Le cime tra i due laghi

Mauro Carlesso – Scrittore e camminatore vegano

Monte Cerano (cresta “tre gobbi”) Poggio della Croce e Monte Zuccaro (Alpe Quaggione – Omegna)

Questo trittico di montagne di facile salita sono collocate come per magia nel mezzo del territorio compreso tra il Lago Maggiore ed il Lago d’Orta. Dalle loro cime ma anche lungo tutto il percorso lo sguardo è attirato dai panorami aggraziati di questi due specchi lacustri che invitano a soffermarci su un paesaggio che apre il cuore e ci invita a rallentare la nostra premura di vivere.lagodorta

La scheda
Località di partenza: Alpe Quaggione (mt.1.142) –NO-
Località di arrivo: Alpe Quaggione
Cime sul percorso: Monte Cerano (mt.1.702), Poggio della Croce (mt.1.765), Monte Zuccaro (1.338)
Dislivello: mt.  630 circa
Tempo di percorrenza: ore 5,00 (soste escluse)
Lunghezza: Km 12 circa
Difficoltà: E
Periodo: dalla tarda Primavera al tardo Autunno (in presenza di neve, ghiaccio o anche con pioggia attenzione sulla cresta del Cerano i cui pendii sulla val Strona si presentano ripidi ed insidiosi)

L’itinerario
Da Gravellona Toce si va ad Omegna da dove si risale la Val Strona passando da Germagno fino all’Alpe Quaggione (1142), dove si lascia l’auto nell’ampio parcheggio.
Ci si incammina sulla strada asfaltata in direzione del Monte Zuccaro, sovrastato da una croce imponente. Al termine dell’asfalto si trova l’indicazione del sentiero per il Monte Cerano che taglia il pendio a mezza costa tra le felci, entra nella faggeta e conduce ad una bellissima sella boscosa che separa la valle del Bagnone dalla piana del Toce e Omegna. Dalla sella si prosegue dritti fino ad uscire dal bosco affrontando il ripido sentiero che risale la dorsale del Cerano. È questo il tratto più faticoso della salita definito dei “Tre Gobbi” che costituiscono di fatto la cresta del monte. Si raggiunge la Croce un po’ discosta dalla vetta ed in posizione aggettante sulla valle.
La vetta vera e propria (1702) la si raggiunge un centinaio di metri dopo questo punto. Dalla cima si scende tagliando il pendio su un malagevole sentiero in direzione del Poggio Croce (1765) che si raggiunge facilmente risalendo la cresta erbosa. Su questa vetta è presente un altare. Si scende seguendo la cresta opposta in  direzione della Bocchetta del Bagnone (1589). Da qui si lascia la  cresta e scendendo a sinistra nel bosco di faggi, si toccano i ruderi dell’Alpe Cappella (1470) dove incontriamo le indicazioni per l’Alpe Morello. Si percorre adesso un lungo traverso a mezza costa tra spazi aperti e boschi fino all’Alpe Morello di Sopra (1242) dove si incrocia la strada asfaltata. La seguiamo in discesa per circa 1,5 km, fino all’indicazione per l’Alpe Quaggione. Da qui si risale per faggeta fino a raggiungere la sella boscosa percorsa all’andata. Dalla sella si rientra verso Quaggione. Poco prima di riprendere l’asfalto ci si dirige a destra per il ripido sentiero a tratti gradinato che porta allo spettacolare balcone del Monte Zuccaro (1338) con la graziosa cappelletta ai piedi dell’imponente croce. Ridiscesi da questa cima ci si innesta sulla strada asfaltata che in ripida discesa conduce in pochi minuti al parcheggio dell’Alpe Quaggione.

La nota storicacroce cerano
Forse non a tutti è noto come Omegna, oltre a far parte del più grande distretto industriale della rubinetteria sia culla di due aziende che hanno segnato la storia del boom economico nazionale. Nei primi del novecento sono nate proprio qui la pentola a pressione e la moka. Due modi di interpretare e cavalcare l’entusiasmo del benessere post bellico con due operazioni di marketing che hanno segnato un epoca. La lungimiranza dei fondatori, Lagostina e Bialetti con i disegnatori Osvaldo Cavandoni creatore de “La Linea” e Paul Campani inventore dell’ “Omino coi baffi”, hanno promosso l’utilizzo di due oggetti ormai di uso comune in tutto il mondo. Fu la grande quantità di acque alpine e l’abilità degli artigiani locali nelle lavorazioni dei metalli appresa all’estero in tempo di emigrazione, a suggerire a questi pionieri di insediarsi proprio nel territorio Cusiano con le prime piccole officine metallurgiche. Oggi le trasformazioni sociali e di mercato hanno oscurato quell’epoca di grandi cambiamenti che hanno costituito per questo territorio motivo di lavoro e di orgoglio.

Pranzo al sacco veg
Un suggerimento per un gustoso pranzo al sacco vegano a impatto zero: insalatina di tofu, sedano, aglio con olive e capperi, pomodori secchi e peperoncino

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Giugno 2017, sezione Turismo Sostenibile

A Natale il dono più bello è mettersi in viaggio

di logo-equotube

Volete partire per Natale, ma non volete fare la solita vacanza? Partite per un viaggio responsabile! Una grande esperienza di vita potrebbe essere quella di sperimentare un viaggio di questo tipo! Stiamo parlando di un viaggio caratterizzato da guide locali, incontri con nuove culture e paesaggi naturali mozzafiato. Se volete visitare un luogo con gli occhi di coloro che ci hanno sempre vissuto e andare al di là delle tabelle di marcia turistiche, allora questo tipo di viaggio fa al caso vostro! Natale non è solo neve, è il momento migliore per viaggiare: avete a disposizione tantissimi paesi e potete scegliere tra Asia, America del Sud e Africa. Tra regali, alberi di Natale e strenne, la voglia di evadere dalla quotidianità per un po’ di magia è il dono ideale da fare a sé stessi.

Ecco due idee che abbiamo selezionato per voi, ma potrete trovare anche altri viaggi alternativi sul nostro portale dedicato ai lettori di Vivere Sostenibile.

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Borneo – Il cuore della foresta. Il Borneo vi aspetta con i suoi meravigliosi colori e con i luoghi inesplorati che solo un viaggio solidale può svelarvi. Interessantissimo dal punto di vista biologico e naturalistico, è casa di alcune specie di animali in via d’estinzione tra cui gli orangutan, gli elefanti pigmei, il rinoceronte di Sumatra, il leopardo nebuloso, i delfini di acqua dolce e gli orsi. Per la maggior parte montuoso è attraversato da molti corsi d’acqua che hanno permesso la crescita di lussureggianti foreste dalle piante preziose come l’ebano, il teak, il sandalo e il bambù. Il Borneo, mosaico di culture ed etnie, abitato da cinesi, malesi e daiachi, offre territori coperti di giungla inesplorata, case tribali e villaggi costieri, parchi nazionali di valore inestimabile, le isole di Gaya, Mamutik, Manukan, Sapi e Sulug, dove si trovano alcune tra le migliori spiagge del Paese, una ricca fauna, una splendida barriera corallina e pesci variopinti. E come perdersi la salita al Monte Kinabalu, facile da scalare anche per i più inesperti, uno dei luoghi di maggiore interesse turistico di Sabah che offre un panorama semplicemente fantastico, soprattutto al tramonto. Ma l’esperienza più interessante è sicuramente il centro Sepilok Orang Uran Rehabilitation Centre, dove vengono accolti gli oranghi sottratti ai bracconieri, feriti, orfani di genitori uccisi. Qui, attraverso un lungo processo di riabilitazione, vengono curati e addestrati con lo scopo di reintrodurli in natura, addestrandoli alla vita in foresta.  Durante il cosiddetto feeding-time, ora in cui i rangers somministrano cibo e frutta agli animali, è possibile avvicinarsi ed osservare i primati arrivare sulle piattaforme attraverso una rete di robuste corde. Un’occasione di perdersi nella natura e nei suoi ritmi!

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Etiopia – La culla della civiltà. Passiamo ora al fascino dell’Africa e cambiamo meta, volando in Etiopia: secondo la leggenda, il popolo etiope discende dalla regina di Saba e dal re Salomone ed ha la fortuna di abitare il più antico paese indipendente del continente africano. Paese culturalmente molto ricco, vi permetterà di respirare la sua vera essenza, vivendo la vita di ogni giorno della comunità locale. Vi perderete in paesaggi indimenticabili e cieli sconfinati, passeggerete per i mercati cittadini, sbocco naturale di tutte le attività artigianali e momento più alto della vita delle donne etiopi che sfoggiano monili, anelli al collo. L’Etiopia è un paese di varietà, unicità, libertà, etnie, religioni, leggende, bellezze naturali e tanto altro ancora. La varietà culturale è uno dei punti più interessanti di questo paese, soprattutto nella Omo Valley. Dopo la scoperta di Lucy (chiamata in lingua locale Dinkinesh, ossia “tu sei speciale”), l’Etiopia è considerata la culla dell’umanità. E la popolazione locale ha dei tratti caratteristici straordinari. Gli uomini indossano il loro costume tradizionale (lo sciamma) una toga bianca a cui si sovrappone il barnòs e quando sorrideranno sarà facile scorgere i tatuaggi ancora molto attuali, praticate sulle gengive. Sarà un’occasione per rendersi conto dell’incredibile mosaico di etnie che abitano questo paese, rendendo un viaggio in questa terra un’affascinante percorso tra le radici dell’uomo e la natura. Non mancano scenari naturali mozzafiato, il lussureggiante verde delle foreste e la vastità della savana. Passeggiando sulle strade rosse e polverose si ha la sensazione di ripercorrere i primi passi dei nostri antenati: si ascoltano mille voci, mille lingue, si incrociano mille occhi e ci si perde in essi.

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2016/2017, sezione Turismo Sostenibile