Auguri di una felice vita

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di Enrico Marone

Quello che avete in mano è il n. 25 di Vivere Sostenibile, se contassimo gli anni sarebbe un quarto di secolo, ma la nostra storia inizia con il primo numero nel marzo 2016. Quindi sono quasi tre anni che portiamo informazione, conoscenza, idee, progetti nelle province di Biella, Novara, Verbania e Vercelli. Un periodo di lavoro intenso, interessante, faticoso, entusiasmante che ci ha permesso di conoscere una parte di voi cari lettori e molte attività. Siete tanti e ci date il vostro appoggio, spesso ci chiama qualche punto di distribuzione verso fine mese (o bimestre) perchè voi lettori volete sapere se il nuovo numero è già uscito. Grazie per il vostro interesse. L’ultima stima, sommando la versione cartacea a quella digitale (web, email, social, newsletter) è di circa 30.000 lettori. Persone interessate, sensibili e spesso impegnate in attività vicine ai temi che trattiamo. Usando un termine tecnico, un “pubblico selezionato”. Una platea ideale alla quale far conoscere prodotti naturali, servizi olistici, progetti solidali ed etici, appuntamenti sociali e culturali, ecc… quindi fare pubblicità mirata e diretta, appunto, ad un pubblico scelto e attento e quindi più ricettivo.
Come sapete, Vivere Sostenibile Alto Piemonte è una rivista gratuita, ma non essendo un ente di beneficenza i costi per la stampa, distribuzione e lavoro delle persone, dovrebbero essere coperti dalla pubblicità delle attività produttive e commerciali del territorio. È un discorso logico e razionale, che funziona in tante altre esperienze e che avrebbe portato vantaggi a chi opera sul territorio e a noi avrebbe consentito di continuare a pubblicare la rivista, che piace e viene letta volentieri. Purtroppo non è andata così. La presenza pubblicitaria è stata sempre molto scarsa e questo ha determinato una inevitabile conseguenza: l’impossibilità economica di continuare a pubblicare la rivista. Nonostante tutti i nostri sforzi non siamo diventati partner delle attività sul territorio, tranne di chi ha compreso la valenza della rivista e del nostro lavoro ed ha partecipato con la sua pubblicità.
Quindi, come avrete compreso, quello che state leggendo è l’ultimo numero della rivista. Con nostro grande dispiacere dobbiamo salutarvi e ringraziarvi per averci seguito fino ad oggi.
Non escludiamo la possibilità di poter tornare a stampare la rivista, ma per farlo dovrà succedere qualcosa che ci dia un valido motivo per ripartire con questo lavoro, che riteniamo utile a tutti per tanti motivi. Ciò che ci spiace particolarmente è che proprio chi ha una visione differente da quella che l’attuale sistema economico ci impone, e che la esprime con la propria attività, sia diventato l’artefice di questa nostra (di tutti, lettori, attività, rivista, persone comuni) sconfitta.
Quindi non vi diciamo addio, ma arrivederci.
Come sempre buona lettura e buone feste.

Auguri di una felice vita

di Giulia Marone

Bisogna ammettere con se stessi quando la strada non è più quella. Bisogna essere capaci di dire “lascio andare”. E bisogna perdonarsi quando sentiamo che quanto si è iniziato diventa troppo grande per le nostre forze. Non è che siamo noi deboli, semplicemente non è più la nostra strada. Anche adesso che sto scrivendo, faccio una fatica enorme a non dirmi “hai fallito”. Eppure, vale la pena continuare su una strada che non dà più la gioia dell’inizio alla nostra vita, soltanto per principio?
Lasciare andare, capendo che ora non è il momento giusto, non è un fallimento, è prendere consapevolezza dei nostri mezzi, che non vengono meno, ma cambiano. La volontà è forte, ma dopo tanti tentativi diversi, i mezzi ci abbandonano, le forze si dissipano in preoccupazioni, e il lavoro non viene più fatto con l’amore e la leggerezza che si desiderava trasmettere: è giusto continuare quando non ce la si fa più?
No. Bisogna fermarsi. Non vuol dire arrendersi, ma cambiare. A volte vuol solo dire ricaricare le energie, lasciando andare una cosa che oggi ci scarica. Riprendere le forze, la concentrazione, guardare dentro sé stessi, per poi ricominciare, quando ci sentiremo nuovamente forti e pronti.
Vivere Sostenibile Alto Piemonte giornale finisce qui. Ma le persone che ci hanno lavorato, che ci hanno creduto, che ci sono orbitate attorno e hanno collaborato a un nuovo modello di informazione sono sempre qui, presenti, più forti delle proprie conoscenze ed esperienze.
Attraverso il giornale io ho conosciuto cose e persone, sperimentato teorie e attività, sono cresciuta professionalmente e come persona (sono passati 3 anni, per una che ne ha attualmente 26 sono tantissimi), e oggi posso dire che è stato tutto importante, senza questa esperienza non conoscerei alcune delle persone più importanti della mia vita, non avrei fatto tante esperienze che mi hanno messa in discussione e mi hanno fatto conoscere parti nuove di me. Ringrazio da parte di tutti noi tutti voi, tutti, nessuno escluso, anche coloro che ci hanno fatto arrabbiare, coloro che ci hanno fatto sorridere, ci hanno fatto sentire fieri di ciò che facciamo e ci hanno dato un sostegno a volte inaspettato. Spero di trovare tante altre esperienze come Vivere Sostenibile sulla mia strada, che affronterò con più coscienza e conoscenza, sicura dei miei mezzi e anche insicura, per lasciare spazio al cambiamento che avviene sempre dentro di noi. Vi lascio con tre insegnamenti che Vivere Sostenibile mi ha dato e che ora sono per me delle verità: noi siamo la Terra CON la quale viviamo, gli altri sono lo specchio di noi stessi e tutto ciò che ci circonda prende la tinta che diamo ai nostri occhi. Respiro e speranza nell’immenso: oggi il mio mondo è diventato azzurro cielo.

Articoli di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2018/2019, editoriali

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