MONTE FENERA – Il rilievo della bassa Valsesia (Colma di Valduggia -VC-)

di Mauro Carlesso – scrittore e camminatore vegano

Il Monte Fenera si impone come un totem piantato nella bassa Valsesia. Emerge monolitico a testimonianza dell’antico supervulcano nascondendo tra la rigogliosa vegetazione, fenomeni carsici con grotte di notevole rilevanza. Il Fenera è quindi un luogo che va ben oltre l’apparente “semplice elevazione” in quanto contiene in se caratteristiche geologiche, fossili, faunistiche, floreali e botaniche di notevole importanza che meritano di essere scoperte. Una fitta rete di sentieri imbriglia il Fenera ma salirci dalla Colma comodamente, con poco dislivello, nella stagione in cui la neve è appena andata via e la flora comincia a ricoprirne i versanti è una piacevole ed emozionante esperienza.

valduggia fraz colma

frazione Colma di Valduggia

La scheda
Località di partenza: Colma di Valduggia (mt.696) –VC-
Località di arrivo: Colma di Valduggia (mt.696) –VC-
Cime sul percorso: Monte Fenera –Punta Bastia-(mt. 899) e Punta San Bernardo (894 mt.)
Dislivello: mt. 200 circa
Tempo di percorrenza: ore 2,30 (soste escluse)
Difficoltà: T
Periodo: Sempre (da evitare l’estate per il caldo e la bassa quota)

L’itinerario
Con l’autostrada A26 uscire a Romagnano Sesia, continuare sulla SS 299 proseguendo verso Grignasco, superare Borgosesia e seguire le indicazioni per Valduggia. Poco prima di entrare in paese imboccare a destra la strada che con alcuni chilometri di salita conduce alla frazione Colma dove, a bordo strada, si lascia l’auto. Da qui si volge in direzione del Monte Fenera, lungo un tratto di strada asfaltata che porta alla chiesetta di S.Antonio, nei pressi del cimitero. Di fianco si innalza il poderoso campanile, a destra scende l’itinerario 764. Si prosegue su sterrata sul fianco sud-est del monte, lasciando a destra l’itinerario 772 che sale direttamente al Fenera. Si continua fino a raggiungere la dorsale sud della montagna stessa, dove si incrocia l’itinerario 771. Ci si inoltra sul fianco ovest seguendo la mulattiera, si tralascia a sinistra, in discesa, il sentiero per Cascina Spada e si continua, sempre in leggera salita, fino ad incrociare l’itinerario 769. Si prosegue ancora e si esce con una breve salita sul piccolo spiazzo dove rimangono tracce dei lavori di scavo ed alcuni blocchi sbozzati, residui della Cava di Arenaria. Buon panorama sulla valle dello Strona da Valduggia a Cellio fino a Borgosesia e sulla cerchia alpina. Un sentiero più incerto si innalza sul pendio del monte e raggiunge la cima est del Fenera dove è eretta la chiesa di S.Bernardo. Buon panorama in particolare verso Est. Si scende in breve alla sella dove convergono i sentieri 769 e 772 e con un breve tratto in salita si raggiunge la cima principale denominata Punta Bastia, con la grande croce in pietra, e dalla quale si gode un superbo panorama circolare sulle alpi e sulla pianura. La discesa può avvenire direttamente da questa cima lungo l’ampio sentiero che poco sotto si innesta sul 769 che abbiamo percorso all’andata.

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croce punta Bastia

La nota storica
Camminare sul Fenera ha un significato geologico importante ed affascinante. La natura calcarea e i movimenti orogenetici avvenuti nell’Era Terziaria, hanno fessurato in profondità le rocce carbonatiche e permesso all’acqua di penetrare all’interno della montagna scavandovi grotte e caverne che invitano all’esplorazione. Dal punto di vista storico le grotte sono un ambiente eccezionalmente ricco di reperti paleontologici. Sono stati infatti rinvenuti moltissimi resti fossili dell’orso delle caverne (Ursus Spelaeus, estintosi 20.000 mila anni fa) che sfruttava queste cavità come riparo nei periodi invernali. La lunga frequentazione di uno stesso sito, durata anche diversi secoli, avrebbe portato all’accumulo di tutte le ossa fossili rinvenute nel corso delle numerose campagne di scavo. Nel corso delle sistematiche esplorazioni sono state anche trovate prove dirette della presenza dell’uomo di Neanderthal (Homo neanderthalensis), vissuto in questi luoghi circa 50.000 anni fa, una specie che ha affiancato per qualche millennio la nostra stessa specie (Homo sapiens) sul territorio europeo: nel 1989 sono stati trovati due denti di probabile appartenenza a un uomo di Neanderthal, forse unici nell’Italia dell’arco alpino settentrionale.

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San Bernardo

Per un pranzo al sacco Veg
Un suggerimento per un gustoso pranzo al sacco vegano a impatto zero: insalata di patate, cipolla di Tropea con olive taggiasche e capperi.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio+Marzo 2018, sezione Turismo Sostenibile

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Donne e ambiente: la coppetta mestruale

di Patrizia Accettulli

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Chissà quante di voi conoscono la coppetta mestruale?
Forse tutte, forse molte la usano già, forse però qualcuna ha bisogno di una spinta in più e qualcun’altra non ne ha mai sentito parlare! Anni fa non esistevano gli assorbenti, ma il ciclo sì, quello esiste da sempre e allora come si faceva?
Le donne egiziane usavano i papiri ammorbiditi come tamponi. In Grecia, i tamponi erano fatti di garza avvolta intorno piccoli pezzi di legno. E a Roma, assorbenti e tamponi erano fatti di lana morbida. In altre parti del mondo carta, muschio, lana, pelli di animali e l’erba sono stati usati e adattati come assorbenti per il flusso mestruale. Finché nel 1896 venne messa in vendita la prima marca di assorbenti che però non riscosse un gran successo, tanto che sin dall’inizio del ventesimo secolo le donne americane usavano tamponi fatti in casa con lo stesso cotone assorbente usato per i pannolini.
Poi finalmente, nel 1930 Leonora Chalmers, brevettò e produsse la prima coppetta mestruale che però, dopo l’avvento dei prodotti usa e getta, non trovò larghissima fruibilità tra il pubblico femminile. Da qualche anno invece le coppette hanno subìto un notevole sviluppo sia in termini di miglioramento quanto di numero di donne che le utilizzano e dal 1980 l’utilizzo di coppette oppure di assorbenti lavabili è notevolmente aumentato!
Le più comuni sono sagomate a forma di campana, fatte di gomma o silicone alimentare/farmaceutico, materiali completamente inerti e sicuri, morbidissimi e facilmente maneggiabili. Il marchio che storicamente ha fatto conoscere questo sistema in Italia è Mooncup a cui si sono affiancati poi nuovi marchi e varietà di forme e colori. La coppetta si utilizza in modo simile al tampone, ma il sangue viene raccolto al suo interno e non assorbito, questo ne dà garanzia di sicurezza igienica e impedisce lo sviluppo di infezioni da contatto. È una scelta ECOLOGICA ed ECONOMICA, visto che si lava e riutilizza (una coppetta può durare fino a 10 anni) di giorno in giorno evitando la produzione di rifiuti e in termini economici già dopo 4 settimane di utilizzo la spesa è ammortizzata!

Rubrica “Fai da te” – Trasferimento di una foto su legno!

Cosa c’è di più stimolante, soddisfacente e spesso ecologico dell’autoproduzione? Talvolta però non è così semplice. Ci mancano informazioni certe, metodi e strumenti ed allora rinunciamo, perdendo così la possibilità di imparare a creare, riparare, manutenere. Bene, grazie alla collaborazione con WeDo Fablab, non sarete più soli in questa impresa. Su ogni numero ospiteremo un piccolo manuale a cura dei tecnici del Fablab con informazioni e trucchi. Naturalmente potrete utilizzare per le vostre necessità tutte le apparecchiature, anche avanzate, che WeDo mette a disposizione. Buon lavoro!

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di Massimiliano Ferré – in collaborazione con WE DO FABLAB

Difficoltà: bassa
Target età: 6+
Quanto è manuale: ***
Quanto è digitale: ***

Le feste natalizie sono finite, ma sappiamo che molti di voi sentono costantemente la necessità di creare addobbi, decorazioni e accessori che rendano più allegro l’ambiente in cui si vive. Il trasferimento di una foto sul legno può essere un modo simpatico per ricordare una vacanza, un momento importante della vostra vita, che diventerà ancora più speciale se “impresso” su un oggetto creato con le vostre mani.

PREPARAZIONE DEL MATERIALE DI SUPPORTO
Recuperate un pannello di legno (es.: pioppo multistrato con minimo spessore 4 mm) delle dimensioni che preferite. Date una forma buffa al vostro supporto: disegnate con una matita una forma geometrica o artistica sul pannello (es. la sagoma di un gatto, una cornice o delle stelle) oppure scaricate un disegno vettoriale da internet, stampatelo, tagliatelo e contornatelo a matita sul pannello.
A questo punto, con l’aiuto di un adulto, utilizzate un traforo o un piccolo seghetto manuale per tagliare la forma disegnata sul pannello. Con della carta vetrata eliminate bave e smussate gli spigoli. Usate sempre i guanti e gli occhiali!
In alternativa potete disegnare o scaricare una forma grafica vettoriale (es. http://www.freepik.com) e recarvi presso il Fablab più vicino a voi per realizzare tramite Taglio Laser la vostra sagoma.

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STAMPARE LE IMMAGINI
Stampate la vostra fotografia con una stampante laser (meglio di una stampante a getto d’inchiostro). Utilizzate carta comune, impostate una qualità di stampa ottima e assicuratevi che le dimensioni di stampa siano racchiuse in quelle del supporto in legno. Se avete aggiunto delle scritte ricordatevi di specchiare la foto, in modo che a lavoro completato, la scritta sia leggibile correttamente. Per farlo potete utilizzare un software di elaborazione grafica (es.: Gimp).

APPLICARE LA COLLA AL SUPPORTO
Servendovi di un pennello adeguato, stendete in maniera omogenea un abbondante strato di colla vinilica sul fronte del legno. Poi applicate la vostra fotografia, con la stampa rivolta verso il legno e facendo attenzione, premete fino a farla aderire perfettamente. Stendete un altro strato di colla sul retro del foglio delicatamente, facendo attenzione a non creare bolle d’aria o pieghe.

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ASCIUGATURA COLLA
Per far asciugare la colla completamente servono almeno 12 ore. Se non sapete cosa fare nel frattempo preparate un altro supporto in legno per una nuova fotografia. Oppure continuate la lettura di Vivere Sostenibile!

RIMOZIONE CARTA
È l’ultima fase di lavoro, ma è delicata, quindi munitevi innanzitutto di pazienza! Con uno straccio in cotone bagnato, o direttamente con le dita bagnate, iniziate a strofinare lievemente il retro della vostra fotografia fino a quando la carta diventa ruvida e inizia a fare dei “pallini”. Così facendo, un po’ alla volta, rimuoverete gli strati superficiali della carta e comincerete a vedere la foto. Ora aspettate che il supporto si asciughi: vi accorgerete che ci sarà ancora della cellulosa di carta in eccesso da togliere con delicatezza. Quando il lavoro sarà finito e la foto sarà ben dettagliata, basteranno una o due mani di vernice trasparente protettiva.
Ecco finito! Ora potrete realizzare più trasferimenti su forme differenti per fare regali o decorare in maniera originale ogni stanza di casa! Piaciuto il nostro tutorial? Avete suggerimenti da darci?

Scrivici a info@wedofablab.it
viveresostenibile.altopiemonte@gmail.com

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio+Marzo 2018, sezione Scelte Ecosostenibili Rubrica FAI DA TE

La Medicina tradizionale cinese e l’orologio degli organi – seconda parte

di Paola Massi, operatrice Tuinà

leggi la prima parte qui

Nel numero precedente di Vivere Sostenibile (dicembre/gennaio) abbiamo introdotto il concetto di ciclo circadiano secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC). La teoria dell’orologio cinese insegna che l’energia vitale – Qi – ha un picco di flusso attraverso ogni meridiano collegato a un determinato organo, della durata di due ore nell’arco della giornata, momento in cui l’organo è al massimo della sua funzionalità.

La MTC attribuisce agli organi anche funzioni energetiche ed emozioni specifiche che possono supportare o ostacolare la funzionalità degli organi stessi. Poiché in quelle due ore quel particolare meridiano domina il corpo sia fisicamente che emotivamente, conoscere questa teoria può essere molto utile per capire l’origine di sintomi che si manifestano in particolari momenti della giornata.

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03 – 05 POLMONE
I Polmoni governano la voce, il sudore, la salute del sistema respiratorio, della pelle e del sistema immunitario e liberano le tossine principalmente in queste ore. Ecco perché talvolta vi è presenza di tosse. Questo è il momento migliore per ricaricare l’organo con un sonno profondo; svegliarsi tra le 3 e le 5 potrebbe anche essere correlato a sentimenti di tristezza, dolore, lutto, al non riuscire a “lasciare andare”.

05 – 07 INTESTINO CRASSO
Per cominciare bene la giornata è buona abitudine andare di corpo. Questa è la fascia oraria in cui l’energia si concentra nel meridiano dell’Intestino Crasso, responsabile della funzionalità intestinale. Le emozioni collegate all’organo sono il “sentirsi bloccati”, il non voler “lasciare andare”, emozioni riconducibili alla stitichezza.

07- 09 STOMACO
Fra le 7 e le 9 il flusso di energia si sposta verso il meridiano dello Stomaco e stimola la fame. È il momento ideale per consumare il pasto più nutriente della giornata, poiché il corpo è al massimo della sua capacità digestiva e riesce quindi a ottimizzare i processi di digestione e assorbimento dei nutrienti. Allo Stomaco è legata l’emozione di preoccupazione, il sentire un “peso sullo stomaco”, indicativo non solo di difficile digestione, ma anche di eventi o persone che non si riescono a “mandare giù”.

09 – 11 MILZA/PANCREAS
In MTC la Milza è considerata un organo fondamentale nel processo digestivo. In questa fascia oraria vengono messi in circolo enzimi digestivi e viene prodotta l’energia necessaria alla giornata. A livello emotivo la Milza è legata alla preoccupazione, alla rimuginazione e a sentimenti di scarsa autostima.

11 – 13 CUORE
Essere pieni di gioia ed entusiasmo rafforza il Cuore, mentre sentimenti opposti come la tristezza lo indeboliscono. Il Cuore non ama il calore, tanto che nei paesi caldi si tende a fare un riposino in queste ore. Per questa ragione non è bene esporsi al sole o fare attività fisica sostenuta in questo momento della giornata se vogliamo mantenere una buona salute cardiaca.

13 – 15 INTESTINO TENUE
In questa fascia oraria il cibo ingerito precedentemente completa il suo processo digestivo e assimilativo grazie all’Intestino Tenue. Sensazioni di pesantezza e affaticamento potrebbero indicare un cattivo assorbimento a livello intestinale.

15 – 17 VESCICA URINARIA
È l’ora della Vescica; è consigliabile bere acqua per agevolare il processo di eliminazione dei rifiuti metabolici filtrati dai Reni. A livello mentale uno squilibrio di questo viscere provoca emozioni come la gelosia e il sospetto.

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17 – 19 RENI
I Reni sono il fondamento di tutte le energie del corpo e presiedono al nostro sentirsi pieni di forze. Questo organo è legato a sentimenti di paura e terrore, ma anche alla forza di volontà e alla sicurezza.

19 – 21 PERICARDIO
Il Pericardio, in quanto membrana che avvolge il Cuore, è strettamente correlato ad esso. Sul piano mentale emozionale è responsabile del nostro “movimento” verso gli altri (le nostre relazioni).

21 – 23 TRIPLO RISCALDATORE
Proprio come sul piano fisico il Triplo Riscaldatore controlla il movimento del Qi in tutti gli organi e strutture, su un livello mentale emozionale promuove il “libero flusso” delle emozioni.

23 – 01 VESCICOLA BILIARE
La Cistifellea riceve la bile dal Fegato, pronta a impiegarla quando necessario nei processi digestivi. Essa è inoltre responsabile della capacità di prendere decisioni, fornisce il coraggio e l’iniziativa.

01 – 03 FEGATO
Il Fegato filtra il sangue ed è importante nella disintossicazione del corpo; secondo la MTC disintossica anche le nostre emozioni. Quelle più legate al Fegato sono la rabbia, la frustrazione e il risentimento. Svegliarsi in queste ore può essere indicativo di un Fegato che fa fatica a purificare il sangue e il corpo dalle tossine, che siano fisiche o emotive.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio+Marzo 2018, sezione Benessere Corpo e Mente

L’esperienza sensoriale per la gioia del corpo, anima e mente

di Barbara Camilli – psicologa

Scrive Winnicott, un insigne psicanalista infantile: “Quando gioca, e forse solo quando gioca, il bambino è veramente libero di essere creativo”.

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Questa libertà immaginativa rimane qualcosa di essenziale anche da adulti per essere davvero gli artefici indiscussi della propria vita. Solo mettendo in gioco i nostri desideri, i nostri sogni, le nostre paure, proprio come si faceva da bambini, si può immaginare e trasformare il momento che stiamo vivendo. Ai bambini basta poco: un foglio e dei colori possono essere sufficienti. Un giardino si trasforma in un mondo pieno di colori e spazi dove creare luoghi meravigliosi.
Il cuore sogna, la mente crea, la mano trasforma.
Nei laboratori di Nutriziopoli vogliamo permettere ad ogni bambino di esprimersi secondo la forma a lui/lei preferenziale. Ecco che una pallina di pasta frolla diventa un oggetto magico per creare forme profumose e gustose. Non saranno solo biscotti, saranno i loro biscotti. Sottolineo la parola “loro” perchè quello che hanno creato è stato pensato per poi essere trasformato nella forma che decidono di dargli. Cosa è accaduto in particolare? La relazione diretta dei bambini con l’alimento ne ha modificato la percezione in piacevolezza. Se prima alla torta fatta in casa preferivano quella preconfezionata, quando diventa lui il protagonista quella non sarà semplicemente una torta, ma sarà la torta fatta da lui/lei.
Gli adulti spesso dimenticano la dimensione della scoperta, che invece aiuta i bambini ad appropriarsi delle cose. Spiegare non sempre è sufficiente. Per scoprire certi mondi come quello della cucina bisogna guardarlo, annusarlo, toccarlo, esperirlo in modo diretto per poi farlo. Quando portiamo nelle scuole i laboratori sul pane o sulla pasta i bambini imparano attraverso il gioco a conoscere l’alimento.

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Lo scorso anno, a Giugno, in una scuola materna di Galzignano Terme, abbiamo realizzato un bellissimo laboratorio sulla pasta esteso a tutte le sezioni. Dopo aver rotto il proprio uovo nel vulcano di farina si sono impegnati a trasformare l’impasto nella pasta. Nei loro occhi l’entusiasmo e la gioia di sentire tra le mani un piacere per alcuni mai provato. Una bambina in particolare dalla gioia aveva iniziato a parlare con noi, chiedendoci che cosa avremmo fatto. Carina e simpatica lavorava il suo impasto commentando ogni tanto tra sè e sè. Un piacere vederla, come tutti gli altri che non avevano tempo di far altro se non lavorare la pasta. Quella bambina era la prima volta che parlava. Dall’inizio della scuola non aveva mai fatto sentire la sua voce tanto che le maestre, gonfie di gioia, la guardavano sorprese. Una commozione carica di significato. L’esperienza sensoriale del fare la pasta per quella bambina è stata così intensa che blocchi e paure si sono sciolti.
Da quell’incontro è nata questa bellissima filastrocca

Nutriziopoli
impastando impastando capitano cose eccezionali
anche le parole “mettono le ali”
perchè, nel mescolare uova e farina,
si lascia andare anche la più timidina bambina
e tutti ridono felici e contenti
mentre conoscono gli ingredienti!
Che felicità poter pasticciare
se anche cade un pò di impasto non ti devi preoccupare
perchè quel che conta è mangiare sano
frutta, verdura e poco divano…
Se poi pasticci in compagnia
può capitare anche qualche magia!

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio+Marzo 2018, sezione Speciale Alimentazione Naturale

Fa’ la Cosa Giusta 3

Siamo giunti al nostro secondo anno di stampa!

Due anni fa usciva il primo numero di Vivere Sostenibile Alto Piemonte. Frutto della passione e dell’investimento di 4 persone:

Enrico, l’editore; ex-chimico diventato informatico che dopo anni di lavoro lontano dal suo primo amore, l’ambiente (che occupava il suo tempo libero), ha deciso di combattere la crisi impegnandosi in un progetto nel quale credere e fare un’attività che oltre ad essere un lavoro è anche un piacere.

Giulia, la grafica; ora 25enne, appena uscita dall’accademia di Belle Arti e con un futuro abbastanza incerto, si è trovata tra le mani la possibilità di crearsi da sola un mestiere attraverso il quale crescere professionalmente. Dal primo numero, impagina tutt’ora Vivere Sostenibile Alto Piemonte e ne cura la comunicazione e la parte grafica. “Credo ancora che la comunicazione pro-positiva possa essere la soluzione per avvicinare i tanti scettici a uscire dalla propria zona di comfort consumistica per provare a guardare oltre, e sono sicura che non ci sia discorso logico che non porti a credere nel cambiamento sostenibile.”

Valentina, la giornalista; ha prestato il proprio nome e professionalità per l’avvio del progetto Vivere Sostenibile Alto Piemonte. Finalmente la collaborazione con una redazione che parla di ambiente l’ha portata a sentire il proprio impegno verso di esso in modo più completo di quanto già non fosse: vegetariana e amante delle camminate in montagna, comunicare è il suo mestiere.

E poi, c’è Rossana, che è ancora parte della famiglia di Vievere Sostenibile, ma può agire al momento solo in maniera marginale. Purtroppo non sempre le cose vanno come vorremmo.

Siamo ancora noi, e la famiglia si è allargata! Daniela, Mauro, Massimiliano, Elisa ci aiutano con la propria professionalità e passione per ampliare sempre più il pubblico che si interessa di sostenibilità, per portare tutti assieme l’informazione e la conoscenza di luoghi, attività, persone, iniziative. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, qualcuno in più! Il cambiamento lo abbiamo visto in questi due anni e lo vediamo ancora!

Vi aspettiamo tutti a Fa’ la Cosa Giusta 2018 a Milano, veniteci a trovare, portate le vostre proposte, il vostro sostegno, la vostra esperienza, la vostra curiosità! Aiutateci in prima persona a portare avanti questo progetto di cambiamento, completamente indipendente.

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FA’ LA COSA GIUSTA! 2018

23-25 marzo 2018 – Milano, fieramilanocity

FLCG generale

Il quindicesimo compleanno della fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili sarà una festa a ingresso gratuito per tutti i visitatori

Dal 23 al 25 marzo 2018 Fa’ la cosa giusta!, l’edizione nazionale della fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili compie quindici anni. Per festeggiare questo traguardo l’ingresso sarà eccezionalmente gratuito per tutti i visitatori.

L’edizione 2017 si è chiusa con 70mila presenze, 700 espositori e 400 appuntamenti nel programma culturale, 550 giornalisti accreditati, 2800 studenti partecipanti al progetto scuole.

Tra le novità dell’edizione 2018: SFIDE – la scuola di tutti, un vero e proprio salone dedicato ai temi dell’istruzione e della formazione, con insegnanti, dirigenti, studenti, amministratori, genitori, formatori, università, aziende. Il punto di partenza è un’idea di scuola inclusiva, aperta al territorio, innovativa, in grado di gestire la complessità, di promuovere la ricerca e la sperimentazione al fine di sviluppare percorsi per competenze in un’ottica di apprendimento continuo.

Il progetto sarà realizzato in collaborazione con Officine Scuola, un gruppo di lavoro composto da chi la scuola la vive ogni giorno, in veste di genitore, preside o insegnante.

Il Salone dedicato alla scuola comprenderà un’ampia area espositiva e proporrà seminari e workshop focalizzati su diverse aree tematiche: metodi, ambienti, didattica; sviluppo professionale; stare bene a scuola; comunicazione, gestione, amministrazione; dimensione europea; la scuola si racconta.

Fa’ la cosa giusta! 2018 darà spazio ad ambiti storici come la moda etica e l’arredamento sostenibile, a quelli più recenti come la scelta vegana e cruelty free e ai temi emergenti del consumo consapevole.

32mila m2 di area espositiva, arricchiti da un ampio programma culturale con incontri, laboratori e dimostrazioni pratiche.

Le iscrizioni per gli espositori sono aperte. A questo link https://falacosagiusta.org/espositori/ trovate tutte le informazioni per iscriversi e tutte le offerte.