Arrivano col caldo… e pungono. Cosa fare?

di Marilena Ramus

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VESPE E CALABRONI
Spesso quando vespe o calabroni ci pungono il loro pungiglione rimane sotto pelle e la loro ghiandola col veleno all’esterno, quindi è da estrarre delicatamente con una pinzetta, stando attenti a non premere la ghiandola che inietterebbe il veleno.
Le nostre nonne per alleviare il dolore usavano subito erbe che pulivano accuratamente con le mani e poi le stropicciavano, per far uscire i liquidi con i principi attivi.
Quelle erbe ci sono ancora, crescono dappertutto, quindi possiamo tornare ad utilizzarle in questo modo:
– cogliere sul posto foglie di tre piante diverse e sfregare la zona punta.
– frizionare con foglie fresche di piantaggine o di lavanda;
– sfregare con foglie di prezzemolo, basilico, salvia, timo, melissa, menta, calendula, sambuco, serpillo o aglio;
– sfregare con una fetta di limone o acqua e aceto per far passare il prurito;
– mettere sulla zona una fetta di cipolla.
Infine, si può usare anche il cerume prelevato dall’orecchio, spalmandolo sulla puntura.

ZECCHE

Quando fa caldo e andate a fare una passeggiata in campagna, siete preoccupati per le zecche? Da ora in poi, partite tranquilli!
Ecco un metodo semplicissimo per eliminare le zecche: mettere sapone liquido o qualsiasi olio su un batuffolo di cotone, coprire la zecca col cotone umido e senza premere smuoverlo delicatamente per circa 15/20 secondi, poi togliere il cotone, la zecca si è staccata dalla pelle ed aderisce al cotone.
Quando andate a camminare in campagna o in montagna, mettete in tasca un botticino di olio o di sapone liquido e un batuffolo di cotone, da usare appena si vede una zecca ferma sulla pelle. Tornati a casa, osservate attentamente la cute, i capelli e la pelle dalla testa ai piedi, sopratutto per i bambini che hanno giocato nell’erba alta o tra i cespugli.
Con questo metodo semplice e veloce, finita la paura delle zecche!

ZANZARE

Il profumo particolare dei gerani zonali messi sulla terrazza, balcone, finestre respinge le zanzare. Ma come eliminarle? Ecco una ricetta semplice.
Ingredienti:
-20cl di acqua;
-50 gr. di zucchero grezzo o integrale (attenti! Non usare zucchero bianco ulteriormente colorato);
-1 gr. di lievito di birra (lievito usato dai panettieri per il pane);
-una bottiglia di plastica da due litri.
Tagliare la bottiglia a metà, far scaldare l’acqua e far sciogliere lo zucchero e poi versare il tutto nella bottiglia, spolverizzare sopra il lievito, inserire la parte alta della bottiglia come un imbuto, avvolgere la bottiglia con carta nera, lasciando libera la zona imbuto e metterla in casa nell’angolo di una stanza o all’esterno. Le zanzare attirate dal gas prodotto dalla fermentazione dello zucchero, rimangono intrappolate nella bottiglia. Così si pulisce la casa e anche i dintorni.
Dopo una o due settimane sostituire il contenuto della bottiglia.

Buona estate a tutti!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Giugno+Luglio 2018, sezione “Estate e dintorni…”

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Ma cosa vuol dire mangiare consapevole?

di Giulia Marone

Cosa vuol dire oggi alimentarsi consapevolmente? Spesso parliamo di vegetariani e vegani, dando per scontato che sia la miglior alimentazione etica da rispettare. Ovviamente è così solo se fatto consapevolmente.
Mi spiego meglio: non è l’etichetta di “vegano” a renderti immediatamente riconoscibile come un salvatore del pianeta, e purtroppo c’è molta diffidenza verso questo tipo di alimentazione, semplicemente perchè l’altro non conosce realmente le motivazioni che spingono a farla o perchè ne conosce alcune per sentito dire e non vuole approfondire.
L’unica cosa che può renderci sostenibili davvero è l’elemento che dovrebbe essere alla base di ogni alimentazione: la conoscenza della provenienza degli alimenti.

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Conoscere ciò che mangiamo è l’unica cosa che ci permette davvero di essere consapevoli delle nostre azioni e quindi di fare delle scelte. Non è facile oggi, soprattutto nelle grandi città, avere le fonti e le informazioni complete su tutto ciò che portiamo in tavola, e se ci pensate è assurdo non poterlo sapere. Lo sforzo che ognuno di noi deve compiere è proporzionale all’amore verso noi stessi e la nostra famiglia, perchè a quel punto ci renderemo conto che non è uno sforzo, ma una necessità imprescindibile!
Un altro elemento discutibile potrebbe essere quello degli alimenti provenienti da altri Stati e che spesso troviamo nelle moderne ricette “salutari”. È bello vedere le fotografie sui social piene di frutti dai mille colori e dalle forme nuove, ci sono tanti alimenti che ci piacerebbe provare, assaggiare, che ci dicono che fanno bene. E nella maggior parte dei casi è vero, esistono i cosiddetti “super food” perchè questa Terra è ricca e va incontro alle esigenze di tutti. È sbagliato provare cibi nuovi? No, non è questo che voglio dire. Non avremmo i pomodori o le patate se tempo fa non avessimo incluso nuovi alimenti nella nostra dieta. Qual è il punto allora? Sempre lo stesso: da dove proviene l’avocado che voglio mangiare? È di una coltivazione italiana o di una catena equa e solidale o è senza indicazioni reali di origine?

Allo stesso tempo, sarebbe possibile per i vegani alimentarsi in maniera completa senza acquistare cibi non originariamente italiani? Ad esempio: la quinoa, i semi di chia, gli anacardi… , la risposta è ovviamente sì. Nessuno però pretende che per essere definiti sostenibili sia necessario essere vegani e mangiare a km zero ad ogni pasto (conosco non-vegani molto più sostenibili di chi si alimenta con polpettine senza derivati animali e di solito sono persone anziane che vivono in piccoli centri), ma se vogliamo esserlo almeno un po’, facciamo tutto ciò che è in nostro potere per conoscere ciò che portiamo in tavola, magari andando a conoscere i produttori. Guardatevi attorno! L’Italia è ricca di possibilità e il nostro corpo richiede attenzioni, come l’ambiente che ci circonda e che ci dà ancora tutto ciò che ci serve.
Del resto se ci pensiamo bene finchè l’ambiente che ci circonda starà bene probabilmente staremo bene anche noi.

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio + Marzo 2018, sezione Speciale Alimentazione Naturale

Al cuore del cioccolato: cosa si nasconde dietro questo prodotto tanto amato?

di Francesca Cappellaro, ricercatrice Ingegneria della Transizione

Cosa si nasconde dietro al cioccolato, uno dei prodotti più amati da tutti noi? Certamente la materia prima di cui è fatto, il cacao, contribuisce ad ottenere un cioccolato di qualità. Ma ancora meglio se viene prodotto nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori che contribuiscono alla sua produzione. Quasi tutto il cioccolato si produce e si consuma in Europa e negli Stati Uniti. L’80% del mercato è controllato dalle multinazionali occidentali, ma la materia prima, il cacao, proviene da diversi Paesi del Sud del Mondo. La maggior parte di questi sono localizzati nella fascia tropicale: il 70% in Africa (soprattutto Costa d’Avorio e Ghana), il 20% in Asia (Indonesia) e il restante 10% in America latina (Brasile ed Ecuador).

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Anche se il 90% dei produttori di cacao sono piccoli coltivatori locali, la maggior parte delle coltivazioni appartengono a grandi proprietari che con le loro scelte fanno la differenza nella filiera produttiva del cioccolato. Già nel 2010, il documentario The dark side of Chocolate, raccontava gli ingenti interessi legati a questa materia prima e di cosa si cela dietro il suo prezzo fissato in borsa. Emergeva uno sfruttamento dei lavoratori e l’impiego della manodopera minorile. Ad oggi, ci sono stati seri tentativi di contrasto di questo fenomeno, che in parte si è ridotto, ma certo non è stato debellato. Dietro al cioccolato ci sono quindi gravi questioni etiche, ma emergono anche importanti conseguenze ambientali. In Ghana e Costa d’Avorio, oltre il 90% dei terreni di riserve forestali è stato convertito illegalmente in piantagioni di cacao. Ciò ha determinato una vasta deforestazione con importanti conseguenze per la biodiversità che ha visto restringere gli habitat di molti animali, come ad esempio scimpanzé ed elefanti.

Anche in Ecuador, molte aree sono a rischio dal disboscamento selvaggio e molte delle piantagioni di cacao nazionale sono state soppiantate da una pianta geneticamente modificata, CCN-51. Questa è maggiormente resistente agli antiparassitari e più redditizia dal punto di vista economico, ma sta alterando la biodiversità del territorio, tanto che dal 1991 al 2009 si è passati da 550.000 ettari di coltivazioni di cacao nazionale a 255.000 ettari. Il cacao clonato ha poi qualità organolettiche molto differenti da quelle del cacao nazionale e per sopperire a questa mancanza viene arricchito con aromi. Tutto ciò fa sì che si stia alterando questa preziosissima materia prima ed emerge l’insostenibilità di una produzione industriale ed intensiva.

Una valida alternativa è data dai prodotti del mercato equosolidale, che sostiene il lavoro dei piccoli produttori contribuendo a migliorare le loro condizioni di vita e garantendo allo stesso tempo diritti e condizioni commerciali più eque. Inoltre, a differenza dei metodi di produzione intensivi, dove vengono seminate 1100 piante in un ettaro di terreno, il cacao equosolidale cresce in piccoli orti (huertas) con coltivazioni biologiche. Qui ogni pianta gode di un proprio ampio spazio di crescita (300 o 400 piante in un ettaro) e convive con altre specie vegetali (limone, arance e mandarini, banane, caffè, papaia, altre specie tropicali) che conferiscono al cacao un particolare aroma floreale e fruttato. Se abbiamo a cuore il cioccolato, è necessario sostenere un consumo più responsabile di questa preziosa risorsa a tutela della sua qualità e anche nel rispetto dell’ambiente e dei diritti dei produttori locali!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio + Marzo 2018, sezione Speciale Alimentazione Consapevole

Speciale Alimentazione Naturale

Quante attività ci sono nelle nostre zone che rispettano la stagionalità, il km zero, il biologico e tutto ciò che chi è attento alla salute e all’ambiente vuole trovare sulla tavola?
Alcune hanno deciso di parlare ai lettori di Vivere Sostenbile Alto Piemonte e far crescere il loro impegno, già importantissimo, verso la sostenibilità ambientale!

L’Alveare che dice Sì cerca nuovi Gestori!

Si chiamano Alveari, ma non hanno niente a che vedere con le api. Sono dei gruppi d’acquisto, comunità di persone che si uniscono per comprare… continua

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Alimentazione e benessere bio. Consapevolezza o moda?

di Enrico Marone

Ma agli Italiani quanto interessano gli alimenti biologici ed il loro consumo?
E lo fanno per “moda” o perchè credono veramente nella maggiore qualità di questi prodotti?
Domande interessanti e stuzzicanti alle quali ha dato una risposta uno studio di Demoskopea (ricerca di marketing e ricerca sociale attraverso partnership costruttive con aziende private nazionali e internazionali e con enti e istituzioni pubbliche da oltre 50 anni).
Capire cosa muove l’interesse delle persone verso prodotti che possiamo definire nuovi e nello stesso tempo antichi, è sicuramente un dato utile per tutta una serie di ragionamenti che tenteremo di fare insieme, proprio grazie ai dati raccolti.
Dati che provengono da 2.000 interviste a persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni di entrambi i sessi che vivono in piccoli, medi e grandi centri. Un campione che consente di estrapolare una serie di evidenze significative.
Per quasi due terzi degli italiani (62%) il consumo di almeno un prodotto biologico è entrato a far parte delle abitudini alimentari. Tra i consumatori l’incidenza media dei prodotti biologici nella dieta è del 38% e quindi su 10 prodotti alimentari consumati 4 sono biologici.
I prodotti alimentari biologici consumati (almeno una volta al mese) sono principalmente frutta e verdura ma anche uova, confetture, cereali, pasta, riso, ecc. Consumo che è quasi imprescindibile nelle abitudini alimentari.

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Dall’indagine sembra che i consumatori di alimenti bio lo facciano in primo luogo per sé stessi e i propri cari, proprio in virtù della considerazione positiva che hanno di questi alimenti. Inoltre chi è consumatore di prodotti bio lo è in maniera estremamente convinta (29% del campione). Naturalmente hanno un peso importante la sicurezza, la fiducia e la garanzia sia in generale che in riferimento ai controlli, segnale di un certo livello di consapevolezza nella scelta di questi prodotti.
Quindi gli italiani confermano il loro interesse per gli alimenti bio ed è un dato molto positivo perchè il nostro territorio è costellato di piccole aziende agricole e di trasformazione che lavorano prevalentemente sulla qualità dei prodotti. Naturalmente le grandi industrie alimentari hanno creato linee di articoli bio ma, dallo studio di Demoskopea, sembra che la percezione sia quella di attività di estensione delle linee della “solita” offerta, piuttosto che una vera innovazione e quindi con minore credibilità. Si tratta quindi di un settore in espansione che può offrire possibilità di lavoro e di attività anche per molti giovani che si stanno rivolgendo a questi mestieri che alcuni definiscono antichi, ma che si dimostrano invece molto più attuali di altri.
Per più informazioni: info@demoskopea.it

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio + Marzo 2018, sezione Speciale Alimentazione Consapevole

La salute: un bene prezioso da coltivare in Corpo Anima Mente

a cura della dott.sa Barbara Camilli

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La salute è il più grande dono che la vita ci fa, nostro dovere onorarla. Purtroppo spesso ciò non avviene usando e abusando della salute fino al suo completo esaurimento: posture scorrette, pensieri tossici, emozioni che inquinano, parole che alimentano false convinzioni, un’alimentazione che altera il ph, la disidratazione da acqua per assumere liquidi con un elevata percentuale di zuccheri o alcool. Si sente spesso parlare di purificare il corpo attraverso l’idratazione e la corretta alimentazione. Vero, peccato che se mi limito al corpo, gli effetti positivi non è detto che si mantengano nel tempo.
Da anni sto portando avanti un programma denominato, Programma CAM (Corpo, Anima, Mente) al fine di educare ai corretti stili di vita e attraverso i corsi, realizzo dei percorsi di “Educazione al Ben Essere” nella versione Nutriziopoli per i bambini e i giovani. La gente in questo modo impara che, se la mente e il cuore non si attivano, nessun rimedio avrà effetto a lungo termine sul corpo. Le diete non avranno successo se non scatta la presa di coscienza e l’idea di cambiare stile di vita alimentare.
Così come ci curiamo del corpo, dobbiamo curarci della mente e delle emozioni.
Il problema non sono solamente le tossine dei prodotti di scarto degli alimenti, quanto le emozioni acidificanti che viviamo quotidianamente, con elevata intensità in alcuni momenti. Per non parlare dei modi di pensare a volte stagionati da generazione in generazione che sono nocivi per lo spirito vitale. Attraverso il percorso del Programma CAM si impara a prendere con se stessi l’impegno di avere cura della propria persona, stabilendo pratiche quotidiane sostenibili nel lungo periodo.

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Si imparerà a:
depurare l’organismo dalle tossine che inevitabilmente sono state accumulate nel tempo;
– creare uno stile di vita affine con i bisogni e valori;
gestire efficacemente le emozioni che via via provi!
Ricordate: la salute non è soltanto assenza di malattie; è uno stato metabolico che vede corpo, anima e mente funzionare al meglio in totale efficienza. L’obiettivo è creare uno spazio per un nuovo stile di vita al fine di rendere la vostra esistenza esattamente come la desiderate!
Imparerete ad avere lo stesso rispetto anche per il mondo intorno a voi. Come? Affinando la sensibilità e la consapevolezza.
Sapete che cos’è il Earth Overshoot Day? Quest’anno è caduto il 2 Agosto 2017. È il Giorno del sovrasfruttamento della Terra, una data che si anticipa sempre di più a causa della pesca eccessiva, la deforestazione, l’eccessivo consumo di acqua, l’estrazione di combustibili fossili e le relative emissioni di gas serra, le pratiche agricole intensive, il consumo di suolo per allevamento e attività antropiche. Basti pensare che l’allevamento del bestiame produce più emissioni dell’intero settore trasporti: gli allevamenti genererebbero 32 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno, il 51% delle emissioni di gas serra a livello mondiale, mentre le industrie di latticini e carne usano il 30% di tutta l’acqua dolce del mondo.
Ognuno di Noi può contribuire a favore della Terra lasciando un’impronta ecologica più piccola possibile. Come? Cambiando stile di vita a favore, ad esempio, di un maggior consumo di frutta e verdura, ma anche legumi e farine. Questo agevolerebbe molto il nostro pianeta. Come dentro così fuori! Io imparo a essere la persona che desidero nel rispetto dell’ambiente in cui vengo ospitato e vivo.

Da anni Nutriziopoli e il Programma CAM stanno riscuotendo favori e successi, incontrando dal 2014 ad oggi circa 7000 persone tra studenti di ogni età e adulti.
Attraverso laboratori divertenti e interattivi, si rendono protagonisti i bambini in un crescere consapevole su cosa è giusto e corretto fare per stare bene e in salute. La modalità utilizzata è quella del Metodo CAM, ideato dalla dottoressa Barbara Camilli presto in libreria: un metodo che invita ad attingere alle proprie inesauribili risorse di Corpo, Anima, Mente.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2017/2018, sezione Benessere Corpo e Mente

La Medicina tradizionale cinese e l’orologio degli organi

di Paola Massi, operatrice Tuinà

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Giornalmente il nostro corpo opera in base a processi interni che reagiscono al buio e alla luce, al freddo e al caldo e ad altre polarità yin-yang. Se consideriamo la pressione a cui sottoponiamo il corpo con una dieta scorretta, con la mancanza di movimento e con lo stress, è semplice capire quanto spesso interrompiamo questi cicli naturali e gli effetti che ciò comporta sulla nostra salute.

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) ha una visione completa e approfondita dei ritmi biologici, legati all’armonia esistente tra l’essere umano e la natura. Il ciclo circadiano rappresenta uno di questi ritmi, un vero e proprio orologio biologico del nostro organismo. Secondo la MTC i meridiani, i canali energetici che percorrono il nostro corpo, e gli organi ed i visceri ad essi collegati seguono un orologio biologico ben preciso: a ciascuno di essi corrisponde una fase di due ore di massima funzionalità, quella in cui il Qi energia vitale – fluisce maggiormente attraverso il meridiano legato a quel particolare organo. Secondo la legge del mezzogiorno e mezzanotte, al picco massimo di energia di un organo corrisponde invece il picco minimo dell’organo esattamente opposto nell’orologio circadiano. Questa informazione è importante per poter valutare eventuali squilibri che si presentano spesso (o sempre) in una stessa fascia oraria (di massima o minima energia), poiché ci fornisce indicazioni utili per capire il collegamento a un organo o un viscere particolare, o all’emozione che lo sta bloccando.

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Il ciclo circadiano inizia alle 3 di mattina con il Polmone (dalle 3 alle 5), alternando organo, viscere, viscere, organo e così via di due ore in due ore. Le scorie tossiche dei polmoni vengono liberate tra le 3 e le 5 del mattino, momento in cui il Polmone distribuisce energia e sangue a tutto l’organismo. Avere una tosse persistente o svegliarsi spesso in questa fascia oraria può indicare una carenza di energia dell’organo, un problema di eccesso di muco o ancora sentimenti di dolore e tristezza. Per fare un altro esempio, il ciclo del Fegato è tra le 1 e le 3; in questa fascia oraria si dovrebbe dormire per permettere all’organo di rilasciare le tossine e produrre nuovo sangue. Svegliarsi a quest’ora può indicare che il Fegato non è in grado di eliminare le tossine e l’eccesso di energia yang da esso liberata rende insonni. Emotivamente il Fegato è legato alla frustrazione, alla rabbia e al rancore. Conoscere in dettaglio i vari orari di massima e minima attività permette di individuare gli squilibri energetici che si manifestano o si acuiscono ad un orario ben preciso (risveglio notturno, dolore, disturbo..). Comprendere che ogni organo può avere dei pieni/vuoti di energia e che il nostro corpo ha un proprio orologio biologico interno, ci offre la possibilità di migliorare la nostra salute interpretando i suoi segnali come delle linee guida. Ricordiamoci però di fare riferimento all’ora solare e non a quella legale.

Leggi la seconda parte qui

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2017/2018, sezione Benessere Corpo e Mente

Rimedi naturali contro le zanzare

di Rossana Vanetta

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Benvenuta estate: finalmente arrivano il caldo, le lunghe giornate e le vacanze.
Ma con l’afa, soprattutto per chi vive tra le risaie, arriva anche un fastidioso problema: le zanzare! Per non sopperire all’annosa questione e rinchiudervi in casa, con finestre chiuse e aria condizionata al massimo (veramente poco sostenibile) ecco qualche semplice consiglio per allontanare gli odiati insetti senza usare prodotti chimici ed inquinanti.
Per prima cosa dovete sapere che le zanzare sono più attratte da alcune persone rispetto che altre. Ci sono dei fattori sui quali non è possibile intervenire: i geni del nostro dna, alcune sostanze naturalmente repellenti presenti nel sudore di alcune persone ed il gruppo sanguigno (se avete il gruppo A siete i più fortunati, il gruppo 0 è, invece, il più svantaggiato). Su altri elementi possiamo fortunatamente impegnarci di più: vestirci con indumenti di colore chiaro (evitiamo in particolare il nero ed il rosso che maggiormente attraggono le zanzare), evitare di bere birra (sappiamo quanto sia gratificante una bella birretta fresca d’estate, ma uomo avvisato..), non utilizzare creme per il corpo dal profumo dolce o fruttato e infine, anche se dovevamo già pensarci mesi fa, perdere peso (il respiro delle persone in sovrappeso è un richiamo per le zanzare, a causa del maggiore scambio ossigeno/anidride carbonica, così come un elevato colesterolo nel sangue).
Per risolvere la situazione all’origine possiamo installare sui nostri balconi o nei nostri giardini una bat box: una cassetta di legno appositamente costruita con lo scopo di ospitare i pipistrelli, i naturali predatori delle zanzare. (Posso sfatare alcuni luoghi comuni su questi animali bistrattati? La loro pipì non è corrosiva, non si attaccano ai capelli di poveri malcapitati e…non si trasformano in vampiri!). Potete acquistare le bat box nei supermercati, nei vivai e nei pet shop. Al termine dell’estate non rimuoviamo però la cassetta, ma lasciamola anche durante l’inverno per donare un riparo ai nostri nuovi alleati.
Verificate inoltre di non avere ristagni d’acqua sui balconi e nei sottovasi, dove le zanzare amano deporre le uova.
Per l’ambiente domestico possiamo profumare le stanze con candele alla citronella (attenzione al materiale: escludiamo la paraffina e scegliamo candele in cera naturale d’api o di soia) o se possediamo un diffusore ad ultrasuoni possiamo utilizzare 15 gocce di oli essenziali come il geranio, la citronella, la lavanda, la menta ed il basilico. Anche le corrispettive piante, ovviamente, tengono lontane le zanzare, sarebbe quindi bene tenerle sul balcone vicino alle porte finestre. Un’alternativa meno profumata è quella di posizionare agli angoli della stanza spicchi d’aglio, fette di cipolle o, meglio, chiodi di garofano.
Per proteggere la nostra pelle quando usciamo fuori casa sfruttiamo il potere di questi oli essenziali ma ricordiamoci di non usarli mai puri in quanto troppo concentrati.
Ecco quindi una ricetta per uno spray repellente naturale: miscelare in un flacone con vaporizzatore 85 ml di acqua distillata e 20 ml di alcool (potete usare l’alcool alimentare a 95° che trovate nel reparto liquori del supermercato) a cui aggiungere 20 gocce di olio essenziale di citronella e 20 gocce di olio essenziale di geranio. A questa base, a vostro piacere, potete aggiungere 10 gocce di un altro olio essenziale a scelta tra: menta, limone, lavanda, basilico o timo.
Infine, se proprio venite punti, per dare sollievo alla pelle irritata potete applicare aloe vera o poche gocce di oli essenziali di lavanda o tea tree (questi due o.e. fanno eccezione e possono essere utilizzati puri sulla pelle).
Dopo tutti questi consigli non mi resta che augurarvi di godervi al meglio le calde e profumate notti estive!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Giugno 2017, sezione Estate Naturale