Presto arriva la Primavera! Il 21 marzo è il giorno dell’Equinozio primaverile

di Marilena Ramus

sunrise-938998_1920

Già nei tempi più remoti l’Uomo osservava il ciclo regolare degli astri e stabiliva su di essi la misura del tempo, il calendario. In Europa, uno dei primi osservatori pare che sia il sito neolitico di Stonehenge, in Inghilterra; basta vedere il preciso allineamento delle pietre con i quattro giorni particolari del ciclo solare, cioè l’Equinozio di primavera il 21 marzo, il Solstizio d’estate il 21 giugno, l’Equinozio d’autunno il 23 settembre e il Solstizio d’inverno il 22 dicembre. Ad ognuno di questi giorni – momenti magici segnati da festeggiamenti – i Celti hanno associato un albero: il faggio per il Solstizio invernale considerato come il primo giorno dell’anno, la quercia per l’Equinozio primaverile, la betulla per il Solstizio estivo e l’ulivo per l’Equinozio autunnale. Così i nostri lontani antenati hanno diviso il ciclo solare in quattro stagioni e concepito un oroscopo con gli alberi, associandoli a periodi particolari dell’anno in modo da conoscere le caratteristiche dei bambini che nascevano. Per i lavori agricoli, hanno inventato il calendario organizzato secondo i cicli della Luna e la data mobile della Pasqua ce lo ricorda ancora oggi.

Immersi nella natura che procurava loro cibo, medicine e materie prime, vivevano in armonia con essa. Noi invece alziamo ancora lo sguardo verso il cielo? Ci sentiamo felici guardando lo spuntar del sole, un bel tramonto, il cielo di una notte serena con la Luna piena? Sentiamo la gioia dentro di noi scorgendo Venere? O li abbiamo dimenticati?
Forse camminiamo nelle nostre città con lo sguardo rivolto a terra o – peggio ancora – concentrati sul telefonino con le orecchie tappate. Siamo sconnessi! Non guardiamo, non sappiamo, non riflettiamo, abbiamo consegnato ad altri la nostra vita, la nostra intelligenza. I mass media ci dicono cosa fare, cosa pensare, ci sovraccaricano di informazioni, ci paralizzano con la paura e così non ci accorgiamo che diventiamo loro schiavi. Vogliamo fare la scelta di vivere bene? Allora torniamo ai Fondamentali!
Uno di questi è la Natura. Ci aspetta! Con l’arrivo della primavera possiamo decidere di passare giornate immersi nel verde. La cosa importante è avere occhi nuovi:
– Guardiamo il verde dei prati: non è erba, ma centinaia, migliaia di specie di erbe selvatiche commestibili, medicinali, ornamentali che ci attirano con le loro varietà di forme, profumi, colori e la promessa di cibo buono.
– Osserviamo gli alberi e scopriamo ognuno di loro: quante personalità, quanti caratteri diversi: fusto, chioma, profumo, fiori e frutti, habitat e la complementarietà tra loro e le erbe che crescono sotto.
– Ascoltiamo i rumori della natura: la musica di rami e foglie mossi dal vento, il canto degli uccelli, uno strisciare, rumori di zoccoli, il mormorio dell’acqua che scende dalla montagna saltellando tra le rocce e caricandosi di un’energia potente che mette a disposizione di tutti gli esseri viventi.
– Sentiamo l’aria, la carezza di un soffio di vento o di un caldo raggio di sole. Gonfiamo i polmoni e facciamo entrare dentro di noi energia, tranquillità, pace, forza e poi liberiamo tensioni e tossine.
Fate l’esperienza straordinaria di stabilire una relazione armoniosa con la natura e scoprirete che è una sorgente di vita: con una semplice passeggiata, vi dona l’energia del cielo e della terra e vi permette di rigenerare corpo, mente e spirito.
Buona primavera a tutti!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Marzo 2017, sezione Orti e Giardini

Vuoi ricevere ogni mese il numero di Vivere Sostenibile Alto Piemonte?
clicca qui e lasciaci la tua mail, oppure clicca qui e ricevi l’edizione cartacea nella tua posta di casa!

Natale nutriente

di Beatrice Caliasolstizio

Si narra che nell’antica Roma dal 17 al 24 dicembre si celebravano i Saturnali in onore di Saturno, dio delle semine e dell’agricoltura. In quei giorni Roma era messa a soqquadro da una vera e propria rivoluzione nella quale gli schiavi prendevano il posto dei padroni ed erano autorizzati, per una volta, a farsi servire da loro pranzi luculliani. Credo che derivi da questa antica usanza il nostro imbandire la tavola di Natale come se non esistesse un domani.
Nello stesso periodo i Celti e i Germani celebravano il solstizio d’inverno e l’avvicinarsi dell’anno nuovo, con la festa di Yule.  È a loro che vorrei rifarmi, portando in tavola ricchezze vegetali simbolo di nuova nascita, di rinnovamento, cibi nutrienti, alimenti

simbolo di nuova vita, semi e germogli, alimenti vegetali ricchi di vitalità, verde clorofilla e rosso rubino come la linfa che scorre in noi e nelle amiche piante.
Fu l’imperatore Aureliano, nel 274 d.C., che decise di festeggiare con il 25 dicembre “la natività del Sole Nascente”: la luce del giorno, infatti, ricomincia ad allungarsi proprio in questo periodo. Solo in seguito verrà fissata in questa data la nascita del Bambin Gesù. Oggi è venuto a scemare il piacere di festeggiare i veri motivi del Natale: c’è la corsa ai regali, al preparare pranzi e cene succulente a volte a base di ingredienti impossibili, troppo esotici e costosi. La tavola a Natale dovrebbe unire, e invece a volte separa per via delle varie scelte alimentari, non sempre condivise.
La tradizione evoca una tavola ricca e imbandita, una volta durante l’anno il cibo scarseggiava e quindi si aspettavano le feste comandate per fare scorpacciate, ma al giorno d’oggi abbiamo a disposizione ogni cosa, sempre! Credo, che si potrebbe optare per piatti vegetali semplici e appetibili a tutti, così, almeno a tavola potrete proporre una ritrovata pace, vero simbolo del Natale. Date estro al vostro Natale, porterete colore e allegria sulle vostre tavole, non ci saranno differenze, ognuno sarò incuriosito e dilettato nel condividere sapori nuovi e golosi, senza creare separazioni inutili.

Il buon cibo alimenta in noi pensieri gentili, nutre i nostri cuori e fa bene alla Terra e ai suoi abitanti. Portare in noi cibi sani ci aiuta a rinnovarci in corpo, mente e spirito. Auguro a tutti un sereno e gioioso Natale, sperimentate sempre e abbiate cura di voi!

Un abbraccio da Beatrice Calia, autrice del libro “L’Erbana una selvatica in cucina”

biscotti_01

Se volete delle idee per il vostro menù di Natale Vegetale, trovate tante idee provate e approvate direttamente da noi sul numero di Dicembre+Gennaio, nella sezione Speciale Cenone di Natale!

Troverai le Stelline di polenta taragna su ragù di nocciole di Susanna Cavallo, Tartellette di frolla salata con insalata russa e l’“Arrosto” di cannellini di Angela Carreras,  la Torta di avocado e cioccolato di Giulia Marone, il Panettone Vegano fatto in casa di Paola Cavallini e uno splendido menù completo, di Beatrice Calia.