Rubrica “Fai da te” – Trasferimento di una foto su legno!

Cosa c’è di più stimolante, soddisfacente e spesso ecologico dell’autoproduzione? Talvolta però non è così semplice. Ci mancano informazioni certe, metodi e strumenti ed allora rinunciamo, perdendo così la possibilità di imparare a creare, riparare, manutenere. Bene, grazie alla collaborazione con WeDo Fablab, non sarete più soli in questa impresa. Su ogni numero ospiteremo un piccolo manuale a cura dei tecnici del Fablab con informazioni e trucchi. Naturalmente potrete utilizzare per le vostre necessità tutte le apparecchiature, anche avanzate, che WeDo mette a disposizione. Buon lavoro!

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di Massimiliano Ferré – in collaborazione con WE DO FABLAB

Difficoltà: bassa
Target età: 6+
Quanto è manuale: ***
Quanto è digitale: ***

Le feste natalizie sono finite, ma sappiamo che molti di voi sentono costantemente la necessità di creare addobbi, decorazioni e accessori che rendano più allegro l’ambiente in cui si vive. Il trasferimento di una foto sul legno può essere un modo simpatico per ricordare una vacanza, un momento importante della vostra vita, che diventerà ancora più speciale se “impresso” su un oggetto creato con le vostre mani.

PREPARAZIONE DEL MATERIALE DI SUPPORTO
Recuperate un pannello di legno (es.: pioppo multistrato con minimo spessore 4 mm) delle dimensioni che preferite. Date una forma buffa al vostro supporto: disegnate con una matita una forma geometrica o artistica sul pannello (es. la sagoma di un gatto, una cornice o delle stelle) oppure scaricate un disegno vettoriale da internet, stampatelo, tagliatelo e contornatelo a matita sul pannello.
A questo punto, con l’aiuto di un adulto, utilizzate un traforo o un piccolo seghetto manuale per tagliare la forma disegnata sul pannello. Con della carta vetrata eliminate bave e smussate gli spigoli. Usate sempre i guanti e gli occhiali!
In alternativa potete disegnare o scaricare una forma grafica vettoriale (es. http://www.freepik.com) e recarvi presso il Fablab più vicino a voi per realizzare tramite Taglio Laser la vostra sagoma.

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STAMPARE LE IMMAGINI
Stampate la vostra fotografia con una stampante laser (meglio di una stampante a getto d’inchiostro). Utilizzate carta comune, impostate una qualità di stampa ottima e assicuratevi che le dimensioni di stampa siano racchiuse in quelle del supporto in legno. Se avete aggiunto delle scritte ricordatevi di specchiare la foto, in modo che a lavoro completato, la scritta sia leggibile correttamente. Per farlo potete utilizzare un software di elaborazione grafica (es.: Gimp).

APPLICARE LA COLLA AL SUPPORTO
Servendovi di un pennello adeguato, stendete in maniera omogenea un abbondante strato di colla vinilica sul fronte del legno. Poi applicate la vostra fotografia, con la stampa rivolta verso il legno e facendo attenzione, premete fino a farla aderire perfettamente. Stendete un altro strato di colla sul retro del foglio delicatamente, facendo attenzione a non creare bolle d’aria o pieghe.

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ASCIUGATURA COLLA
Per far asciugare la colla completamente servono almeno 12 ore. Se non sapete cosa fare nel frattempo preparate un altro supporto in legno per una nuova fotografia. Oppure continuate la lettura di Vivere Sostenibile!

RIMOZIONE CARTA
È l’ultima fase di lavoro, ma è delicata, quindi munitevi innanzitutto di pazienza! Con uno straccio in cotone bagnato, o direttamente con le dita bagnate, iniziate a strofinare lievemente il retro della vostra fotografia fino a quando la carta diventa ruvida e inizia a fare dei “pallini”. Così facendo, un po’ alla volta, rimuoverete gli strati superficiali della carta e comincerete a vedere la foto. Ora aspettate che il supporto si asciughi: vi accorgerete che ci sarà ancora della cellulosa di carta in eccesso da togliere con delicatezza. Quando il lavoro sarà finito e la foto sarà ben dettagliata, basteranno una o due mani di vernice trasparente protettiva.
Ecco finito! Ora potrete realizzare più trasferimenti su forme differenti per fare regali o decorare in maniera originale ogni stanza di casa! Piaciuto il nostro tutorial? Avete suggerimenti da darci?

Scrivici a info@wedofablab.it
viveresostenibile.altopiemonte@gmail.com

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio+Marzo 2018, sezione Scelte Ecosostenibili Rubrica FAI DA TE

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La Medicina tradizionale cinese e l’orologio degli organi – seconda parte

di Paola Massi, operatrice Tuinà

leggi la prima parte qui

Nel numero precedente di Vivere Sostenibile (dicembre/gennaio) abbiamo introdotto il concetto di ciclo circadiano secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC). La teoria dell’orologio cinese insegna che l’energia vitale – Qi – ha un picco di flusso attraverso ogni meridiano collegato a un determinato organo, della durata di due ore nell’arco della giornata, momento in cui l’organo è al massimo della sua funzionalità.

La MTC attribuisce agli organi anche funzioni energetiche ed emozioni specifiche che possono supportare o ostacolare la funzionalità degli organi stessi. Poiché in quelle due ore quel particolare meridiano domina il corpo sia fisicamente che emotivamente, conoscere questa teoria può essere molto utile per capire l’origine di sintomi che si manifestano in particolari momenti della giornata.

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03 – 05 POLMONE
I Polmoni governano la voce, il sudore, la salute del sistema respiratorio, della pelle e del sistema immunitario e liberano le tossine principalmente in queste ore. Ecco perché talvolta vi è presenza di tosse. Questo è il momento migliore per ricaricare l’organo con un sonno profondo; svegliarsi tra le 3 e le 5 potrebbe anche essere correlato a sentimenti di tristezza, dolore, lutto, al non riuscire a “lasciare andare”.

05 – 07 INTESTINO CRASSO
Per cominciare bene la giornata è buona abitudine andare di corpo. Questa è la fascia oraria in cui l’energia si concentra nel meridiano dell’Intestino Crasso, responsabile della funzionalità intestinale. Le emozioni collegate all’organo sono il “sentirsi bloccati”, il non voler “lasciare andare”, emozioni riconducibili alla stitichezza.

07- 09 STOMACO
Fra le 7 e le 9 il flusso di energia si sposta verso il meridiano dello Stomaco e stimola la fame. È il momento ideale per consumare il pasto più nutriente della giornata, poiché il corpo è al massimo della sua capacità digestiva e riesce quindi a ottimizzare i processi di digestione e assorbimento dei nutrienti. Allo Stomaco è legata l’emozione di preoccupazione, il sentire un “peso sullo stomaco”, indicativo non solo di difficile digestione, ma anche di eventi o persone che non si riescono a “mandare giù”.

09 – 11 MILZA/PANCREAS
In MTC la Milza è considerata un organo fondamentale nel processo digestivo. In questa fascia oraria vengono messi in circolo enzimi digestivi e viene prodotta l’energia necessaria alla giornata. A livello emotivo la Milza è legata alla preoccupazione, alla rimuginazione e a sentimenti di scarsa autostima.

11 – 13 CUORE
Essere pieni di gioia ed entusiasmo rafforza il Cuore, mentre sentimenti opposti come la tristezza lo indeboliscono. Il Cuore non ama il calore, tanto che nei paesi caldi si tende a fare un riposino in queste ore. Per questa ragione non è bene esporsi al sole o fare attività fisica sostenuta in questo momento della giornata se vogliamo mantenere una buona salute cardiaca.

13 – 15 INTESTINO TENUE
In questa fascia oraria il cibo ingerito precedentemente completa il suo processo digestivo e assimilativo grazie all’Intestino Tenue. Sensazioni di pesantezza e affaticamento potrebbero indicare un cattivo assorbimento a livello intestinale.

15 – 17 VESCICA URINARIA
È l’ora della Vescica; è consigliabile bere acqua per agevolare il processo di eliminazione dei rifiuti metabolici filtrati dai Reni. A livello mentale uno squilibrio di questo viscere provoca emozioni come la gelosia e il sospetto.

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17 – 19 RENI
I Reni sono il fondamento di tutte le energie del corpo e presiedono al nostro sentirsi pieni di forze. Questo organo è legato a sentimenti di paura e terrore, ma anche alla forza di volontà e alla sicurezza.

19 – 21 PERICARDIO
Il Pericardio, in quanto membrana che avvolge il Cuore, è strettamente correlato ad esso. Sul piano mentale emozionale è responsabile del nostro “movimento” verso gli altri (le nostre relazioni).

21 – 23 TRIPLO RISCALDATORE
Proprio come sul piano fisico il Triplo Riscaldatore controlla il movimento del Qi in tutti gli organi e strutture, su un livello mentale emozionale promuove il “libero flusso” delle emozioni.

23 – 01 VESCICOLA BILIARE
La Cistifellea riceve la bile dal Fegato, pronta a impiegarla quando necessario nei processi digestivi. Essa è inoltre responsabile della capacità di prendere decisioni, fornisce il coraggio e l’iniziativa.

01 – 03 FEGATO
Il Fegato filtra il sangue ed è importante nella disintossicazione del corpo; secondo la MTC disintossica anche le nostre emozioni. Quelle più legate al Fegato sono la rabbia, la frustrazione e il risentimento. Svegliarsi in queste ore può essere indicativo di un Fegato che fa fatica a purificare il sangue e il corpo dalle tossine, che siano fisiche o emotive.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio+Marzo 2018, sezione Benessere Corpo e Mente

L’esperienza sensoriale per la gioia del corpo, anima e mente

di Barbara Camilli – psicologa

Scrive Winnicott, un insigne psicanalista infantile: “Quando gioca, e forse solo quando gioca, il bambino è veramente libero di essere creativo”.

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Questa libertà immaginativa rimane qualcosa di essenziale anche da adulti per essere davvero gli artefici indiscussi della propria vita. Solo mettendo in gioco i nostri desideri, i nostri sogni, le nostre paure, proprio come si faceva da bambini, si può immaginare e trasformare il momento che stiamo vivendo. Ai bambini basta poco: un foglio e dei colori possono essere sufficienti. Un giardino si trasforma in un mondo pieno di colori e spazi dove creare luoghi meravigliosi.
Il cuore sogna, la mente crea, la mano trasforma.
Nei laboratori di Nutriziopoli vogliamo permettere ad ogni bambino di esprimersi secondo la forma a lui/lei preferenziale. Ecco che una pallina di pasta frolla diventa un oggetto magico per creare forme profumose e gustose. Non saranno solo biscotti, saranno i loro biscotti. Sottolineo la parola “loro” perchè quello che hanno creato è stato pensato per poi essere trasformato nella forma che decidono di dargli. Cosa è accaduto in particolare? La relazione diretta dei bambini con l’alimento ne ha modificato la percezione in piacevolezza. Se prima alla torta fatta in casa preferivano quella preconfezionata, quando diventa lui il protagonista quella non sarà semplicemente una torta, ma sarà la torta fatta da lui/lei.
Gli adulti spesso dimenticano la dimensione della scoperta, che invece aiuta i bambini ad appropriarsi delle cose. Spiegare non sempre è sufficiente. Per scoprire certi mondi come quello della cucina bisogna guardarlo, annusarlo, toccarlo, esperirlo in modo diretto per poi farlo. Quando portiamo nelle scuole i laboratori sul pane o sulla pasta i bambini imparano attraverso il gioco a conoscere l’alimento.

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Lo scorso anno, a Giugno, in una scuola materna di Galzignano Terme, abbiamo realizzato un bellissimo laboratorio sulla pasta esteso a tutte le sezioni. Dopo aver rotto il proprio uovo nel vulcano di farina si sono impegnati a trasformare l’impasto nella pasta. Nei loro occhi l’entusiasmo e la gioia di sentire tra le mani un piacere per alcuni mai provato. Una bambina in particolare dalla gioia aveva iniziato a parlare con noi, chiedendoci che cosa avremmo fatto. Carina e simpatica lavorava il suo impasto commentando ogni tanto tra sè e sè. Un piacere vederla, come tutti gli altri che non avevano tempo di far altro se non lavorare la pasta. Quella bambina era la prima volta che parlava. Dall’inizio della scuola non aveva mai fatto sentire la sua voce tanto che le maestre, gonfie di gioia, la guardavano sorprese. Una commozione carica di significato. L’esperienza sensoriale del fare la pasta per quella bambina è stata così intensa che blocchi e paure si sono sciolti.
Da quell’incontro è nata questa bellissima filastrocca

Nutriziopoli
impastando impastando capitano cose eccezionali
anche le parole “mettono le ali”
perchè, nel mescolare uova e farina,
si lascia andare anche la più timidina bambina
e tutti ridono felici e contenti
mentre conoscono gli ingredienti!
Che felicità poter pasticciare
se anche cade un pò di impasto non ti devi preoccupare
perchè quel che conta è mangiare sano
frutta, verdura e poco divano…
Se poi pasticci in compagnia
può capitare anche qualche magia!

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio+Marzo 2018, sezione Speciale Alimentazione Naturale

Fa’ la Cosa Giusta 3

Siamo giunti al nostro secondo anno di stampa!

Due anni fa usciva il primo numero di Vivere Sostenibile Alto Piemonte. Frutto della passione e dell’investimento di 4 persone:

Enrico, l’editore; ex-chimico diventato informatico che dopo anni di lavoro lontano dal suo primo amore, l’ambiente (che occupava il suo tempo libero), ha deciso di combattere la crisi impegnandosi in un progetto nel quale credere e fare un’attività che oltre ad essere un lavoro è anche un piacere.

Giulia, la grafica; ora 25enne, appena uscita dall’accademia di Belle Arti e con un futuro abbastanza incerto, si è trovata tra le mani la possibilità di crearsi da sola un mestiere attraverso il quale crescere professionalmente. Dal primo numero, impagina tutt’ora Vivere Sostenibile Alto Piemonte e ne cura la comunicazione e la parte grafica. “Credo ancora che la comunicazione pro-positiva possa essere la soluzione per avvicinare i tanti scettici a uscire dalla propria zona di comfort consumistica per provare a guardare oltre, e sono sicura che non ci sia discorso logico che non porti a credere nel cambiamento sostenibile.”

Valentina, la giornalista; ha prestato il proprio nome e professionalità per l’avvio del progetto Vivere Sostenibile Alto Piemonte. Finalmente la collaborazione con una redazione che parla di ambiente l’ha portata a sentire il proprio impegno verso di esso in modo più completo di quanto già non fosse: vegetariana e amante delle camminate in montagna, comunicare è il suo mestiere.

E poi, c’è Rossana, che è ancora parte della famiglia di Vievere Sostenibile, ma può agire al momento solo in maniera marginale. Purtroppo non sempre le cose vanno come vorremmo.

Siamo ancora noi, e la famiglia si è allargata! Daniela, Mauro, Massimiliano, Elisa ci aiutano con la propria professionalità e passione per ampliare sempre più il pubblico che si interessa di sostenibilità, per portare tutti assieme l’informazione e la conoscenza di luoghi, attività, persone, iniziative. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, qualcuno in più! Il cambiamento lo abbiamo visto in questi due anni e lo vediamo ancora!

Vi aspettiamo tutti a Fa’ la Cosa Giusta 2018 a Milano, veniteci a trovare, portate le vostre proposte, il vostro sostegno, la vostra esperienza, la vostra curiosità! Aiutateci in prima persona a portare avanti questo progetto di cambiamento, completamente indipendente.

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FA’ LA COSA GIUSTA! 2018

23-25 marzo 2018 – Milano, fieramilanocity

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Il quindicesimo compleanno della fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili sarà una festa a ingresso gratuito per tutti i visitatori

Dal 23 al 25 marzo 2018 Fa’ la cosa giusta!, l’edizione nazionale della fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili compie quindici anni. Per festeggiare questo traguardo l’ingresso sarà eccezionalmente gratuito per tutti i visitatori.

L’edizione 2017 si è chiusa con 70mila presenze, 700 espositori e 400 appuntamenti nel programma culturale, 550 giornalisti accreditati, 2800 studenti partecipanti al progetto scuole.

Tra le novità dell’edizione 2018: SFIDE – la scuola di tutti, un vero e proprio salone dedicato ai temi dell’istruzione e della formazione, con insegnanti, dirigenti, studenti, amministratori, genitori, formatori, università, aziende. Il punto di partenza è un’idea di scuola inclusiva, aperta al territorio, innovativa, in grado di gestire la complessità, di promuovere la ricerca e la sperimentazione al fine di sviluppare percorsi per competenze in un’ottica di apprendimento continuo.

Il progetto sarà realizzato in collaborazione con Officine Scuola, un gruppo di lavoro composto da chi la scuola la vive ogni giorno, in veste di genitore, preside o insegnante.

Il Salone dedicato alla scuola comprenderà un’ampia area espositiva e proporrà seminari e workshop focalizzati su diverse aree tematiche: metodi, ambienti, didattica; sviluppo professionale; stare bene a scuola; comunicazione, gestione, amministrazione; dimensione europea; la scuola si racconta.

Fa’ la cosa giusta! 2018 darà spazio ad ambiti storici come la moda etica e l’arredamento sostenibile, a quelli più recenti come la scelta vegana e cruelty free e ai temi emergenti del consumo consapevole.

32mila m2 di area espositiva, arricchiti da un ampio programma culturale con incontri, laboratori e dimostrazioni pratiche.

Le iscrizioni per gli espositori sono aperte. A questo link https://falacosagiusta.org/espositori/ trovate tutte le informazioni per iscriversi e tutte le offerte.

 

M’illumino di Meno 2018 con i piedi per Terra

La Terra sta sotto i nostri piedi e a volte ce la dimentichiamo.
La calpestiamo indifferenti al suo futuro che è anche il nostro. Il cambiamento climatico sta accelerando, bisogna cambiare passo​.
I nostri piedi sono il punto di contatto con la Terra.
Il 23 febbraio, per M’illumino di Meno 2018, cominciamo a pensare con i piedi.

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Facciamo una marcia, un percorso, una processione
Andiamo da un punto a un altro – da una periferia verso il centro; da una piazza bella a una ancora più bella; dalla Cattedrale al Municipio, dal Museo al Centro sportivo; saliamo sul campanile. Andiamo dall’aperitivo alla trattoria, passeggiamo insieme e mangiamo cibo di strada insieme. Cibo a piedi.

Corriamo
Una Maratona, una Mezza Maratona, un quartino di Maratona, un quartino di Mezza Maratona. Una passaggiatona, una sgambatina, ​una fiaccolata.

Organizziamo una staffetta
Io vado da qui a lì, poi ti passo il testimone e tu vai avanti. Portiamo un messaggio al sindaco, al preside, alla zia.

Muoviamoci con la Musica
Organizziamo un Corteo musicale dietro alla Banda Cittadina.
Teniamo il ritmo, riuniamo la banda.

Balliamo
Perché si balla con i piedi: tango in piazza; mazurka in periferia; danza sportiva, acrobatica, classica. Danze Popolari. Merengue per M’illumino di Meno, una serata da ballo per salvare il Pianeta. In punta di piedi.

Scendiamo dall’auto
e facciamo un pezzo a piedi. Andiamo al lavoro a piedi: un pezzo, un pezzettino, l’ultimo pezzo. Basta poco. Un passo dopo l’altro.

PER LE SCUOLE
Si parla molto di cittadinanza: certifichiamo la nostra Cittadinanza Ecologica

Andiamo a scuola a piedi
Si chiama Pedibus, lo fanno tanti bambini e da molto tempo. Il 23 febbraio facciamolo tutti.

Organizziamo un Giretto Spegniluci
una piccola marcia nei corridoi della scuola con strumenti musicali, inventiamo slogan sul risparmio energetico.

Raccogliamo idee
progetti, prototipi, tesine sul risparmio energetico. Da condividere per farle diventare di tutti.

Il 23 febbraio 2018 c’è M’illumino di Meno: spegniamo le luci e mettiamo in piedi qualcosa.

#MilluminoDiMeno
www.caterpillar.rai.it/milluminodimeno

Il fabbisogno emotivo degli alimenti

Delia Cesti, Into the Light – la danza nell’anima, Novara

Tra febbraio e marzo la luce compie il suo percorso di crescita, ampliando la possibilità di visione delle cose e il desiderio di conferire un ordine armonico a ciò che vediamo.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese ci avviciniamo al periodo del Legno, un elemento caratterizzato dalla straordinaria capacità di allungamento in tutte le direzioni, seguendo i raggi del Sole. Esso è governato dall’energia del Fegato che ha il potere di armonizzare cibi, emozioni e sangue. Non è un caso che proprio in questo periodo desideriamo, chi consapevolmente chi per gli stravizi invernali, alleggerire le nostre diete scegliendo alimenti semplici, disintossicanti, che permettano di facilitare le funzioni dell’organismo e avere energia per ogni nuova situazione.
Il più delle volte questo avviene in modo meccanico, i modelli alimentari si basano su obiettivi corporei che se seguiti funzionano benissimo!

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Tuttavia il cibo ha degli aspetti più profondi che toccano le note emotive ed energetiche del nostro essere e che spesso sottovalutiamo, finchè non si presenta uno squilibrio.
Vi è mai capitato di mangiare perchè siete nervosi? O in ansia? O tristi? E poi sentirvi sciocchi per averlo fatto? In realtà è un meccanismo naturale: il corpo ci indica che per affrontare certe emozioni ha bisogno di essere nutrito in modo adeguato, proprio come i muscoli e la pelle.
Non sempre la scelta compensatoria alle emozioni negative è delle più opportune: di solito si opta per qualcosa di “buono” e in quantità eccessive! È normale, a volte non si riconosce l’importanza della richiesta interiore e la si giudica un capriccio.
Nel proprio piano alimentare è possibile includere preventivamente determinati alimenti che siano in armonia con le fasi della nostra vita e ci permettano di gestire in modo nuovo e costruttivo le emozioni e gli impeti.
Vi propongo di seguito alcuni abbinamenti tra emozioni e cibi tratti dalla Kinesiologia applicata per integrare nella dieta sostanze che nutrano gli aspetti più sottili.

Paure incontrollate, ricorrenti, fisse: richiesta di sali minerali – integrazione con frutta secca e semi oleosi.
Carenze di affetto: richiesta di vitamine – integrazione con verdura e frutta di stagione.
Mente lucida, aderenza alla realtà e forza spirituale: richiesta di grassi vegetali – integrazione con olio extravergine di oliva, semi di lino.
Sensibilità al buio e luce, blocchi e incapacità di vedere la propria luce: richiesta di cibi verdi – integrazione di spinaci, asparagi, piselli e clorofilla.

Consentire al Corpo un’esistenza equilibrata significa permetterlo anche all’Anima. Un alimento non può sicuramente sostituire una mancanza di qualcosa ma può darci l’energia giusta per richiamare il Nuovo ed essere bilanciati nel farlo. D’altronde ritornando alla fase del Legno, non sempre una pianta si trova nella sua posizione ideale ma modifica la sua struttura crescendo nella direzione in cui può esprimere al meglio se stessa.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio + Marzo 2018, sezione Speciale Alimentazione Naturale

Lotta tra razionalità ed istinto: è forse questo l’amore?

di Manuela Musso

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L’Amore, una parola che tutti conosciamo. La parola Amore racchiude in sé un mondo, una molteplicità di sentimenti ed emozioni. Amore è qualcosa di superiore al quale nessuno può rinunciare, perchè è un’energia che ci nutre, ci rende forti e ci predispone favorevolmente al mondo.

La più suggestiva storia d’amore risale al II secolo d.c. ad opera dello scrittore Apuleio, questa storia narra dell’eterna lotta tra razionalità ed istinto. I due protagonisti, la bellissima Psiche ed il Dio dell’Amore Cupido, vivono un amore non facile, contrastato da Venere, Dea della Bellezza. Psiche ed Amore dopo una serie di dure prove e fatiche, riescono a congiungersi ed a vivere in armonia ed in serenità.

Nella tradizione occidentale l’amore ha sede nel cuore, nella tradizione induista e buddista l’amore ha sede nell’Anahata Chakra, comunemente chiamato Chakra del Cuore: due mondi così lontani, ma anche così uguali.
Anahata Chakra si trova al centro del petto ed è il quarto di sette, posto a metà fra i centri energetici bassi e quelli alti; lo si può considerare un ponte di collegamento fra il corpo e lo spirito, un centro di trasformazione alchemica “il piombo che diventa oro”.
Anahata Chakra è il centro del perdono, della compassione, dell’accettazione di noi e degli altri, dei sentimenti disinteressati.
Quando questo centro energetico è in disarmonia, il collegamento e la comunicazione fra Chakra bassi e alti è distorta; al nostro interno si crea il caos da noi percepito come malessere, insoddisfazione e dolore emotivo, spesso si arriva anche al vuoto emotivo, paragonabile al gelo dell’anima. Detto ciò si comprende l’importanza di prendersi cura di questo centro energetico.

I suggerimenti che mi sento di offrire sono:

AROMATERAPIA: olio essenziale di Rosa, quest’essenza aiuta a superare la tristezza e le delusioni, scioglie i blocchi che soffocano il cuore.

CRISTALLOTERAPIA: Quarzo Rosa, mette nella giusta prospettiva il vero significato dell’amore. Ispira il perdono per sé stessi, facilitandoci la capacità di percepire ed accogliere l’amore.

Prima di salutarvi voglio ancora dirvi: “Apritevi all’amore, e tutto andrà per il verso giusto!”

Articolo di Vivere Sostenibile Network edizione Febbraio + Marzo 2018, sezione Speciale Vita di Coppia

Ma cosa vuol dire mangiare consapevole?

di Giulia Marone

Cosa vuol dire oggi alimentarsi consapevolmente? Spesso parliamo di vegetariani e vegani, dando per scontato che sia la miglior alimentazione etica da rispettare. Ovviamente è così solo se fatto consapevolmente.
Mi spiego meglio: non è l’etichetta di “vegano” a renderti immediatamente riconoscibile come un salvatore del pianeta, e purtroppo c’è molta diffidenza verso questo tipo di alimentazione, semplicemente perchè l’altro non conosce realmente le motivazioni che spingono a farla o perchè ne conosce alcune per sentito dire e non vuole approfondire.
L’unica cosa che può renderci sostenibili davvero è l’elemento che dovrebbe essere alla base di ogni alimentazione: la conoscenza della provenienza degli alimenti.

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Conoscere ciò che mangiamo è l’unica cosa che ci permette davvero di essere consapevoli delle nostre azioni e quindi di fare delle scelte. Non è facile oggi, soprattutto nelle grandi città, avere le fonti e le informazioni complete su tutto ciò che portiamo in tavola, e se ci pensate è assurdo non poterlo sapere. Lo sforzo che ognuno di noi deve compiere è proporzionale all’amore verso noi stessi e la nostra famiglia, perchè a quel punto ci renderemo conto che non è uno sforzo, ma una necessità imprescindibile!
Un altro elemento discutibile potrebbe essere quello degli alimenti provenienti da altri Stati e che spesso troviamo nelle moderne ricette “salutari”. È bello vedere le fotografie sui social piene di frutti dai mille colori e dalle forme nuove, ci sono tanti alimenti che ci piacerebbe provare, assaggiare, che ci dicono che fanno bene. E nella maggior parte dei casi è vero, esistono i cosiddetti “super food” perchè questa Terra è ricca e va incontro alle esigenze di tutti. È sbagliato provare cibi nuovi? No, non è questo che voglio dire. Non avremmo i pomodori o le patate se tempo fa non avessimo incluso nuovi alimenti nella nostra dieta. Qual è il punto allora? Sempre lo stesso: da dove proviene l’avocado che voglio mangiare? È di una coltivazione italiana o di una catena equa e solidale o è senza indicazioni reali di origine?

Allo stesso tempo, sarebbe possibile per i vegani alimentarsi in maniera completa senza acquistare cibi non originariamente italiani? Ad esempio: la quinoa, i semi di chia, gli anacardi… , la risposta è ovviamente sì. Nessuno però pretende che per essere definiti sostenibili sia necessario essere vegani e mangiare a km zero ad ogni pasto (conosco non-vegani molto più sostenibili di chi si alimenta con polpettine senza derivati animali e di solito sono persone anziane che vivono in piccoli centri), ma se vogliamo esserlo almeno un po’, facciamo tutto ciò che è in nostro potere per conoscere ciò che portiamo in tavola, magari andando a conoscere i produttori. Guardatevi attorno! L’Italia è ricca di possibilità e il nostro corpo richiede attenzioni, come l’ambiente che ci circonda e che ci dà ancora tutto ciò che ci serve.
Del resto se ci pensiamo bene finchè l’ambiente che ci circonda starà bene probabilmente staremo bene anche noi.

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio + Marzo 2018, sezione Speciale Alimentazione Naturale

LOST ENCORE – La voce dei luoghi abbandonati

di Mirko Zullo

Ben tornati all’appuntamento con la riscoperta dei luoghi abbandonati e dimenticati del nostro Paese. Il progetto LOST ENCORE è nato alla fine del 2015 e si è dato proprio questa missione: riscoprire le dimore abbandonate più importanti del nord Italia.
In questo quinto appuntamento, il viaggio del team di LOST ENCORE si dedicherà alla riscoperta di alcuni villaggi completamente abbandonati del nord Italia, spostandosi dalle alture di Stresa, sino all’Ossola.

Prima tappa, dunque, il Villaggio Neumann, in località Brisino. Immerso nel bosco, questo piccolo borgo, tenuto attivo da diverse famiglie di fattori, sembra ricordare silenziosamente quanto fosse altamente produttivo sino a pochi decenni fa. Una frazione autosufficiente e che offriva prodotti di diversa natura: dal latte al formaggio, dalla carne alla verdura. È presumibile pensare che, così come già accennato per i silos del Piano Grande di Fondotoce, anche qui era solito un piccolo commercio locale. Oltre alle strutture originali, sono presenti un paio di stabili su più piani rimasti incompiuti. Nell’area del Villaggio Neumann c’è anche una piccola gru. Tutto, insomma, sembra essersi improvvisamente fermato, le case abbandonate ed è impossibile reperire ulteriori informazioni a riguardo.

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Dopo aver esplorato il Villaggio Neumann sulle alture di Stresa, è ora la volta di un misterioso villaggio in Valle Antigorio, in località Baceno, ovvero il borgo di Cuggine. Un piccolissimo nucleo composto da diverse strutture, erette tra il XVI ed il XVIII secolo, a partire da un arco, che sembra ricordare una sorta di percorso obbligato, appartenente all’antica mulattiera che portava in questo villaggio. Un villaggio autosufficiente e dedito al commercio doganale, pare già a partire dal X secolo. L’arco, datato 1582, sembra ricordare la forte componente pagana di questo sito, possiamo difatti riscontrare la sagoma in rilievo di una strana figura antropomorfa, una sorta di bambolotto – sembra una figura infantile piuttosto che adulta – con grande testa tonda e braccia conserte. E ancora, un’altra scultura non più nitida, ma che sembra raffigurare un volto di profilo con indosso una sorta di elmo o di cappello con piuma.

Infine, sempre appartenente alla medesima struttura, ci si può imbattere in un rilievo che a prima vista sembra ricordare uno stemma, anche se molto più probabilmente si tratta della raffigurazione di un corpo di rana o di rospo. Una raffigurazione che non può che spostare ipotesi e supposizioni nel mondo dell’esoterismo, realtà per altro già molto forte nella memoria storica e folkloristica di Baceno e della Valle Antigorio. Rane e rospi, infatti, rappresentavano non solo fecondità e fortuna, ma erano anche forti alleati delle streghe. Figura, quella delle streghe, ben conosciuta nel vicino comune di Baceno, con episodi inerenti sabba e stragi di donne che riecheggiano nelle memorie processuali della Santa Inquisizione (Vivere Sostenibile n.5). Come detto prima, il villaggio era autosufficiente, a ragion di questo, possiamo ancora ammirare dei piccoli mulini, con macine all’interno, alcuni datati addirittura 1776.

Come sempre, potete seguire ed avere tutte le informazioni su LOST ENCORE tramite la pagina Facebook ufficiale, oppure riguardando tutte le losteggiate della prima stagione sul canale LOST ENCORE di YouTube. Per altre informazioni, domande o segnalazioni, potete invece scrivere alla casella mail: lostproductiontv@gmail.com.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio + Marzo 2018, sezione Turismo Sostenibile