Il veleno ignoto: lo zucchero

proseguimento dell’articolo di Elisabetta Lora Ronco

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Circa 50 anni fa la potente lobby dello zucchero americana, l’attuale Sugar Association, tenne nascosti studi scientifici sui rischi per la salute derivanti dal consumo di cibi zuccherati, puntando il dito contro i grassi e il colesterolo, con lo scopo di distogliere l’attenzione.
Questo potrebbe essere uno dei fattori che ha ostacolato per decenni la possibilità di evitare l’epidemia di obesità verificatasi in questi anni. Ma oltre a ciò, perché il boom di programmi di fitness non hanno dato il buon esito che speravamo? E perché i cibi light, a ridotto contenuto di grassi e zuccheri che abbondano nei nostri supermercati, non hanno mai costituito una soluzione efficace alla riduzione del peso corporeo?

Attività fisica e zucchero

Cosa accade quando il pasto è troppo abbondante e magari ricco di carboidrati raffinati e zuccheri semplici? L’insulina si alza di colpo per riuscire ad abbassare velocemente la glicemia. Il calo è talmente repentino da provocare il rilascio del glucagone, il quale a sua volta interviene a stimolare il senso della fame per poter riportare a livelli ottimali il glucosio nelle cellule. Questo continuo stress, a lungo andare, potrebbe portare al diabete.

Inoltre, picchi alti e bassi di glicemia possono far provare sintomi come l’irritabilità, i repentini cambi d’umore, il cervello annebbiato e la spossatezza.
Inoltre, ingerire zuccheri stimola il rilascio di un neurotrasmettitore i cui effetti migliorano l’umore, la serotonina. Attivare costantemente la produzione di questa sostanza può esaurirne le limitate riserve di cui il nostro organismo dispone, provocando sintomi che possono contribuire alla depressione. Lo zucchero (un disaccaride costituito da una molecola di glucosio e una di fruttosio) non solo alza la glicemia, ma ne ostacola anche l’assorbimento cellulare a causa del fruttosio. Questo favorisce la sintesi di grassi a livello epatico, ed ecco che inizia a verificarsi il sovrappeso.

Dopo aver compreso cosa avviene a livello metabolico possiamo capire anche come l’attività fisica diventi un impegno molto gravoso. Se l’assunzione di zuccheri e carboidrati raffinati porta a effetti come la spossatezza, come posso andare a fare una camminata? Meglio sedersi un momento sul divano, magari davanti alla televisione, che propone innumerevoli spot pubblicitari e programmi di cibi e cucina. Se dopo aver mangiato vengo assalito in breve tempo da ipoglicemia refrattaria post-prandiale e ho di nuovo fame, tornerò a mangiare, non uscirò a fare sport. E se anche riuscissi a fare uno sforzo di volontà mi sentirei appesantito, stanco: condizioni non ottimali per l’attività fisica. Il mancato obiettivo di essere riuscito a “muovermi” e bruciare un po’ di calorie, mi procurerà perdita di autostima, senso di fallimento, insuccesso. Immediatamente avrò bisogno di un appagamento emotivo, di consolazione. E quale modo migliore di combattere la depressione compiacendomi con un dolce, completando così un circolo vizioso da cui è estremamente difficile uscire?
Per anni le persone sovrappeso e/o obese sono state accusate di essere pigre, indolenti, di mangiare in continuazione, di non avere forza di volontà. In realtà, tutto questo non è la causa dell’obesità, ma la conseguenza.

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Alimenti poveri di grassi ed edulcoranti

Questi prodotti conterrebbero pochi grassi, ma un elevato contenuto di zuccheri; per tale motivo, sarebbero “meno calorici” rispetto ad altri cibi, ma per tutta una serie di motivi favorirebbero l’aumento di peso.
I grassi hanno il “potere” di rendere i cibi sazianti e appetibili, ma se ce ne sono pochi occorre mangiarne di più, per poter “compensare”; ed è necessario aggiungere una quantità maggiore di zuccheri e aromi, per renderli ugualmente gustosi. L’eccesso di zuccheri si trasforma in grasso corporeo, anche se si consumano meno calorie rispetto a una dieta bilanciata.
Infine, se intendiamo correre ai ripari con dolcificanti artificiali o naturali è bene sapere che nell’intestino abbiamo sensori per il gusto che, quando arrivano sostanze centinaia di volte più dolci dello zucchero, fanno aprire le porte per l’assorbimento del glucosio. Paradossalmente l’insulina potrebbe salire di più se dolcifichiamo con la stevia (200 volte più dolce) che con lo zucchero.
Quindi, prudentemente, è meglio non utilizzare questi prodotti, ancor più se si desidera dimagrire.

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