Medicina Cinese – La via del polmone, la via del lasciare andare

di Paola Massi, operatrice tuinà

La Medicina Cinese, ascoltando e osservando la natura, ha associato la stagione dell’autunno all’elemento metallo e al polmone (n.06 settembre 2016 Vivere Sostenibile Alto Piemonte). I Polmoni governano il Qi, o energia vitale, inviandolo in tutto il corpo per nutrire i tessuti e promuovere i processi fisiologici. In particolare, hanno il compito di inalare l’aria. Per questo e per il fatto che influenzano la pelle, i polmoni sono l’organo più esterno, l’organo intermediario tra l’organismo e l’ambiente, quello deputato alla gestione dei rapporti sociali. L’approccio della Medicina Cinese non è solo di tipo puramente organico, poiché ogni organo ha a suo carico anche il controllo di determinate qualità caratteriali, emozionali e spirituali. In questa ottica, coltivare il polmone significa sviluppare la virtù di lasciare andare. Il polmone governa questo movimento fisico-emozionale-spirituale: inspiro-trattengo-espiro / ricevere-accettare-lasciare andare. I classici antichi cinesi affermano che la liberazione dal tradimento, dal trauma, dal dolore non dipende dal modificare la propria vita, ma dalla capacità di perdonare propria del Polmone. Come il respiro che non può essere trattenuto per sempre ma è necessario lasciarlo andare, così la chiave di volta del Polmone è l’espirazione.

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Non è il cambiamento che porta alla grazia, ma la capacità di lasciare andare. Imparare a perdonare se stessi e gli altri. Per permettere al Polmone di svolgere il suo compito, si deve cercare di vivere senza bisogno di ricevere scuse. Qualunque azione viene compiuta dagli altri non costituisce un motivo per giustificare a se stessi il proprio modo di essere, quei torti subiti non devono avere alcun effetto sul nostro comportamento. Le proprie azioni non dipendono da quanto di negativo viene dagli altri, ma dalla propria responsabilità. Sentirsi quindi dipendenti e condizionati da quanto si è subito dalle altre persone è un sabotaggio del proprio meridiano del Polmone, la cui essenza è rappresentata dal vivere non sentendosi impediti da qualcosa che è stato compiuto da altri. Essere molto presenti. La vita ideale si basa su questa piena responsabilità verso se stessi e questa piena indipendenza dagli effetti negativi delle azioni altrui.

Per vivere è necessario inspirare ed espirare e la vita non finisce inspirando ma espirando; si deve raggiungere per quel momento la capacità di sentire che non c’è nulla che non si possa lasciar andare. Questa è la vera felicità che viene invece spesso confusa con il potere o il successo. In questa ottica è invece la capacità di vivere consapevolmente il momento, perché quel che arriva va anche via: la felicità è godere del momento presente, non è trattenere, perché niente è permanente, così come il respiro. Quello che si porta nella vita si porta anche nella morte. Per coloro che credono nella reincarnazione, quello che si porta nella morte è quello che si deve riportare indietro nella nuova vita.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, edizione Ottobre 2017, sezione Benessere Corpo e Mente

L’inverno in medicina tradizionale cinese: rinforzate i reni!

di Paola Massi, operatrice tuina

In medicina cinese l’inverno rappresenta il massimo dello Yin, quindi il buio, il freddo, la lentezza e l’interiorizzarsi delle energie. L’elemento Acqua è associato all’inverno e i Reni sono l’organo collegato all’Acqua, la radice della vita. I Reni conservano la nostra energia vitale, il Jing, che è di due tipi: l’energia del Cielo Anteriore (cioè quello ereditato, che determina la nostra costituzione di base) e del Cielo Posteriore (l’energia estratta dal cibo, dalla respirazione e da pratiche meditative). Il Jing del Cielo Anteriore è un’energia che ci viene fornita all’atto del concepimento e che può essere vista come una batteria il cui consumo è strettamente collegato alle nostre scelte di vita e alimentari oltre all’inevitabile trascorrere del tempo. Questa batteria non possiamo ricaricarla, possiamo però cercare di dissipare la sua energia il meno possibile. In che modo? Nutrendoci in modo equilibrato e in accordo con le stagioni, evitando lo stress, le troppe ore lavorative, dormendo a sufficienza, evitando dannose abitudini quali l’alcool e le droghe.
Se i Reni sono forti nutriranno correttamente gli organi a loro collegati, quindi le orecchie saranno sane e non ci saranno problemi di udito, i capelli saranno folti e lucenti e non cadranno, le ossa e il midollo saranno nutriti dal Jing e saranno forti. Se l’energia dei Reni è insufficiente si potrà avvertire una debolezza nella parte inferiore del corpo, dolori alla zona lombare e alle ginocchia e la memoria e la capacità di concentrazione saranno scarsi. erotic-1539500_1920_2
La Medicina Tradizionale Cinese è realmente psicosomatica, un organo ha infatti una valenza fisica, ma anche energetica, psichica. Nel caso dei Reni, lo psichismo associato è la Volontà (Zhi). Se i Reni sono forti, la forza di volontà lo sarà altrettanto. Mancanza di forza di volontà, abulia, apatia, sono riconducibili ad una debolezza di questo organo. L’inverno è la stagione in cui è fondamentale prendersi cura dei nostri Reni che temono il freddo. In questo periodo cercheremo di evitare, più che in altri periodi dell’anno, cibi tropicali e cibi freddi. Attenzione anche al crudo (anch’esso raffreddante): non esageriamo e bilanciamolo sempre. Integriamo l’alimentazione con legumi, in particolare i fagioli neri, cereali integrali in chicco, verdure di stagione soprattutto quelle a foglia verde scuro, zucca, radici, zuppe calde, noci, castagne, melograni, cannella, chiodi di garofano, sesamo nero e utilizziamo il sale marino non raffinato che in quantità moderate tonifica questo organo.wood-1350173_1920
Ricordiamoci che i Reni sono associati all’elemento Acqua e che per funzionare correttamente hanno bisogno di liquidi (Yin). Idratarsi correttamente è quindi indispensabile: bevete almeno un litro e mezzo di acqua naturale ogni giorno a temperatura ambiente o meglio calda.
In natura tutto si interiorizza, le piante si spogliano e sembrano morte, ma in realtà la linfa si raccoglie all’interno per accumulare l’energia che verrà liberata successivamente. Seguiamo quindi i ritmi della natura: l’essere umano non va in letargo, ma è comunque vero che in inverno dovremmo dormire più a lungo, poiché il sonno serve per ricaricarci. Pratichiamo discipline come Tai Chi o Qi Gong, tecniche tradizionali cinesi concepite per riequilibrare e conservare le nostre energie.
Rallentiamo i nostri ritmi di vita rivolgendo l’attenzione all’interno di noi stessi per essere pronti a sbocciare in primavera!

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio, sezione Benessere Corpo e Mente