Come viaggiare in modo ecologico e (quasi) gratis

di Eliana Lazzareschi Belloni, autrice del primo dei libri di Vivere Sostenibile: “La sostenibile leggerezza del viaggio”

Viaggiare in modo ecologico è diventata una scelta responsabile negli ultimi anni.
Ormai dovremmo essere tutti consapevoli che qualsiasi nostro atteggiamento, o abitudine, influisce in maniera profonda sull’ecosistema che ci circonda. Che poi ci siano persone che fingano che ciò non sia vero o che nella nostra quotidianità non possiamo fare la differenza, è un altro paio di maniche.
Sono convinta che ognuno di noi debba dare sempre, in qualsiasi circostanza, il proprio contributo.
Gli esempi trascinano. Per questo ho deciso di raccogliere in questo articolo, alcune tipologie di vacanze e viaggi green che ho realizzato in prima persona e altri che devo ancora sperimentare.
Tutti hanno una peculiarità in comune: la natura. È per me indispensabile sentirmi intimamente connessa alle energie che ci circondano e rallentare i ritmi quando viaggio. Spesso ci ritroviamo a fantasticare sui nostri futuri viaggi dopo aver ascoltato il reportage dell’ultima vacanza di un nostro amico o collega, dopo aver guardato delle foto su internet o aver visto dei video. Poi ci destiamo e scacciamo quelle ‘fantasticherie’, lasciandoci nuovamente assorbire dalla nostra noiosa routine, perché convinti che per viaggiare servano un sacco di soldi. È vero, ma dipende molto dallo stile di viaggio per cui si decide di optare.
Di seguito ho selezionato 5 soluzioni sostenibili, sia a livello ambientale che economico.

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Baratto:
Ogni anno a metà novembre, si svolge la Settimana del Baratto dei bed and breakfast.
Il meccanismo è semplice e partecipare è gratuito: ti basta collegarti al sito, scegliere dal menù la località nella regione che desideri visitare e consultare la lista dei desideri dei gestori delle strutture turistico ricettive che aderiscono all’iniziativa. Puoi anche inserire una proposta nel sistema e attendere che il gestore, se interessato, ti contatti.
Le richieste sono variegate e vanno da oggetti da riciclare, a prodotti biologici di produzione propria; dalle traduzioni del sito in lingua straniera a servizi di grafica o realizzazione del sito; dalle opere di manutenzione e ristrutturazioni, all’aiuto in giardino.
Insomma, è un’ottima soluzione per mettere al servizio di altri le proprie competenze in cambio di un soggiorno gratuito all’insegna del riciclo e dei prodotti biologici.
www.settimanadelbaratto.it

Volontariato ambientale:
Quello del volontariato ambientale fornisce un’ottima soluzione per viaggiare in modo ecologico. Questi progetti hanno lo scopo di coinvolgere giovani, e non solo, in azioni di ripristino, tutela e valorizzazione dell’ambiente, in Italia o all’estero. È un’esperienza formativa eccitante per chi desidera mettersi in gioco, viaggiare in maniera sostenibile e stare a contatto con persone che hanno compiuto la stessa scelta di dare il proprio contributo per la salvaguardia di un territorio.
Consulta periodicamente il sito che ho linkato di seguito, si trovano spesso degli ottimi progetti con soggiorni all’estero. Il viaggio di andata e ritorno al paese ospitante è spesato al 100%. Meglio di così?
www.scambieuropei.info
Ottimi progetti vengono organizzati anche da organizzazioni come Legambiente, WWF ecc.

Wwoof
L’acronimo sta per World Wide Opportunities on Organic Farms. Questa organizzazione mette in contatto fattorie biologiche e viaggiatori interessati ad approfondire l’agricoltura biologica. Le fattorie offrono vitto e alloggio in cambio di un aiuto di 4-5 ore al giorno. Le attività variano in base alla fattoria ospitante. È una soluzione che permette di poter partecipare attivamente a uno stile di vita ecologico e di approfondire alcuni aspetti dell’agricoltura, come la permacultura ecc. L’esperienza di vivere in una fattoria ti consentirà di avvicinarti e assaporare l’essenza di una vite semplice, fatta di ritmi scanditi lentamente dalle stagioni, dalla terra, dalle piante e dagli animali.
Alcune di queste fattorie sono disponibili ad ospitare famiglie intere.
Per partecipare bisogna iscriversi al sito della nazione che si intende visitare e acquistare la tessera (la quota varia da paese a paese). Dopodiché sarà possibile accedere alla lista delle fattorie da consultare e contattare.
www.wwoof.it

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Campo vacanza
Durante l’estate, alcune associazioni propongono campi settimanali di turismo responsabile. Lo scopo di questo tipo di soggiorno, che si discosta nettamente dal modello di vacanza tradizionale, è quello di compiere un viaggio interiore alla scoperta dei 5 elementi che indirizzerà gli ospiti verso uno stile di vita più sostenibile, in sinergia con il loro benessere psico-fisico.
L’ospite può decidere se soggiornare in tenda o in un bungalow di legno, completamente immerso nella cornice naturale dei paesaggi che lo circonderanno.
I campi includono un palinsesto di attività, come cucina macrobiotica, locale e naturale; laboratori didattici per i bambini e attività olistiche per gli adulti. Disponibili percorsi sensoriali e artistici con lezioni di yoga, musicoterapia, pratiche di respirazione e massaggi rigeneranti.

Warm showers
Il Warm Showers è la comunità delle ‘docce calde’, un network internazionale simile al couchsurfing.
Registrandosi al sito, infatti, si accede a una piattaforma che promuove lo scambio di ospitalità, in questo caso rivolto ai cicloturisti. Se vi piace viaggiare su ‘due ruote’ e vi alletta l’idea di interfacciarvi con persone del luogo, non dovete far altro che registrarvi sul sito e inviare un messaggio al vostro potenziale ospite, richiedendo la disponibilità di un letto, una stanza o di un giardino dove poter montare la vostra tenda.
Disponibile anche un’app con mappa interattiva da consultare direttamente on the road.
https://it.warmshowers.org

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Maggio 2017, sezione Speciale Turismo Responsabile

Cicloturismo sulla Via Francigena – intervista a Manuele Minocci

di Rossana Vanetta

Il cicloturismo è una scelta sempre più in espansione negli ultimi anni, sebbene in Italia non sia ancora molto diffusa. Un’esperienza che ribalta i paradigmi della vacanza tradizionale, dove la meta è il viaggio stesso.
Manuele Minocci -bancario di professione, ciclista per passione- nell’estate 2015 decide di trascorrere le sue ferie percorrendo una tratta della Via Francigena (Novara-Roma) in sella alla sua bicicletta. Con questa intervista ci auguriamo che la sua esperienza possa essere da esempio per chi vuole trascorrere una vacanza alternativa e sostenibile.

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Per cominciare, quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a scegliere questo tipo di vacanza?
La mia passione per la bicicletta ha radici profonde: le due ruote sono sempre state presenti nella mia vita fin da bambino. Essendo di indole agonista, ho subito partecipato alle prime gare: granfondo, manifestazioni con un migliaio di amatori e successivamente gare in circuito, un’ora e mezza con il cuore a tutta, a 40 km/h di media.
Fortunatamente avendo un padre da cui ho attinto la passione per le due ruote ho avuto modo di venire a conoscenza di un altro approccio a questa fantastica invenzione che è la bicicletta: il cicloturismo.
Da anni mio padre e un nostro vicino di casa portano avanti una stupenda tradizione, che ogni anno li porta in giro per l’Italia e l’Europa in sella alle loro biciclette per una settimana.
Nel 2014 ho avuto il mio battesimo del cicloturismo e abbiamo trascorso sette giorni in Corsica, avventura stupenda che ci ha portato in sei tappe a girare due terzi di questa selvaggia isola francese.
Nel 2015 il programma doveva essere Roma-Brindisi, sulle orme dell’antica via Appia, ma
a causa di un piccolo incidente di mio padre abbiamo rinunciato. Così all’ultimo mi sono aggiunto ad un un gruppo di otto cicloturisti partendo alla volta della famosa Via Francigena.
Immagino che un viaggio così intenso a livello fisico possa portare con sé dei momenti un po’ difficili, magari di stanchezza o imprevisti. Sono capitati anche a te? Come li hai superati?
Certo, gli imprevisti non mancano.  Ma con lo spirito giusto e un minimo di allenamento riesci a pedalare tutto il giorno sulla tua fida compagna, con tanto di borse laterali e tutto l’occorrente per una settimana lontano da casa. E non importa la velocità o i dati del ciclocomputer, ogni sera al termine della tappa ti sentirai rinfrancato e ricaricato.
Consiglieresti una vacanza in bicicletta anche a chi non è allenato? In base alla tua esperienza hai dei segreti o degli accorgimenti da svelare?
Io mi ritengo un atleta/ciclista, anche se amatore, mediamente allenato, ma consiglio questo tipo di vacanza a chiunque. Si possono in questo caso affrontare tappe brevi, facendo parecchie soste; non per forza si devono fare 600km in sette giorni.
Credi che in una vacanza di questo tipo sia meglio meglio organizzare le tappe al minimo dettaglio o essere più flessibili?
Noi organizziamo sempre un minimo le tappe, giusto per avere un programma da seguire. Per i pernottamenti invece ci arrangiamo, dagli ostelli ai rifugi del pellegrino, B&B, ecc.
Certo se si hanno due settimane magari si può essere anche più flessibili sul programma.
Mi piacerebbe sapere cosa ti sei portato a casa da questa esperienza a livello profondo. Cosa hai guadagnato rispetto ad una più tradizionale “vacanza relax”?
Ogni volta che torno da una vacanza del genere mi porto a casa paesaggi indimenticabili, profumi, colori, suoni ed emozioni che solo una vacanza pedalata al tuo ritmo ti può regalare. E naturalmente la voglia di ripartire per una nuova avventura su due ruote. Giusto tra pochi giorni si parte nuovamente e l’emozione è sempre la stessa. Quest’anno sarà davvero speciale in quanto saremo padre, due figli più il solito Rocco, fido socio cicloturista di mio padre. Il programma è Roma-Brindisi, la Via Francigena del Sud, o meglio Via Appia.

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Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte di Giugno n4, sezione Speciale Mobilità e Turismo Sostenibile