LOST ENCORE – La voce dei luoghi abbandonati

di Mirko Zullo

Ben tornati all’appuntamento con la riscoperta dei luoghi abbandonati e dimenticati del nostro Paese. Il progetto LOST ENCORE è nato alla fine del 2015 e si è dato proprio questa missione: riscoprire le dimore abbandonate più importanti del nord Italia.

10 Madonna delle Vigne

In questo quarto appuntamento, il viaggio del team di LOST ENCORE continua in provincia di Vercelli, per occuparsi del cosiddetto “Triangolo del Diavolo”: una misteriosa miscela di aneddoti, fatti storici e leggende che coinvolge tre località del vercellese, note sin dalle loro origini per fatti misteriosi ed inquietanti, ovvero il cimitero abbandonato di Darola, l’adiacente Principato di Lucedio e il vicino Santuario della Madonna delle Vigne. Tappa conclusiva della spedizione sarà poi Leri Cavour, affascinante borgo del tutto depredato e dimenticato.
È tra la Cascina Darola, voluta dai frati cistercensi attorno al 1400, ed il Principato di Lucedio che sorge, silenzioso e misterioso, il cimitero abbandonato di Darola. La leggenda narra che era proprio in questo cimitero che il Diavolo era solito praticare canti satanici e sabba, danzando con le streghe. Uno dei fatti più inquietanti documentati risale al 1684, quando giovani donne e suore di Lucedio, pare presero parte a dei sabba proprio all’interno del piccolo cimitero. Sempre in provincia di Vercelli, si trova anche un altro cimitero abbandonato, in località Colombara, nel comune di Livorno Ferraris.

12 Madonna delle Vigne

Non meno saturo di leggende e zone d’ombra è il Principato di Lucedio, fondato dai monaci cistercensi nel 1123, pare su di un portale infernale, seppur non esplorato dal team, poiché già zona recuperata ed adibita a visite turistiche su prenotazione. Passaggi segreti, cripte con abati mummificati e disposti in cerchio attorno ad un sigillo demoniaco e la cosiddetta “colonna piangente”, sono solo alcuni dei misteri che arricchiscono queste zone. Non ultimo, lo spartito del diavolo. Una musica, uno strumento di difesa dal demonio, ancora inciso sulle mura della vicina chiesa sconsacrata della Madonna delle Vigne, a testimonianza di un periodo di oscurità e possessione durato 100 anni… Il Santuario sconsacrato della Madonna delle Vigne è stato costruito nella prima metà del XXVII secolo ed è stato meta, in passato, di sette sataniche da tutta europa. La chiesa, così come l’Abbazia di Santa Maria di Lucedio, è costruita su pianta a “croce capovolta”, ed è proprio al suo interno che si trova, appunto, il famoso spartito del diavolo. Infatti, oltre ad un esorcismo compiuto in gran segreto, a maggior riprova dell’imprigionamento del demonio, venne composta una musica, un brano che, secondo i racconti popolari, avrebbe potenzialità magiche ed esoteriche. Forse non a caso, decriptando le note presenti sullo spartito e sostituendo ad esso delle lettere, compaiono tre parole precise: Dio, Fede ed Abbazia. Non ultimo, i tre accordi iniziali sono canonici accordi di chiusura di un’esecuzione. Insomma, se lo spartito suonato in un senso imprigiona il demonio, suonato al contrario… Ma gli stupri della nostra memoria non conoscono vergogne.

15 Leri Cavour

Spostiamoci dunque, in chiusura di esplorazione, a Leri Cavour, poco distante da Lucedio. Un piccolo paese dove si trova la residenza campana del Conte Camillo Benso di Cavour, oggi spesso utilizzata come fortino finale da conquistare nelle battaglie di soft-air. Una volta, tra queste mura, c’era anche una statua a lui dedicata. La testa della statua del Conte è stata decapitata e mai più ritrovata. Lo stato attuale di degrado di Leri Cavour ha origine negli anni ‘80 del secolo scorso, quando l’Enel decide di costruire la seconda centrale nucleare a ridosso di Trino Vercellese. Per circa quindici anni la società instaurerà nel borgo gli uffici logistici e amministrativi necessari. Ma nel 1987 arriverà il Referendum che bloccherà del tutto il progetto. Alla fine degli anni ‘90 finalmente Enel svuota gli uffici nel borgo e sarà da questo momento che l’intero paese, ancora di proprietà di Enel, inizierà ad essere saccheggiato e vandalizzato senza alcun rispetto storico e civile. Leri Cavour sarà poi venduto all’Amministrazione per la simbolica cifra di circa 1.000 euro. Nel 2011, in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia, alcuni finanziamenti hanno agevolato diverse opere di recupero e di parziale messa in sicurezza della dimora cavouriana, ma ciò non è bastato per salvare questo piccolo splendido tesoro del nostro bel Paese. Piccolo borgo, tra l’altro nemmeno inserito nei “Percorsi cavouriani”. Un luogo simbolo dell’unità d’Italia, un luogo dove la storia si è fatta per davvero e che oggi rispecchia il mal rispetto che i cittadini hanno verso il proprio passato, verso le proprie origini. Responsabilità anche e soprattutto dello Stato, che avrebbe dovuto fermare per tempo un insulto così grande.
Come sempre, potete seguire ed avere tutte le informazioni su LOST ENCORE tramite la pagina Facebook ufficiale, oppure riguardando tutte le losteggiate della prima stagione sul canale LOST ENCORE di YouTube. Per altre informazioni, domande o segnalazioni, potete invece scrivere alla casella mail: lostproductiontv@gmail.com.

13 Centrale Leri Cavour

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre 2017+Gennaio 2018, sezione Scelte Ecosostenibili

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LOST ENCORE – La voce dei luoghi abbandonati

di Mirko Zullo

Ben tornati all’appuntamento con la riscoperta dei luoghi abbandonati e dimenticati del nostro Paese. Il progetto LOST ENCORE, ideato e capitanato da Mirko Zullo, scrittore e regista di Verbania, è nato alla fine del 2015 e si è dato proprio questa missione: riscoprire le dimore abbandonate più importanti, per far sì di farle conoscere a più persone possibili, e di conseguenza sensibilizzare un pubblico sempre più ampio, smuovendo le coscienze, convincendo tutti che non solo stiamo perdendo la nostra storia, ma stiamo – ormai da troppi decenni – costruendo del nuovo in un territorio dove, invece, si potrebbe tranquillamente recuperare tanto di quanto già esistente.

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Vorremmo oggi parlarvi di una di queste famose dimore, situata nel Comune di Cannobio, sul Lago Maggiore, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. Si tratta del Preventorio Infantile Umberto di Savoia.
Inaugurato nel 1929, tale struttura ha definitivamente chiuso i battenti nel 1985. Il Preventorio giace dimenticato e decadente su di un sito molto esteso, con strada privata che sale dalla Statale sottostante.
Nel 1922 il Consorzio provinciale antitubercolare aveva acquistato in Cannobio l’area contigua all’antica abbazia di Sant’Eusebio, espropriata nel 1867, con l’intento di costruirci un sanatorio con oltre 160 posti letto. La struttura fu ultimata nel 1927, ma dichiarata inadeguata da subito. Dopo il rifiuto della Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali di assumerne l’onere e la gestione, la Provincia di Milano acquisì l’edificio, mutandone la destinazione, ovvero facendone un luogo dove ricoverare bambini dall’età compresa tra i sei mesi ed i nove anni, con particolare assistenza a quelli esposti ad ambienti infetti dalla tubercolosi.
Difficile non restare affascinati e al tempo stesso tristemente spaventati dal livello di degrado ed abbandono in cui oggi si trova la struttura, fragile e silenziosamente pericolosa al suo interno. Il team stesso rinuncerà a visitare diverse aree per problemi di sicurezza.

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Non avendo finalità prettamente ospedaliera, le attività previste all’interno del Preventorio Infantile Umberto di Savoia erano perlopiù di natura didattica, attività motorie, ricreative e, come si legge negli statuti ufficiali, “per favorire l’evoluzione del loro tono psichico”.
E sarà proprio la componente psichica a delineare il futuro di questa splendida struttura italiana.
Dalla metà degli anni sessanta, infatti, il Preventorio Infantile Umberto di Savoia cominciò ad accogliere anche bambini problematici, per divenire infine – a partire dal 1974 – un vero e proprio Istituto medico psico-pedagogico.
Nell’agosto 1985 l’Istituto, la cui gestione dal 1° gennaio 1984 era stata trasferita all’USSL (l’Unità socio-sanitaria locale) n. 55 di Verbania, fu definitivamente chiuso. L’edificio fu in seguito abbandonato e ad oggi nulla si è concretamente fatto per cercare di recuperare la struttura.
Come sempre, potete seguire ed avere tutte le informazioni su LOST ENCORE tramite la pagina Facebook ufficiale, oppure riguardando tutte le losteggiate della prima stagione sul canale LOST ENCORE di YouTube. Per altre informazioni, domande o segnalazioni, potete scrivere alla casella mail: lostproductiontv@gmail.com.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, edizione Ottobre 2017, sezione Scelte Ecosostenibili