Natale nutriente

di Beatrice Caliasolstizio

Si narra che nell’antica Roma dal 17 al 24 dicembre si celebravano i Saturnali in onore di Saturno, dio delle semine e dell’agricoltura. In quei giorni Roma era messa a soqquadro da una vera e propria rivoluzione nella quale gli schiavi prendevano il posto dei padroni ed erano autorizzati, per una volta, a farsi servire da loro pranzi luculliani. Credo che derivi da questa antica usanza il nostro imbandire la tavola di Natale come se non esistesse un domani.
Nello stesso periodo i Celti e i Germani celebravano il solstizio d’inverno e l’avvicinarsi dell’anno nuovo, con la festa di Yule.  È a loro che vorrei rifarmi, portando in tavola ricchezze vegetali simbolo di nuova nascita, di rinnovamento, cibi nutrienti, alimenti

simbolo di nuova vita, semi e germogli, alimenti vegetali ricchi di vitalità, verde clorofilla e rosso rubino come la linfa che scorre in noi e nelle amiche piante.
Fu l’imperatore Aureliano, nel 274 d.C., che decise di festeggiare con il 25 dicembre “la natività del Sole Nascente”: la luce del giorno, infatti, ricomincia ad allungarsi proprio in questo periodo. Solo in seguito verrà fissata in questa data la nascita del Bambin Gesù. Oggi è venuto a scemare il piacere di festeggiare i veri motivi del Natale: c’è la corsa ai regali, al preparare pranzi e cene succulente a volte a base di ingredienti impossibili, troppo esotici e costosi. La tavola a Natale dovrebbe unire, e invece a volte separa per via delle varie scelte alimentari, non sempre condivise.
La tradizione evoca una tavola ricca e imbandita, una volta durante l’anno il cibo scarseggiava e quindi si aspettavano le feste comandate per fare scorpacciate, ma al giorno d’oggi abbiamo a disposizione ogni cosa, sempre! Credo, che si potrebbe optare per piatti vegetali semplici e appetibili a tutti, così, almeno a tavola potrete proporre una ritrovata pace, vero simbolo del Natale. Date estro al vostro Natale, porterete colore e allegria sulle vostre tavole, non ci saranno differenze, ognuno sarò incuriosito e dilettato nel condividere sapori nuovi e golosi, senza creare separazioni inutili.

Il buon cibo alimenta in noi pensieri gentili, nutre i nostri cuori e fa bene alla Terra e ai suoi abitanti. Portare in noi cibi sani ci aiuta a rinnovarci in corpo, mente e spirito. Auguro a tutti un sereno e gioioso Natale, sperimentate sempre e abbiate cura di voi!

Un abbraccio da Beatrice Calia, autrice del libro “L’Erbana una selvatica in cucina”

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Se volete delle idee per il vostro menù di Natale Vegetale, trovate tante idee provate e approvate direttamente da noi sul numero di Dicembre+Gennaio, nella sezione Speciale Cenone di Natale!

Troverai le Stelline di polenta taragna su ragù di nocciole di Susanna Cavallo, Tartellette di frolla salata con insalata russa e l’“Arrosto” di cannellini di Angela Carreras,  la Torta di avocado e cioccolato di Giulia Marone, il Panettone Vegano fatto in casa di Paola Cavallini e uno splendido menù completo, di Beatrice Calia.

 

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A Natale il dono più bello è mettersi in viaggio

di logo-equotube

Volete partire per Natale, ma non volete fare la solita vacanza? Partite per un viaggio responsabile! Una grande esperienza di vita potrebbe essere quella di sperimentare un viaggio di questo tipo! Stiamo parlando di un viaggio caratterizzato da guide locali, incontri con nuove culture e paesaggi naturali mozzafiato. Se volete visitare un luogo con gli occhi di coloro che ci hanno sempre vissuto e andare al di là delle tabelle di marcia turistiche, allora questo tipo di viaggio fa al caso vostro! Natale non è solo neve, è il momento migliore per viaggiare: avete a disposizione tantissimi paesi e potete scegliere tra Asia, America del Sud e Africa. Tra regali, alberi di Natale e strenne, la voglia di evadere dalla quotidianità per un po’ di magia è il dono ideale da fare a sé stessi.

Ecco due idee che abbiamo selezionato per voi, ma potrete trovare anche altri viaggi alternativi sul nostro portale dedicato ai lettori di Vivere Sostenibile.

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Borneo – Il cuore della foresta. Il Borneo vi aspetta con i suoi meravigliosi colori e con i luoghi inesplorati che solo un viaggio solidale può svelarvi. Interessantissimo dal punto di vista biologico e naturalistico, è casa di alcune specie di animali in via d’estinzione tra cui gli orangutan, gli elefanti pigmei, il rinoceronte di Sumatra, il leopardo nebuloso, i delfini di acqua dolce e gli orsi. Per la maggior parte montuoso è attraversato da molti corsi d’acqua che hanno permesso la crescita di lussureggianti foreste dalle piante preziose come l’ebano, il teak, il sandalo e il bambù. Il Borneo, mosaico di culture ed etnie, abitato da cinesi, malesi e daiachi, offre territori coperti di giungla inesplorata, case tribali e villaggi costieri, parchi nazionali di valore inestimabile, le isole di Gaya, Mamutik, Manukan, Sapi e Sulug, dove si trovano alcune tra le migliori spiagge del Paese, una ricca fauna, una splendida barriera corallina e pesci variopinti. E come perdersi la salita al Monte Kinabalu, facile da scalare anche per i più inesperti, uno dei luoghi di maggiore interesse turistico di Sabah che offre un panorama semplicemente fantastico, soprattutto al tramonto. Ma l’esperienza più interessante è sicuramente il centro Sepilok Orang Uran Rehabilitation Centre, dove vengono accolti gli oranghi sottratti ai bracconieri, feriti, orfani di genitori uccisi. Qui, attraverso un lungo processo di riabilitazione, vengono curati e addestrati con lo scopo di reintrodurli in natura, addestrandoli alla vita in foresta.  Durante il cosiddetto feeding-time, ora in cui i rangers somministrano cibo e frutta agli animali, è possibile avvicinarsi ed osservare i primati arrivare sulle piattaforme attraverso una rete di robuste corde. Un’occasione di perdersi nella natura e nei suoi ritmi!

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Etiopia – La culla della civiltà. Passiamo ora al fascino dell’Africa e cambiamo meta, volando in Etiopia: secondo la leggenda, il popolo etiope discende dalla regina di Saba e dal re Salomone ed ha la fortuna di abitare il più antico paese indipendente del continente africano. Paese culturalmente molto ricco, vi permetterà di respirare la sua vera essenza, vivendo la vita di ogni giorno della comunità locale. Vi perderete in paesaggi indimenticabili e cieli sconfinati, passeggerete per i mercati cittadini, sbocco naturale di tutte le attività artigianali e momento più alto della vita delle donne etiopi che sfoggiano monili, anelli al collo. L’Etiopia è un paese di varietà, unicità, libertà, etnie, religioni, leggende, bellezze naturali e tanto altro ancora. La varietà culturale è uno dei punti più interessanti di questo paese, soprattutto nella Omo Valley. Dopo la scoperta di Lucy (chiamata in lingua locale Dinkinesh, ossia “tu sei speciale”), l’Etiopia è considerata la culla dell’umanità. E la popolazione locale ha dei tratti caratteristici straordinari. Gli uomini indossano il loro costume tradizionale (lo sciamma) una toga bianca a cui si sovrappone il barnòs e quando sorrideranno sarà facile scorgere i tatuaggi ancora molto attuali, praticate sulle gengive. Sarà un’occasione per rendersi conto dell’incredibile mosaico di etnie che abitano questo paese, rendendo un viaggio in questa terra un’affascinante percorso tra le radici dell’uomo e la natura. Non mancano scenari naturali mozzafiato, il lussureggiante verde delle foreste e la vastità della savana. Passeggiando sulle strade rosse e polverose si ha la sensazione di ripercorrere i primi passi dei nostri antenati: si ascoltano mille voci, mille lingue, si incrociano mille occhi e ci si perde in essi.

Ai lettori di Vivere Sostenibile è riservato uno sconto speciale! Vuoi usufruirne? Clicca qui e scopri come!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2016/2017, sezione Turismo Sostenibile

Abete, l’albero della luce

di Ossian D’Ambrosio

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Nel periodo delle festività invernali, non possiamo esimerci dal rimanere rapiti dall’incanto delle decorazioni che incorniciano paesi e città, trasformando l’atmosfera in un tocco di magia. E tra tutti primeggia l’abete, sia in forma di corone fatte con le sue fronde, ma soprattutto nel tradizionale albero di Natale.
La sua presenza è ormai divenuta un simbolo chiave delle festività natalizie in tutte le regioni del mondo, dal Canada al Brasile, dalla Norvegia all’Italia sino alle Filippine e Giappone, insomma un’icona che in qualche modo unifica molte popolazioni e soprattutto credenze. Basti pensare al grande albero che ogni anno sfoggia in piazza S. Pietro a Roma, centro focus del Cristianesimo che include un chiaro simbolo pagano, sì perché l’albero di Natale ha assolute radici pagane.
La tradizione di addobbare a festa un albero per le celebrazioni di maggio o per il solstizio d’inverno, ha origini molto antiche ed ad oggi non si è ancora estinta.
I popoli nordici usavano decorare le proprie magioni con rami di sempreverdi durante il solstizio invernale, per rafforzare la rinascita della vita che sarebbe sbocciata in primavera, in quanto il sempreverde era sicuramente talismano atto a mantenere il potere della vita eterna, perché  le foglie e gli aghi di pino non si deterioravano mai a differenza delle altre piante.copertina-ogham-copia
L’abete rappresenta da sempre l’Albero della vita decorato già più di mille anni fa con i frutti degli antenati; le mele della vita eterna e le noci della saggezza e con la rinascita della luce del Solstizio Invernale diventa anche l’Albero della luce stessa, intorno a cui gira l’anno e perciò il mondo intero e dalle fiamme delle candele alle luci intermittenti il passo è breve, l’importante è radicarsi all’essenza primordiale.
Come detto precedentemente, le popolazioni precristiane del nord utilizzavano i rami dell’abete insieme ad altri sempreverdi, come vischio ed agrifoglio, per decorare le case durante il Solstizio d’Inverno e appendevano corone con queste piante fuori dalle porte, per bloccare l’arrivo di spiriti nefasti durante la notte più buia dell’anno. Ma anche i romani decoravano con gli abeti i loro templi durante le festività dei Saturnali che cadevano, appunto, durante il solstizio invernale.
Le conifere non rappresentano solamente il ritorno della vita dopo la morte dell’inverno, ma la loro regolare e particolare conformazione riporta simbolicamente anche l’aspetto fallico creatore di vita. Sono alberi dominati da Saturno, dal fatto che molte di esse raggiungono la maturità sessuale solamente dopo che il pianeta ha compiuto un giro completo (circa 30 anni). I lunghi ritmi del pianeta garantiscono loro un’esistenza lunga e con la loro forma aspra e contenuta, possono avventurarsi nel profondo dell’inverno e sulle sommità delle montagne e più a nord di qualsiasi altro albero o arbusto.
L’abete è l’albero più vicino a particolari forze celesti della Terra e molte antiche culture ritenevano che il piano divino si manifestasse dall’alto verso il basso e tutti gli Dei, nelle varie mitologie, abitano su grandi alture o piani superiori. Quindi portare l’abete nelle proprie case, è come creare un collegamento diretto con le divinità celesti e nel periodo del Solstizio Invernale portiamo il nuovo sole, il figlio divino, e tutte le decorazioni che oggi utilizziamo non sono altro che oggetti che ci ricordano e rafforzano il trionfo della nuova luce nascente.

 

Ti ricordi… il Natale? Come averne uno anche quest’anno

Il Natale Felice è quello per la Terra!

di Giulia Marone

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Vi capita mai, verso la fine dell’anno, di ripensare a quello appena passato (e che in realtà si sta ancora concludendo) dicendo a voi stessi: l’ho sfruttato bene? Credo che venga naturale a tutti farlo, tirare le somme del proprio operato e poter dire “è stato un bell’anno” ma sì, in fin dei conti… tutti speriamo di dirlo, anche per l’anno che ci aspetta. “Il prossimo anno sarà meglio”.

Auguro sinceramente a tutti di pensarla così, perché la speranza e la positività sono un sentimento che non dovrebbe mai mancare alla tavola di Natale, con i propri cari, che sia tutta la famiglia o solo la mamma o il papà. Forse si pensa che con l’andare avanti degli anni non sia più necessario essere propositivi e felici, per rallegrare gli altri. È compito dei giovani!

Perchè?

I “vecchi” sono giunti a un’età per la quale non si può più far nulla? Il vostro compito è stato assolto, a 50 anni magari? Avete raggiunto lo scopo della vostra vita e quindi potete mettervi il cuore in pace? Vuol dire che siete felici e non avete più nulla per cui “combattere”?

Forse è così. Forse volete solo che il tempo si dimentichi di voi, e che altri facciano quello che non siete riusciti a fare. Ma siamo tutti insostituibili e importanti, nessuno dovrebbe mai pensare: la mia parte per salvare il mondo ai miei tempi l’ho fatta, ora deve farla qualcun’altro. Perché non serve proprio a niente, il più delle volte è una scusa, una corazza.

A Natale regalatevi un nuovo sogno. Oppure, cercatene uno vecchio chiuso nel cassetto, e usatelo! Usatelo per regalarvi un altro po’ di Vita, quella vera, quella entusiasta che “solo i giovani” dovrebbero avere.

Com’è bello ricordare di quando si era piccoli, il Natale brillava di luce e aspettativa, ma non tanto per i regali, no? Era scoprire se Babbo Natale ci avrebbe premiati. Anche lì ci chiedevamo… sono stato bravo quest’anno? E se Babbo Natale passava… sì, sì mi vuole bene! Ho fatto il bravo! Ed era una festa, una grande festa non per il cibo, io che sono golosa fatico a ricordare un cenone di Natale fino ai miei 10 anni. Quello che ricordiamo è l’atmosfera di festa che ci circondava, perché eravamo bambini, non pensavamo ai “doveri” natalizi, erano un dato di fatto. Il Natale si passa con chi ci vuole bene, anche se magari odiavamo la zia che ci stropicciava la faccia e temevamo i cugini più grandi. E i regali più belli erano quelli che ti lasciavano dentro qualcosa, quelli che ricordi per la vita, che ti facevano scoprire un lato di te creativo, sognatore, una tua dote.

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Ora siamo grandi, e il regalo deve essere qualcosa di ricercato, di desiderato, di utile, ma che costi poco, perché c’è la crisi. E poi, dove si fa il pranzo? E la cena? E la messa? Ci andiamo quest’anno oppure siamo troppo lontani da “Dio” per strisciare in una chiesa e fingere di aver fatto i bravi cristiani? E i parenti? Chi va da chi e cosa facciamo? Compriamo dei dolci, ma magari avranno già mangiato, bé prendiamo questi che costano poco e mal che vada li teniamo per Capodanno. E Capodanno? È così vicino, cosa farò? Con chi? Dove? Ma perché?

Forse, se la voglia di festeggiare ci passa, è comprensibile. Troppa aspettativa.

Allora facciamo i buoni per poter dire “Babbo Natale passerà anche quest’anno”, non compriamo o non ostentiamo cibi che impressionano amici e parenti, ma che distruggono un po’ alla volta qualche foresta dall’altro capo del mondo. Non dimentichiamoci i famigliari in difficoltà perché non siamo dell’umore di ascoltare. Non parliamo solo di noi stessi e dei nostri problemi, ma troviamo delle soluzioni insieme e attuiamole, potrebbero essere un nuovo sogno. Non regaliamo l’ennesimo taldeitalipiagiamacalzinicellularesoprammobile, creiamo qualcosa di diversamente piccolo e semplice, che parli al cuore e non al portafogli. Non rinunciamo a parlare con “Dio”, qualunque esso sia, perché ci vergogniamo di noi stessi. Non dimentichiamo gli altri meno fortunati, che ci saranno sempre, sempre, ma forse un pensiero buono per loro può fare una differenza soprattutto per noi. E non pensiamo e organizziamo niente che non sia desiderato dalla nostra anima, che non faccia del bene a noi e ai nostri cari. Accettiamo con semplicità la nostra vita e rendiamola più colorata, rendiamola una festa con la nostra allegria: ovunque saremo e qualsiasi cosa faremo, l’allegria sarà il sapore della giornata. E forse ce la faremo a cambiare qualcosa, e lo sentiremo dentro il solletico della speranza. Forse è questo che la crisi ci ha fatto dimenticare.

Quest’anno, quest’anno di crisi, quest’anno di sogni chiusi nei cassetti e di torpore energetico, quest’anno massmediatico, quest’anno di delusioni e rivincite. Quest’anno. Non pensiamo al Natale. Pensiamo alla Terra.

Pensiamo a quanto ci dona, nonostante il nostro continuo perseverare nei comportamenti sbagliati. Nonostante il continuo sopruso, in buona o mala fede che sia, il menefreghismo, l’egoismo fine a sé stesso, l’ipocrisia, che tutti noi adulti ormai conosciamo.

Pensiamo ai mari, sconfinati oceani, che ci circondano da sempre, dall’inizio del genere umano e animale e vegetale, che rischiano di non dare più la vita a nulla. Alle foreste, verdi e lussureggianti amazzoniche e montane, ai pini e ai salici che abbracciano il cielo con le loro fronde e donano ossigeno alle civiltà inquinate, sfruttate dal mercato per ottenere minerali, carne, profitto da ogni moda. Ai deserti infiniti, dorati, caldi e gelati, dove vivono e muoiono popolazioni in cerca di un rifugio, come lo siamo noi. Ai grandi ghiacci che sovrastano la linea dell’orizzonte montano, che riempie il cuore ad ogni uomo al guardarlo al tramonto; alle sorgenti trasparenti che nascono da loro, che creano i fiumi e i laghi. Dove andiamo a riprendere fiato, dalla città. Dove facciamo passeggiate romantiche e rilassiamo la mente. Quanto tempo abbiamo ancora per godere di questa vista? Quanti selfie potremmo farci ancora in mezzo a questi meravigliosi paesaggi?

Questo è il Natale. L’amore. La nascita. L’origine. La nostra origine è il mondo e il mondo è il nostro destino, che lo scegliamo o meno. È un dato di fatto. Sei un essere umano, hai la responsabilità del libero arbitrio. Questo Natale e quest’anno nuovo, non lasciare che tutto scivoli nel flusso trascinante del quotidiano, ma segui il tuo flusso. Scegli di riprendere in mano la tua vita, il tuo sogno abbandonato, il tuo potere di consumatore, di cittadino, il tuo pianeta. Scegli di Vivere Sostenibile. Sceglilo con noi.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2016, editoriale

Natale e Capodanno col nuovo numero di Vivere Sostenibile!

È disponibile online e nei punti di distribuzione il nuovo numero di Vivere Sostenibile Alto Piemonte!

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Parliamo del Natale Sostenibile, ma non solo: questo numero coprirà anche il mese di Gennaio, quindi iniziamo direttamente l’anno nuovo!

Sempre in compagnia dei nostri collaboratori, che questo mese ci hanno dato tante ispirazioni per regali sostenibili e per vivere un Natale in armonia con la natura… basta poco per fare una grande differenza!

Siete ancora in tempo per regalare uno dei viaggi porposti da Equotube, sostenibili e responsabili verso le risorse del pianeta. Un’esperienza che apre la mente e il cuore! Come sempre, i nostri lettori hanno uno sconto speciale

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