Il Titanic e come evitare l’iceberg!

di Enrico Marone

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Così come è ormai evidente, il nostro pianeta non sta bene e la responsabilità è nostra, delle nostre azioni quotidiane. Quest’anno le temperature sono di nuovo state elevate e questo ha causato disastri in tutto il mondo. In Grecia gli incendi hanno ucciso 91 persone. In Giappone per una ondata di calore, che per la prima volta nella sua storia ha fatto superare i 40°C a Tokyo, sono morte 125 persone. In California 18 incendi hanno sviluppato così tanto calore da creare un microclima diverso nella zona. Dei ghiacciai e dell’Artico sappiamo già che stanno scomparendo sempre più in fretta. Sono la nostra (intesa come umanità) scorta e riserva di acqua dolce, ma pazienza, stiamo concentrati su Ronaldo!
In diversi pascoli montani europei, hanno dovuto portare acqua con gli elicotteri perchè gli alpeggi senza pioggia sono secchi. Non ci si salva neppure in montagna.
Queste sono situazioni di cui si era già preso atto nel famoso accordo COP21 di Parigi a fine 2015. Accordo che, nella realtà dei fatti, si è rivelato semplicemente una riuscita operazione di marketing politico. Tant’è che una buona fetta dei 2°C di aumento della temperatura media del pianeta (incremento oltre il quale non si sa quali disastri avverranno) ce lo siamo già giocato. Ma il mondo politico-economico non è fermo, state pure tranquilli!
Ad ogni livello si sta lavorando ed in fretta, per sfruttare le conseguenze, terribili per ogni essere vivente, del riscaldamento climatico. Diversi Stati ed aziende si stanno comportando come gli imprenditori sciacalli che festeggiavano per il terremoto a L’Aquila. Infatti lo scioglimento artico, disastro planetario, sta scatenando la ricerca del petrolio, cioè la sostanza il cui utilizzo è responsabile dello scioglimento dell’Artico! Qualcuno sta addirittura militarizzando l’area per garantirsi la sua fetta di profitto. Ma anche il carbone sta tornando in voga!
Negli ultimi tre anni, il carbone, che è una delle fonti energetiche più inquinanti (sia nel processo di estrazione, che durante la sua combustione perché emette moltissima CO2 e spesso anche anidride solforosa, oltre a metalli pesanti), è diventata la fonte a maggior crescita come consumi (https://it.wikipedia.org/wiki/Consumo_di_energia_nel_mondo). C’è anche chi vorrebbe nuove centrali a carbone in Italia, che già è uno dei primi dieci Paesi importatori a livello mondiale.
È evidente che è talmente forte la dipendenza dal denaro, che negli USA di Trump vogliono reintrodurre l’utilizzo dell’amianto! Chissà prossimamente riavremo il DDT?
I consumi di energia continuano ad aumentare, la deforestazione continua, le riserve ittiche diminuiscono in modo preoccupante, le ondate di siccità sono sempre più critiche ed i fenomeni metereologici sempre più violenti. La biodiversità segnala continue gravi perdite; è rimasto un solo esemplare di rinoceronte bianco, col quale si tenterà la riproduzione della specie in laboratorio. Ma perdiamo decine e decine di specie ogni anno.

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Se la situazione non cambia, e in fretta, la nostra Terra si ritroverà come il Titanic spinto a velocità folle da questa economia-politica dell’Apocalisse, e anche se i ghiacci si sciolgono, l’iceberg è lì in agguato da qualche parte. Discorso che rivolgo volentieri anche agli azionisti delle grandi imprese e multinazionali, entità che per loro natura mirano al profitto, senza interessarsi delle conseguenze delle attività che con i loro soldi stanno finanziando.
Non solo i grandi Stati operano in favore del disastro, ma anche a livello locale spesso lo sforzo è teso unicamente all’accumulo di denaro/potere passando dalla distruzione delle bellezze naturali. E qui vorrei fare l’esempio del Devero, gioiello e tesoro delle Alpi nella Valdossola, che rischia di essere ridotto ad un parcheggio e cementificato con strutture per lo sci, quando ormai non nevica più (ma possiamo usare l’acqua dolce, sempre più a rischio, per sparare neve artificiale) e quando la piccola economia del turismo dolce in quel luogo è in aumento. Aiutateci a raccogliere le firme per fermare il folle progetto: all’interno della rivista troverete il modulo per raccoglierle e poi spedircele (assolutamente entro fine Novembre).
Questa è una delle cose che, come singole persone, possiamo fare per rendere inutili gli sforzi dell’economia dell’Apocalisse. Sono tante le scelte e le azioni che possiamo portare avanti per essere vicini al nostro unico pianeta.
E faccio qualche esempio:
– scegliere energia che viene prodotta con fonti rinnovabili e non fossili;
usare i mezzi pubblici o la bicicletta invece dell’auto;
acquistare da negozi e produttori locali invece di usare la grande distribuzione;
risparmiare energia invece di consumarla;
riciclare e riutilizzare invece di produrre rifiuti;
– se possibile produrre almeno parte di ciò che mangiamo;
bere l’acqua del vostro acquedotto, più controllata e meno impattante sull’ambiente;
usare moto o auto elettriche/ibride al posto di quelle a combustione fossile; ecc…
Ma occorre fare in fretta, operare velocemente il cambiamento, la transizione, la decrescita. Oggi l’unica velocità buona nei processi politico-sociali e personali è quella legata agli interventi per le emergenze e quella per la transizione verso un’economia pulita e rispettosa di tutti quegli elementi che possono mantenere in vita l’umanità.
Iniziamo insieme, firmate la petizione e salviamo il Devero.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Ottobre+Novembre 2018, editoriale

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Un rispettoso disaccordo che cambia il mondo

di Enrico Marone

“Quando nasceranno i miei figli, voglio che nascano in un mondo in cui speranza e trasformazione siano possibili. Voglio che nascano in un mondo in cui le storie hanno ancora potere. Voglio che crescendo abbiano la possibilità di essere Heiltsuk in ogni senso della parola. Di mettere in pratica le usanze e comprendere l’identità che ha reso forte la nostra gente per centinaia di generazioni. Questo non può accadere se non sosteniamo l’integrità del nostro territorio, le terre e le acque, e le pratiche di gestione che legano la nostra gente al paesaggio. In nome dei giovani della mia comunità, esprimo il mio rispettoso disaccordo nei confronti dell’idea di una qualunque forma di compensazione per la perdita della nostra identità, per la perdita del nostro diritto di essere Heiltsuk” (tratto da Naomi Klein, Una rivoluzione ci salverà – Rizzoli).
Questa è la testimonianza di Jess Housty, giovane poetessa appartenente al popolo degli Heiltsuk, davanti al Comitato di valutazione dell’oleodotto della Enbridge (per le famigerate sabbie bituminose) a Terrace in Columbia Britannica, Canada.

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Gli Heiltsuk sono un popolo nativo che da centinaia di anni vive in completa armonia con la Natura splendida di quei luoghi e ne conosce e rispetta i delicati equilibri. Le perdite dall’oleodotto e dal passaggio delle petroliere nei mari dai quali essi traggono il loro sostentamento (non speculazioni economiche), rischiano di uccidere il salmone rosso che è il cibo di orche marine e delfini dai fianchi bianchi, oltre che di foche e leoni marini. Ma non solo, perchè quando i salmoni entrano nelle acque dolci per la loro riproduzione, sfamano aquile, orsi bruni, grizzly e lupi i cui escrementi sono fonte di nutrimento per i licheni, i grandi cedri e gli abeti di Douglas della foresta pluviale temperata. Il salmone, un semplice pesce ai nostri occhi, diventa l’impensabile collegamento tra mare, acqua dolce e foresta. Se scompare il salmone, scompare un intero ecosistema e la popolazione che con esso convive.

Questa è la banale verità che la globalizzazione neoliberista semplicemente non considera, concentrata com’è alla massima realizzazione del profitto.
Di esempi di questo genere ce ne sono a migliaia in tutto il pianeta e di solito gli organi di informazione ne danno un’immagine distorta o li riducono a semplici lotte contro le compagnie petrolifere o minerarie o le altre svariate forme di sfruttamento economico delle risorse naturali. Solitamente lo scenario che viene presentato, è quello in cui chi vuole distruggere per pura speculazione diventa il paladino del progresso, mentre chi è integrato nella Natura e la ama è l’ostacolo.
Ma quello che non capiscono le multinazionali e i personaggi che ne pilotano le attività, azionisti compresi e governi complici, è che l’amore per la Terra e la Natura è una forza potentissima.

Aldilà dei conti economici, ciò che ha fatto la differenza e portato al successo è stata la forza con cui le comunità si sono pacificamente, ma risolutamente, opposte a tanti progetti distruttivi nei loro territori. Battaglie vinte di cui non si sente quasi mai parlare, come ad esempio la legge del Costarica che vieta l’estrazione a cielo aperto sul territorio nazionale, oppure l’opposizione alla trivellazione off-shore da parte dei residenti dell’arcipelago colombiano di San Andrés, Santa Catalina e Providencia. Il corallo è più importante del petrolio, dissero gli abitanti di quella regione, dove esiste una delle più grandi barriere coralline dell’emisfero occidentale. Il Sierra Club negli Stati Uniti dal 2002, insieme alle comunità locali ha impedito l’apertura di 180 impianti ed è riuscito a far chiudere 170 centrali a carbone. In Turchia, a Gerze, la pressione della comunità locale ha impedito l’apertura di una centrale a carbone sul Mar Nero.

E sono tantissimi altri gli esempi possibili; da noi la comunità della Val di Susa si oppone ormai da 25 anni alla costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità, riconosciuta ormai opera inutile persino dal governo italiano. (http://www.notav.info/post/crozza-mi-aspetto-che-cambino-nome-alla-valle-anzi-abituiamoci-gia-a-chiamarla-val-di-scusa/)
Insomma la strada da percorrere, come semplici cittadini appartenenti alla nostra comunità e al pianeta Terra, è quella della conoscenza, dell’amore per il proprio territorio e quindi delle scelte sempre più consapevoli sia nei consumi giornalieri che nella pianificazione del futuro comune. Solo così avremo a disposizione uno strumento per impedire alla speculazione di vincere sulla natura e sull’uomo.

“L’uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici.” Mahatma Gandhi

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Aprile+Maggio 2018, editoriale

Insieme un sogno diventa la nuova realtà

di Enrico Marone

“Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia” (John Lennon?, proverbio africano?, Che Guevara? …origine non ben definita).

Siamo alla vigilia dei nostri due anni di vita, nei quali l’esplorazione e la comunicazione ci hanno permesso di arrivare a voi. Di questo siamo felici perchè sappiamo che ci apprezzate e questo ci aiuta a mantenere sempre vivo l’impegno. Ma ci dice anche un’altra cosa. I temi che trattiamo interessano e le persone vogliono saperne di più e se quel di più è sul loro territorio ancora meglio.

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È evidente la necessità e la voglia di cambiamento, di voltare pagina perchè ormai è finito il tempo degli inquinamenti nascosti, dell’imprenditore mascalzone, del vecchio modo di intendere la società e la solidarietà, dell’egoismo ottuso, dell’ignoranza su ciò che ci circonda, dell’ingiustizia di chi ha soldi e potere… Le resistenze sono ancora molte e molto dipende anche da noi, dal nostro potere di scelta, sia per ciò che consumiamo abitualmente, sia per il nostro modo di vivere ed interagire con gli altri. Noi siamo già dall’altra parte, osserviamo e vi portiamo ad ogni numero notizia di ciò che abbiamo visto, scoperto, conosciuto, perchè siamo convinti che condivisione, trasparenza e indipendenza (soprattutto nell’informazione) siano punti nevralgici del nuovo modo di vivere in comunità più o meno grandi. E chiediamo anche a voi di fare lo stesso: condividere, essere trasparenti. È un qualcosa che dà leggerezza all’animo e ci permette di affrontare le difficoltà che ci sono sempre, più serenamente. Una strada che ci porta con semplicità ad essere anche più giusti, cosa di cui il mondo ha tanto bisogno.

Oltre ai nostri lettori la strada ci ha portato, come compagni di viaggio, diverse attività economiche e commerciali che hanno visto nella rivista un mezzo utile per far conoscere la loro esperienza, il loro viaggio che si sovrapponeva nelle intenzioni alle nostre. Dobbiamo ringraziare anche loro e le splendide persone che ci stanno dietro, per aver contribuito alla crescita di questo progetto di informazione pulita, semplice che viene spesso dal cuore e mira ad un futuro migliore per tutti. E siamo lieti di aver contribuito con il nostro lavoro a farli conoscere.

Il numero di lettori cresce, così come il numero di punti di distribuzione nei quali si può trovare la rivista e che è già un modo per far avvicinare le persone alla propria attività.
Care attività imprenditoriali e commerciali che fate parte di questa nuova visione, diventa chiaro che fare pubblicità su VS è l’occasione migliore per arrivare a quel pubblico attento alle vostre proposte, che verranno lette con attenzione e interesse. Non è uno sforzo nei nostri confronti, ma una interessante opportunità che si presenta per far crescere anche i vostri progetti, il vostro modo di intendere la vita, le vostre idee. Immaginate di avere un pubblico di decine di migliaia di lettori che aspettano ad ogni uscita di leggere le pagine della rivista, se ci siete vi vedranno e capiranno.

Parlatene con noi, sognare insieme funziona!

Naturalmente vi aspettiamo a “Fà la cosa giusta” a Milano il 23-25 marzo.

SOSTIENI VIVERE SOSTENIBILE! RACCOLTA FONDI FINO AL 15 FEBBRAIO, FAI LA TUA PARTE!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio + Marzo 2018, editoriale

Festeggiare in un altro mo(n)do

di Giulia Marone

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Con questo nuovo anno inizia un ciclo di novità! Ahaha, sorpresi? Non dovreste. Ogni giorno porta qualche novità. Il sole sorge ancora, è una novità? Bè, in effetti non c’è nulla che possa assicurarci che sorga anche domani, e quindi sì. Ci svegliamo e siamo ancora nei nostri panni di cittadini qualunque, eppure al mattino andando al solito bar… –toh, guarda!– ci salutano, ci riconoscono. Siamo qualcuno, in effetti. Siamo sempre in questo paese orribile e allo stesso tempo bellissimo, dove la gente si lamenta al bar e protesta solo per le partite di calcio, ok… eppure, guarda, stai leggendo una rivista che parla di cambiamento, un cambiamento a portata di mano. Già solo leggendolo tu stai cambiando qualcosa. Eppure sei un Italiano come tutti gli altri “lamentosi”. Se fossi tu la novità che, al posto di lamentarsi, proponga? Scegli una cosa rotta e aggiustala. Magari è il sanpietrino davanti alla porta di casa tua dove inciampi sempre, magari è il tuo intestino che non collabora, magari è tuo/a figlio/a che non capisce ancora cosa fare della sua vita e ha solo bisogno di ascolto, magari è il negozio dietro l’angolo che ha tanti prodotti buoni ma fatica a sbarcare il lunario, magari è la partecipazione che manca ad un’iniziativa che, guarda un po’, a pensarci bene ti piace proprio. Forse sei tu ad avere bisogno di cure, la stanchezza e il malumore invernale portano con sé tante riflessioni. Forse hai bisogno di trovare qualcosa per stare un po’ meglio. E guarda, un’altra novità… ti sei accorto di te stesso! Stavolta davvero, della persona che sei e che vuoi diventare. E che volevi diventare? Forse lo sei già ora, ma sei qui anche oggi e attorno a te ci sono tante persone che devono ancora conoscersi. Potresti essere tu a creare questi legami, senza dover salvare il mondo in un colpo solo, ma con piccoli gesti, a piccoli passi, con un po’ più di attenzione, ascolto e umiltà. Dobbiamo imparare ad amarci davvero, per amare quello che ci sta attorno. Iniziamo il nuovo anno guardandoci ancora una volta indietro, respirando e prendendo coraggio per poi voltarci verso il futuro. Non dimenticheremo, il primo Gennaio non sarà tutto diverso, non ci crollerà il cielo sulla testa o vinceremo alla lotteria del destino, non succederà più di quanto non sarebbe potuto succedere il 31 Dicembre, ma il tempo avanza, con o senza la nostra consapevolezza, e ogni giorno è una nuova occasione di cambiamento, ogni giorno una novità. La vita ci proporrà sempre nuove sfide, ma anche nuove gioie. Forse dobbiamo solo imparare ad abituarci a cambiare.
La novità del presente, è quello che auguro a tutti voi.
Buon anno a tutti, col cuore e la speranza che non solo una ragazza di 25 anni dovrebbe avere.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre 2017-Gennaio 2018, editoriale

Festeggiare in un altro mo(n)do

di Enrico Marone

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Ci siamo quasi. Qualche attività commerciale parlava di Natale già un mese fa, come se fosse un normale appuntamento di lavoro, una fiera. È un periodo dell’anno che è diventato strano. All’intimità e riunione della famiglia per ritrovare affetti e formulare buoni propositi (sembra retorico eh?) per il futuro, si è volgarmente sovrapposto il “circo” commerciale. Che si è subdolamente infiltrato nei nostri sentimenti e ci ha riempito delle cianfrusaglie che si porta appresso. Generalizzare non è corretto, ma vedere come si trasformano e cosa offrono i centri commerciali e moltissimi negozi in questo periodo, porta automaticamente a farlo. Da festa di gioia e raccoglimento è stata trasformata in puro scambio commerciale, in ogni suo aspetto. Mi meraviglio che non ci siano ancora spot pubblicitari con i personaggi del presepe in abiti firmati o che arrivino su fiammanti auto sportive a vedere la nascita del bambinello. Del povero Babbo Natale non ne voglio parlare, ormai da anni testimonial involontario di una nota bibita (perchè glielo abbiamo permesso? A proposito Babbo Natale è sempre stato ciccione e vestito di bianco e rosso?).
Il risultato di tutto ciò è che Dicembre, con le sue festività, è diventato il mese della spazzatura. Appena dopo Natale, enormi cumuli di immondizia (soprattutto imballaggi e cibo che viene sprecato), lo sappiamo tutti, punteggiano le nostre vie e costringono gli operatori al lavoro straordinario nei giorni di festa per liberarcene. In questa triste storia c’è un protagonista che se ne sta in disparte, avrebbe il potere di cambiare tutto, ma sonnecchia. Subisce passivamente la pressione pubblicitaria e l’annichilimento della sua creatività. Chi è?
Beh, siamo noi. Con le nostre scelte e decisioni possiamo far sì che il Natale torni ad essere una festa “pura” di emozioni, socialità, solidarietà e bene condiviso. Non abbiate paura genitori, i vostri figli apprezzeranno di più la vostra presenza che non un oggetto che il mercato ha già previsto di sostituire tra pochi mesi. Un regalo fantastico è fare qualcosa insieme. Quindi che per una volta il mercato ignorante di sentimenti e falso di passioni, stia al suo posto. Non è più bello un Natale sincero e gioioso, invece di uno che imiti malamente uno spot pubblicitario?
Buon Natale a tutti con il cuore (e buon capodanno).

Respiriamo bene, respiriamo con la testa

di Enrico Marone

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Eccolo qua il grande allarme per lo smog nelle città italiane. Puntuale da molti anni, quando comincia ad avvicinarsi la stagione fredda e quest’anno è iniziato quando ancora gli impianti di riscaldamento non sono pienamente operanti. Sicuramente la situazione nel nostro paese è grave, se è vero che, come dice lo studio della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, muoiono 91.000 cittadini ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico. Un bilancio drammatico, come se fossimo in guerra contro un nemico che però usiamo giornalmente. Sì, perchè le sostanze tossiche che troviamo nell’aria che respiriamo, provengono dai combustibili fossili usati per il trasporto (auto, camion, ecc…), dagli impianti di riscaldamento, dalle industrie che producono ciò che utilizziamo o consumiamo ogni giorno e dall’agricoltura.
Ed è questo il nodo problematico, cioè il modello di funzionamento della nostra società, in particolare nelle città dove anche la carenza di verde e alte concentrazioni di mezzi e impianti determinano le situazioni più critiche e difficili da affrontare.
È ovvio che di fronte a questi numeri, che finora sono stati un po’ troppo ignorati (non è che negli anni precedenti non morisse nessuno per questa causa…), vietare la circolazione di una parte di autovetture in qualche città è sicuramente una misura insufficiente.
Oltre alle fonti citate ne esistono altre insospettabili, per noi semplici cittadini, ma pesantissime, dato che gli inquinanti tossici sono diversi: non solo il PM10 (polveri sottili) di cui si sente parlare spesso, ma anche il biossido di azoto (NO2) e l’ozono troposferico (O3).
Per esempio, sempre secondo questo interessantissimo studio che vi consigliamo di leggere, il 35% del PM10 di Milano proviene indirettamente dall’agricoltura e dagli allevamenti. Inoltre i momenti critici dell’anno, durante i quali si arriva alle emergenze, sono più o meno sempre gli stessi, eppure non si fa nulla per prevenire, per quanto possibile o almeno ridurre, l’impatto del fenomeno, che già si sa che sta per ripresentarsi. In alcune città tra l’altro si registra ormai una situazione di emergenza quasi continua.
Che fare? Lo studio propone una serie di azioni e orientamenti per affrontare il problema, per esempio dovrebbe esserci un piano nazionale per la mobilità sostenibile, ma nella sostanza ci sono due considerazioni fondamentali da fare.
La prima è che si tratta di un problema che non si può affrontare da soli, neppure un’intera città, seppure grande, potrà da sola essere incisiva, ma occorre lavorare tutti assieme, come una comunità che deve curarsi prima di tutto della salute delle persone, ancor prima del profitto. La seconda è che sicuramente continuando a vivere ogni giorno nello stesso modo di ieri, cioè usando sempre l’auto, utilizzando sempre combustibili fossili o peggio il carbone, non adeguando mezzi ed impianti alle nuove tecnologie meno inquinanti, non si riuscirà mai a venirne fuori.
Occorre cambiare mentalità, aggiornarsi tecnologicamente, riavvicinarsi alla Natura e smetterla di essere dinosauri devastanti per noi, per le persone che amiamo e per l’intero pianeta.
Come vedete ciò che respiriamo è una questione di testa.

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/09/29/smog-in-italia-laria-piu-inquinata-fra-grandi-paesi-ue_e67464ab-6575-4fb9-8ec3-510ffa3e4883.html

https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/2017/09/Report_La_sfida_della_qualita_dell_aria_nelle_citta_italiane_2017.pdf

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Novembre 2017, editoriale

Camminiamo le parole… insieme

di Rossana Vanetta

“Non mi annoiano i paesaggi tutti uguali,
ho piuttosto un’avversione a questi centri commerciali”

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Così canta Pollio, frontman degli Io?Drama, band del sottobosco musicale indipendente italiano. Questi versi mi ronzano in testa da qualche giorno, probabilmente dopo la notizia che un nuovo centro commerciale sta per aprire a Novara. E io sento un pezzo della mia (nostra) missione allontanarsi: vedo il cammino dell’umanità sempre più vicina ad una realtà che proprio non riesco a farmi piacere. Sembra continuare la vittoria sfacciata del capitalismo. Cemento contro terra, denaro contro Natura, consumismo contro il tempo delle persone, la qualità della nostra vita e contro il senso stesso della vita. Perché se trovarne un significato ultimo è un enigma che non risolveremo forse mai, non è di certo nella perdizione incosciente nei beni materiali o nel percorrere binari imposti da una società che non abbiamo scelto ad elevarci nella nostra evoluzione umana.
Spesso siamo obbligati a compiere scelte non propriamente nostre, solo per sopravvivere.
Intraprendere un lavoro che non ci piace, vivere in una determinata città, acquistare oggetti e macchine di cui in realtà vorremmo fare a meno. Ed è questa la crisi, che non è solo economica, ma sociale, personale. Eppure la crisi, per quanto dolorosa è un elemento positivo. “Ogni crisi conduce ad un arricchimento”, scriveva Renè Dubos, filosofo e ambientalista del secolo scorso. Il termine crisi viene dal greco krìsis, letteralmente “scelta, decisione”. Già possiamo avere un’immagine più costruttiva di questo momento delicato. Se associamo poi la crisi ad un momento “crisalide”, fase apparentemente di stallo ma indispensabile, che permette al bruco di divenire farfalla, riusciamo addirittura a ringraziare le nostre crisi personali. È proprio vero che nei momenti più bui arrivano le idee più illuminanti, perché è per fuggire da una situazione che non ci appartiene che la nostra mente trova la scappatoia, la risposta, il vero interesse, anche solo l’hobby che ci salva la vita.
Ad un anno e mezzo dal primo numero di questa rivista e dopo tante, tantissime, soddisfazioni, soprattutto da parte vostra – decine di migliaia di lettori che ci seguono ogni mese – la redazione passa un periodo di piccola krìsis, di scelta, anche perché ci troviamo ad osservare un flusso di capitale di mercato che invece di dirigersi verso progetti virtuosi o ecosostenibili, si muove lungo le solite traiettorie degli interessi commerciali. Ma per noi è uno stimolo per continuare a credere nella possibilità di crescere come farfalle e a lavorare con tutti voi.
Ed ecco che arriva il momento di una chiamata alle armi: we want you!
Ci piacerebbe che questo giornale fosse più compartecipato, vogliamo sentire la vostra voce.
Vorremmo ricevere le vostre storie da raccontare, i vostri eventi da condividere. Ci piacerebbe ascoltare idee, progetti, suggerimenti, sapere cosa vi piace o non vi piace del giornale. Insomma, il nostro nuovo sogno è quello di crescere insieme e costruire la nostra realtà!
Fatevi avanti: anche un piccolo pensiero può essere una grande risorsa per tutta la comunità. Per chi ancora è indeciso su cosa raccontarci, all’ultima pagina della rivista questo mese e qui troverete un piccolo sondaggio, ci piacerebbe sentire la vostra opinione.
Attendiamo con ansia i vostri contributi all’indirizzo mail viveresostenibile.altopiemonte@gmail.com o sulla pagina facebook Vivere Sostenibile Alto Piemonte.
Passiamo dal parlare al fare e come dicono i nativi d’America, è tempo di “camminare le proprie parole”!

“...Una civiltà non può mai diventare una catena. Perciò il mio pessimismo sull’immediato futuro sfocia in un ottimismo profondo. La forza delle circostanze costringe l’uomo a inventare soluzioni nuove”.
– René Dubos

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, edizione Ottobre 2017, editoriale

Per il futuro dell’uomo: ritroviamo la via della natura

di Enrico Marone

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disegno di Giulia Marone

In un certo senso è stato come uno tsunami, un’onda potente ed inarrestabile che, soprattutto ma non solo, nel dopoguerra ha spazzato via culturalmente e socialmente conoscenze e pratiche, talvolta secolari, per sostituirle con altre veicolate dalla pubblicità e dalla frenesia commerciale-industriale. Accettate di buon grado dalla gente, smaniosa di lasciarsi alle spalle quel passato cupo e pericoloso, fatto di rinunce e dolore.
Questo non è successo solo per gli elettrodomestici, la moda, le auto, ecc… ma anche nel settore della salute e del benessere. Un mondo nuovo di rimedi, soprattutto chimici, per la bellezza, la giovinezza, le acconciature e per contrastare malattie e disturbi alcuni dei quali, si vedrà poco più avanti ed ancora oggi, in crescita e per i quali quei rimedi nuovi non hanno evidentemente avuto il successo sperato nel combatterli.
Certamente progressi in campo farmaceutico e nelle tecnologie e pratiche mediche ne sono stati fatti è innegabile, ma nonostante questo le persone continuano a soffrire di disturbi spesso poco chiari ed intrecciati ad aspetti psicologici e sociali che ne complicano la riconoscibilità. Non è un caso che lo “stress”, per esempio, sia diventato una delle cause spesso utilizzate quando non si riesce ad identificare correttamente un disturbo. Ed in effetti talvolta è realmente così: anche se non c’è una definizione certa e riconosciuta dello “stress”, esso coinvolge tanti aspetti che spesso la medicina o il medico, se non preparato, fatica a individuare o non considera nel loro insieme.
Inoltre gli esseri umani si sono staccati progressivamente e soprattutto per motivi di lavoro, da Madre Terra e hanno riempito in modo anche drammatico gli agglomerati urbani (è da pochi anni che a livello planetario il numero di persone che vivono nelle città ha superato quello di chi abita fuori). La stessa cosa ha fatto l’industria alimentare, sempre più lontana dalla Natura pur di migliorare l’efficienza produttiva.
Insomma i progressi tecnici, le novità del vivere quotidiano, la società hanno dimenticato per strada qualcosa: l’essere umano e la sua necessità di essere un tutt’uno con l’ambiente naturale che lo circonda e sostiene. Respirare aria inquinata, bere acqua sigillata nella plastica, mangiare cibi di pessima qualità, passare giornate insoddisfacenti e sempre in tensione, udire continuamente rumori fastidiosi, mantenere sempre vigile l’attenzione nel traffico, come può essere un modo di vivere vicino alle nostre necessità psico-fisiche?
È quindi evidente che occorre rivolgere attenzione e riportare al centro degli interessi umani proprio l’uomo integrato con la Natura. Il mercato e la finanza, con il loro enorme carico di problemi, violenze ed ingiustizie devono avere un ruolo secondario.
Ed è all’interno di questo ragionamento che il mondo olistico ci aiuta a vivere meglio, a prendersi cura di noi con antiche e nuove pratiche e discipline, pulite, naturali, non impattanti verso l’ambiente. Tanti modi per riportarci più vicini alle nostre esigenze fisiche, mentali e anche spirituali differenti per ognuno di noi e più vicine alla Natura. Ne parliamo in questo numero.

I numeri del cancro in Italia
http://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdfhttp://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdf

Rapporto Osservasalute
http://www.osservatoriosullasalute.it/rapporto-osservasalute

La sorveglianza Passi – Sovrappeso e obesità
http://www.epicentro.iss.it/passi/dati/sovrappeso.asp
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend_proiezioni

Diabete in Italia
https://www.istat.it/it/archivio/202600

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, editoriale

Il territorio è la nostra ricchezza, rispettiamolo!

di Giulia Marone

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Parliamo di Cambiamento, sempre. Perchè si cambia sempre. Senza cambiamento non c’è evoluzione, non c’è vita. Siamo di fronte all’arrivo dell’estate, sole e caldo finalmente si affacciano (a volte si sporgono un po’ troppo per la verità e ci fanno venire un coccolone), la frenesia della vita cittadina e la calma delle campagne in fiore ci inebriano di voglia di vivere. È così anche per voi? Per qualcuno forse inizia il periodo più difficile: per le attività turistiche il lavoro aumenta e le vacanze sembrano sempre troppo lontane. Come reagire al caldo estivo?
Come sempre il nostro territorio ha le risposte: una passeggiata all’aperto, organizzare una piccola gita fuori porta (che può anche voler dire nelle campagne poco distanti o al lago o una bella passeggiata sulle montagne biellesi, ossolane o in Valsesia) sono piccoli rituali che possono rigenerare l’anima. Purtroppo questi luoghi sono spesso lasciati a loro stessi e non vengono valorizzati, in particolare i sentieri collinari e i percorsi della pianura. Sono poco indicati o mal segnalati, e senza una persona che conosca il luogo è faticoso avventurarsi. Siamo certi che il lavoro fatto finora dagli enti e dai privati cittadini potrebbe essere meglio supportato dagli organi pubblici, ma mentre aspettiamo che lo Stato Italiano si ricordi di avere un patrimonio meraviglioso ed unico, cominciamo a ricordarlo noi!
Troppo spesso scarichiamo il barile addosso a chi ha più potere di noi (idealmente), senza renderci conto che sono davvero le azioni, i pensieri e le parole che facciamo e diciamo ogni giorno a cambiare e dare potere ad una cosa piuttosto che ad un’altra.
Sentiamoci Italiani serenamente: impariamo ad amare e rispettare il nostro territorio, ne abbiamo solo uno e rischia di durare ancora poco se non siamo noi ad invertire la rotta, anziani e giovani, l’età non conta quando si parla di rispetto.
Quando andrete a camminare o a nuotare, non lasciate in giro carte, non “pulitevi” con i fazzoletti se poi li buttate in mezzo alla natura, per quanto la carta sia biodegradabile non è un bel vedere per nessuno. Lasciate a casa le sigarette se potete, l’aria pulita è molto più rilassante della nicotina. Cercate di portarvi appresso un pranzo che rispetti il luogo: non è obbligatorio essere vegani per rinunciare agli affettati industriali! Cerchiamo di essere più coerenti con noi stessi e ci sentiremo fedeli a quello che siamo davvero, eliminando i condizionamenti come una maschera e tornando alla nostra anima più ancestrale.
Anche questo mese vi proponiamo un itinerario nelle vicinanze, ma siamo lieti di accogliere le vostre idee e proposte per le prossime uscite! Siamo certi che tutti voi avete qualcosa da dire e da raccontare. Anche trovare un momento per mettere assieme le idee e contribuire a un progetto territoriale come Vivere Sostenibile Alto Piemonte può essere un buon modo per dare una mano alla propria comunità.
Per le vostre vacanze di più giorni vi abbiamo già fatto alcune proposte nel numero di Maggio, ma anche questo mese gli amici di Equotube propongono strutture e modi di viaggiare che rispettano il modello di turismo responsabile anche all’estero. Se siete avventurosi e volete provare a cimentarvi in una nuova attività e vedere il mondo attraverso altri occhi, provate il Wwoofing, in Italia o all’estero, che vi permetterà di sperimentare la vita agricola dando una mano a persone che offrono ospitalità e vitto in cambio di qualche ora di lavoro. Esistono anche viaggi organizzati da associazioni ed enti che valorizzano il territorio, ad esempio le vacanze di Legambiente e del Fai.
Vi auguriamo di trovare un momento di ogni vostra giornata per godere del benessere che ci circonda, un benessere leggero e sottile che possiamo sentire solo se, respirando, chiudendo gli occhi e riaprendoli, vedremo di fronte a noi il tutto e il poco e poi di nuovo sentiremo di essere presenti a noi stessi. Anche il pistillo di un fiore contiene la bellezza dell’universo, anche il più brutto degli insetti ha un complesso sistema dentro di sé, anche le montagne che sfumano nei famosi azzurri leonardeschi racchiudono la fragilità di quell’equilibrio naturale che ancora possiamo ritrovare dentro noi stessi.
Buon mese di Giugno a tutti!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Giugno 2017, editoriale

Quando nel viaggio conta di più il percorso della meta

di Enrico Marone

maggioeditoriale

“Si viaggiare…” conosciutissima canzone di Lucio Battisti. “…con un ritmo fluente di vita nel cuore…” continua il ritornello, nel quale elemento fondamentale è il cuore, dove la vita deve fluire con un ritmo gentile “…senza strappi al motore”. Bellissima descrizione di un modo di viaggiare che preveda l’emozione, il ritmo ma il tutto in modo gentile, delicato. Insieme di qualità del viaggio che possono esistere solo attraverso la consapevolezza del percorso che si sta compiendo. Fantastica e sicuramente intensa come esperienza e ne parliamo proprio in questo numero di maggio, cercando di suggerire mete piacevoli, interessanti e ricche di emozione.
Sono tanti i modi di percorrere e visitare luoghi vicini e distanti sul nostro bellissimo pianeta, utilizzando diversi mezzi di trasporto oppure solo i nostri piedi. Ma, alcuni, danno emozioni uniche che solo in quel luogo ed in quella situazione e con certe persone si possono trovare, mentre altri, si limitano a costruire sensazioni uguali e banali, indipendenti dal luogo in cui ci troviamo. Allo stesso modo alcuni tipi di viaggio e soggiorno hanno un elevato impatto sull’ambiente del luogo e sono quindi dannosi, mentre altri hanno impatto minimo, sono rispettosi dell’ecosistema e dei popoli locali e spesso anche utili per la loro economia (potete approfondire l’argomento attraverso i link che troverete in fondo all’articolo). Questi ultimi sono quelli che ci piacciono e che cerchiamo di promuovere insieme agli amici di Equotube.
E di viaggi se ne possono fare tanti, vicini, come suggeriscono i nostri percorsi nell’Alto Piemonte, oppure lontani in paesi esotici e sconosciuti. Talvolta sono fondamentali gli incontri con persone di luoghi misteriosi ed affascinanti, profondi conoscitori di tradizioni, flora e fauna, storia, mentre in altri casi la contemplazione solitaria di panorami di sogno, riempie l’anima di gioia e serenità. Alcuni viaggi richiedono percorsi lunghi e faticosi, altri semplici passeggiate o incontri particolari come quelli che potrete fare a Domodossola il 20 e 21 maggio, partecipando a “I sentieri del vivere bene”. Un viaggio nel mondo delle discipline olistiche, da provare di persona, dei prodotti naturali ed artigianali o guardando un bellissimo film sul nostro amato pianeta (“Pachamama” di Thomas Torelli che sarà presente alla proiezione). Maggio è un mese che ci riserva anche un’altra sorpresa, è il mese che storicamente si lega alla ripresa della vita e alla fertilità, eventi che festeggeremo al Parco Arcobaleno a Masserano durante i tre giorni della “Festa di Beltane” (12, 13, 14 maggio). Storia, tradizione, artigianato, giochi, musica, antiche arti e convivialità saranno protagonisti di questa festa  popolare e magica. Ci saremo anche noi ad entrambe le manifestazioni, vi aspettiamo per conoscerci e scambiarci un saluto ed un augurio. Ricordate sempre che ogni nostro passo sulla Terra lascia un segno, l’importante è che questo segno sia positivo.

Per approfondire:

http://www.sinanet.isprambiente.it/gelso/tematiche/buone-pratiche-per-il-turismo/turismo-economia-e-ambiente

http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/TAVOLO_6_TURISMO_completo.pdf

http://cor.europa.eu/en/activities/arlem/activities/meetings/Documents/sudev-report2012-tourism-it.pdf

https://www.architetturaecosostenibile.it/green-life/turismo/impatto-turismo-751/

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/nature_wwf_il_portale_dedicato_al_turismo_responsabile

https://www.youtube.com/watch?v=kmgwT3JK9n4

http://www.wwf.it/il_pianeta/sostenibilita/il_wwf_per_una_cultura_della_sostenibilita/perche_e_importante2/gli_indicatori_di_sostenibilita_/

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Maggio 2017, editoriale