Festeggiare in un altro mo(n)do

di Giulia Marone

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Con questo nuovo anno inizia un ciclo di novità! Ahaha, sorpresi? Non dovreste. Ogni giorno porta qualche novità. Il sole sorge ancora, è una novità? Bè, in effetti non c’è nulla che possa assicurarci che sorga anche domani, e quindi sì. Ci svegliamo e siamo ancora nei nostri panni di cittadini qualunque, eppure al mattino andando al solito bar… –toh, guarda!– ci salutano, ci riconoscono. Siamo qualcuno, in effetti. Siamo sempre in questo paese orribile e allo stesso tempo bellissimo, dove la gente si lamenta al bar e protesta solo per le partite di calcio, ok… eppure, guarda, stai leggendo una rivista che parla di cambiamento, un cambiamento a portata di mano. Già solo leggendolo tu stai cambiando qualcosa. Eppure sei un Italiano come tutti gli altri “lamentosi”. Se fossi tu la novità che, al posto di lamentarsi, proponga? Scegli una cosa rotta e aggiustala. Magari è il sanpietrino davanti alla porta di casa tua dove inciampi sempre, magari è il tuo intestino che non collabora, magari è tuo/a figlio/a che non capisce ancora cosa fare della sua vita e ha solo bisogno di ascolto, magari è il negozio dietro l’angolo che ha tanti prodotti buoni ma fatica a sbarcare il lunario, magari è la partecipazione che manca ad un’iniziativa che, guarda un po’, a pensarci bene ti piace proprio. Forse sei tu ad avere bisogno di cure, la stanchezza e il malumore invernale portano con sé tante riflessioni. Forse hai bisogno di trovare qualcosa per stare un po’ meglio. E guarda, un’altra novità… ti sei accorto di te stesso! Stavolta davvero, della persona che sei e che vuoi diventare. E che volevi diventare? Forse lo sei già ora, ma sei qui anche oggi e attorno a te ci sono tante persone che devono ancora conoscersi. Potresti essere tu a creare questi legami, senza dover salvare il mondo in un colpo solo, ma con piccoli gesti, a piccoli passi, con un po’ più di attenzione, ascolto e umiltà. Dobbiamo imparare ad amarci davvero, per amare quello che ci sta attorno. Iniziamo il nuovo anno guardandoci ancora una volta indietro, respirando e prendendo coraggio per poi voltarci verso il futuro. Non dimenticheremo, il primo Gennaio non sarà tutto diverso, non ci crollerà il cielo sulla testa o vinceremo alla lotteria del destino, non succederà più di quanto non sarebbe potuto succedere il 31 Dicembre, ma il tempo avanza, con o senza la nostra consapevolezza, e ogni giorno è una nuova occasione di cambiamento, ogni giorno una novità. La vita ci proporrà sempre nuove sfide, ma anche nuove gioie. Forse dobbiamo solo imparare ad abituarci a cambiare.
La novità del presente, è quello che auguro a tutti voi.
Buon anno a tutti, col cuore e la speranza che non solo una ragazza di 25 anni dovrebbe avere.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre 2017-Gennaio 2018, editoriale

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Per il futuro dell’uomo: ritroviamo la via della natura

di Enrico Marone

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disegno di Giulia Marone

In un certo senso è stato come uno tsunami, un’onda potente ed inarrestabile che, soprattutto ma non solo, nel dopoguerra ha spazzato via culturalmente e socialmente conoscenze e pratiche, talvolta secolari, per sostituirle con altre veicolate dalla pubblicità e dalla frenesia commerciale-industriale. Accettate di buon grado dalla gente, smaniosa di lasciarsi alle spalle quel passato cupo e pericoloso, fatto di rinunce e dolore.
Questo non è successo solo per gli elettrodomestici, la moda, le auto, ecc… ma anche nel settore della salute e del benessere. Un mondo nuovo di rimedi, soprattutto chimici, per la bellezza, la giovinezza, le acconciature e per contrastare malattie e disturbi alcuni dei quali, si vedrà poco più avanti ed ancora oggi, in crescita e per i quali quei rimedi nuovi non hanno evidentemente avuto il successo sperato nel combatterli.
Certamente progressi in campo farmaceutico e nelle tecnologie e pratiche mediche ne sono stati fatti è innegabile, ma nonostante questo le persone continuano a soffrire di disturbi spesso poco chiari ed intrecciati ad aspetti psicologici e sociali che ne complicano la riconoscibilità. Non è un caso che lo “stress”, per esempio, sia diventato una delle cause spesso utilizzate quando non si riesce ad identificare correttamente un disturbo. Ed in effetti talvolta è realmente così: anche se non c’è una definizione certa e riconosciuta dello “stress”, esso coinvolge tanti aspetti che spesso la medicina o il medico, se non preparato, fatica a individuare o non considera nel loro insieme.
Inoltre gli esseri umani si sono staccati progressivamente e soprattutto per motivi di lavoro, da Madre Terra e hanno riempito in modo anche drammatico gli agglomerati urbani (è da pochi anni che a livello planetario il numero di persone che vivono nelle città ha superato quello di chi abita fuori). La stessa cosa ha fatto l’industria alimentare, sempre più lontana dalla Natura pur di migliorare l’efficienza produttiva.
Insomma i progressi tecnici, le novità del vivere quotidiano, la società hanno dimenticato per strada qualcosa: l’essere umano e la sua necessità di essere un tutt’uno con l’ambiente naturale che lo circonda e sostiene. Respirare aria inquinata, bere acqua sigillata nella plastica, mangiare cibi di pessima qualità, passare giornate insoddisfacenti e sempre in tensione, udire continuamente rumori fastidiosi, mantenere sempre vigile l’attenzione nel traffico, come può essere un modo di vivere vicino alle nostre necessità psico-fisiche?
È quindi evidente che occorre rivolgere attenzione e riportare al centro degli interessi umani proprio l’uomo integrato con la Natura. Il mercato e la finanza, con il loro enorme carico di problemi, violenze ed ingiustizie devono avere un ruolo secondario.
Ed è all’interno di questo ragionamento che il mondo olistico ci aiuta a vivere meglio, a prendersi cura di noi con antiche e nuove pratiche e discipline, pulite, naturali, non impattanti verso l’ambiente. Tanti modi per riportarci più vicini alle nostre esigenze fisiche, mentali e anche spirituali differenti per ognuno di noi e più vicine alla Natura. Ne parliamo in questo numero.

I numeri del cancro in Italia
http://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdfhttp://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdf

Rapporto Osservasalute
http://www.osservatoriosullasalute.it/rapporto-osservasalute

La sorveglianza Passi – Sovrappeso e obesità
http://www.epicentro.iss.it/passi/dati/sovrappeso.asp
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend_proiezioni

Diabete in Italia
https://www.istat.it/it/archivio/202600

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, editoriale

Basta dormire: apri gli occhi e guarda!

di Giovanni Fanchini, 17 anni

“Tutte le nostre preoccupazioni, tutte le nostre attività, tutti gli avvenimenti vengono visti attraverso il prisma dell’economico.” S.Latouche

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Dal dizionario. Società: Insieme di individui uniti da rapporti di varia natura, in cui si instaurano forme di cooperazione, collaborazione, divisione dei compiti, organizzato sulla base di un sistema più o meno strutturato di rapporti naturali, economici, culturali e politici.
Non sono un sociologo, ma basta uno studente per capire che la nostra società non rispetta questi principi, e che forse non ne è mai esistita una basata su tali concetti.
Non potremo definire “società” la realtà in cui viviamo, fintanto che ognuno di noi rimane egoista, e lo è chiunque pensi al proprio “star bene” immediato, mentre i posteri troveranno un mondo senza opportunità, rovinato e distrutto. Questo è ciò che fate voi, giovani di una volta, consumatori irresponsabili e insaziabili di ricchezze. Con le vostre comodità superflue ci state sottraendo la possibilità di una vita degna, nel progresso, creando un mondo destinato a ricominciare da zero.

I nativi americani erano soliti dire “La terra che ora coltivate non vi appartiene, essa è dei vostri figli”.
Ma voi, che avete vissuto la ripresa sociale ed economica, quale futuro state lasciando adesso a noi, vostri figli?
Sempre più articoli, libri, film, canzoni e persone parlano della necessità di un cambiamento: è giunto il momento di trasformare queste parole in fatti.
Latouche in Come si esce dalla società dei consumi suggerisce di abbandonare l’attuale stile di vita e di società: “Non si tratta di sostituire una Buona economia con una Cattiva economia, una Buona crescita o un Buon sviluppo con un Cattivo sviluppo. Si tratta di uscire dall’economia.”
Nel suo scritto Il progetto locale l’ecologista anarchico B. Murray ci insegna: “Non è affatto assurdo pensare che una società ecologica possa essere costituita da una municipalità composta di piccole municipalità, ciascuna delle quali formata da una “comune di comuni” più piccole […] in perfetta armonia con il loro ecosistema.” Sviluppando il suo pensiero, immagino che tante piccole comunità, realtà indipendenti, libere dal petrolio e da una agricoltura industriale distruttiva, dall’informazione asservita e dal desiderio di controllo della natura, possano rappresentare un futuro concreto e sostenibile. Comunità in rapporto di sinergia, in una rete di scambio, cooperazione, condivisione di valori, beni e servizi, sarebbero piccoli modelli autosufficienti per il cibo, l’istruzione, l’educazione, l’economia, la politica, il consumo di beni primari, l’energia e il lavoro.

Quella che avete costruito, è una società di tanti piccoli robot uguali, privi di pensiero proprio, senza aspettative di un futuro migliore. L’industria ha uniformato tutto, creando uno schema uguale per ogni prodotto, bene, persona e alimento.
Una vita sostenibile deve prescindere dal profitto. Le fondamenta di una buona società non possono che essere un’agricoltura ed un’alimentazione sostenibili.
Ci troviamo di fronte a un bivio. Continuare a vivere ignorando il problema fino al collasso, ritrovandoci in un’epoca di devastanti guerre, lotte per le risorse idriche ed energetiche, che combatteremo noi giovani e che, come lo stesso Einstein sosteneva “Non so come si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta con pietre e bastoni”. Oppure la via della conoscenza e dell’informazione, del consumo critico, della presa di potere per uscire gradualmente dalla società, liberandosi dal conformismo globale che ci circonda.
L’evoluzione e il cambiamento proseguono, ma sta ad ognuno di noi guidarli nella giusta direzione!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Aprile 2017, sezione Scelte Ecosostenibili