Festeggiare in un altro mo(n)do

di Giulia Marone

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Con questo nuovo anno inizia un ciclo di novità! Ahaha, sorpresi? Non dovreste. Ogni giorno porta qualche novità. Il sole sorge ancora, è una novità? Bè, in effetti non c’è nulla che possa assicurarci che sorga anche domani, e quindi sì. Ci svegliamo e siamo ancora nei nostri panni di cittadini qualunque, eppure al mattino andando al solito bar… –toh, guarda!– ci salutano, ci riconoscono. Siamo qualcuno, in effetti. Siamo sempre in questo paese orribile e allo stesso tempo bellissimo, dove la gente si lamenta al bar e protesta solo per le partite di calcio, ok… eppure, guarda, stai leggendo una rivista che parla di cambiamento, un cambiamento a portata di mano. Già solo leggendolo tu stai cambiando qualcosa. Eppure sei un Italiano come tutti gli altri “lamentosi”. Se fossi tu la novità che, al posto di lamentarsi, proponga? Scegli una cosa rotta e aggiustala. Magari è il sanpietrino davanti alla porta di casa tua dove inciampi sempre, magari è il tuo intestino che non collabora, magari è tuo/a figlio/a che non capisce ancora cosa fare della sua vita e ha solo bisogno di ascolto, magari è il negozio dietro l’angolo che ha tanti prodotti buoni ma fatica a sbarcare il lunario, magari è la partecipazione che manca ad un’iniziativa che, guarda un po’, a pensarci bene ti piace proprio. Forse sei tu ad avere bisogno di cure, la stanchezza e il malumore invernale portano con sé tante riflessioni. Forse hai bisogno di trovare qualcosa per stare un po’ meglio. E guarda, un’altra novità… ti sei accorto di te stesso! Stavolta davvero, della persona che sei e che vuoi diventare. E che volevi diventare? Forse lo sei già ora, ma sei qui anche oggi e attorno a te ci sono tante persone che devono ancora conoscersi. Potresti essere tu a creare questi legami, senza dover salvare il mondo in un colpo solo, ma con piccoli gesti, a piccoli passi, con un po’ più di attenzione, ascolto e umiltà. Dobbiamo imparare ad amarci davvero, per amare quello che ci sta attorno. Iniziamo il nuovo anno guardandoci ancora una volta indietro, respirando e prendendo coraggio per poi voltarci verso il futuro. Non dimenticheremo, il primo Gennaio non sarà tutto diverso, non ci crollerà il cielo sulla testa o vinceremo alla lotteria del destino, non succederà più di quanto non sarebbe potuto succedere il 31 Dicembre, ma il tempo avanza, con o senza la nostra consapevolezza, e ogni giorno è una nuova occasione di cambiamento, ogni giorno una novità. La vita ci proporrà sempre nuove sfide, ma anche nuove gioie. Forse dobbiamo solo imparare ad abituarci a cambiare.
La novità del presente, è quello che auguro a tutti voi.
Buon anno a tutti, col cuore e la speranza che non solo una ragazza di 25 anni dovrebbe avere.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre 2017-Gennaio 2018, editoriale

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Festeggiare in un altro mo(n)do

di Enrico Marone

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Ci siamo quasi. Qualche attività commerciale parlava di Natale già un mese fa, come se fosse un normale appuntamento di lavoro, una fiera. È un periodo dell’anno che è diventato strano. All’intimità e riunione della famiglia per ritrovare affetti e formulare buoni propositi (sembra retorico eh?) per il futuro, si è volgarmente sovrapposto il “circo” commerciale. Che si è subdolamente infiltrato nei nostri sentimenti e ci ha riempito delle cianfrusaglie che si porta appresso. Generalizzare non è corretto, ma vedere come si trasformano e cosa offrono i centri commerciali e moltissimi negozi in questo periodo, porta automaticamente a farlo. Da festa di gioia e raccoglimento è stata trasformata in puro scambio commerciale, in ogni suo aspetto. Mi meraviglio che non ci siano ancora spot pubblicitari con i personaggi del presepe in abiti firmati o che arrivino su fiammanti auto sportive a vedere la nascita del bambinello. Del povero Babbo Natale non ne voglio parlare, ormai da anni testimonial involontario di una nota bibita (perchè glielo abbiamo permesso? A proposito Babbo Natale è sempre stato ciccione e vestito di bianco e rosso?).
Il risultato di tutto ciò è che Dicembre, con le sue festività, è diventato il mese della spazzatura. Appena dopo Natale, enormi cumuli di immondizia (soprattutto imballaggi e cibo che viene sprecato), lo sappiamo tutti, punteggiano le nostre vie e costringono gli operatori al lavoro straordinario nei giorni di festa per liberarcene. In questa triste storia c’è un protagonista che se ne sta in disparte, avrebbe il potere di cambiare tutto, ma sonnecchia. Subisce passivamente la pressione pubblicitaria e l’annichilimento della sua creatività. Chi è?
Beh, siamo noi. Con le nostre scelte e decisioni possiamo far sì che il Natale torni ad essere una festa “pura” di emozioni, socialità, solidarietà e bene condiviso. Non abbiate paura genitori, i vostri figli apprezzeranno di più la vostra presenza che non un oggetto che il mercato ha già previsto di sostituire tra pochi mesi. Un regalo fantastico è fare qualcosa insieme. Quindi che per una volta il mercato ignorante di sentimenti e falso di passioni, stia al suo posto. Non è più bello un Natale sincero e gioioso, invece di uno che imiti malamente uno spot pubblicitario?
Buon Natale a tutti con il cuore (e buon capodanno).

Respiriamo bene, respiriamo con la testa

di Enrico Marone

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Eccolo qua il grande allarme per lo smog nelle città italiane. Puntuale da molti anni, quando comincia ad avvicinarsi la stagione fredda e quest’anno è iniziato quando ancora gli impianti di riscaldamento non sono pienamente operanti. Sicuramente la situazione nel nostro paese è grave, se è vero che, come dice lo studio della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, muoiono 91.000 cittadini ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico. Un bilancio drammatico, come se fossimo in guerra contro un nemico che però usiamo giornalmente. Sì, perchè le sostanze tossiche che troviamo nell’aria che respiriamo, provengono dai combustibili fossili usati per il trasporto (auto, camion, ecc…), dagli impianti di riscaldamento, dalle industrie che producono ciò che utilizziamo o consumiamo ogni giorno e dall’agricoltura.
Ed è questo il nodo problematico, cioè il modello di funzionamento della nostra società, in particolare nelle città dove anche la carenza di verde e alte concentrazioni di mezzi e impianti determinano le situazioni più critiche e difficili da affrontare.
È ovvio che di fronte a questi numeri, che finora sono stati un po’ troppo ignorati (non è che negli anni precedenti non morisse nessuno per questa causa…), vietare la circolazione di una parte di autovetture in qualche città è sicuramente una misura insufficiente.
Oltre alle fonti citate ne esistono altre insospettabili, per noi semplici cittadini, ma pesantissime, dato che gli inquinanti tossici sono diversi: non solo il PM10 (polveri sottili) di cui si sente parlare spesso, ma anche il biossido di azoto (NO2) e l’ozono troposferico (O3).
Per esempio, sempre secondo questo interessantissimo studio che vi consigliamo di leggere, il 35% del PM10 di Milano proviene indirettamente dall’agricoltura e dagli allevamenti. Inoltre i momenti critici dell’anno, durante i quali si arriva alle emergenze, sono più o meno sempre gli stessi, eppure non si fa nulla per prevenire, per quanto possibile o almeno ridurre, l’impatto del fenomeno, che già si sa che sta per ripresentarsi. In alcune città tra l’altro si registra ormai una situazione di emergenza quasi continua.
Che fare? Lo studio propone una serie di azioni e orientamenti per affrontare il problema, per esempio dovrebbe esserci un piano nazionale per la mobilità sostenibile, ma nella sostanza ci sono due considerazioni fondamentali da fare.
La prima è che si tratta di un problema che non si può affrontare da soli, neppure un’intera città, seppure grande, potrà da sola essere incisiva, ma occorre lavorare tutti assieme, come una comunità che deve curarsi prima di tutto della salute delle persone, ancor prima del profitto. La seconda è che sicuramente continuando a vivere ogni giorno nello stesso modo di ieri, cioè usando sempre l’auto, utilizzando sempre combustibili fossili o peggio il carbone, non adeguando mezzi ed impianti alle nuove tecnologie meno inquinanti, non si riuscirà mai a venirne fuori.
Occorre cambiare mentalità, aggiornarsi tecnologicamente, riavvicinarsi alla Natura e smetterla di essere dinosauri devastanti per noi, per le persone che amiamo e per l’intero pianeta.
Come vedete ciò che respiriamo è una questione di testa.

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/09/29/smog-in-italia-laria-piu-inquinata-fra-grandi-paesi-ue_e67464ab-6575-4fb9-8ec3-510ffa3e4883.html

https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/2017/09/Report_La_sfida_della_qualita_dell_aria_nelle_citta_italiane_2017.pdf

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Novembre 2017, editoriale

Camminiamo le parole… insieme

di Rossana Vanetta

“Non mi annoiano i paesaggi tutti uguali,
ho piuttosto un’avversione a questi centri commerciali”

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Così canta Pollio, frontman degli Io?Drama, band del sottobosco musicale indipendente italiano. Questi versi mi ronzano in testa da qualche giorno, probabilmente dopo la notizia che un nuovo centro commerciale sta per aprire a Novara. E io sento un pezzo della mia (nostra) missione allontanarsi: vedo il cammino dell’umanità sempre più vicina ad una realtà che proprio non riesco a farmi piacere. Sembra continuare la vittoria sfacciata del capitalismo. Cemento contro terra, denaro contro Natura, consumismo contro il tempo delle persone, la qualità della nostra vita e contro il senso stesso della vita. Perché se trovarne un significato ultimo è un enigma che non risolveremo forse mai, non è di certo nella perdizione incosciente nei beni materiali o nel percorrere binari imposti da una società che non abbiamo scelto ad elevarci nella nostra evoluzione umana.
Spesso siamo obbligati a compiere scelte non propriamente nostre, solo per sopravvivere.
Intraprendere un lavoro che non ci piace, vivere in una determinata città, acquistare oggetti e macchine di cui in realtà vorremmo fare a meno. Ed è questa la crisi, che non è solo economica, ma sociale, personale. Eppure la crisi, per quanto dolorosa è un elemento positivo. “Ogni crisi conduce ad un arricchimento”, scriveva Renè Dubos, filosofo e ambientalista del secolo scorso. Il termine crisi viene dal greco krìsis, letteralmente “scelta, decisione”. Già possiamo avere un’immagine più costruttiva di questo momento delicato. Se associamo poi la crisi ad un momento “crisalide”, fase apparentemente di stallo ma indispensabile, che permette al bruco di divenire farfalla, riusciamo addirittura a ringraziare le nostre crisi personali. È proprio vero che nei momenti più bui arrivano le idee più illuminanti, perché è per fuggire da una situazione che non ci appartiene che la nostra mente trova la scappatoia, la risposta, il vero interesse, anche solo l’hobby che ci salva la vita.
Ad un anno e mezzo dal primo numero di questa rivista e dopo tante, tantissime, soddisfazioni, soprattutto da parte vostra – decine di migliaia di lettori che ci seguono ogni mese – la redazione passa un periodo di piccola krìsis, di scelta, anche perché ci troviamo ad osservare un flusso di capitale di mercato che invece di dirigersi verso progetti virtuosi o ecosostenibili, si muove lungo le solite traiettorie degli interessi commerciali. Ma per noi è uno stimolo per continuare a credere nella possibilità di crescere come farfalle e a lavorare con tutti voi.
Ed ecco che arriva il momento di una chiamata alle armi: we want you!
Ci piacerebbe che questo giornale fosse più compartecipato, vogliamo sentire la vostra voce.
Vorremmo ricevere le vostre storie da raccontare, i vostri eventi da condividere. Ci piacerebbe ascoltare idee, progetti, suggerimenti, sapere cosa vi piace o non vi piace del giornale. Insomma, il nostro nuovo sogno è quello di crescere insieme e costruire la nostra realtà!
Fatevi avanti: anche un piccolo pensiero può essere una grande risorsa per tutta la comunità. Per chi ancora è indeciso su cosa raccontarci, all’ultima pagina della rivista questo mese e qui troverete un piccolo sondaggio, ci piacerebbe sentire la vostra opinione.
Attendiamo con ansia i vostri contributi all’indirizzo mail viveresostenibile.altopiemonte@gmail.com o sulla pagina facebook Vivere Sostenibile Alto Piemonte.
Passiamo dal parlare al fare e come dicono i nativi d’America, è tempo di “camminare le proprie parole”!

“...Una civiltà non può mai diventare una catena. Perciò il mio pessimismo sull’immediato futuro sfocia in un ottimismo profondo. La forza delle circostanze costringe l’uomo a inventare soluzioni nuove”.
– René Dubos

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, edizione Ottobre 2017, editoriale

Per il futuro dell’uomo: ritroviamo la via della natura

di Enrico Marone

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disegno di Giulia Marone

In un certo senso è stato come uno tsunami, un’onda potente ed inarrestabile che, soprattutto ma non solo, nel dopoguerra ha spazzato via culturalmente e socialmente conoscenze e pratiche, talvolta secolari, per sostituirle con altre veicolate dalla pubblicità e dalla frenesia commerciale-industriale. Accettate di buon grado dalla gente, smaniosa di lasciarsi alle spalle quel passato cupo e pericoloso, fatto di rinunce e dolore.
Questo non è successo solo per gli elettrodomestici, la moda, le auto, ecc… ma anche nel settore della salute e del benessere. Un mondo nuovo di rimedi, soprattutto chimici, per la bellezza, la giovinezza, le acconciature e per contrastare malattie e disturbi alcuni dei quali, si vedrà poco più avanti ed ancora oggi, in crescita e per i quali quei rimedi nuovi non hanno evidentemente avuto il successo sperato nel combatterli.
Certamente progressi in campo farmaceutico e nelle tecnologie e pratiche mediche ne sono stati fatti è innegabile, ma nonostante questo le persone continuano a soffrire di disturbi spesso poco chiari ed intrecciati ad aspetti psicologici e sociali che ne complicano la riconoscibilità. Non è un caso che lo “stress”, per esempio, sia diventato una delle cause spesso utilizzate quando non si riesce ad identificare correttamente un disturbo. Ed in effetti talvolta è realmente così: anche se non c’è una definizione certa e riconosciuta dello “stress”, esso coinvolge tanti aspetti che spesso la medicina o il medico, se non preparato, fatica a individuare o non considera nel loro insieme.
Inoltre gli esseri umani si sono staccati progressivamente e soprattutto per motivi di lavoro, da Madre Terra e hanno riempito in modo anche drammatico gli agglomerati urbani (è da pochi anni che a livello planetario il numero di persone che vivono nelle città ha superato quello di chi abita fuori). La stessa cosa ha fatto l’industria alimentare, sempre più lontana dalla Natura pur di migliorare l’efficienza produttiva.
Insomma i progressi tecnici, le novità del vivere quotidiano, la società hanno dimenticato per strada qualcosa: l’essere umano e la sua necessità di essere un tutt’uno con l’ambiente naturale che lo circonda e sostiene. Respirare aria inquinata, bere acqua sigillata nella plastica, mangiare cibi di pessima qualità, passare giornate insoddisfacenti e sempre in tensione, udire continuamente rumori fastidiosi, mantenere sempre vigile l’attenzione nel traffico, come può essere un modo di vivere vicino alle nostre necessità psico-fisiche?
È quindi evidente che occorre rivolgere attenzione e riportare al centro degli interessi umani proprio l’uomo integrato con la Natura. Il mercato e la finanza, con il loro enorme carico di problemi, violenze ed ingiustizie devono avere un ruolo secondario.
Ed è all’interno di questo ragionamento che il mondo olistico ci aiuta a vivere meglio, a prendersi cura di noi con antiche e nuove pratiche e discipline, pulite, naturali, non impattanti verso l’ambiente. Tanti modi per riportarci più vicini alle nostre esigenze fisiche, mentali e anche spirituali differenti per ognuno di noi e più vicine alla Natura. Ne parliamo in questo numero.

I numeri del cancro in Italia
http://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdfhttp://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdf

Rapporto Osservasalute
http://www.osservatoriosullasalute.it/rapporto-osservasalute

La sorveglianza Passi – Sovrappeso e obesità
http://www.epicentro.iss.it/passi/dati/sovrappeso.asp
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend_proiezioni

Diabete in Italia
https://www.istat.it/it/archivio/202600

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, editoriale

Il territorio è la nostra ricchezza, rispettiamolo!

di Giulia Marone

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Parliamo di Cambiamento, sempre. Perchè si cambia sempre. Senza cambiamento non c’è evoluzione, non c’è vita. Siamo di fronte all’arrivo dell’estate, sole e caldo finalmente si affacciano (a volte si sporgono un po’ troppo per la verità e ci fanno venire un coccolone), la frenesia della vita cittadina e la calma delle campagne in fiore ci inebriano di voglia di vivere. È così anche per voi? Per qualcuno forse inizia il periodo più difficile: per le attività turistiche il lavoro aumenta e le vacanze sembrano sempre troppo lontane. Come reagire al caldo estivo?
Come sempre il nostro territorio ha le risposte: una passeggiata all’aperto, organizzare una piccola gita fuori porta (che può anche voler dire nelle campagne poco distanti o al lago o una bella passeggiata sulle montagne biellesi, ossolane o in Valsesia) sono piccoli rituali che possono rigenerare l’anima. Purtroppo questi luoghi sono spesso lasciati a loro stessi e non vengono valorizzati, in particolare i sentieri collinari e i percorsi della pianura. Sono poco indicati o mal segnalati, e senza una persona che conosca il luogo è faticoso avventurarsi. Siamo certi che il lavoro fatto finora dagli enti e dai privati cittadini potrebbe essere meglio supportato dagli organi pubblici, ma mentre aspettiamo che lo Stato Italiano si ricordi di avere un patrimonio meraviglioso ed unico, cominciamo a ricordarlo noi!
Troppo spesso scarichiamo il barile addosso a chi ha più potere di noi (idealmente), senza renderci conto che sono davvero le azioni, i pensieri e le parole che facciamo e diciamo ogni giorno a cambiare e dare potere ad una cosa piuttosto che ad un’altra.
Sentiamoci Italiani serenamente: impariamo ad amare e rispettare il nostro territorio, ne abbiamo solo uno e rischia di durare ancora poco se non siamo noi ad invertire la rotta, anziani e giovani, l’età non conta quando si parla di rispetto.
Quando andrete a camminare o a nuotare, non lasciate in giro carte, non “pulitevi” con i fazzoletti se poi li buttate in mezzo alla natura, per quanto la carta sia biodegradabile non è un bel vedere per nessuno. Lasciate a casa le sigarette se potete, l’aria pulita è molto più rilassante della nicotina. Cercate di portarvi appresso un pranzo che rispetti il luogo: non è obbligatorio essere vegani per rinunciare agli affettati industriali! Cerchiamo di essere più coerenti con noi stessi e ci sentiremo fedeli a quello che siamo davvero, eliminando i condizionamenti come una maschera e tornando alla nostra anima più ancestrale.
Anche questo mese vi proponiamo un itinerario nelle vicinanze, ma siamo lieti di accogliere le vostre idee e proposte per le prossime uscite! Siamo certi che tutti voi avete qualcosa da dire e da raccontare. Anche trovare un momento per mettere assieme le idee e contribuire a un progetto territoriale come Vivere Sostenibile Alto Piemonte può essere un buon modo per dare una mano alla propria comunità.
Per le vostre vacanze di più giorni vi abbiamo già fatto alcune proposte nel numero di Maggio, ma anche questo mese gli amici di Equotube propongono strutture e modi di viaggiare che rispettano il modello di turismo responsabile anche all’estero. Se siete avventurosi e volete provare a cimentarvi in una nuova attività e vedere il mondo attraverso altri occhi, provate il Wwoofing, in Italia o all’estero, che vi permetterà di sperimentare la vita agricola dando una mano a persone che offrono ospitalità e vitto in cambio di qualche ora di lavoro. Esistono anche viaggi organizzati da associazioni ed enti che valorizzano il territorio, ad esempio le vacanze di Legambiente e del Fai.
Vi auguriamo di trovare un momento di ogni vostra giornata per godere del benessere che ci circonda, un benessere leggero e sottile che possiamo sentire solo se, respirando, chiudendo gli occhi e riaprendoli, vedremo di fronte a noi il tutto e il poco e poi di nuovo sentiremo di essere presenti a noi stessi. Anche il pistillo di un fiore contiene la bellezza dell’universo, anche il più brutto degli insetti ha un complesso sistema dentro di sé, anche le montagne che sfumano nei famosi azzurri leonardeschi racchiudono la fragilità di quell’equilibrio naturale che ancora possiamo ritrovare dentro noi stessi.
Buon mese di Giugno a tutti!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Giugno 2017, editoriale

Quando nel viaggio conta di più il percorso della meta

di Enrico Marone

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“Si viaggiare…” conosciutissima canzone di Lucio Battisti. “…con un ritmo fluente di vita nel cuore…” continua il ritornello, nel quale elemento fondamentale è il cuore, dove la vita deve fluire con un ritmo gentile “…senza strappi al motore”. Bellissima descrizione di un modo di viaggiare che preveda l’emozione, il ritmo ma il tutto in modo gentile, delicato. Insieme di qualità del viaggio che possono esistere solo attraverso la consapevolezza del percorso che si sta compiendo. Fantastica e sicuramente intensa come esperienza e ne parliamo proprio in questo numero di maggio, cercando di suggerire mete piacevoli, interessanti e ricche di emozione.
Sono tanti i modi di percorrere e visitare luoghi vicini e distanti sul nostro bellissimo pianeta, utilizzando diversi mezzi di trasporto oppure solo i nostri piedi. Ma, alcuni, danno emozioni uniche che solo in quel luogo ed in quella situazione e con certe persone si possono trovare, mentre altri, si limitano a costruire sensazioni uguali e banali, indipendenti dal luogo in cui ci troviamo. Allo stesso modo alcuni tipi di viaggio e soggiorno hanno un elevato impatto sull’ambiente del luogo e sono quindi dannosi, mentre altri hanno impatto minimo, sono rispettosi dell’ecosistema e dei popoli locali e spesso anche utili per la loro economia (potete approfondire l’argomento attraverso i link che troverete in fondo all’articolo). Questi ultimi sono quelli che ci piacciono e che cerchiamo di promuovere insieme agli amici di Equotube.
E di viaggi se ne possono fare tanti, vicini, come suggeriscono i nostri percorsi nell’Alto Piemonte, oppure lontani in paesi esotici e sconosciuti. Talvolta sono fondamentali gli incontri con persone di luoghi misteriosi ed affascinanti, profondi conoscitori di tradizioni, flora e fauna, storia, mentre in altri casi la contemplazione solitaria di panorami di sogno, riempie l’anima di gioia e serenità. Alcuni viaggi richiedono percorsi lunghi e faticosi, altri semplici passeggiate o incontri particolari come quelli che potrete fare a Domodossola il 20 e 21 maggio, partecipando a “I sentieri del vivere bene”. Un viaggio nel mondo delle discipline olistiche, da provare di persona, dei prodotti naturali ed artigianali o guardando un bellissimo film sul nostro amato pianeta (“Pachamama” di Thomas Torelli che sarà presente alla proiezione). Maggio è un mese che ci riserva anche un’altra sorpresa, è il mese che storicamente si lega alla ripresa della vita e alla fertilità, eventi che festeggeremo al Parco Arcobaleno a Masserano durante i tre giorni della “Festa di Beltane” (12, 13, 14 maggio). Storia, tradizione, artigianato, giochi, musica, antiche arti e convivialità saranno protagonisti di questa festa  popolare e magica. Ci saremo anche noi ad entrambe le manifestazioni, vi aspettiamo per conoscerci e scambiarci un saluto ed un augurio. Ricordate sempre che ogni nostro passo sulla Terra lascia un segno, l’importante è che questo segno sia positivo.

Per approfondire:

http://www.sinanet.isprambiente.it/gelso/tematiche/buone-pratiche-per-il-turismo/turismo-economia-e-ambiente

http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/TAVOLO_6_TURISMO_completo.pdf

http://cor.europa.eu/en/activities/arlem/activities/meetings/Documents/sudev-report2012-tourism-it.pdf

https://www.architetturaecosostenibile.it/green-life/turismo/impatto-turismo-751/

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/nature_wwf_il_portale_dedicato_al_turismo_responsabile

https://www.youtube.com/watch?v=kmgwT3JK9n4

http://www.wwf.it/il_pianeta/sostenibilita/il_wwf_per_una_cultura_della_sostenibilita/perche_e_importante2/gli_indicatori_di_sostenibilita_/

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Maggio 2017, editoriale

Ad ogni primavera una nuova vita!

di Rossana Vanetta

disegno di Giulia Marone

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È scoppiata la primavera. Ci togliamo qualche strato dal nostro abbigliamento, iniziamo a programmare le agognate vacanze estive e magari qualche intrepido cupido sta lanciando i suoi dardi d’amore.
E la Natura cosa fa? Tolta la coperta della neve si rimette in moto programmando la vita: germogli che spuntano, fiori che sbocciano, animali che escono dal letargo. E vogliamo parlare dell’innamoramento? Un tripudio di profumi, colori, polline, danze di corteggiamento…
Mi stavo interrogando su quanto noi cittadini siamo consapevoli di tutto questo gran movimento. Soprattutto nelle realtà urbane, i cambiamenti primaverili della Natura sono spesso solo una musica in sottofondo, una scenografia di poca importanza, niente per cui valga la pena soffermarcisi un attimo di più. Ringraziamo forse l’allungarsi della giornata perché ci permette di consumare il nostro aperitivo nel dehor, invece che all’interno di un bar.  E allora, cosa si potrebbe fare per assecondare questi cambiamenti che avvengono, inevitabilmente, anche dentro di noi? Tra le varie risposte possibili, io scelgo di accogliere la pratica di rituali che ci giungono da tradizioni sciamaniche, pagane, ma anche cattoliche; magari adattandoli alle necessità e allo stile di vita dell’uomo moderno.
Cominciamo a scegliere una data: l’equinozio di primavera è in effetti già trascorso, ma abbiamo un’altra occasione per celebrare questo momento grazie alla Pasqua. Il nome inglese di questa ricorrenza cattolica è Easter, che ci rimanda al culto della dea Eostre, divinità pagana della primavera, del rinnovamento e della fertilità, onorata tradizionalmente in concomitanza con l’equinozio di marzo. Il giorno in cui la tradizione cattolica festeggia la Pasqua è invece la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio.
Scendiamo in profondità e ricerchiamo il cuore della celebrazione. Nel culto pagano si dava il benvenuto al ritorno della Luce, del Sole, della Vita. Nel giorno di Pasqua si osanna la resurrezione di Gesù: anch’essa una rinascita, un ritorno alla Vita. Non è un caso che tra i rituali comuni alle due festività vi sia la benedizione del fuoco, portatore di luce, con l’accensione di un cero. Dunque, in entrambi i casi, ci troviamo a rapportarci con la tematica della Vita/Morte/Vita, e qui capiamo perché la Pasqua cade subito dopo un plenilunio (elemento di massima rappresentazione della Vita, o rinascita, del ciclo lunare). L’archetipo Vita/Morte/Vita ci insegna che ogni aspetto della nostra esistenza e dell’Universo non può presentare una progressione lineare ma possiede un andamento ciclico, dove la Morte assume un ruolo fondamentale per la continuità della Vita stessa: può essere vissuta concretamente come trasformazione, purificazione, discesa nelle nostre ombre, l’affrontare le nostre paure, il lasciar andare gli elementi sterili o d’intralcio. Ecco che troviamo un riscontro anche nei consigli popolari di ciò che va fatto proprio in primavera: depurare il nostro corpotrovate tutte le dritte a pag. 16 con l’articolo di Marilena Ramus -, potare le piante tagliandone i rami secchi o dedicarsi alla propria casa con le famose pulizie stagionali o (perché no?) con una bella ristrutturazione ecologicavi raccomando per questo il nostro Speciale Bioedilizia a pag 11. Queste attività, apparentemente banali, potrebbero diventare un’occasione per un rituale o una cerimonia, se vissute con partecipazione, cogliendone il significato simbolico della pulizia, dell’eliminazione (di una piccola morte insomma) per lasciare posto al nuovo, alla vita, al futuro.
Oltre a queste grandi attività vi posso consigliare dei piccoli rituali come l’accensione di candele nel buio della notte, bruciare mazzetti di salvia (purificatrice) nelle vostre case o appuntarvi progetti ed obiettivi per i prossimi mesi. Se vi piace svolgere attività di gruppo, magari prendendo parte a veri rituali sciamanici o pagani, potete contattare una tra le tante valide associazioni olistiche presenti sul territorio – potreste farvi un’idea spulciando tra l’elenco dei nostri punti di distribuzione o seguendo la nostra pagina facebook dove vi aggiorniamo sugli eventi locali.
Qualunque cosa decidiate di fare, che sia una pulizia di primavera, un rituale particolare o ancora il praticare le festività secondo la vostra religione, sentite e vivetene ogni momento. Approfittatene per concedervi un atto di presenza e vi assicuro che qualcosa inizierà a cambiare in voi: comincerà a crearsi spazio per la Vita, quella piena e soddisfacente, mentre potrete eliminare quei pensieri d’intralcio, quelle cattive abitudini che avevano bisogno di una sana morte.

Buona rinascita a tutti!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Aprile 2017, editoriale

Un anno dolce e salato

di Rossana Vanetta

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Chi ha già letto i miei articoli su questo giornale, anche senza essere dotato di un grande intuito, avrà percepito che sono una persona propositiva, solare, piena di voglia di vivere e di mettermi in gioco. Vero, verissimo. Ma anche falso. Perché c’è anche una parte di me che si lascia abbattere da una difficoltà improvvisa o una porta chiusa; una parte fragile che rivela crepe dalle quali filtrano quella luce grigia che cerco di combattere e quella stanchezza alimentata da giornate frenetiche.
È un anno che ci frequentiamo, di persona, virtualmente o tramite la rivista. Voglio quindi essere sincera con voi e dirvi che questo meraviglioso anno di Vivere Sostenibile Alto Piemonte è stato anche terribile. Cari lettori, forse non sapete quanto sudore c’è stato dietro ogni numero, ogni foglio di carta (riciclata) che avete tra le mani. Quanti incidenti di percorso (macchine rotte, ruote bucate, tendini stirati…), quanti “non mi interessa”, “non credo in questo progetto”, quante notti sul pc, quanti week end trascorsi a lavorare.
Diffidate da chi vi dipinge tutto come oro, sappiamo benissimo che dietro a un “va tutto bene” si nasconde un mare nero che a volte abbiamo paura a sondare, noi stessi in prima persona.
In fondo io credo che sia giusto così: sono convinta che la vita sia Yin e Yang, zucchero e sale, l’ombra che fa brillare le stelle. Quindi i nostri piccoli incidenti, da segni di cattivo auspicio come si potevano interpretare, sono stati delle “prove iniziatiche”; le mie giornate da frenetiche diventano “dinamiche” e il sudore e le difficoltà sono motivi di orgoglio. Ed è questa la magia quotidiana dell’alchimia moderna.
Vivere Sostenibile Alto Piemonte sta mettendo in rete meravigliose realtà del nostro territorio, sta spronando semi di crescita e di cambiamento, sta informando i cittadini sull’insostenibilità di alcune scelte e le possibili alternative, sta fornendo esempi concreti e modelli da adottare.
Ora mi fermo, perché potrei sciogliermi in lacrime, per le gioie di quest’anno e anche per i “dolori”, ovviamente. Ma non prima di aver ringraziato e augurato a tutti voi un buon primo compleanno!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Marzo 2017, editoriale

Come Vivere Sostenibile Alto Piemonte ha cambiato la mia vita

di Giulia Marone

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Un anno di disegni… significa un anno di idee, di colori, di immagini e di temi, che abbiamo cercato di proporvi sempre positivamente.

Sono cambiate tante cose dal primissimo numero di questa avventura che continua ad essere Vivere Sostenibile. E, nonostante le tante difficoltà, le notti in bianco a fare il lavoro di grafica, ovvero impaginare articoli su articoli, eventi su eventi, locandine e fotografie… non vorrei finisse per nulla al mondo. Dobbiamo ancora crescere tanto, perché le anime della Sostenibilità crescono ogni giorno! Ogni giorno nuove idee affollano la nostra mente, come quella di tanti altri in Piemonte, in Italia e nel mondo. Idee che cambieranno il modo di vivere e vedere le cose di molti che forse oggi si sentono ancora scettici al riguardo.
Voglio farvi il mio esempio: sono sempre stata attenta all’impatto che i miei gesti potevano avere sul mondo che mi circonda (e come non esserlo, con un padre ecologista?). Da quando sono entrata a far parte della piccola grande famiglia di Vivere Sostenibile, però, ogni giorno ho scoperto cose nuove. Girando per le quattro province dell’Alto Piemonte incontravo persone, ascoltavo storie di attività, venivo a conoscenza di progetti… mi rendevo conto di essere circondata da realtà bellissime, senza averlo mai saputo!
Da questi incontri ho arricchito le informazioni che avevo e mi sono detta, in tutta onestà, che potevo fare di più, aumentare il mio impegno verso un futuro di cui non mi sarei più dovuta lamentare.
Ho cambiato alcune abitudini: ad esempio, ho cominciato ad usare la coppetta mestruale. E non me ne vergogno affatto, anzi, la trovo comoda e usandola mi rendo conto di quanti assorbenti in meno consumo: almeno 12 in meno ogni mese. Per 12 mesi fa 144 assorbenti inquinanti in meno. Non male no?
Ho diminuito il mio consumo di carne di ogni tipo dell’80℅. Ora in media ne consumo meno di una volta alla settimana. E sto benissimo! Non ne sento la mancanza, e se la sento, me la “concedo”. Ora sto cercando di acquistare carne e pesce tramite il GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) di Borgomanero, così come la pasta. Mentre per frutta e verdura il più delle volte mi rifornisco ai mercatini di La salute in Tavola e Bionovara, così sono certa dell’ottima provenienza dei prodotti e di seguire la stagionalità. Mangio molti meno latticini e, io che prima mi riempivo di yogurt appena avevo un po’ fame, ho scoperto che senza di essi il mio intestino vive molto meglio, insomma, non brontola e borbotta in continuazione come prima.
Al loro posto ho introdotto legumi e nuovi alimenti che sperimento di volta in volta, grazie anche alle ricette che pubblichiamo ogni mese sulla rivista. Ah, ho iniziato a cucinare dolci! Ammetto che di solito sono buonissimi (ho testimoni da presentare signor giudice!) e rigorosamente vegani, a questo ci tengo, perché sono golosa e voglio mangiare sentendomi leggera dopo, sia mentalmente che fisicamente. E questo è sicuramente il modo migliore!
Che altro? Bé, ho cominciato ad esplorare il nostro territorio. Mera, l’Alpe Devero, la Val d’Ossola, il Biellese… il parco del Fenera! Ho deciso che la mia palestra sarà sempre più legata al benessere mentale, e il fisico verrà di conseguenza.
E ho scoperto di essere in grado di NON produrre scarti di “indistinto”, i bidoni grigi che raccolgono tutto quello che non è differenziabile… ebbene, è possibile dividere praticamente tutto in categorie riciclabili, basta averne l’accortezza e la voglia. E sì, senza quella non si ottiene un gran chè nella vita.
Cosa è peggiorato in quest’anno? Forse il mio tempo: avevo tanto tempo per ragionare, per pensare ai problemi, per incastrarmi in qualche meccanismo mentale che il più delle volte risultava negativo… mentre ora sono sempre impegnata a Fare, ad Agire! È proprio un peggioramento alla fine?

 

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Marzo 2017, editoriale