La chiamata dell’India

di Irene Santamaria

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Certi luoghi li visiti per curiosità, per opportunità o per caso. L’India no. Lei ti chiama.
Io ci sono stata per diversi mesi e spesso volevo scappare, ma ogni volta sull’aereo del ritorno già mi mancava. Gli indiani sono tra i popoli più casinisti e disordinati al mondo e in aggiunta sono molto furbi coi turisti e la truffa è sempre dietro l’angolo. Prenotazioni annullate, pullman che vedi passare ma ti dicono che non esistono, treni stile merci in ritardo di 10 ore, cibo troppo piccante… eppure vale tutti gli sforzi. Va vissuta in maniera reale: utilizzando i loro mezzi di trasporto, mangiando il loro cibo, sopportando code, caldo e il peso dello zaino sulle spalle.
L’ultima volta ho visitato il nord: Dehli, Jaipur, Varanasi, Agra, Darjeling e Calcutta.
Dehli e Calcutta sono trafficate, cosmopolite e ricche di storia. Si cena nei caffè francesi e si va a sentire la messa coi bianchi anglicani. Jaipur è detta città rosa per le sue costruzioni polverose di quel colore, ha diverse rovine antiche con mucche e scimmie che pascolano e in alto il bellissimo forte domina la città da un lato e il deserto dall’altro.
Darjeling e Sikkim sono oasi di fresco, dove la nebbia vive tra le piantagioni di the e si può scalare il Kanchenjunga per vedre l’alba che si alza al ritmo dei tuoi passi.
Ma l’India è a Varanasi, un clichè più che motivato che vale più del Taj mahal. La città vive quasi solo dalle 19.00 al sorgere del sole. I tour alle prime luci, vi portano lungo il fiume sacro quando le ceneri dei morti vengono “sepolte” e la preghiera delle 18.00 indica che è cominciata la “movida”. Il Gange è circondato da gath: scalinate in pietra con torri e palazzi (attualmente ristoranti) su cui la notte vengono accese le pire funerarie, infatti la città è dedicata a Shiva, dio della distruzione. Se vi immaginate la purificazione nel fiume sacro simile al battesimo, rimarrete stupiti. Da tutto il mondo bisognosi e malati vengono in queste acque, dove ragazzi giocano a palla, animali bevono, i morti riprendono il ciclo vitale. Sulla riva si chiacchiera, si mangia e beve, qualcuno prega, qualcuno è lì da chissà quanto, immobile nella stessa posizione, molti vendono cibo, gadget, premonizioni.
E in mezzo a tutto questo senti l’universo o Dio per la prima volta davvero: è l’energia più potente che puoi immaginare. Questa vita così singolare, ma autentica con la sua potenza ti pervade. Sei una delle centinaia di persone che allungano la mano aspettando aiuto, sei il marajà, sei la legna che brucerà quella notte, sei la tua strada e la tua meta, sei l’energia che ti ha spinto fin lì e che non sai dove altro ti porterà.
L’India non capita per caso: è in te già prima e non ti abbandoma mai del tutto. L’India è fine e inizio di un ciclo. L’India è il viaggio per eccellenza, dentro e fuori te stesso.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Giugno+Luglio 2018, sezione Turismo Sostenibile

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WWOOFING – Il viaggio dello spirito

di Giulia Marone

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Cosa vuol dire per me viaggiare? Un modo per uscire dalla propria realtà e scoprire cose nuove. Non solo i luoghi, ma le usanze di persone che vivono diversamente da me.
Portare solo se stessi e lasciare a casa le abitudini e le sicurezze mentali che ci mantengono in “equilibrio” (quello che pensiamo sia il nostro equilibrio, che il più delle volte è “routine”).
Quindi, quando ho scelto di allontanarmi dal mio quotidiano per un po’ non ho badato tanto a quanta distanza fisica avrei posto tra me e “casa”.
Leggendo qui, sul numero di Febbraio+Marzo 2018, l’articolo di Olimpia Medici sull’Eden Sangha di Ellen Bermann, mi sono illuminata: era il posto giusto.
Vicino a Biella, ma fuori dal mondo, al mio arrivo me ne sono resa conto subito. È una piccola oasi di verde selvaggio tra le colline. Circondati da piccole cime, si è isolati dalla vista della civiltà come viene definita ironicamente anche da Ellen e suo marito Lorenzo.
Io ero la Wwoofer di Aprile. Significa che scambiavo il mio lavoro mattutino per loro con ospitalità e cibo, entrambi di ottima qualità: Ellen e Lorenzo sono accoglienti e tranquilli, mi hanno lasciato modo di ambientarmi ed Ellen è una cuoca fantastica.
Le cose che di questa esperienza, durata due settimane, voglio condividere con voi sono alcune sensazioni.

Prima di tutte il senso di SPAZIO. Quello spazio che è vivere all’aperto, in contatto con la natura, che in città non si prova. È uno spazio privato, ma condiviso. Senti che è tuo. Forse perchè ti rendi conto che fa parte di te fin da subito: gli alberi, gli arbusti, le erbe aromatiche, la terra, i quarzi e i massi erratici che arredano l’architettura della “mia nuova casa”. Respiro.

Come secondo punto, direi un gran senso di VUOTO. Non è un vuoto negativo, sia chiaro, o meglio: spaventa, è vero. All’inizio fa paura rendersi conto di avere il TEMPO tutto per sé. Sei TU, tu e basta. Perchè dopo le quattro ore di lavoro mattutino, durante le quali si scarica il fisico e la mente attraverso le mani, le braccia, le gambe, i muscoli, nel pomeriggio si è liberi di usare il tempo come meglio si crede. È così strano avere del tempo davvero libero, staccato da tutto ciò con cui di solito lo riempiamo! E quante cose si riescono a produrre in un pomeriggio con se stessi? Cose belle e cose “brutte”.

Il terzo punto è il CONTEMPLARE semplicemente. Sorridere con l’anima alle cose. Osservare e non avere bisogno di fare nulla. Tutto vive, si muove, va avanti, anche senza di noi, senza il nostro continuo correre e fare. Solo noi che guardiamo e impariamo, nutriamo la mente con le immagini e le sensazioni.

Cosa cercavo da questa esperienza? Non lo so. Forse volevo mettermi alla prova e trovare un altro pezzo di me. L’ho fatto.
Grazie Ellen e Lorenzo, grazie a Yeti, Ariel, Totò, Byrony, Zelda, le galline più belle del mondo e tutti gli altri.
L’associazione Eden Sangha ospita incontri legati alla permacultura, che applica quotidianamente e i cui principi sono stati alla base della rinaturalizzazione dei suoi terreni. È un polo di idee in continua crescita, dove la ricerca della bellezza è alla base di ogni azione. Per contattarli potete seguire la loro pagina facebook (dove ci sono anch’io!) @edensangha oppure il sito www.edensangha.wordpress.com
Per capire meglio cos’è il wwoofing, il sito italiano è:
www.wwoof.it oppure potete leggere l’articolo di Rossana Vanetta sul numero di Maggio 2016 di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, che trovate QUI.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Giugno+Luglio 2018, sezione “Estate e dintorni…”

Una facile salita adrenalinica Rocca d’Argimonia – cresta Est – (Bielmonte)

di Mauro Carlesso – scrittore e camminatore vegano

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La scheda
Località di partenza: Bocchetta di Luvera (mt.1.292) –BI-
Località di arrivo: Bocchetta di Luvera o Bielmonte (mt.1.482) –BI-
Cime sul percorso: Rocca d’Argimonia (mt. 1.610)
Dislivello: mt. 320 circa
Tempo di percorrenza: ore 4 (soste escluse)
Difficoltà: EE (con qualche tratto F+); presenza di vari tratti esposti con presenza di corde fisse
Periodo: Primavera e Autunno (evitare in giornate piovose)

L’invito
Per quei camminatori infaticabili, ai quali piace salire vette senza blasone ma ugualmente ricche di storia o ammantate di leggenda e che regalano anche un po’ di adrenalina, la Rocca d’Argimonia nel Biellese è la cima ideale. Si tratta di un itinerario collocabile tra l’escursionismo estremo e la prima fascia di alpinismo, che si cela in un contesto di grande fascino storico naturalistico. Gita comunque da non sottovalutare tecnicamente, nella quale è frequente l’uso della mani per progredire in sicurezza.

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L’itinerario
Da Romagnano Sesia si transita per Trivero e da qui, attraverso la spettacolare Panoramica Zegna, si sale verso Bielmonte. Poco prima di raggiungerlo si tocca la Bocchetta di Luvera con locanda ed ampio piazzale dove si parcheggia l’auto. Da qui ci si incammina a destra della locanda, dopo pochi metri svoltare a sinistra e prendere il sentiero F9, che segue più o meno fedelmente la cresta (segnalazione escursionisti esperti per i diversi tratti di arrampicata, anche se facile e attrezzata con corde fisse). Magnifici gli scorci panoramici, in primis sulle selvagge cime della Valsessera (Mora, Bors). Affrontare i salti di roccia senza passaggi obbligati (segnali bianco-rossi un po’ sbiaditi ma roccia ottima). La cima si raggiunge in circa due ore regalando un panorama grandioso sulla pianura e soprattutto sul Monte Rosa, il Corno Bianco, i 4000 Vallesani, il Monte Disgrazia e in lontananza anche l’Argentera ed il Monviso. Dalla vetta si prosegue per cresta inizialmente ancora con qualche corda fissa e poi per piacevole sentiero fino ad incontrare una graziosa cappelletta votiva. Poco più in basso si può scegliere di rientrare al Bocchetto di Luvera con due percorsi: 1- tramite la strada asfaltata dopo aver raggiunto comodamente Bielmonte su sentiero (fioritura spettacolare di narcisi in questa stagione). 2 – In prossimità di un ripetitore si prende il sentiero in discesa che svolta a destra. Incrociato dopo pochi minuti il Sentiero del Rosa si svolta a destra e lo si segue praticamente in piano passando sotto la parete nord della Rocca fino al punto di partenza dell’escursione.

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La nota storica
Camminare quassù ci conduce all’epopea di Fra Dolcino (Prato Sesia, 1250 – Vercelli, 1 giugno 1307) cantato da Dante, che proprio in questi luoghi ha vissuto la sua ultima parabola. Siamo di fronte al Monte Rubello il cui nome suggerisce il termine “ribelli”, riferito agli eretici che su queste pendici delle Alpi Biellesi avevano cercato l’estremo rifugio dall’accanita persecuzione del vescovo di Vercelli Raniero degli Avogadro con il beneplacito di Papa Clemente V.
Gli Apostolici guidati da Dolcino, sostenevano la fine della Chiesa con le sue degenerazioni prefigurandosi per alcuni teologi come precursori della successiva Riforma Protestante. Per contrastare le ultime angherie si rifugiarono proprio sul Rubello vivendo di stenti e costruendo delle fortificazioni recentemente venute alla luce. Ma le scorribande notturne nelle campagne della Valsesia e del Biellese permisero solo un misero sostentamento ai fuggiaschi, verso i quali crebbe anche l’ostilità dei valligiani depredati. Nella settimana Santa del 1307, le truppe di Raniero penetrarono nel fortilizio di Dolcino, dove ancora resistevano disperatamente gli ultimi superstiti del gruppo ormai falcidiato, che venne interamente passato alle armi, ad eccezione di Dolcino, la sua compagna Margherita ed il fido Longino che vennero giustiziati separatamente.
Nel 1977 Dario Fo e Franca Rame fecero tornare in auge con la commedia teatrale Mistero Buffo, la leggenda di Dolcino visto come precursore del socialismo.

Per un pranzo al sacco Veg
Un suggerimento per un gustoso pranzo al sacco vegano a impatto zero: radici amare a vapore con pomodori secchi e “Mopur”

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Aprile+Maggio 2018, sezione Turismo Sostenibile

San Domenico di Varzo – Alpe Devero: il collegamento sciistico risorge dalle ceneri

di Fabio Balocco

Manufatti e Crevandone

Erano gli inizi degli anni settanta dello scorso secolo: un’epoca di vacche grasse per lo sci (allora si parlò persino di “piccola glaciazione”) e si era convinti che la “valorizzazione” della montagna transitasse dai comprensori sciistici, che più grandi erano e meglio era. Nella vicina Francia videro la luce i domaines skiables, stazioni sciistiche create dal nulla, o meglio, dalla natura incontaminata (si fa presto a dire “nulla”) in varie zone delle Alpi Occidentali. Fu allora che nacque in Piemonte anche il VE.DE.FOR. cioè il progetto di un comprensorio sciistico del tutto nuovo che prevedeva il collegamento tra Alpe Veglia, Alpe Devero, Val Formazza, nel nord della regione, in Val d’Ossola. 113 chilometri di piste e persino impianti per lo sci estivo, dove vi erano solo pascoli e natura incontaminata, a parte alcuni impianti idroelettrici. Forse per la complessità ed il gigantismo dell’operazione il progetto però non fu mai attuato nella sua interezza e venne realizzata solo una stazione sciistica in località San Domenico, in comune di Varzo.

Il Lago e la corona rocciosa dell'Est

Ora, in un’epoca in cui lo sci si salva solo grazie alla “neve programmata”, finché questa durerà (occorrono temperature costanti sotto lo zero per fabbricarla…) e dopo una delle ennesime stagioni torride e siccitose, viene riproposto un collegamento sciistico in zona e precisamente un collegamento fra la predetta stazione di San Domenico e l’Alpe Devero. Peccato che nel frattempo l’Alpe Veglia e l’Alpe Devero siano diventate aree protette della Regione, e che proprio grazie alla tutela si sia sviluppato un turismo dolce sia estivo sia invernale, fatto di ciaspolate, sci di fondo, scialpinismo, escursioni.
Grazie a questo, saputo dell’araba fenice del progetto, tre albergatori del Devero hanno scritto una bella lettera alla Regione Piemonte ed a Mountain Wilderness (che si è mossa per denunciare la follia, con Pro Natura a ruota) e Legambiente, in cui, premesso che la loro zona si è sviluppata proprio grazie a questo turismo compatibile con il territorio, concludono: “Crediamo che la realizzazione di questo collegamento comprometterà inesorabilmente la bellezza di queste montagne e il modello di sviluppo perseguito in questi anni, rendendo l’Alpe Devero una località turistica alpina uguale a tante altre.”
Peccato che il collegamento dovrebbe transitare in una zona che è posta all’interno della Rete Natura 2000 della regione e nei siti della Natura 2000 sia vietato “realizzare nuovi impianti di risalita a fune e nuove piste da sci, fatti salvi gli interventi di adeguamento strutturale e tecnologico necessari per la messa a norma degli impianti esistenti e di razionalizzazione di comprensori sciistici che determinino la sostituzione e/o la riduzione numerica degli impianti esistenti e modesti ampliamenti del demanio sciabile che non comportino un aumento dell’impatto sul sito.”
Peccato che il Piano Paesaggistico della Regione, recentemente approvato, preveda la tutela dei crinali (e il progetto dovrebbe appunto attraversare un crinale, quello del Monte Cazzola).
Insomma, il progetto, oltre che antistorico, oltre che una follia dal punto di vista meramente economico del Devero, non è fattibile alla luce dell’attuale normativa. Riesce difficile pensare che i politici si possano inventare qualcosa perché vada a compimento, anche se dietro pare esserci la potenza di fuoco di una finanziaria svizzera ed anche se il sindaco di Baceno (area PD come la Regione), comune sotto il quale ricade il Devero, pare favorevole. Stiamo alla finestra.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre 2017+Gennaio 2018, sezione Scelte Ecosostenibili

Cooperare per un mondo migliore

In questa fase storica ci troviamo ad un bivio cruciale: da un lato chi si impegna a trovare nuove strade per garantire all’umanità uno sviluppo durevole e sostenibile, in stretta relazione con gli ecosistemi del nostro Pianeta Terra, dall’altro chi crede ancora
in modelli di sviluppo obsoleti, dove l’importante è il proprio benessere, senza considerare lo stretto rapporto che ci unisce al clima, all’ambiente e tutte le risorse della Terra. In Italia ci sono realtà, che già da alcuni decenni avevano capito quale strada
intraprendere. Si sognava un mondo migliore, dove credere nel rispetto delle persone, del lavoro, del territorio e dell’ambiente. Si voleva vivere una vita basata sulla condivisione, sentendosi parte di una comunità, piuttosto che sull’individualismo
imperante dei nostri tempi.

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In questi anni, selezionando partner da inserire nelle nostre proposte, ne abbiamo conosciute moltissime di queste realtà. Spesso ai più non arriva notizia dell’esistenza di questa Italia e quello che possiamo fare è parlarne, far conoscere questi modelli di sviluppo. In questo numero vi vogliamo raccontare la storia di una cooperativa piemontese che collabora con noi da qualche anno: la cooperativa Valli Unite di Costa Vedovato, in provincia di Alessandria. Questa storia parte dagli anni ’70, quando Ottavio, Enrico e Cesare, i soci fondatori della cooperativa, decisero di avviare un’attività nell’allevamento, in particolare la gestione di un alpeggio in montagna, quando il
modo stava andando nel verso opposto, ossia la grande industria e l’abbandono delle terre più scomode. Nasce così Valli Unite, controcorrente rispetto al “sistema” che generava l’abbandono della propria terra. Una scelta coraggiosa e che oggi possiamo
dire vincente, grazie alla lungimiranza dei fondatori. Una storia, un progetto, uno stile di vita basato sulla condivisione in un ambiente ben conservato, dove il bosco è ancora dominante. Un ecosistema in armonia con la natura, modificato dalla mano umana solo dove strettamente necessario. Valli Unite oggi è una cooperativa di trenta persone che gestisce cento ettari di terra, condotta con metodo biologico dal 1981. I settori trainanti
sono l’agricoltura, in particolare viticoltura e allevamento, ma anche produzione di cereali (grano, farro ed orzo), apicoltura, produzione di carni e salumi. Da anni l’economia ruota intorno alla cascina grazie allo spaccio, per la vendita diretta, e all’attività agrituristica, costituita dal ristorante con cibi della tradizione, da
tre mini appartamenti ed un agri-campeggio, che permettono di vivere il clima cooperativo. Valli Unite può essere considerata un’azienda contadina multifunzionale e moderna, dove i saperi antichi si intrecciano a tecniche innovative.
Questa è una delle tante storie che cerchiamo di far conoscere nei nostri pacchetti.

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Percorsi alla riscoperta di sé

di Equotube e Viaggi Responsabili

Tra i numerosi spunti di viaggio che l’Italia ha da offrire, sicuramente possiamo annoverare i percorsi spirituali. La ricchezza del patrimonio italiano, derivante da secoli di tradizione religiosa, ben si presta a viaggi in cui l’obbiettivo è quello della riscoperta profonda del proprio essere. Sono viaggi che innescano un altro viaggio: quello con noi stessi, alla ricerca di una dimensione, che a volte ci dimentichiamo essere parte della nostra persona. Gli spunti sono numerosi, i viaggi possono essere costruiti a seconda delle nostre necessità: cammini più o meno impegnativi, oppure esperienze tranquille dove immergersi in luoghi carichi di spiritualità. Molti siti ben si prestano a suscitare un percorso introspettivo, per intraprendere un viaggio all’interno di noi stessi.

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Il cammino è un elemento che accompagna la storia dell’uomo, dal viaggio per soddisfare bisogni primari, al viaggio dei pellegrini alla ricerca di un contatto con la divinità, fino al viaggio, non necessariamente religioso, per riscoprire la nostra parte più spirituale attraverso la meditazione: passaggio fondamentale per un incontro più profondo anche con gli altri. I cammini spirituali in Italia sono numerosi da nord a sud, sta a noi scegliere il proprio cammino. Oggi vi vogliamo raccontare un luogo particolare: “La Sacra di San Michele” che evoca bellezza, fascino e mistero. Quel mistero che la avvolge fin dalla sua costruzione, avvenuta tra il 983 e il 987 d.C. Un’imponente abbazia che, quasi sfidando i principi della fisica, domina la cima del Monte Pirchiriano. Un luogo meraviglioso e denso di spiritualità, custodito in origine dai monaci benedettini e, dopo quasi due secoli di abbandono che non ne hanno scalfito la magnificenza, dai padri rosminiani, oggi affiancati da un gruppo di volontari e ascritti. La Sacra è di San Michele perché nasce e cresce con la sua storia e le sue strutture attorno al culto di San Michele che approdò in Val di Susa nei secoli V o VI. La sua ubicazione in uno scenario altamente suggestivo, richiama immediatamente i due insediamenti micaelici del Gargano e della Normandia. Fondata su uno sperone roccioso, si trova al centro di una via di pellegrinaggio di oltre duemila chilometri che unisce quasi tutta l’Europa occidentale da Mont-Saint-Michel a Monte Sant’Angelo. Un’occasione per un viaggio affascinante nella splendida Val di Susa, facilmente raggiungibile, dalla storia ricca e antica, dove troverete tantissimi tesori da scoprire. Potete partire dedicandoci qualche giorno, magari utilizzando il proprio pacchetto EquoTube e scegliendo una delle proposte contenute all’interno oppure richiederci un percorso calibrato sulle vostre esigenze.

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Quando il silenzio si fa ricerca

 

di Equotube e Viaggi Responsabili

Questo mese vi vorremmo proporre una idea alternativa, fuori dai soliti schemi. Spirit Youth PratoIn un momento in cui la frenesia, il rumore, la dipendenza dalla tecnologia, la necessità di dover continuamente essere presenti – attivi – on line sono elementi all’ordine del giorno, vorremmo mostrarvi la bellezza incontrastata del silenzio, come momento di distacco e di ritrovamento del sé. A volte, infatti, il desiderio di viaggiare nasce proprio dalla necessità di una “vacanza detox”. Non nel senso fisico del termine, ma nel senso più intrinseco e spirituale. Nasce quindi il progetto “Spirit Youth”, viaggi speciali dedicati a attività scelte con attenzione per raggiungere un benessere mentale, una dimensione spirituale, una disintossicazione tecnologica e una riduzione dello stress, in una connessione profonda e rilassante con la natura, da portare come ricchezza interiore, una volta che il viaggio è terminato.

Spirit Youth Limburg

L’esperienza del silenzio è l’attività che funge da filo rosso conduttore dei viaggi “Free Your Mind” del progetto Spirit Youth. Una novità che potete trovare sul sito di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, con un prezzo speciale dedicato ai lettori. Che cosa hanno in comune un monastero, i millennials, l’interrail, l’arte, il liquore dei monaci e la cucina? Lo scoprirete presto! Spirit Youth ha realizzato percorsi dedicati per i giovani. Un progetto che ha realizzato dei percorsi dedicati alla spiritualità a 360 gradi: il ruolo del silenzio, la ricerca di sé stessi, la valorizzazione dei siti religiosi attraverso proposte diverse ed una alternativa ai “soliti weekend”. E proprio il provare l’emozione del silenzio diventa l’attività più significativa di ogni itinerario, proprio perché i giovani non sono abituati a questa sensazione. Per un momento, sono infatti chiamati al “just stand and look”: “fermati e guarda”, vivi l’emozione del contemplare qualcosa in completa armonia con essa senza altre distrazioni. E allora troverete in Extremadura, nel Parco del Monfrague, un piccolo punto di osservazione sulle montagne, ricavato nella roccia. Vedrete in Spagna nel Montserrat, un monastero arroccato sui monti, che si affaccia sull’infinito di un orizzonte meraviglioso.Spirit Youth MontserratNei Paesi Bassi, scoprirete Limburg e Abdji Rolduc, un’abbazia diventata oggi luogo di ospitalità dove poter vivere le giornate tra natura e riflessione. Fino ad arrivare in Italia, nelle splendide terre toscane di Prato, dove il paesaggio incontaminato si fonde con la tradizione del gusto ed il silenzio permette un tuffo nel passato, tra arte e storia. E se l’Europa non vi basta, volate in Mongolia questo agosto e assaporate l’emozione delle “singing sand dunes” del deserto del Gobi: sotto un cielo di stelle splendenti come mai le avete viste, il suono prodotto dalla sabbia delle dune nel silenzio della notte vi resterà impresso nel cuore.

Non resta che approfittare dell’occasione offerta da Vivere Sostenibile e partire: visitate il sito, scegliete la sezione “viaggi speciali” e scoprite l’itinerario più adatto a voi!

Speciale Turismo Responsabile

Questo mese abbiamo parlato di Turismo, dato che finalmente siamo alle porte dell’estate e la voglia di viaggiare ci pervade. Ma come farlo? Se volete rispettare l’etica sostenibile come noi, abbiamo delle proposte da farvi: eccone qui alcune che, senza dovervi allontanare troppo da casa, possono ispirarvi!

EquoTube

equotuboSicuramente vi sarà capitato di sentir parlare di turismo sostenibile e quest’anno le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2017, dopo 15 anni dalla prima celebrazione, Anno Internazionale del turismo sostenibile, per ribadire la necessità di riflettere sul nostro modo di viaggiare.
In realtà preferiamo utilizzare un termine più completo, ossia Turismo Responsabile, che racchiude tante accezioni come turismo consapevole, ecoturismo, turismo culturale, turismo comunitario, turismo sostenibile, turismo equo-solidale. Spesso siamo portati a pensare che tutto questo si riferisca solo a viaggi in paesi lontani, con culture diverse dalla nostra, che versano in difficoltà economiche: assolutamente no! Il turismo responsabile è un approccio più consapevole anche nei brevi viaggi o addirittura nei weekend vicino a casa nostra. In pratica, con le nostre piccole scelte, possiamo contribuire positivamente allo sviluppo dei territori e delle comunità locali. Ognuno di noi ha il “potere” di scegliere e, se sempre più persone sceglieranno di essere più responsabili nelle loro scelte, gli effetti positivi saranno sempre più evidenti. Viaggiare responsabilmente non è solo per pochi, ma è per tutti e soprattutto non è un sacrificio, anzi è divertente e vi farà vivere più intensamente l’esperienza del viaggio.
Avete mai pensato a scegliere con la vostra testa e non seguendo le mode e le masse, la meta, le persone e le strutture che vi ospiteranno? In Italia stanno aumentando sempre di più le proposte turistiche che vi faranno vivere in sinergia con il territorio, le persone che lo animano e l’ambiente che vi accoglie, differenti soluzioni ma con lo stesso denominatore comune: prodotti locali, tipici, a km 0, biologici o equosolidali, gestione energetica con fonti rinnovabili, riduzione degli sprechi, salvaguardia e rispetto per l’ambiente, il territorio ed il lavoro, coinvolgimento con la comunità locale, alta qualità dell’esperienza turistica e dialogo. Forse vi starete chiedendo come poter trovare proposte con la certezza di trovare operatori che applicano realmente i principi del turismo responsabile: possiamo aiutarvi proponendovi i nostri prodotti Equotube, pacchetti regalo con diverse tipologie di offerte, dalle esperienze sul territorio a cene e soggiorni in tutta Italia, insieme a partner selezionati. Di seguito ecco qualche struttura che vi potrà accogliere viaggiando con Equotube!

Equotube soc. cooperativa – C.so Roma 51/E
Trecate (NO) 0321-1810556 info@equotube.it
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Embnb

Embnb6IMG-20170411-WA0004Empathic srl è una start-up innovativa che ha l’obiettivo di sviluppare un turismo di tipo relazionale. Fabio Bianchi, fondatore della società, ideando questo progetto ha unito le sue passioni per viaggi, biciclette e relazioni umane.
Bed&Breakfast&Bike è la naturale evoluzione del portale Embnb che si sta  sviluppando in collaborazione con i B&B di Casepiemontesi e nasce dal desiderio di sviluppare un turismo slow, a basso impatto ambientale, sostenibile, pulito, divertente, sano.
Il progetto Bike vuole offrire al turista la possibilità di spostarsi sul territorio con Mountanbike date in dotazione ai B&B iscritti al portale e inseriti nel percorso delle grandi direttrici ciclabili segnalate dalla Regione Piemonte.
I viaggiatori così potranno esplorare il territorio e spostarsi da un B&B ad un altro senza preoccuparsi per la restituzione delle bici, che verranno lasciate nella struttura dove decideranno di fermarsi prima di tornare a casa.
EmBnB è un portale ideato unicamente per Bed&Breakfast che propone un approccio differente nella scelta del luogo dove soggiornare, si basa infatti principalmente sull’affinità con il gestore. La scelta si orienta su hobbies, passioni, sport in comune con il gestore del B&B, percepito come un incontro tra persone e non come una sistemazione low cost. È una filosofia e non un approccio di business.
La collaborazione con l’associazione Case Piemontesi del VCO e del Novarese, garantisce il rispetto di questi principi. Nella Carta di Qualità sottoscritta dai soci si riporta infatti che il turista che sceglie il B&B ricerca un’ospitalita genuina, familiare che ha la sua tipicita nell’entusiasmo dei rapporti umani nello stretto legame con le radici culturali, le tradizioni locali e il territorio che si desidera visitare e conoscere.
Alla luce di questi valori Case Piemontesi ed Embnb hanno voluto stringere una importante e innovativa collaborazione per riqualificare un tipo di viaggio davvero bellissimo.

Empathic BnB
www.embnb.it 
fabio@embnb.it
Case Piemontesi www.bb-piemonte.it
FB: @embnb

 

Otium B&B – alla riscoperta dell’anima

atmo_01Otium è un bed and breakfast che si propone di riscoprire gli antichi principi di accoglienza, che prevedevano lo scambio e l’arricchimento continuo e reciproco tra chi accoglie e chi giunge per essere accolto. Otium offre un soggiorno rigenerante per il corpo, la mente e l’anima dell’ospite, attraverso il pieno contatto con la natura  circostante, nella quale “oziare” nei modi più vari. La struttura è una cascina di fine ‘800, ristrutturata in modo da mantenerne il fascino storico, ma anche sensibile alla sostenibilità energetica grazie al sistema di energia solare.
È immersa in un’oasi verde di 11000 mq, lasciata il più possibile al proprio stato naturale, nel quale vivere esperienze uniche e dal quale partire alla scoperta del territorio e dello spirito. Situato in posizione strategica, a Cavallirio, a due passi dal Lago Maggiore e dal Lago d’Orta, sulle pendici del Monte Rosa e raggiungibile comodamente dai grandi centri, consente di godere di paesaggi mozzafiato.
Le attenzioni, la cura e le attività a disposizione dell’ospite sono pensate per creare un soggiorno energeticamente positivo.

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Per il benessere della mente e del fisico gli ospiti possono partecipare ad attività quotidiane di antiche arti orientali quali il Tai Chi e il Qigong, delle quali la padrona di casa è insegnante, formata dal DTB (federazione tedesca di TaiChi e Qigong abilitata dal sistema sanitario tedesco). La struttura mette a disposizione mountain bikes per fruire dei bellissimi percorsi immersi in un paesaggio dalla particolarità unica, dove vigneti e colline si mescolano a boschi selvatici. Il campo da mini volley, il ping pong e i giochi sono dedicati a coloro che preferiscono la tranquillità del parco. Il bed and breakfast arrichisce la propria accoglienza non dimenticando altri generi di piacere: colazioni curate e naturali e organizzazione di itinerari eno-gastronomici e culturali nel territorio renderanno la permanenza dell’ospite ancor più indimenticabile.
Otium, quindi, non è solo bed and breakfast, ma anche luogo aperto al territorio per incontri, scambi e corsi di formazione. Le proposte fioccano durante tutto l’anno, ma la primavera è la stagione di rinascita per eccellenza.

Otium B&B di Jasmina Laage
Cascina Stoccada 5 – Cavallirio (NO)
0163 80978 – 3423013300 otiumbeb@gmail.com
www.otiumbedandbreakfast.com
FB Otiumb&b

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Maggio 2016, sezione Speciale Turismo Responsabile

Come viaggiare in modo ecologico e (quasi) gratis

di Eliana Lazzareschi Belloni, autrice del primo dei libri di Vivere Sostenibile: “La sostenibile leggerezza del viaggio”

Viaggiare in modo ecologico è diventata una scelta responsabile negli ultimi anni.
Ormai dovremmo essere tutti consapevoli che qualsiasi nostro atteggiamento, o abitudine, influisce in maniera profonda sull’ecosistema che ci circonda. Che poi ci siano persone che fingano che ciò non sia vero o che nella nostra quotidianità non possiamo fare la differenza, è un altro paio di maniche.
Sono convinta che ognuno di noi debba dare sempre, in qualsiasi circostanza, il proprio contributo.
Gli esempi trascinano. Per questo ho deciso di raccogliere in questo articolo, alcune tipologie di vacanze e viaggi green che ho realizzato in prima persona e altri che devo ancora sperimentare.
Tutti hanno una peculiarità in comune: la natura. È per me indispensabile sentirmi intimamente connessa alle energie che ci circondano e rallentare i ritmi quando viaggio. Spesso ci ritroviamo a fantasticare sui nostri futuri viaggi dopo aver ascoltato il reportage dell’ultima vacanza di un nostro amico o collega, dopo aver guardato delle foto su internet o aver visto dei video. Poi ci destiamo e scacciamo quelle ‘fantasticherie’, lasciandoci nuovamente assorbire dalla nostra noiosa routine, perché convinti che per viaggiare servano un sacco di soldi. È vero, ma dipende molto dallo stile di viaggio per cui si decide di optare.
Di seguito ho selezionato 5 soluzioni sostenibili, sia a livello ambientale che economico.

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Baratto:
Ogni anno a metà novembre, si svolge la Settimana del Baratto dei bed and breakfast.
Il meccanismo è semplice e partecipare è gratuito: ti basta collegarti al sito, scegliere dal menù la località nella regione che desideri visitare e consultare la lista dei desideri dei gestori delle strutture turistico ricettive che aderiscono all’iniziativa. Puoi anche inserire una proposta nel sistema e attendere che il gestore, se interessato, ti contatti.
Le richieste sono variegate e vanno da oggetti da riciclare, a prodotti biologici di produzione propria; dalle traduzioni del sito in lingua straniera a servizi di grafica o realizzazione del sito; dalle opere di manutenzione e ristrutturazioni, all’aiuto in giardino.
Insomma, è un’ottima soluzione per mettere al servizio di altri le proprie competenze in cambio di un soggiorno gratuito all’insegna del riciclo e dei prodotti biologici.
www.settimanadelbaratto.it

Volontariato ambientale:
Quello del volontariato ambientale fornisce un’ottima soluzione per viaggiare in modo ecologico. Questi progetti hanno lo scopo di coinvolgere giovani, e non solo, in azioni di ripristino, tutela e valorizzazione dell’ambiente, in Italia o all’estero. È un’esperienza formativa eccitante per chi desidera mettersi in gioco, viaggiare in maniera sostenibile e stare a contatto con persone che hanno compiuto la stessa scelta di dare il proprio contributo per la salvaguardia di un territorio.
Consulta periodicamente il sito che ho linkato di seguito, si trovano spesso degli ottimi progetti con soggiorni all’estero. Il viaggio di andata e ritorno al paese ospitante è spesato al 100%. Meglio di così?
www.scambieuropei.info
Ottimi progetti vengono organizzati anche da organizzazioni come Legambiente, WWF ecc.

Wwoof
L’acronimo sta per World Wide Opportunities on Organic Farms. Questa organizzazione mette in contatto fattorie biologiche e viaggiatori interessati ad approfondire l’agricoltura biologica. Le fattorie offrono vitto e alloggio in cambio di un aiuto di 4-5 ore al giorno. Le attività variano in base alla fattoria ospitante. È una soluzione che permette di poter partecipare attivamente a uno stile di vita ecologico e di approfondire alcuni aspetti dell’agricoltura, come la permacultura ecc. L’esperienza di vivere in una fattoria ti consentirà di avvicinarti e assaporare l’essenza di una vite semplice, fatta di ritmi scanditi lentamente dalle stagioni, dalla terra, dalle piante e dagli animali.
Alcune di queste fattorie sono disponibili ad ospitare famiglie intere.
Per partecipare bisogna iscriversi al sito della nazione che si intende visitare e acquistare la tessera (la quota varia da paese a paese). Dopodiché sarà possibile accedere alla lista delle fattorie da consultare e contattare.
www.wwoof.it

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Campo vacanza
Durante l’estate, alcune associazioni propongono campi settimanali di turismo responsabile. Lo scopo di questo tipo di soggiorno, che si discosta nettamente dal modello di vacanza tradizionale, è quello di compiere un viaggio interiore alla scoperta dei 5 elementi che indirizzerà gli ospiti verso uno stile di vita più sostenibile, in sinergia con il loro benessere psico-fisico.
L’ospite può decidere se soggiornare in tenda o in un bungalow di legno, completamente immerso nella cornice naturale dei paesaggi che lo circonderanno.
I campi includono un palinsesto di attività, come cucina macrobiotica, locale e naturale; laboratori didattici per i bambini e attività olistiche per gli adulti. Disponibili percorsi sensoriali e artistici con lezioni di yoga, musicoterapia, pratiche di respirazione e massaggi rigeneranti.

Warm showers
Il Warm Showers è la comunità delle ‘docce calde’, un network internazionale simile al couchsurfing.
Registrandosi al sito, infatti, si accede a una piattaforma che promuove lo scambio di ospitalità, in questo caso rivolto ai cicloturisti. Se vi piace viaggiare su ‘due ruote’ e vi alletta l’idea di interfacciarvi con persone del luogo, non dovete far altro che registrarvi sul sito e inviare un messaggio al vostro potenziale ospite, richiedendo la disponibilità di un letto, una stanza o di un giardino dove poter montare la vostra tenda.
Disponibile anche un’app con mappa interattiva da consultare direttamente on the road.
https://it.warmshowers.org

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Maggio 2017, sezione Speciale Turismo Responsabile

Quando nel viaggio conta di più il percorso della meta

di Enrico Marone

maggioeditoriale

“Si viaggiare…” conosciutissima canzone di Lucio Battisti. “…con un ritmo fluente di vita nel cuore…” continua il ritornello, nel quale elemento fondamentale è il cuore, dove la vita deve fluire con un ritmo gentile “…senza strappi al motore”. Bellissima descrizione di un modo di viaggiare che preveda l’emozione, il ritmo ma il tutto in modo gentile, delicato. Insieme di qualità del viaggio che possono esistere solo attraverso la consapevolezza del percorso che si sta compiendo. Fantastica e sicuramente intensa come esperienza e ne parliamo proprio in questo numero di maggio, cercando di suggerire mete piacevoli, interessanti e ricche di emozione.
Sono tanti i modi di percorrere e visitare luoghi vicini e distanti sul nostro bellissimo pianeta, utilizzando diversi mezzi di trasporto oppure solo i nostri piedi. Ma, alcuni, danno emozioni uniche che solo in quel luogo ed in quella situazione e con certe persone si possono trovare, mentre altri, si limitano a costruire sensazioni uguali e banali, indipendenti dal luogo in cui ci troviamo. Allo stesso modo alcuni tipi di viaggio e soggiorno hanno un elevato impatto sull’ambiente del luogo e sono quindi dannosi, mentre altri hanno impatto minimo, sono rispettosi dell’ecosistema e dei popoli locali e spesso anche utili per la loro economia (potete approfondire l’argomento attraverso i link che troverete in fondo all’articolo). Questi ultimi sono quelli che ci piacciono e che cerchiamo di promuovere insieme agli amici di Equotube.
E di viaggi se ne possono fare tanti, vicini, come suggeriscono i nostri percorsi nell’Alto Piemonte, oppure lontani in paesi esotici e sconosciuti. Talvolta sono fondamentali gli incontri con persone di luoghi misteriosi ed affascinanti, profondi conoscitori di tradizioni, flora e fauna, storia, mentre in altri casi la contemplazione solitaria di panorami di sogno, riempie l’anima di gioia e serenità. Alcuni viaggi richiedono percorsi lunghi e faticosi, altri semplici passeggiate o incontri particolari come quelli che potrete fare a Domodossola il 20 e 21 maggio, partecipando a “I sentieri del vivere bene”. Un viaggio nel mondo delle discipline olistiche, da provare di persona, dei prodotti naturali ed artigianali o guardando un bellissimo film sul nostro amato pianeta (“Pachamama” di Thomas Torelli che sarà presente alla proiezione). Maggio è un mese che ci riserva anche un’altra sorpresa, è il mese che storicamente si lega alla ripresa della vita e alla fertilità, eventi che festeggeremo al Parco Arcobaleno a Masserano durante i tre giorni della “Festa di Beltane” (12, 13, 14 maggio). Storia, tradizione, artigianato, giochi, musica, antiche arti e convivialità saranno protagonisti di questa festa  popolare e magica. Ci saremo anche noi ad entrambe le manifestazioni, vi aspettiamo per conoscerci e scambiarci un saluto ed un augurio. Ricordate sempre che ogni nostro passo sulla Terra lascia un segno, l’importante è che questo segno sia positivo.

Per approfondire:

http://www.sinanet.isprambiente.it/gelso/tematiche/buone-pratiche-per-il-turismo/turismo-economia-e-ambiente

http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/TAVOLO_6_TURISMO_completo.pdf

http://cor.europa.eu/en/activities/arlem/activities/meetings/Documents/sudev-report2012-tourism-it.pdf

https://www.architetturaecosostenibile.it/green-life/turismo/impatto-turismo-751/

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/nature_wwf_il_portale_dedicato_al_turismo_responsabile

https://www.youtube.com/watch?v=kmgwT3JK9n4

http://www.wwf.it/il_pianeta/sostenibilita/il_wwf_per_una_cultura_della_sostenibilita/perche_e_importante2/gli_indicatori_di_sostenibilita_/

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Maggio 2017, editoriale