WWOOFING – Il viaggio dello spirito

di Giulia Marone

IMG_20180430_114132

Cosa vuol dire per me viaggiare? Un modo per uscire dalla propria realtà e scoprire cose nuove. Non solo i luoghi, ma le usanze di persone che vivono diversamente da me.
Portare solo se stessi e lasciare a casa le abitudini e le sicurezze mentali che ci mantengono in “equilibrio” (quello che pensiamo sia il nostro equilibrio, che il più delle volte è “routine”).
Quindi, quando ho scelto di allontanarmi dal mio quotidiano per un po’ non ho badato tanto a quanta distanza fisica avrei posto tra me e “casa”.
Leggendo qui, sul numero di Febbraio+Marzo 2018, l’articolo di Olimpia Medici sull’Eden Sangha di Ellen Bermann, mi sono illuminata: era il posto giusto.
Vicino a Biella, ma fuori dal mondo, al mio arrivo me ne sono resa conto subito. È una piccola oasi di verde selvaggio tra le colline. Circondati da piccole cime, si è isolati dalla vista della civiltà come viene definita ironicamente anche da Ellen e suo marito Lorenzo.
Io ero la Wwoofer di Aprile. Significa che scambiavo il mio lavoro mattutino per loro con ospitalità e cibo, entrambi di ottima qualità: Ellen e Lorenzo sono accoglienti e tranquilli, mi hanno lasciato modo di ambientarmi ed Ellen è una cuoca fantastica.
Le cose che di questa esperienza, durata due settimane, voglio condividere con voi sono alcune sensazioni.

Prima di tutte il senso di SPAZIO. Quello spazio che è vivere all’aperto, in contatto con la natura, che in città non si prova. È uno spazio privato, ma condiviso. Senti che è tuo. Forse perchè ti rendi conto che fa parte di te fin da subito: gli alberi, gli arbusti, le erbe aromatiche, la terra, i quarzi e i massi erratici che arredano l’architettura della “mia nuova casa”. Respiro.

Come secondo punto, direi un gran senso di VUOTO. Non è un vuoto negativo, sia chiaro, o meglio: spaventa, è vero. All’inizio fa paura rendersi conto di avere il TEMPO tutto per sé. Sei TU, tu e basta. Perchè dopo le quattro ore di lavoro mattutino, durante le quali si scarica il fisico e la mente attraverso le mani, le braccia, le gambe, i muscoli, nel pomeriggio si è liberi di usare il tempo come meglio si crede. È così strano avere del tempo davvero libero, staccato da tutto ciò con cui di solito lo riempiamo! E quante cose si riescono a produrre in un pomeriggio con se stessi? Cose belle e cose “brutte”.

Il terzo punto è il CONTEMPLARE semplicemente. Sorridere con l’anima alle cose. Osservare e non avere bisogno di fare nulla. Tutto vive, si muove, va avanti, anche senza di noi, senza il nostro continuo correre e fare. Solo noi che guardiamo e impariamo, nutriamo la mente con le immagini e le sensazioni.

Cosa cercavo da questa esperienza? Non lo so. Forse volevo mettermi alla prova e trovare un altro pezzo di me. L’ho fatto.
Grazie Ellen e Lorenzo, grazie a Yeti, Ariel, Totò, Byrony, Zelda, le galline più belle del mondo e tutti gli altri.
L’associazione Eden Sangha ospita incontri legati alla permacultura, che applica quotidianamente e i cui principi sono stati alla base della rinaturalizzazione dei suoi terreni. È un polo di idee in continua crescita, dove la ricerca della bellezza è alla base di ogni azione. Per contattarli potete seguire la loro pagina facebook (dove ci sono anch’io!) @edensangha oppure il sito www.edensangha.wordpress.com
Per capire meglio cos’è il wwoofing, il sito italiano è:
www.wwoof.it oppure potete leggere l’articolo di Rossana Vanetta sul numero di Maggio 2016 di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, che trovate QUI.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Giugno+Luglio 2018, sezione “Estate e dintorni…”

Annunci

I Funghi, i guardiani del bosco

di Matt Perrod, escursionista e conoscitore di boschi

Immaginate le belle giornate autunnali, con la natura che si prepara ad andare a dormire nel freddo inverno e che lentamente indossa un pigiama di foglie tutto colorato. Questa stagione ci offre molti frutti deliziosi, come castagne, noci, ma soprattutto funghi. Tecnicamente non sono né piante né animali, ma se non ci fossero non esisterebbero nemmeno i boschi che tanto amiamo.

IMG-20150904-WA0013

I funghi, rilasciando miliardi di spore, contribuiscono a far respirare il bosco e a creare l’humus necessario alla crescita delle piante, decomponendo il legno e le foglie. Si nascondono prevalentemente nei boschi, sia in pianura che in montagna; alcune specie solitamente nello strato superficiale della lettiera (fogliame, muschio e piccoli rami), altre invece crescono sul tronco degli alberi o addirittura in mezzo all’erba alta.
Assomigliano alle piante perchè dotati di una fitta rete di radici e filamenti chiamata micelio: è il corpo vegetativo del fungo e non è altro che un’enorme rete metropolitana dei boschi. È la parte fondamentale di ciascuna specie e col verificarsi di particolari condizioni atmosferiche (umidità, incremento o decremento di temperatura e assenza di vento), dà origine al carpoforo, il “fungo” come lo conosciamo e che siamo abituati a raccogliere.

WhatsApp Image 2017-10-24 at 19.13.34

Per trovarli non basta una breve passeggiata, alle volte una “fungata” può durare anche molte ore, con il rischio di rientrare a casa con il cestino vuoto. Premesso che, un conto è una passeggiata nel bosco e un altro andar per funghi, quest’ultima è un’attività che non deve essere presa sottogamba per almeno due motivi: il rispetto dell’ambiente e la propria sicurezza.
La prima importante regola è il rispetto del bosco, come lo abbiamo trovato lo dobbiamo lasciare e non bisogna rompere i funghi cattivi o che non conosciamo, per i motivi descritti prima: se lo rispettiamo, il bosco ci ripagherà con i suoi frutti. Il silenzio è la seconda regola: ricordiamoci sempre che non siamo al mercato, ma nell’habitat di molti animali, grossi e piccini, che non saranno molto entusiasti di avere a casa chiassosi ospiti indesiderati. La terza regola è più personale: soprattutto in mezzo ai boschi di montagna, fermatevi a respirare e dimenticatevi dei problemi, chiudete gli occhi e sentite l’energia di Madre Terra intorno a voi. Una volta fatto questo potete iniziare la vostra ricerca.

Per iniziare bisogna avere un’adeguata attrezzatura, è importante per rispettare la prima regola e per la propria incolumità: in primis scarpe con la suola a carrarmato per evitare di scivolare sul fogliame e le pigne, in pianura invece consigliamo lo stivale di gomma per non inzupparsi le scarpe negli acquitrini. Successivamente vestitevi bene, usate un abbigliamento caldo, comodo ma resistente, possibilmente lungo per evitare graffi, i funghi si possono trovare sul sentiero ma spesso vi capiterà di dover passare in mezzo ad arbusti o a boschi fitti che non vi risparmieranno gambe e braccia (in qualche modo il bosco deve difendersi da voi!). Munitevi di un bastone (potete tranquillamente raccoglierne uno appena arrivati, se non ne siete già in possesso), è un valido supporto nei tratti scoscesi ed è utile per spostare, senza danneggiare, i piccoli cespugli o le piante sotto le quali si possono nascondere i funghi. I cercatori più tecnici non si separano da un gilet multitasca, tipo quelli dei pescatori, unito al pratico marsupio. Insieme, questi due accessori vi permetteranno di avere tutto a portata di mano, senza dovervi ogni volta fermare per frugare nello zaino a cercare il coltello, strumento fondamentale per non rompere il cappello dal gambo nel tentativo erroneo di strapparlo dal terreno, importantissimo per pulire il fungo non appena raccolto e per lasciare nel bosco i resti del micelio. Così facendo, è molto probabile che la prossima volta possiate trovare funghi nuovamente nello stesso punto dove li avete raccolti. Se sarete fortunati e porterete a casa un bottino consistente, custoditelo in cesti di vimini: durante il trasporto i funghi, attraverso i fori del cesto, continueranno a rilasciare spore, che cadendo durante il tragitto nel bosco, potranno germinare e dare origine a nuovi miceli, che a loro volta potranno generare nuovi corpi fruttiferi e quindi nuove spore.
In Italia tra i più ricercati troviamo il porcino, Boletus Edulis, che è tra i funghi più pregiati al mondo. In Francia invece, preferiscono gli ovuli, anch’essi molto pregiati. I porcini hanno un sapore molto delicato e per questo in cucina vengono usati per insaporire le carni o come protagonisti di ottimi risotti. I funghi porcini, così come tutti gli altri funghi, sono facilmente deperibili, quindi è consigliabile consumarli entro pochi giorni dal raccolto, a meno che si voglia conservarli più a lungo. In tal caso possono essere messi in vasetti sott’olio, oppure possono essere fatti essiccare; quest’ultima tecnica viene usata soprattutto se si sospetta la presenza di vermi ed è l’unico modo per eliminarli senza rinunciare ai funghi. Con entrambi i metodi si manterranno intatti il gusto e l’aroma e durante il resto dell’anno non se ne soffrirà troppo la mancanza. Una curiosità, a proposito di altri periodi dell’anno: non tutti i funghi nascono in autunno. Ad esempio, quando il micelio della Morchella, fungo primaverile ottimo per i risotti, registra un aumento di temperatura, ne stimola la fruttificazione.

WhatsApp Image 2017-10-24 at 19.13.33

I funghi possono essere definiti integratori naturali, infatti contengono molti sali minerali, tra cui fosforo, potassio, magnesio, selenio, etc. sostanze antiossidanti, proteine e numerose vitamine, come quelle del gruppo B. Favoriscono una corretta ossigenazione del sangue e la produzione di globuli rossi, non contengono grassi e hanno poche calorie. Nel complesso quindi si tratta di un alimento interessante dal punto di vista nutrizionale, nonché capace di rendere indimenticabili pranzi e cene. Come per tutte le cose non bisogna abusarne: facendo parte della famiglia delle muffe un consumo eccessivo può renderli indigesti. Bisogna fare anche attenzione quando si raccolgono nei boschi: se non siete pratici, munitevi di un compagno di avventure esperto o di guide cartacee in cui sono spiegate tutte le tipologie di funghi, dal momento che non tutti sono commestibili e alcune varietà potrebbero essere tossiche e velenose. Ricordate che per prudenza conviene farli controllare all’Ispettorato Micologico, presente un po’ in tutte le ASL.

Ma non vi allarmate: anche se non siete in grado di valutare se un fungo sia buono o cattivo, prima dovete trovarlo!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Novembre 2017, sezione Alimentazione Consapevole