La coppettazione in medicina cinese

di Paola Massi, operatrice Tuinà

Le coppette sono un antico metodo terapeutico che nel corso dei secoli, ha trovato utilizzo in numerose culture, risalendo sino a quella della Mesopotamia dove si trovano testimonianze di un medico che le utilizzava già nel 3300 a.C. Oggi la coppettazione è ormai diffusa anche in occidente dove viene particolarmente apprezzata da chi svolge attività sportiva. Cerchiamo di capire come funziona e quali sono i benefici di questa tecnica millenaria. L’utilizzo delle coppette si basa sulla teoria della Medicina Tradizionale Cinese, secondo la quale l’energia vitale – qi – circola attraverso canali ben definiti, i meridiani, che la trasportano in tutto il corpo, raggiungendo gli organi e tutti i sistemi funzionali. Secondo la concezione cinese, le malattie sopraggiungono nel momento in cui la circolazione di questa energia è alterata o bloccata. Utilizzate da sole o all’interno di una seduta di agopuntura o di massaggio Tuina (antico massaggio cinese), le coppette rappresentano un valido metodo terapeutico per ripristinare il libero fluire dell’energia.

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Esistono diversi tipi di coppette: quelle in vetro o in bambù sono “tradizionali”, ma in commercio se ne trovano anche in materiale plastico. Possono essere applicate con metodi diversi a seconda dello scopo che si vuole raggiungere: a ripetizione, strisciate o fisse. Per fare in modo che aderiscano al corpo (tipo ventosa), si scaldano inserendo una piccola fiamma all’interno che brucia l’ossigeno creando un vuoto, procedura che conferisce alla coppetta l’effetto aspirante sui tessuti. La suzione e il calore prodotto provocano un maggiore afflusso di sangue e linfa, favorendo la circolazione locale e il nutrimento degli organi riflessi collegati alle zone trattate. In questo modo si riesce a stimolare e ripristinare la circolazione dell’energia nel corpo. Grazie alla loro azione antalgica sui dolori, energetica, meccanica e circolatoria, le coppette trovano impiego in diversi disturbi
• Nelle patologie articolari e muscolari, reumatismi, lombosciatalgie, torcicollo, gonartrosi, periartriti della spalla, distorsioni, tendiniti
• Nei disturbi dell’apparato respiratorio come tosse, bronchite o asma
• Nei disturbi viscerali, quali problemi digestivi o ginecologici legati al ciclo mestruale
• Nel trattamento della cellulite, poiché mobilizzano i liquidi del corpo che vengono poi drenati con un massaggio
Naturalmente a seconda del problema che si intende risolvere, le coppette andranno sapientemente posizionate in diverse parti del corpo utilizzando la tecnica più appropriata. La coppettazione ha alcune controindicazioni. È sconsigliata in gravidanza, in caso di assunzione di anticoagulanti o in presenza di varici, in caso di dermatosi o di escoriazioni. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, l’unica segnalazione da fare è che sulle zone della pelle dove sono state applicate le coppette, subito dopo il trattamento tendono a formarsi delle macchie rosso-violacee che scompariranno in qualche giorno. Niente di preoccupante! Sono le tossine che, mobilizzate e richiamate in superficie dalla suzione, possono essere smaltite più velocemente.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Aprile+Maggio 2018, sezione Benessere Corpo e Mente

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La Medicina tradizionale cinese e l’orologio degli organi

di Paola Massi, operatrice Tuinà

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Giornalmente il nostro corpo opera in base a processi interni che reagiscono al buio e alla luce, al freddo e al caldo e ad altre polarità yin-yang. Se consideriamo la pressione a cui sottoponiamo il corpo con una dieta scorretta, con la mancanza di movimento e con lo stress, è semplice capire quanto spesso interrompiamo questi cicli naturali e gli effetti che ciò comporta sulla nostra salute.

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) ha una visione completa e approfondita dei ritmi biologici, legati all’armonia esistente tra l’essere umano e la natura. Il ciclo circadiano rappresenta uno di questi ritmi, un vero e proprio orologio biologico del nostro organismo. Secondo la MTC i meridiani, i canali energetici che percorrono il nostro corpo, e gli organi ed i visceri ad essi collegati seguono un orologio biologico ben preciso: a ciascuno di essi corrisponde una fase di due ore di massima funzionalità, quella in cui il Qi energia vitale – fluisce maggiormente attraverso il meridiano legato a quel particolare organo. Secondo la legge del mezzogiorno e mezzanotte, al picco massimo di energia di un organo corrisponde invece il picco minimo dell’organo esattamente opposto nell’orologio circadiano. Questa informazione è importante per poter valutare eventuali squilibri che si presentano spesso (o sempre) in una stessa fascia oraria (di massima o minima energia), poiché ci fornisce indicazioni utili per capire il collegamento a un organo o un viscere particolare, o all’emozione che lo sta bloccando.

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Il ciclo circadiano inizia alle 3 di mattina con il Polmone (dalle 3 alle 5), alternando organo, viscere, viscere, organo e così via di due ore in due ore. Le scorie tossiche dei polmoni vengono liberate tra le 3 e le 5 del mattino, momento in cui il Polmone distribuisce energia e sangue a tutto l’organismo. Avere una tosse persistente o svegliarsi spesso in questa fascia oraria può indicare una carenza di energia dell’organo, un problema di eccesso di muco o ancora sentimenti di dolore e tristezza. Per fare un altro esempio, il ciclo del Fegato è tra le 1 e le 3; in questa fascia oraria si dovrebbe dormire per permettere all’organo di rilasciare le tossine e produrre nuovo sangue. Svegliarsi a quest’ora può indicare che il Fegato non è in grado di eliminare le tossine e l’eccesso di energia yang da esso liberata rende insonni. Emotivamente il Fegato è legato alla frustrazione, alla rabbia e al rancore. Conoscere in dettaglio i vari orari di massima e minima attività permette di individuare gli squilibri energetici che si manifestano o si acuiscono ad un orario ben preciso (risveglio notturno, dolore, disturbo..). Comprendere che ogni organo può avere dei pieni/vuoti di energia e che il nostro corpo ha un proprio orologio biologico interno, ci offre la possibilità di migliorare la nostra salute interpretando i suoi segnali come delle linee guida. Ricordiamoci però di fare riferimento all’ora solare e non a quella legale.

Leggi la seconda parte qui

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2017/2018, sezione Benessere Corpo e Mente

Medicina Cinese – La via del polmone, la via del lasciare andare

di Paola Massi, operatrice tuinà

La Medicina Cinese, ascoltando e osservando la natura, ha associato la stagione dell’autunno all’elemento metallo e al polmone (n.06 settembre 2016 Vivere Sostenibile Alto Piemonte). I Polmoni governano il Qi, o energia vitale, inviandolo in tutto il corpo per nutrire i tessuti e promuovere i processi fisiologici. In particolare, hanno il compito di inalare l’aria. Per questo e per il fatto che influenzano la pelle, i polmoni sono l’organo più esterno, l’organo intermediario tra l’organismo e l’ambiente, quello deputato alla gestione dei rapporti sociali. L’approccio della Medicina Cinese non è solo di tipo puramente organico, poiché ogni organo ha a suo carico anche il controllo di determinate qualità caratteriali, emozionali e spirituali. In questa ottica, coltivare il polmone significa sviluppare la virtù di lasciare andare. Il polmone governa questo movimento fisico-emozionale-spirituale: inspiro-trattengo-espiro / ricevere-accettare-lasciare andare. I classici antichi cinesi affermano che la liberazione dal tradimento, dal trauma, dal dolore non dipende dal modificare la propria vita, ma dalla capacità di perdonare propria del Polmone. Come il respiro che non può essere trattenuto per sempre ma è necessario lasciarlo andare, così la chiave di volta del Polmone è l’espirazione.

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Non è il cambiamento che porta alla grazia, ma la capacità di lasciare andare. Imparare a perdonare se stessi e gli altri. Per permettere al Polmone di svolgere il suo compito, si deve cercare di vivere senza bisogno di ricevere scuse. Qualunque azione viene compiuta dagli altri non costituisce un motivo per giustificare a se stessi il proprio modo di essere, quei torti subiti non devono avere alcun effetto sul nostro comportamento. Le proprie azioni non dipendono da quanto di negativo viene dagli altri, ma dalla propria responsabilità. Sentirsi quindi dipendenti e condizionati da quanto si è subito dalle altre persone è un sabotaggio del proprio meridiano del Polmone, la cui essenza è rappresentata dal vivere non sentendosi impediti da qualcosa che è stato compiuto da altri. Essere molto presenti. La vita ideale si basa su questa piena responsabilità verso se stessi e questa piena indipendenza dagli effetti negativi delle azioni altrui.

Per vivere è necessario inspirare ed espirare e la vita non finisce inspirando ma espirando; si deve raggiungere per quel momento la capacità di sentire che non c’è nulla che non si possa lasciar andare. Questa è la vera felicità che viene invece spesso confusa con il potere o il successo. In questa ottica è invece la capacità di vivere consapevolmente il momento, perché quel che arriva va anche via: la felicità è godere del momento presente, non è trattenere, perché niente è permanente, così come il respiro. Quello che si porta nella vita si porta anche nella morte. Per coloro che credono nella reincarnazione, quello che si porta nella morte è quello che si deve riportare indietro nella nuova vita.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, edizione Ottobre 2017, sezione Benessere Corpo e Mente