Rubrica “Fai da te” – Trasferimento di una foto su legno!

Cosa c’è di più stimolante, soddisfacente e spesso ecologico dell’autoproduzione? Talvolta però non è così semplice. Ci mancano informazioni certe, metodi e strumenti ed allora rinunciamo, perdendo così la possibilità di imparare a creare, riparare, manutenere. Bene, grazie alla collaborazione con WeDo Fablab, non sarete più soli in questa impresa. Su ogni numero ospiteremo un piccolo manuale a cura dei tecnici del Fablab con informazioni e trucchi. Naturalmente potrete utilizzare per le vostre necessità tutte le apparecchiature, anche avanzate, che WeDo mette a disposizione. Buon lavoro!

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di Massimiliano Ferré – in collaborazione con WE DO FABLAB

Difficoltà: bassa
Target età: 6+
Quanto è manuale: ***
Quanto è digitale: ***

Le feste natalizie sono finite, ma sappiamo che molti di voi sentono costantemente la necessità di creare addobbi, decorazioni e accessori che rendano più allegro l’ambiente in cui si vive. Il trasferimento di una foto sul legno può essere un modo simpatico per ricordare una vacanza, un momento importante della vostra vita, che diventerà ancora più speciale se “impresso” su un oggetto creato con le vostre mani.

PREPARAZIONE DEL MATERIALE DI SUPPORTO
Recuperate un pannello di legno (es.: pioppo multistrato con minimo spessore 4 mm) delle dimensioni che preferite. Date una forma buffa al vostro supporto: disegnate con una matita una forma geometrica o artistica sul pannello (es. la sagoma di un gatto, una cornice o delle stelle) oppure scaricate un disegno vettoriale da internet, stampatelo, tagliatelo e contornatelo a matita sul pannello.
A questo punto, con l’aiuto di un adulto, utilizzate un traforo o un piccolo seghetto manuale per tagliare la forma disegnata sul pannello. Con della carta vetrata eliminate bave e smussate gli spigoli. Usate sempre i guanti e gli occhiali!
In alternativa potete disegnare o scaricare una forma grafica vettoriale (es. http://www.freepik.com) e recarvi presso il Fablab più vicino a voi per realizzare tramite Taglio Laser la vostra sagoma.

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STAMPARE LE IMMAGINI
Stampate la vostra fotografia con una stampante laser (meglio di una stampante a getto d’inchiostro). Utilizzate carta comune, impostate una qualità di stampa ottima e assicuratevi che le dimensioni di stampa siano racchiuse in quelle del supporto in legno. Se avete aggiunto delle scritte ricordatevi di specchiare la foto, in modo che a lavoro completato, la scritta sia leggibile correttamente. Per farlo potete utilizzare un software di elaborazione grafica (es.: Gimp).

APPLICARE LA COLLA AL SUPPORTO
Servendovi di un pennello adeguato, stendete in maniera omogenea un abbondante strato di colla vinilica sul fronte del legno. Poi applicate la vostra fotografia, con la stampa rivolta verso il legno e facendo attenzione, premete fino a farla aderire perfettamente. Stendete un altro strato di colla sul retro del foglio delicatamente, facendo attenzione a non creare bolle d’aria o pieghe.

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ASCIUGATURA COLLA
Per far asciugare la colla completamente servono almeno 12 ore. Se non sapete cosa fare nel frattempo preparate un altro supporto in legno per una nuova fotografia. Oppure continuate la lettura di Vivere Sostenibile!

RIMOZIONE CARTA
È l’ultima fase di lavoro, ma è delicata, quindi munitevi innanzitutto di pazienza! Con uno straccio in cotone bagnato, o direttamente con le dita bagnate, iniziate a strofinare lievemente il retro della vostra fotografia fino a quando la carta diventa ruvida e inizia a fare dei “pallini”. Così facendo, un po’ alla volta, rimuoverete gli strati superficiali della carta e comincerete a vedere la foto. Ora aspettate che il supporto si asciughi: vi accorgerete che ci sarà ancora della cellulosa di carta in eccesso da togliere con delicatezza. Quando il lavoro sarà finito e la foto sarà ben dettagliata, basteranno una o due mani di vernice trasparente protettiva.
Ecco finito! Ora potrete realizzare più trasferimenti su forme differenti per fare regali o decorare in maniera originale ogni stanza di casa! Piaciuto il nostro tutorial? Avete suggerimenti da darci?

Scrivici a info@wedofablab.it
viveresostenibile.altopiemonte@gmail.com

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio+Marzo 2018, sezione Scelte Ecosostenibili Rubrica FAI DA TE

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Boschi in fiamme

di Giancarlo Fantini

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“Ha fatto più pulizia il fuoco in 3 giorni che noi in 30 anni”: così dichiarava una guardia del Parco del Campo dei Fiori di Varese, intervistato dal TGR Lombardia nei giorni dei grandi incendi in questa parte dell’Italia nordoccidentale.
“Guarda che continuano a fare… pulizia nel tuo bosco”: mi diceva in diretta telefonica un amico ascoltatore, comunicandomi nel corso del mio programma su BluRadio l’ennesimo furto di legna.
Uno degli ultimi regali che ho ricevuto è un libro, “Norwegian Wood”, il cui autore, Lars Mytting, può vantare 200.000 copie vendute nella sola Scandinavia ad un anno dalla prima uscita.
Tre notizie recenti, tre fatti accaduti in rapida successione tra loro, sicuramente non per caso. È da anni che so che nulla succede per caso, ma in questa occasione posso davvero dire di essere stato ispirato nello scrivere il mio contributo mensile a questa rivista.

Cos’hanno in comune i tre eventi sopracitati?
Un problema, il fuoco che brucia i boschi (abbandonati), che può essere visto oltre che in termini negativi, anche come una scintilla di stimolo alla conoscenza ed utilizzo di una risorsa. Ovviamente non metto in discussione la tragedia ecologica che si è consumata in questo autunno: a parte l’aumento delle famose “polveri sottili”, il danno a numerose specie animali è stato incalcolabile; come incalcolabile è (e sarà) la quantità di ossigeno che gli alberi bruciati non saranno in grado di regalarci per i prossimi 30 anni…
Ma la Storia di questo pianeta è piena di incendi colossali, prima ancora della comparsa dell’uomo: paradossalmente il loro manifestarsi (sempre per accidenti naturali) ha contribuito all’evoluzione della Flora, incrementando da un lato la selezione, fertilizzando in maniera rilevante, grazie alle ceneri, i sopravvissuti.
So che a questo punto il lettore malizioso penserà di avere a che fare con un piromane, ma la realtà è ben diversa: ho imparato (e insegno) come spesso in un problema ci sia la soluzione del problema stesso!
La lettura del prezioso libro citato prima, mi ha dato ulteriori strumenti di conoscenza e li diffonderò prossimamente: qui mi limito a sottolineare come il legno sia davvero l’unico combustibile ecologico, purché si utilizzino stufe e camini ad alta efficienza. Dai camini potrà così uscire, insieme ad un po’ di vapore acqueo, la stessa quantità di anidride carbonica accumulata dall’albero che bruciamo in tutta la sua vita!
Invece il fatto che siano in continuo aumento, soprattutto nelle zone collinari prealpine, furti di legna da ardere, ma anche di interi boschi in piedi, è un sicuro segnale che la domanda di questo combustibile sia in costante aumento. E non aggiungo altro… Che fare perciò?

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“Sarà calore” – olio e segatura – 80 x 100 – 2012
di Giancarlo Fantini

Copiare ciò che da tempo si fa nei paesi normali, semplicemente:
realizzare il censimento dello stato dei nostri boschi, la cui superficie in Piemonte è già ben oltre la loro possibilità di gestione ed aumenterà progressivamente con l’ulteriore abbandono dei coltivi;
• favorire le attività di aziende private (o la nascita di associazioni e cooperative) che si occupino della “pulizia” delle aree boscate (anche) al solo scopo di ricavarne materia prima combustibile, da utilizzare in centrali a “biomasse”, riducendo così il rischio del propagarsi del fuoco;
• agevolare la diffusione di stufe e camini, ma anche di caldaie condominiali ad alta efficienza che utilizzino il legno come combustibile.
Il tutto partendo anche dalla semplice constatazione che, dalle risaie in su, la distanza tra la “miniera verde” ed i luoghi di potenziale utilizzo del combustibile sono tali da derivarne bassi costi di trasporto.
Nel frattempo mi accontenterei di vedere pochi “alberi di Natale” tagliati prima di raggiungere almeno la maturità, al solo scopo di stare per un paio di settimane a far bella mostra di sé.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2017/2018, sezione Scelte Ecosostenibile