervido imprenditore del biellese, trapiantatosi poi a Milano. L’idea era quella di realizzare una vera e propria città dei balocchi, punto di riferimento del divertimento e del commercio della Brianza.

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Un progetto a dir poco visionario e rivoluzionario, che vide l’approvazione del Comune nel 1961. Il Conte aveva fatto sgomberare il borgo, acquistandolo per 22.500 lire. Bagno aveva capito le potenzialità economiche che stava portando il boom finanziario di quegli anni, così pensò di progettare una città tutta sua, dove chiunque poteva fare shopping, ma anche divertirsi, in una cornice architettonica e panoramica davvero all’avanguardia. Minareti arabeggianti, pagode, cinesi, fontane rinascimentali, colonne doriche, grand hotel, piste da ballo, tutto il mondo era rinchiuso all’interno di quel piccolo borgo. Un centro assolutamente rivoluzionario, ma che portò Consonno ad essere da città del divertimento ad una vera e propria città fantasma. Gli anni d’oro furono quelli tra i ‘60 e l’arrivo dei ‘70, ma il caso aveva in serbo qualcosa di ben diverso per il futuro della “Disneyland lombarda”. I lavori di costruzione stavano deturpando la collina su cui sorgeva il borgo ed una frana, nel 1976, ne bloccò l’accesso. Gli anni seguenti passarono tra burocrazia e richieste di nuovi permessi e il clima di festa perenne sembrò svanire piano piano. Il miracolo economico italiano sembrava stesse voltando le spalle a questo angolo di Brianza. Durante gli anni ‘70 il paese di Consonno rimase completamente abbandonato a se stesso, scavalcato dalla frenesia mondana di altri centri metropolitani, come Milano. Nel 1981 si tentò quantomeno di ristrutturare una porzione della città del divertimento, realizzando una casa di riposo all’interno di quello che era il Grand Hotel Plaza. Casa che rimarrà attiva sino al 2007. Nell’estate dello stesso anno, Consonno venne letteralmente invasa da centinaia e centinaia di giovani per un rave party. Quello sarà l’inizio della fine e Consonno non resterà altro se non meta di vandalismo ed inciviltà. Diversi altri rave saranno bloccati, altri invece no. Oggi ciò che resta sono degrado e murales ovunque, oltre a tanti curiosi che passeggiano tra le rovine. Fortunatamente c’è chi, ancora oggi, ama e cerca di salvare Consonno. In quest’ottica, è davvero lodevole il lavoro fornito dal team di Consonno 2.0, tramite tutte le attività riportate sul portale oltreconsonno.it, non ultimo il contributo costantemente offerto dall’Associazione “Amici di Consonno”, consultabile al sito consonno.it

Alcune curiosità: nel 1998, Consonno fu location di alcune scene del film “Figli di Annibale” del regista Davide Ferrario, con Diego Abatantuono e Silvio Orlando. Pochi anni fa, invece, Francesco Facchinetti, in arte DJ Francesco, aveva studiato un progetto di ricollocazione totale del borgo, cercando di costruire una vera e propria Silicon Valley italiana. Un progetto quantificato tra gli otto e i dodici milioni di euro, ristrutturazioni escluse, che ad oggi non ha trovato nessuna concretizzazione. Come sempre, potete seguire ed avere tutte le informazioni su LOST ENCORE tramite la pagina Facebook ufficiale, oppure riguardando tutte le losteggiate della prima stagione sul canale LOST ENCORE di YouTube. Per altre informazioni, domande o segnalazioni, potete invece scrivere alla casella mail: lostproductiontv@gmail.com.

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PAES: Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile

di Mauro Clerici

Tra i vari strumenti a disposizione delle amministrazioni comunali per migliorare l’ambiente sul proprio territorio, ce n’è uno promosso dalla Commissione Europea: il Patto dei Sindaci. Si tratta di uno strumento di utilizzo volontario, che però impegna le amministrazioni comunali che aderiscono, a definire e predisporre un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES). Quando aderiscono ufficialmente al Patto dei Sindaci, i firmatari si impegnano ad elaborare il PAES entro due anni. Il piano d’azione, adottato dal consiglio comunale locale, descrive i passi verso il raggiungimento degli obiettivi del 2020.
Lo scopo di questa interessante iniziativa, è quello di ridurre di oltre il 20%, entro il 2020, le proprie emissioni di gas serra che, ricordiamo, continuano ad essere troppe per la situazione climatica generale. Ad oggi in Italia 3184 Comuni hanno aderito sui 7955 totali, quindi un discreto successo, sempreché i punti e le azioni contenuti nel piano siano poi rispettati e messi in opera.

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Gli obiettivi raggiungibili attraverso mirate politiche locali, sono:
• migliorare l’efficienza energetica;
• aumentare il ricorso alle fonti di energia rinnovabile;
• stimolare il risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia.

Le Amministrazioni che decidono di aderire al patto percorrono un cammino virtuoso che prevede tutta una serie di passi che qui elenchiamo:
• aderiscono formalmente al Patto dei Sindaci;
• predispongono un inventario base delle emissioni di CO2 nel proprio territorio;

• elaborano e adottano il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile(PAES);
• predispongono un sistema di monitoraggio degli obiettivi e delle azioni previste dal PAES;
• diffondono e rafforzano le competenze energetiche all’interno dell’Amministrazione comunale;
• informano e sensibilizzano la cittadinanza sul processo in corso, perché la conoscenza e quindi la consapevolezza aiuta i processi di attuazione del piano.

Per valutare i progressi compiuti nel raggiungimento dei propri obiettivi, i firmatari del Patto dei Sindaci devono presentare una relazione di monitoraggio relativa agli obiettivi di mitigazione e adattamento, ogni due anni dopo l’adozione del Piano d’Azione. Ogni quattro anni, l’inventario delle emissioni viene aggiornato per verificare i progressi legati alla mitigazione delle emissioni e del consumo di energia. Dal prossimo numero analizzeremo la situazione dei PAES di una serie di comuni del nostro territorio (province di Biella, Novara, Varese, Verbania, Vercelli) per capire come si sono mossi e quali idee hanno messo in campo, per utilizzare al meglio questo strumento e quindi rendere più rispettosa dell’ambiente la nostra comunità.
Per approfondimenti: www.pattodeisindaci.eu

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Primo passo: osservare, non solo vedere

di Federico Gavinelli

Con la scoperta dell’agricoltura, l’uomo ha iniziato ad essere determinante per l’equilibrio del pianeta. Da allora è riuscito ad adattare l’ambiente circostante in modo da trarne beneficio, creando meraviglie. Ma è cercando di dominarlo che, a lungo termine, ne ha compromesso la quasi totale condizione di naturalità o stabilità.
Con le scelte politiche ed economiche, l’uomo mette a dura prova anche la biodiversità della propria specie: Aborigeni dell’Australia, Yanomami dell’America latina, Eskimesi dell’America settentrionale, i Sami della Finlandia e i Lapponi di Russia, Svezia e Norvegia.

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La cupidigia e l’incessante ricerca del benessere ha fatto perdere il senso generale della situazione di Uomo sulla Terra, tanto che le parole di Papa Francesco sono di enorme attualità, in relazione al rispetto del Creato ed al nostro ridimensionamento da utilizzatori a custodi.
Per ignoranza e disinformazione, mala gestione e visioni fiabesche distorte o per interessi economici, vediamo, per esempio, il lupo come abominevole pericolo.
Chiedersi se le emissioni ed immissioni di scarichi idrici risultino inquinanti sono concetti legislativi molto recenti. Il primo regolamento italiano è del 1997, il Decreto Ronchi, a seguito delle direttive comunitarie del 1991 e 1994. Viste le date e riportandole nel nostro “piccolo”, riusciamo a comprendere la mobilitazione e l’efficacia della bonifica del Lago d’Orta, ma l’inefficienza della risoluzione alla contaminazione della Cascina Beatrice(*).

Per meglio comprendere il rapporto Uomo-Natura mi piace associare due parole di origine greca che sembrano diametralmente differenti, ma che sono meravigliosamente l’una il completamento dell’altra: Ecologia ed Economia.
Eco-: casa o ambiente.
–logia: discorso, comunicazione, o anche regole (esempi: dialogo, discorso tra due o più interlocutori; decalogo, dieci regole; astrologia, pratica che collega le possibili interazioni dei corpi celesti con il comportamento; logo, un simbolo che comunica un concetto più ampio).
–nomia: gestione, pratica del mettere in ordine qualcosa; oppure qualcosa che è inerente a qualcos’altro (esempi: astronomia, la scienza che tenta di dare un ordine ed un senso alle dinamiche celesti; gastronomia, tutto ciò che è inerente allo stomaco).
Ecologia è quindi lo studio degli elementi che sono presenti in un ambiente e lo studio delle loro interrelazioni. Economia, invece, lo studio delle regole che possono organizzare il corretto funzionamento e la gestione mirata dell’ambiente, della casa. Quanto sbagliamo a concepire i due termini nella vita di tutti i giorni?

Uno lo colleghiamo sempre alle cose biodegradabili, green, sostenibili, l’altro al valore monetario, che molto spesso spogliamo del concetto di qualità.
Quindi: Questa carta igienica è eco-logica perché è attenta all’ambiente! Dato che è attenta all’ambiente non sarebbe forse meglio dire: Questa carta è eco-nomica? Questo prodotto è bio! Anche se è costoso, non è forse meglio acquistarlo evitando prodotti più impattanti per l’ambiente, di dubbia provenienza ed etica?
La mia generazione, ha vissuto il benessere post-boom economico, dove il fine ultimo è stato la comodità, il tutto subito, il materialismo e la globalizzazione precedente alla delocalizzazione, tanto da mutare le dinamiche commerciali.
Dagli anni ’50, l’occidente ha vissuto la rivoluzione verde, che si prefiggeva di riuscire a dare da mangiare a tutti gli abitanti della Terra. Il suolo è stato visto da quel momento, come cosa inanimata le cui proprietà andavano spremute per massimizzare la produttività anche con metodi ormai considerati insostenibili.

Nelle nostre campagne, la riduzione di aree naturali e semi naturali, la monocultura e l’abbandono di pratiche tradizionali, l’abbracciare tecniche e sostanze sempre più artificiali, sono i fondamenti dell’attuale crisi dell’agricoltura.
L’ambiente agrario non è solo un tappeto su cui fare crescere cose da mangiare, ma è un insieme di componenti che si relazionano e comunicano. L’ambiente agricolo è quindi un organismo, e come tale dobbiamo impegnarci a proteggerlo! Come possiamo però impegnarci a proteggere qualcosa che non conosciamo?
La nostra specie è curiosa di natura, e prerogativa di ogni curioso che si rispetti è l’osservare il minimo movimento e cambiamento. Successiva all’osservazione è la deduzione, che presuppone di collegare quello che vediamo a cose di cui ancora non conosciamo la relazione: l’uomo ha scoperto la potenza del fuoco osservando che esso poteva nascere dal fulmine o dalla frizione del legno o di particolari rocce. Quindi: impariamo a non fermarci a “vedere” la realtà ma ad osservarla!

All’interno degli ecosistemi esistono elementi che risentono degli effetti delle componenti di un ambiente. Osservando questi ultimi possiamo riconoscere lo stato di salute di diversi ecosistemi. Si chiamano indicatori proprio perché hanno la capacità di indicarci i livelli di qualità di un ambiente. Essi sono sempre interni all’ambiente e possono essere identificati come semplici indicatori quando sono componenti non-viventi, o bioindicatori quando sono viventi. Questi ultimi devono avere determinate caratteristiche e anche la metodologia di raccolta deve soddisfare queste loro caratteristiche. In più, la metodologia deve essere ripetibile, semplice ed economica e quindi accessibile, come la scienza.

Fatta questa premessa, dal prossimo numero di Vivere Sostenibile scopriremo e daremo una risposta a molte delle nostre domande: a cosa servono le cimici? Quante specie di insetti ci sono sulla Terra? E quanti sono i batteri? La terra è vero che non è sporca, ma… sporca? Andremo così a scoprire un bioindicatore per ogni uscita del giornale.
Impareremo a comprendere di cosa si tratta, a cosa serve studiarlo e come lo si può osservare.
Osserveremo i metodi di raccolta e campionamento riconosciuti dalla comunità scientifica, le tecniche di calcolo basilari per l’analisi statistica, per comprendere al meglio, tramite i bioindicatori, il livello di qualità di un ambiente, anche del vostro giardino!
Nel prossimo numero tratteremo degli ingegneri del suolo: i lombrichi!

(*) Cascina Beatrice: zona alle porte di Borgomanero (NO) inquinata da rifiuti industriali soprattutto liquidi, scaricati per anni nel terreno ed inserita nell’elenco dei siti da bonificare della Regione Piemonte.

Nuovo numero! Aprile e Maggio

Eccoci tornati con la nuova uscita di Vivere Sostenibile Alto Piemonte!
Come vi trovate con la nuova versione bimestrale? Riuscite a leggere meglio gli articoli? Dateci la vostra opinione!
Intanto eccovi tante notizie nuove e fresche sulla sostenibilità ambientale del territorio!

Clicca per leggere online il nuovo numero!

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Siamo giunti al nostro secondo anno di stampa!

Due anni fa usciva il primo numero di Vivere Sostenibile Alto Piemonte. Frutto della passione e dell’investimento di 4 persone:

Enrico, l’editore; ex-chimico diventato informatico che dopo anni di lavoro lontano dal suo primo amore, l’ambiente (che occupava il suo tempo libero), ha deciso di combattere la crisi impegnandosi in un progetto nel quale credere e fare un’attività che oltre ad essere un lavoro è anche un piacere.

Giulia, la grafica; ora 25enne, appena uscita dall’accademia di Belle Arti e con un futuro abbastanza incerto, si è trovata tra le mani la possibilità di crearsi da sola un mestiere attraverso il quale crescere professionalmente. Dal primo numero, impagina tutt’ora Vivere Sostenibile Alto Piemonte e ne cura la comunicazione e la parte grafica. “Credo ancora che la comunicazione pro-positiva possa essere la soluzione per avvicinare i tanti scettici a uscire dalla propria zona di comfort consumistica per provare a guardare oltre, e sono sicura che non ci sia discorso logico che non porti a credere nel cambiamento sostenibile.”

Valentina, la giornalista; ha prestato il proprio nome e professionalità per l’avvio del progetto Vivere Sostenibile Alto Piemonte. Finalmente la collaborazione con una redazione che parla di ambiente l’ha portata a sentire il proprio impegno verso di esso in modo più completo di quanto già non fosse: vegetariana e amante delle camminate in montagna, comunicare è il suo mestiere.

E poi, c’è Rossana, che è ancora parte della famiglia di Vievere Sostenibile, ma può agire al momento solo in maniera marginale. Purtroppo non sempre le cose vanno come vorremmo.

Siamo ancora noi, e la famiglia si è allargata! Daniela, Mauro, Massimiliano, Elisa ci aiutano con la propria professionalità e passione per ampliare sempre più il pubblico che si interessa di sostenibilità, per portare tutti assieme l’informazione e la conoscenza di luoghi, attività, persone, iniziative. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, qualcuno in più! Il cambiamento lo abbiamo visto in questi due anni e lo vediamo ancora!

Vi aspettiamo tutti a Fa’ la Cosa Giusta 2018 a Milano, veniteci a trovare, portate le vostre proposte, il vostro sostegno, la vostra esperienza, la vostra curiosità! Aiutateci in prima persona a portare avanti questo progetto di cambiamento, completamente indipendente.

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Febbraio e Marzo insieme per ricominciare

È in distribuzione il numero dei mesi di Febbraio e Marzo 2018!

All’interno lo Speciale Alimentazione Naturale, dove le aziende della nostra zona ci raccontano il proprio impegno sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e della salute di ognuno di noi!

Parliamo anche dei tanti temi che da sempre vi appassionano, ma seguiteci sul web per leggere articoli inediti e restare aggiornati sugli appuntamenti sostenibili del mese.

Clicca sulla foto per leggere il nuovo numero!

FAI UNA DONAZIONE A VIVERE SOSTENIBILE ALTO PIEMONTE E AIUTACI A LAVORARE SEMPRE MEGLIO! FINO AL 15 FEBBRAIO, CLICCA QUI

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Speranze del 2018

Cosa è successo di bello nel 2017?

Siamo stati a Fa’ la Cosa Giusta per la seconda volta e abbiamo incontrato tante persone e attività meravigliose. Abbiamo lavorato per estendere il numero di punti di distribuzione in modo da diffondere il più possibile la rivista sul territorio e portarla a molti più cittadini.

Abbiamo iniziato collaborazioni con tante associazioni e partecipato a tanti festival, fiere, mostre, eventi, ecc… Una citazione particolare a Lifegate, con il suo progetto di Energia Rinnovabile 100% italiana.

Siamo cresciuti online con il triplo di visualizzazioni rispetto al 2016 e 1000 followers in più su Facebook. Abbiamo inoltre aperto la pagina di Instagram che ha creato nuove sinergie.

Abbiamo fatto un sondaggio che ha dato un esito positivo! Il 70% del lettori visita le attività che si pubblicizzano su di noi. Inoltre piace molto la versione cartacea, una notizia quasi controcorrente rispetto all’innovazione tecnologica che stiamo vivendo e che proseguirà ancora. L’Alimentazione Consapevole è uno dei temi che sta più a cuore ai lettori, un elemento di importante cambiamento.

Cosa ci aspettiamo nel 2018?

Cerchiamo nuovi aiuti, sia economici che non. Abbiamo necessità di persone che impegnino parte del proprio tempo per far sì che il progetto continui! Ed attività che si facciano conoscere utilizzando uno strumento potente come la rivista, letta con attenzione da persone interessate e consapevoli, comunicando quindi verso un pubblico mirato.

Del resto, cosa può volere di più un’attività produttiva o commerciale se non far conoscere i propri prodotti e servizi ad un pubblico attento ed interessato? E a prezzi bassi che tra l’altro possono essere recuperati grazie agli incentivi del governo (credito di imposta fino al 90%) per gli investimenti pubblicitari a decorrere dal 2018. Per noi inoltre è sempre un piacere poter dare visibilità ad attività che, a differenza del grande commercio, punta su un cambiamento sostenibile anche degli acquisti.

Vorremmo raggiungere la quota con il nostro crowdfunding: sappiamo che il progetto, oltre ad avere ancora un grande margine di crescita, piace tantissimo sul territorio, grazie ai riscontri che riceviamo ogni mese. I punti di distribuzione terminano le riviste che portiamo da mettere a disposizione dei lettori e spesso ne richiedono altre, riceviamo mail di ringraziamento o di partecipazione ai temi, agli eventi che pubblicizziamo incontriamo spesso persone che ci dicono di aver conosciuto l’evento grazie a noi.

Per mantenere vivo tutto ciò le spese sono alte, tenendo conto che siamo una rivista indipendente, che significa che non riceviamo fondi da nessuno, Stato compreso. Necessariamente siamo dovuti passare da dieci uscite annuali a sei, per ridurre in parte le spese.

Parliamo di futuro, un futuro sostenibile e migliore per tutti noi, un futuro che anche grazie a noi si sta realizzando! L’unione tra le persone e le attività che sentiamo di agevolare sono indispensabili per un cambiamento reale.

Insomma, fatevi avanti! Proposte, progetti, consigli, aiuti economici anche piccoli (tutto fa’, dice un vecchio detto…) sono indispensabili per proseguire la nostra azione. Libertà è partecipazione, e la partecipazione stimola anche consapevolezza. Partecipare è la parola che vogliamo vivere nel 2018! E voi?

 

Sostienici qui!

 

A spasso con VS – momenti di vita della redazione

Il cuore di polvere di cacao si formava pian piano sulla superficie del cappuccino di soia. Il grigio del cielo si fondeva con la facciata della chiesa ed il ciottolato della piazzetta. Qualche genitore che portava i figli a scuola e qualche impiegato di anonime ditte, attraversava quello spazio ancora silenzioso, per cominciare una delle solite giornate.

Avevo trovato libero il tavolino vicino alla vetrina. Potevo così osservare la vita cittadina che lentamente si animava e cresceva di intensità. Quasi ogni passante era intento ad utilizzare il suo telefonino come fosse l’unico legame con la vita ed il mondo. Io che scrivevo su un blocco note di carta talvolta suscitavo curiosità ed il mio smartphone giaceva spento quindi inerte sul tavolo. Il piccolo locale era ormai pieno, nonostante ci fossero dei posti fuori la temperatura non consentiva agevoli colazioni.

Mi ha sempre divertito osservare le diverse reazioni delle persone alla temperatura esterna. Vedevo passare gente con pesanti giacconi invernali chiusi fino a coprire la bocca, con l’aggiunta del cappuccio ed altri invece con una semplice giacca aperta.

Il chiasso delle chiacchiere ormai impediva di scrivere fluidamente, ma almeno sconfiggeva l’orrido silenzio interiore dei social network.

Il gruppo di studentesse aumentava sempre di più, occupavano metà del locale in un’unica tavolata per niente colorata. Sembrava infatti che i colori di moda di questo autunno fossero bianco, nero e grigio sotto varie forme e sfumature. Quel fenomeno social-commerciale chiamato “moda” continuava a mietere vittime.

Anche la pianta grassa sul mio tavolino aveva un’angolazione tale che sembrava intenta a guardare fuori per curiosare su un mondo che non era il suo.

Dovevo attendere l’orario di apertura dei negozi per poter consegnare il numero appena uscito della rivista. L’espediente di scrivere qualcosa su un bloc notes mi consentiva di occupare il tavolo con più tranquillità e nel contempo mi faceva sentire un artista di fine ottocento, intento nella sua opera.

Che scemo! Cose e sensazioni da ragazzino; però mi divertiva. Ogni tanto guardavo la titolare del bar, una signora bionda con i capelli raccolti dietro la testa. Una bella donna, di quella bellezza che sembrava un po’ altezzosa, ma stemperata dal suo lavoro manuale e di servizio al cliente, dietro al bancone.

Ormai era quasi ora di andare. Avevo già in mente il percorso, ottimizzato come distanze e tempi per riuscire a consegnare anche nelle successive cittadine. Sempreché oggi i miei punti di distribuzione non fossero particolarmente chiacchieroni. Nell’ordine erboristeria, negozio di sementi e alimenti vari, studio grafico-fotografico, supermercato bio, erboristeria, centrifugati e frullati, libri usati, insomma un bel mix di attività e persone.

Sostenete il nostro progetto!

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È Dicembre! Natale e capodanno con Vivere Sostenibile

Siamo al 1 di Dicembre!

Cosa significa? Uscita online del numero nuovo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte!
Questo mese parleremo ovviamente del periodo natalizio, un periodo che, lo si voglia o no, fa parte della nostra cultura e diventa momento di raccoglimento. Come viverlo meglio? Non appesantitelo con l’aspettativa, non correte per acquistare nei grandi centri per tutti i parenti e amici, e non guardate con odio le persone che lo fanno, prima o poi capiranno che non è il modo giusto per vivere l’atmosfera di gioia famigliare che simboleggia… Fate voi il primo passo verso la tranquillità interiore e leggete Vivere Sostenibile!
Chissà che qualche attività che si racconta questo mese non faccia proprio al caso vostro per un regalo originale e veramente utile, al cuore, alla mente, all’economia solidale!

Volete fare un regalo culturale? I nostri libri sono disponibili! Li trovate qui

Vuoi farci tu un regalo? Partecipa al nostro Crowfunding!

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Sterilità e infertilità. Come sostenere le coppie attraverso l’intervento del counseling psicologico

di Tatiana Dimola

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Cause e diagnosi d’infertilità
Con il termine infertilità si intende l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo dodici mesi di rapporti sessuali frequenti e non protetti. Si stima, infatti, che la gravidanza si verifichi nell’84% dei casi dopo un anno, nel 92% dei casi dopo tre anni. Distinguiamo due tipi di infertilità: primaria, quando la donna non ha mai avuto gravidanze, secondaria nei casi in cui, invece, dopo aver avuto una gravidanza non si riesce ad averne altre.
Sterilità ed infertilità sono termini che vengono spesso utilizzati come sinonimi, nonostante abbiano significati diversi. Il primo termine, infatti, indica l’incapacità della donna di portare a termine la gravidanza a seguito di un concepimento, mentre il secondo definisce una condizione fisica permanente, ovvero l’assoluta incapacità, sia maschile che femminile, di concepire.
In Italia, circa il 30% delle coppie soffre d’infertilità e negli ultimi 20 anni questo dato risulta essere in aumento, specialmente a causa dell’età, più avanzata rispetto al passato, in cui si cerca un figlio.
La causa d’infertilità di coppia può essere maschile, femminile o mista. Nella maggior parte delle coppie nessuno dei due partner è infertile, ma è ipofertile, ovvero ha una ridotta capacità riproduttiva. Nel 10-15% dei casi, invece, non si trovano cause evidenti: in queste situazioni si parla d’infertilità idiopatica o inspiegata.
In base all’esperienza maturata negli anni, alcuni specialisti ritengono che dietro alcune infertilità inspiegate si celi, in realtà, un fattore psicologico. Tuttavia, si tratta di un’ipotesi particolarmente difficile da verificare, ma non del tutto infondata. In ogni caso è consigliabile rivolgersi ad uno specialista, con il quale è possibile valutare se è opportuno o meno, ricorrere alle tecniche di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita). Contemporaneamente alla consulenza medica, è fondamentale associare un trattamento psicologico, con lo scopo di aiutare la coppia ad affrontare questo momento difficile. Diverse pubblicazioni scientifiche documentano, infatti, la necessità di approcciarsi al fenomeno dell’infertilità in un’ottica multidisciplinare, evidenziando, dunque, l’importanza del supporto psicologico.

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L’infertilità dal punto di vista psicologico: cosa succede quando il figlio desiderato non arriva?
Non riuscire a concepire un figlio è un evento doloroso che spesso crea disagio e squilibri, sia nella persona che nella relazione di coppia. A livello individuale significa confrontarsi con l’impossibilità di diventare madre o padre, mentre a livello di coppia equivale all’irrealizzabilità del progetto condiviso. Inoltre, le persone che non riescono a concepire un figlio si sentono inadeguate anche da un punto di vista sociale, poiché vivono in una società cosiddetta “fertile”, ovvero che richiede di procreare e dare vita a nuove famiglie, allo scopo di dare continuità alla generazioni precedenti. Il disagio sperimentato dalle coppie, inoltre, tende ad aumentare con il passare del tempo, soprattutto a fronte dei continui tentativi fallimentari. Si alimenta, infatti, man mano tra i coniugi il timore di vedere allontanarsi la possibilità di diventare dei genitori e, più insuccessi si verificano, maggiore è la possibilità che angoscia e sconforto prendano piede nella coppia, così come la sensazione di essere difettosi, inadeguati, malati o, comunque, diversi dagli altri. La coppia reagisce con sgomento e spesso i partner si chiedono perché proprio a loro sia capitata un’esperienza così traumatica e si attivano per cercare spiegazioni plausibili, che possano chiarire il motivo del mancato concepimento.

Continua…

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Novembre 2017, sezione Bambino Naturale