Nuovo numero! Aprile e Maggio

Eccoci tornati con la nuova uscita di Vivere Sostenibile Alto Piemonte!
Come vi trovate con la nuova versione bimestrale? Riuscite a leggere meglio gli articoli? Dateci la vostra opinione!
Intanto eccovi tante notizie nuove e fresche sulla sostenibilità ambientale del territorio!

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Boschi in fiamme

di Giancarlo Fantini

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“Ha fatto più pulizia il fuoco in 3 giorni che noi in 30 anni”: così dichiarava una guardia del Parco del Campo dei Fiori di Varese, intervistato dal TGR Lombardia nei giorni dei grandi incendi in questa parte dell’Italia nordoccidentale.
“Guarda che continuano a fare… pulizia nel tuo bosco”: mi diceva in diretta telefonica un amico ascoltatore, comunicandomi nel corso del mio programma su BluRadio l’ennesimo furto di legna.
Uno degli ultimi regali che ho ricevuto è un libro, “Norwegian Wood”, il cui autore, Lars Mytting, può vantare 200.000 copie vendute nella sola Scandinavia ad un anno dalla prima uscita.
Tre notizie recenti, tre fatti accaduti in rapida successione tra loro, sicuramente non per caso. È da anni che so che nulla succede per caso, ma in questa occasione posso davvero dire di essere stato ispirato nello scrivere il mio contributo mensile a questa rivista.

Cos’hanno in comune i tre eventi sopracitati?
Un problema, il fuoco che brucia i boschi (abbandonati), che può essere visto oltre che in termini negativi, anche come una scintilla di stimolo alla conoscenza ed utilizzo di una risorsa. Ovviamente non metto in discussione la tragedia ecologica che si è consumata in questo autunno: a parte l’aumento delle famose “polveri sottili”, il danno a numerose specie animali è stato incalcolabile; come incalcolabile è (e sarà) la quantità di ossigeno che gli alberi bruciati non saranno in grado di regalarci per i prossimi 30 anni…
Ma la Storia di questo pianeta è piena di incendi colossali, prima ancora della comparsa dell’uomo: paradossalmente il loro manifestarsi (sempre per accidenti naturali) ha contribuito all’evoluzione della Flora, incrementando da un lato la selezione, fertilizzando in maniera rilevante, grazie alle ceneri, i sopravvissuti.
So che a questo punto il lettore malizioso penserà di avere a che fare con un piromane, ma la realtà è ben diversa: ho imparato (e insegno) come spesso in un problema ci sia la soluzione del problema stesso!
La lettura del prezioso libro citato prima, mi ha dato ulteriori strumenti di conoscenza e li diffonderò prossimamente: qui mi limito a sottolineare come il legno sia davvero l’unico combustibile ecologico, purché si utilizzino stufe e camini ad alta efficienza. Dai camini potrà così uscire, insieme ad un po’ di vapore acqueo, la stessa quantità di anidride carbonica accumulata dall’albero che bruciamo in tutta la sua vita!
Invece il fatto che siano in continuo aumento, soprattutto nelle zone collinari prealpine, furti di legna da ardere, ma anche di interi boschi in piedi, è un sicuro segnale che la domanda di questo combustibile sia in costante aumento. E non aggiungo altro… Che fare perciò?

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“Sarà calore” – olio e segatura – 80 x 100 – 2012
di Giancarlo Fantini

Copiare ciò che da tempo si fa nei paesi normali, semplicemente:
realizzare il censimento dello stato dei nostri boschi, la cui superficie in Piemonte è già ben oltre la loro possibilità di gestione ed aumenterà progressivamente con l’ulteriore abbandono dei coltivi;
• favorire le attività di aziende private (o la nascita di associazioni e cooperative) che si occupino della “pulizia” delle aree boscate (anche) al solo scopo di ricavarne materia prima combustibile, da utilizzare in centrali a “biomasse”, riducendo così il rischio del propagarsi del fuoco;
• agevolare la diffusione di stufe e camini, ma anche di caldaie condominiali ad alta efficienza che utilizzino il legno come combustibile.
Il tutto partendo anche dalla semplice constatazione che, dalle risaie in su, la distanza tra la “miniera verde” ed i luoghi di potenziale utilizzo del combustibile sono tali da derivarne bassi costi di trasporto.
Nel frattempo mi accontenterei di vedere pochi “alberi di Natale” tagliati prima di raggiungere almeno la maturità, al solo scopo di stare per un paio di settimane a far bella mostra di sé.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2017/2018, sezione Scelte Ecosostenibile

Auto elettriche ed ibride, Varese ottava città d’Italia

di Enrico Marone

Di certi risultati positivi se ne parla poco, ma soprattutto in questo periodo di grave situazione per l’inquinamento atmosferico e quindi per la salute dei cittadini, vivere in una zona dove qualcosa si muove in senso positivo fa sempre piacere. Da uno studio di Osserva, osservatorio dell’economia varesina della Camera di Commercio di Varese, risulta che la provincia di Varese è ottava nella classifica nazionale per numero di auto ibride-elettriche (3.447) su un totale di auto circolanti di 577.754, cioè una valore dello 0,60%. Un valore che sembra basso, ma che nell’attuale situazione è appunto uno dei più alti nel nostro paese. In cima a questa speciale classifica ci sono le province di Roma con 16.724 auto elettriche e ibride (0,62% sul totale delle auto in circolazione nella provincia), Milano 2° con 16.690 auto (0,94%), Trento 3° ne conta 6.220 (1,25%), Bologna 4° con 5.922 (0,99%), Firenze 5° con 4.253 (0,6%), Torino 6° con 4.247 (0,29%), Bergamo 7°con 3.519 (0,53%) e, appunto, Varese 8° con 3.447.

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Giova comunque ricordare che il numero di auto ibride-elettriche è in ascesa. Tra il 2015 e il 2016 nell’arco di dodici mesi la quantità di vetture elettriche o ibride in circolazione è passata da 2500 a quasi 3500, un incremento del 40%. Dal 2013 il numero di auto elettriche e ibride è più che raddoppiato, passando da 1.251 a 3.477 del 2016, ovvero il 9,18% delle ibride ed elettriche circolanti su base regionale. Un trend positivo confermato anche a livello regionale, da 15.115 a 37.536 autoveicoli, e nazionale, con un incremento del numero di autovetture ibride ed elettriche che sale da 45.404 nel 2013 a 89.932 nel 2015 a 126.508 nel 2016. Naturalmente una diminuzione dei costi o della tassazione su questi veicoli e un aumento di prezzi e tassazione su quelli inquinanti, favorirebbe moltissimo il rinnovo del parco auto circolante. Senza dover per forza arrivare sempre alle emergenze da gestire.
Qui si può scaricare la tabella

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Novembre 2017, sezione Vivere Sostenibile Varese

Novembre disponibile on line e nei punti di distribuzione!

Appena passato il capodanno celtico, Samonios, inizia un mese di primi freddi (chissà?) e come sempre di proposte sostenibili della zona Alto Piemonte. State cominciando a conoscerla meglio? Vi sentite parte di un territorio che, mese dopo mese, cerchiamo di raccontare? Il nostro sondaggio è ancora aperto! Dacci la tua opinione.

Questo mese abbiamo una bella novità: quattro pagina dedicate alla provincia di Varese. Siamo vicini di casa eppure non ci conosciamo bene! Vogliamo cominciare a parlare di sostenibilità anche dall’altro lato del lago. Vuoi farne parte anche tu? Contattaci!

E poi parliamo di fatto a mano: in evidenza gli artigiani che mettono non solo le mani e le proprie capacità, ma anche il cuore in quello che fanno… Buona lettura!

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Il giusto tempo

di Giulia Marzocca, Into the Light-La Danza dell’Anima

Ogni foglia che cade ha la sua danza,

ogni frutto che cogliamo ha la sua polpa,

ogni attimo nei suoni della Natura

è l’eterno che si esprime.”

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L’arrivo dell’autunno ci parla di qualcosa di nuovo, di ascolto, di attesa, di ritiro nella calda terra della nostra interiorità.
Dopo i grandi exploit dell’estate tutto inizia a rallentare, scivolando sotto le coperte di foglie secche, con il rumore del vento che celebra l’inizio di un nuovo tempo.

Da sempre l’umanità celebra questo passaggio stagionale con riti e feste: perché non farlo anche noi, con qualche caro amico o parente, a casa o nella Natura, per risaldare il legame con Madre Terra e sentirci veramente abitanti di questo meraviglioso pianeta?
Possiamo quindi accendere una candela (se possibile di un colore autunnale, ma va benissimo anche il rosso), lasciare un’offerta a Madre Terra (andiamo vicino a un albero e lasciamo della frutta secca o un dolcetto cucinato da noi) per ringraziarla dei doni che l’estate ci ha portato e che ci sosterranno nelle stagioni fredde: siano scorte di cibo, relazioni, sviluppi nel lavoro o nuovi stimoli creativi.

Per connetterci alle energie di questo momento dell’anno basta chiudere gli occhi, ascoltare il nostro respiro per qualche minuto, sentire la terra sotto i nostri piedi e il cielo sopra il nostro capo. Immaginiamoci foglia, che cade nel suo ritmo dolce, in una danza che la fa ricongiungere alle sue radici in un tempo delicato: un atterraggio morbido e indolore, un arrivo pieno di amore.
La foglia non ha paura di cadere, sa che diverrà nutrimento per l’albero che l’ha generata e amata, sa cosa è la cosa giusta da fare, quale è il momento per lei di lasciare il ramo, di gettarsi al vento e quindi al suo destino. Questo ci insegna l’equinozio di Autunno e il segno associato della Bilancia: avere la leggerezza nella decisione, la grazia nell’azione, l’equilibrio nel mutamento.

La Bilancia, associata a Venere, ci fa dondolare sulle note dolci di un jazz lento, dove un abbraccio e un bacio hanno la meglio su ogni discorso.
Essere centrati nel cuore, nel sentimento puro (che non è emozione passeggera, ma maturità del sentire perenne, come gli aghi dei sempreverdi) per qualcuno o qualcosa, ci fa vivere nel presente, ci fa gustare la materia sottile di cui siamo fatti, che altro non è che Amore.

L’inno della Natura ci porta sempre lì, all’apice del Creato, alla cima che nel nostro equilibrio di esseri umani possiamo assaporare, costruire, scoprire giorno per giorno. Per questo è importante ritrovare i ritmi naturali, i cicli delle stagioni, stare a contatto con la natura, coltivare momenti di relax e di lavoro interiore: è tornare ai ritmi della Vita, quella vera, quella dove si scorge la Bellezza nelle piccole cose.

Del resto qualcuno diceva: “La Bellezza salverà il mondo”… Io ci credo, e tu?

 

Speciale Benessere Olistico

Il Benessere Olistico è un settore che comprende molte discipline e conoscenze antiche e nuove… per approfondire meglio alcuni professionisti dell’Alto Piemonte ci hanno parlato del proprio lavoro.

Scopriteli tutti qui sotto!

Fare prevenzione è fondamentale

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Il termine prevenzione indica la possibilità di agire prima che qualcosa avvenga, di anticipare un evento e quindi di ridurre conseguenze negative che esso potrebbe avere. Nell’ambito della salute, dopo diversi anni di esperienza…

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La moneta buona si ispira alla natura

di Alessandro Brandoni – Piemex

“Tendo a fidarmi maggiormente di poeti e filosofi che degli economisti.” (cit.)
Solitamente mi identifico senza fatica in questa osservazione di incerta paternità. Niente di personale intendiamoci; è che la pretesa di voler ricondurre una scienza sociale, quale dovrebbe essere la materia che sovrintende alla gestione e all’indirizzo delle risorse, a grafici ed equazioni matematiche che tengono poco conto o considerano in maniera distorta o fuorviante la variabile “uomo”, sia quantomeno velleitario. Non me ne vogliano quindi i tanti ottimi studiosi (e ce ne sono di veramente preparati nonché illuminati) delle “regole” (nomos) della “casa” (oykos) ma la sensazione che, soprattutto negli ultimi anni, la maggior parte di loro sia stata costretta a dover riconsiderare proiezioni e previsioni dell’andamento dei dati macroeconomici la dice lunga sulla possibilità reale della corretta interpretazione degli stessi. La sensazione poi che alcuni di questi siano in qualche modo asserviti alle esigenze dei potenti di turno è qualcosa di più di una semplice percezione. Giova ricordare al riguardo come il teorema Reinhart-Rogoff, che ha dato copertura accademica alla scelta mitteleuropea di perseguire le politiche di austerità, sia stato totalmente confutato da un ragazzino neolaureato che ha individuato un banale errore di calcolo nella tabella excel. La Grecia ha subìto un vero e proprio massacro sociale a causa di quella “svista”; nessuno ha chiesto scusa; forse è stata vittima di una decisione già presa che necessitava solamente di un pretesto autorevole per essere resa operativa? Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo però nel mirino della Trojka sono finiti Spagna, Portogallo e Italia. Su un aspetto però è facile trovarsi completamente d’accordo con gli studiosi delle discipline già indagate da Aristotele e Platone, ed è la definizione che universalmente viene data della moneta: il “sangue dell’economia”. Già proprio il sangue, la linfa vitale che nutre, veicola, difende, purifica, circola e scorre ininterrottamente negli esseri viventi. Scorre, ricircola (si calcola che mediamente il cuore di un uomo pompi ogni giorno circa 700 litri di sangue, circa 100.000 battiti, a fronte di una presenza effettiva di 5-6 lt) apporta i benefici vitali a tutto l’organismo senza che alcun organo, capillare, cellula o tessuto trattenga ciò che riceve. pila monete germoglio_1
Tutto in armonia, in equilibrio e in costante allerta verso i nemici più pericolosi e letali: gli accumuli e le emorragie. È facile per il lettore cogliere la metafora e comprendere quindi quale dovrebbe essere la corretta funzione della moneta. Mezzo di scambio e misura di valore per i beni e i servizi, nonché per il tempo dedicato a produrli ed erogarli, che soddisfano i nostri bisogni e le nostre esigenze; con posizioni debitorie e creditorie alla ricerca del costante equilibrio. Non strumento di arricchimento o prevaricazione e men che meno elemento speculativo che determina drenaggio di risorse verso centri di potere economico finanziario sempre più ingordi e sempre più distanti. Il modello Sardex offre un esempio sano di come dovrebbe funzionare la moneta. All’interno del circuito (paradigma del sistema cardiocircolatorio) ogni associato offre una parte della propria potenzialità di produzione e consumo in proporzione alla propria funzione e dimensione in un’ottica collaborativa senza competitività esasperate (così come nel nostro organismo un capillare non si duole certo del fatto che i reni vengano maggiormente irrorati): non appena si realizza una vendita subito si pensa a come utilizzare i crediti in acquisto (il sangue si riceve e si rilascia immediatamente) le risorse e i profitti restano sul territorio (senza emorragie quindi) la circolazione dei crediti genera un transato che non sarebbe realizzabile solo in base alla liquidità disponibile (ricordate i pochi litri di sangue che per il nostro cuore si centuplicano?). Ispirandosi alla natura quindi la moneta che circola e ricircola diventa generatrice di valore, non solo economico ma anche sociale, culturale e formativo e, al pari degli esseri umani che, riuscendo a raggiungere e consolidare una dimensione armonica con sé stessi e con gli altri, migliorano le proprie prestazioni (una persona sana e in equilibrio con la natura, corre più veloce, salta più in alto, acuisce i sensi, aspira meritatamente alla felicità) anche la moneta “buona” fa cose straordinarie, rivitalizzando il tessuto economico locale e offrendo spazi di autentica espressione di talento passione e competenza imprenditoriale inimmaginabili nel mercato tradizionale. Del resto di piccoli e grandi miracoli quotidiani è ormai costellata la storia di Sardex e già si colgono i segnali perché lo possa essere anche quella di Piemex e di tutti gli altri circuiti regionali.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, sezione Scelte Ecosostenibili

BioBene Festival: fiera del benessere a Novara

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BioBene Festival è la Fiera dedicata al Benessere Corpo, Mente e Anima che si terrà a Novara dal 28 al 29 Ottobre 2017 nel prestigioso “Spazio Borsa”.
Il mondo del Benessere e dei prodotti naturali è sempre più in espansione e molte persone ormai hanno adottato uno stile di vita nel pieno rispetto della natura e dell’ambiente. Così è nata l’idea di organizzare a Novara BioBene Festival dove le tematiche trattate saranno rivolte all’utilizzo di tecnologie e metodi per il Benessere, la Sostenibilità e l’Ecologia.
BioBene Festival ha come missione quella di diffondere sul territorio Novarese e dintorni la cultura del Benessere in tutti gli aspetti della vita, con il supporto e la valorizzazione di imprese, artigiani o associazioni locali, che dedicano sempre più attenzione a fornire prodotti e servizi nel rispetto dell’ambiente e per il benessere della persona.
BioBene Festival vuole essere un punto di incontro per approfondire tematiche e cercare nuove idee, un luogo dove entrare in contatto con il mondo del Benessere Corpo – Mente e Anima, dove scoprire che uno stile di vita semplice e naturale, nel rispetto dell’ambiente, può portarci a vivere una vita più sana e più gioiosa.
La fiera è organizzata con un’ampia area espositiva, sale convegni, uno spazio Agorà dove le persone potranno provare nuove tecniche o assistere a presentazioni. Ci saranno inoltre spazi dedicati ai trattamenti olistici e un’area per i bambini dove verranno organizzate attività ludico ricreative, ma con una parte di sensibilizzazione alla natura e all’ecologia.
E per coinvolgere maggiormente i visitatori sarà allestita un’area Street Food all’esterno con cibi naturali e biologici e uno spazio Show Cooking per imparare a cucinare in modo naturale. Molte aziende e nomi importanti hanno già scelto di partecipare con area espositiva e con iniziative originali. Alcuni grandi nomi: Coop parteciperà con un progetto Academy che coinvolgerà i giovani proprio sul tema dell’ecologia; Altro Mercato organizzerà una sfilata di moda di abbigliamento etico; e ancora Naturasì e molti altri.
BioBene Festival si avvale della collaborazione di Vivere Sostenibile Alto Piemonte come Partner Media che ci supporterà in tutte le attività di diffusione sul territorio.
Inoltre altre collaborazioni sono state attivate: Anima Edizioni e AnimaTV che sono un punto di riferimento nel mondo dell’editoria rivolta al benessere, Panacea che è la rivista ufficiale della Società Italiana di Scienze Bio-naturali (SISBio) con un comitato scientifico composto da medici, psicoterapeuti, ricercatori ed esperti del mondo delle discipline bio-naturali.
La dott.ssa Erica Francesca Poli, nome altisonante nel mondo della medicina quantistica, farà un intervento su Anatomia della Guarigione Quantica e una sessione di ipnosi.
La fiera sarà ad ingresso gratuito per i visitatori. Questa scelta è stata fatta proprio per invitare più persone ad avvicinarsi al mondo del Benessere e per trasformare queste due giornate in un luogo dove venire con la famiglia, perché ci saranno attività per tutti i gusti.
BioBene Festival presenterà al pubblico tutte le novità del mondo del Benessere, darà la possibilità di viverlo direttamente in prima persona, di degustare i cibi naturali più sfiziosi, di provare nuove tecniche di massaggio e di riequilibrio emozionale e soprattutto di entrare in contatto con tutte le aziende che nella zona di Novara offrono prodotti e servizi per vivere una vita sana e in armonia con il proprio corpo e l’ambiente.
Lo Spazio Borsa per due giorni interi, dalle 10.00 alle 23.30 del Sabato e dalle 10.00 alle 19.30 della Domenica, diventerà il più importante luogo di attività dedicate al Benessere.
Per partecipare come espositore sono molte le possibilità e alcune si possono creare ad hoc.
Per chi è interessato a partecipare con uno spazio espositivo o organizzare un convegno contattare la segreteria inviando una email a:
segreteria@biobenefestival.it oppure 0321 403826.

http://www.biobenefestival.it/

Settembre, si riparte!

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Disponibile nei punti di distribuzione il nuovo numero di Vivere Sostenibile Alto Piemonte! Settembre è il mese dove molti ricominciano un ciclo, si chiude la stagione calda e ci si prepara al rientro al lavoro o alla scuola…

Ma perchè rinunciare a sentirsi bene anche a casa propria? Così parliamo di Benessere Olistico, un modo di fare del bene a se stessi tutto l’anno grazie ai numerosi operatori olistici presenti in Alto Piemonte. E poi nuovi progetti cominciano, contest creativi, LifeGate e Equotube sempre presenti con i loro consigli per rinnovare il proprio stile di vita seguendo un modello sostenibile, e molto ancora!

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Cooperare per un mondo migliore

In questa fase storica ci troviamo ad un bivio cruciale: da un lato chi si impegna a trovare nuove strade per garantire all’umanità uno sviluppo durevole e sostenibile, in stretta relazione con gli ecosistemi del nostro Pianeta Terra, dall’altro chi crede ancora
in modelli di sviluppo obsoleti, dove l’importante è il proprio benessere, senza considerare lo stretto rapporto che ci unisce al clima, all’ambiente e tutte le risorse della Terra. In Italia ci sono realtà, che già da alcuni decenni avevano capito quale strada
intraprendere. Si sognava un mondo migliore, dove credere nel rispetto delle persone, del lavoro, del territorio e dell’ambiente. Si voleva vivere una vita basata sulla condivisione, sentendosi parte di una comunità, piuttosto che sull’individualismo
imperante dei nostri tempi.

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In questi anni, selezionando partner da inserire nelle nostre proposte, ne abbiamo conosciute moltissime di queste realtà. Spesso ai più non arriva notizia dell’esistenza di questa Italia e quello che possiamo fare è parlarne, far conoscere questi modelli di sviluppo. In questo numero vi vogliamo raccontare la storia di una cooperativa piemontese che collabora con noi da qualche anno: la cooperativa Valli Unite di Costa Vedovato, in provincia di Alessandria. Questa storia parte dagli anni ’70, quando Ottavio, Enrico e Cesare, i soci fondatori della cooperativa, decisero di avviare un’attività nell’allevamento, in particolare la gestione di un alpeggio in montagna, quando il
modo stava andando nel verso opposto, ossia la grande industria e l’abbandono delle terre più scomode. Nasce così Valli Unite, controcorrente rispetto al “sistema” che generava l’abbandono della propria terra. Una scelta coraggiosa e che oggi possiamo
dire vincente, grazie alla lungimiranza dei fondatori. Una storia, un progetto, uno stile di vita basato sulla condivisione in un ambiente ben conservato, dove il bosco è ancora dominante. Un ecosistema in armonia con la natura, modificato dalla mano umana solo dove strettamente necessario. Valli Unite oggi è una cooperativa di trenta persone che gestisce cento ettari di terra, condotta con metodo biologico dal 1981. I settori trainanti
sono l’agricoltura, in particolare viticoltura e allevamento, ma anche produzione di cereali (grano, farro ed orzo), apicoltura, produzione di carni e salumi. Da anni l’economia ruota intorno alla cascina grazie allo spaccio, per la vendita diretta, e all’attività agrituristica, costituita dal ristorante con cibi della tradizione, da
tre mini appartamenti ed un agri-campeggio, che permettono di vivere il clima cooperativo. Valli Unite può essere considerata un’azienda contadina multifunzionale e moderna, dove i saperi antichi si intrecciano a tecniche innovative.
Questa è una delle tante storie che cerchiamo di far conoscere nei nostri pacchetti.

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