Da casa a ecovillaggio – un progetto per Zuccaro, Valsesia

di Francesca Farina

È dal concetto di co-housing che ho iniziato a pormi delle domande su come più individui potessero vivere insieme, condividendo spazi e beni; un’idea difficile per una società individualistica come la nostra. Il co-housing è un’evoluzione del vivere comunitario, strutturato in spazi condivisi e altri privati, per ottimizzare l’utilizzo di fonti di energia, dei beni di consumo e dell’organizzazione del tempo libero attraverso la suddivisione delle mansioni all’interno dell’abitazione. Questo è stato il punto di partenza che mi ha portato a conoscere la realtà degli ecovillaggi, dove alla base del vivere assieme in più persone di nuclei familiari diversi, si unisce uno stile di vita ecosostenibile, in sintonia con la natura, facendo della terra (nella maggior parte dei casi) la principale fonte di sostentamento. L’idea di uno stile di vita ecosostenibile ed immerso nella natura è per me un punto fondamentale, che nasce anche dal periodo storico che stiamo vivendo, dove finalmente inizia ad esserci una sensibilizzazione forte verso il benessere del pianeta e dopo tanto deterioramento iniziamo a porci domande sullo sfruttamento delle risorse e sull’inquinamento. Si fa più reale il bisogno di tornare alla natura e il vivere frenetico delle grandi città e degli ambienti di lavoro troppo stressanti ci fanno riflettere e proiettare verso nuovi stili di vita più salutari.IMG_4318
Per Ecovillaggio, quindi, si intende una comunità caratterizzata da due elementi fondamentali: l’intenzionalità e l’ecosostenibilità. Anche se il termine pone l’accento sull’aspetto ecologico, esso vuole promuovere una sostenibilità a 360°, ovvero l’attitudine di un gruppo umano a soddisfare i propri bisogni migliorando allo stesso tempo le prospettive delle generazioni future. È qualcosa di più di una semplice condivisione degli spazi: si tratta di sperimentare concretamente, nel quotidiano, uno stile di vita in armonia con la natura, basato sui valori di solidarietà, partecipazione, ecosostenibilità e sobrietà.
Non è stato facile riuscire ad organizzare visite agli ecovillaggi, alcuni sono stati più disponibili ed altri meno. Alla fine ne ho visitati due, dei quali i residenti, molto gentili, mi hanno raccontato la loro storia.

È così che è nato il mio progetto di laurea:  DA SEMPLICE CASA UNIFAMILIARE AD ECOVILLAGGIO.
Ne ho riprogettato gli spazi, partendo da uno schema basato sulle nuove necessità  dell’abitazione: quante persone ospitare, le funzioni interne, gli ambienti di lavoro e quelli di svago o relax.
Ho deciso che la progettazione di un ecovilaggio sarebbe diventato il mio argomento di tesi nel momento in cui, oltre al mio personale interesse, si è presentata l’occasione di una vera struttura a disposizione, data dal desiderio di un amico di riutilizzare la vecchia abitazione di famiglia.
IMG_4259A rafforzare il progetto è indubbiamente la sua futura collocazione: ci troviamo a Zuccaro, un piccolo paese sito in Valsesia, a pochi chilometri dal Lago d’Orta. Una zona ancora piuttosto chiusa nelle proprie tradizioni, con una media di abitanti di età adulta ed una bassa percentuale di giovani che tendono sempre più a vivere nuove esperienze lontano dalla valle. Questo fattore diventa un grande punto di motivazione per la realizzazione di questo progetto: a mio avviso porterebbe indubbiamente una ventata di freschezza e di nuove possibilità per i giovani, come la rete lavorativa per la vendita dei prodotti o l’organizzazione di attività e corsi per un pubblico esterno; la curiosità porterebbe ad un incremento del turismo incanalato in maniera ecosostenibile e quindi a una frequentazione delle zone circostanti, con un conseguente maggior afflusso alle attività presenti nelle zone limitrofe.
Insomma, spero che la mia idea possa portare, oltre a tutto ciò, anche alla valorizzazione del territorio nel quale sono nata e in cui ancora attualmente vivo: la vallata valsesiana.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Aprile 2017, sezione Speciale Bioedilizia

Canapa alpina

di Simona Brini, Presidente Canapa Alpina

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La canapa ha rappresentato sin dall’antichità una risorsa importante nella storia dell’economia italiana e delle valli del VCO, dove veniva utilizzata per la produzione di tessuti e cordame. Ancora oggi anziane signore ricordano il lavoro di raccolta, macerazione e filatura sino ad arrivare alla tessitura con i grandi telai.
A partire dal secondo dopoguerra la produzione di questa robusta fibra vegetale è stata progressivamente abbandonata in tutta Italia a causa delle trasformazioni socioeconomiche e, soprattutto, dei limiti normativi imposti dallo stato. Oggi a livello europeo, grazie alla disponibilità di sementi selezionate e certificate, si assiste al crescente interesse per la sua reintroduzione e anche in Italia sono già molte le esperienze in atto, dal settore alimentare a quello tessile, passando per quelli più innovativi (bioplastiche, nutraceutica e cosmetica).
L’introduzione della canapa nei materiali da costruzione è uno degli utilizzi più recenti di questa pianta: canapulo (cioè la parte legnosa che si ricava dalla lavorazione del fusto) e scarti di fibra vengono miscelati in percentuali variabili ad un legante, che può essere calce o argilla, per la produzione di diversi elementi costruttivi: mattoni, isolanti, riempimenti.
Il canapulo, miscelato con la calce o l’argilla oppure usato in combinazione con la fibra, offre la base per realizzare materiali da costruzione (avendo il pregio di essere più leggero del calcestruzzo); sempre con la calce, trova impiego nei pannelli per costruzioni o per scopi isolanti, come negli intonaci o nei cappotti.
Il canapulo, detto anche “legno di canapa”, ha un potere di assorbimento dei liquidi circa 12 volte superiore alla paglia e 3,5 volte superiore al truciolo di legno e pari a 5 volte il suo peso. Mescolato con acqua e calce, il canapulo (essendo molto ricco di silice) subisce un processo di “carbonizzazione” nel quale il legno viene mineralizzato (e ciò lo rende simile alla pietra).

canaLa fibra di canapa, semimacerata in campo e più o meno pulita dal canapulo, viene impiegata per la produzione di pannelli isolanti e fonoassorbenti. Esistono pregevoli produzioni italiane di pannelli in fibra di canapa, detta anche “lana di canapa”, e il prezzo dei pannelli in lana di canapa è una via di mezzo tra quello dei pannelli di lana di vetro e quello dei pannelli di sughero.
Le doti della canapa si apprezzano anche per la realizzazione di abitazioni antisismiche.
Un esempio di utilizzo della canapa in edilizia si ha in Emilia-Romagna, con la ricostruzione post terremoto 2012: si tratta di una struttura portante in legno, materiale eccellente nel caso di sisma perché si deforma ma non crolla e prima di collassare ha un’elasticità molto elevata; la canapa e la calce diventano un tutt’uno con questa struttura e sono anch’essi abbastanza elastici, quindi rappresentano una scelta molto valida. La conferma ci è arrivata dalla prima casa di canapa realizzata in Italia, costruita nel 2009 a San Giovanni Persiceto (BO). Si tratta di uno dei comuni colpiti dal sisma e che ha riportato diversi danni: la casa invece si è mantenuta perfettamente integra.

canapaFra tutti i materiali naturali, la canapa è uno tra quelli che offre i risultati migliori: questa pianta, infatti, è di semplice coltivazione, poiché ha una rapida crescita, un basso consumo di acqua e rarissimi attacchi parassitari; una volta lavorato è ottimo per sostituire legno ed inerti per la composizione di vari materiali, poiché è refrattario a muffe ed insetti, ottimo contro gli incendi, leggero e ricco di silice. Ma soprattutto, la canapa è un materiale che sintetizza il carbonio e riduce le emissioni di CO2 nell’atmosfera; quindi rende gli ambienti in cui è applicata più salubri ed abbatte le emissioni inquinanti del processo edilizio. Anche l’aspetto dello smaltimento è importante: un mattone composto da canapa non va nei rifiuti speciali ma può essere riutilizzato o assimilato senza impatto sull’ambiente.
Dal punto di vista del risparmio energetico, la coibentazione è il campo di impiego dalla canapa più diffuso in edilizia: risulta infatti importante ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera causate dal consumo di energia fossile per il riscaldamento o raffreddamento degli appartamenti e la canapa da questo punto di vista assicura molti vantaggi di carattere ambientale, ma anche etico, sociale ed economico.
L’Associazione Canapa Alpina ha l’obiettivo di reintrodurre la coltivazione della canapa nei territori del Verbano Cusio Ossola e di valorizzare questo prodotto, a partire dalla storia che lo accompagna, per generare attorno ad esso una vera e propria filiera locale, con particolare attenzione all’aspetto sociale e ambientale; oltre all’utilizzo dei semi nel settore alimentare, con la produzione di pane, tisane e birra, e della fibra nelle lavorazioni tessili, il canapulo, sarà oggetto di sperimentazioni nella bioedilizia grazie all’Associazione Canova nel villaggio laboratorio di Ghesc, a Montecrestese.
La stagione 2017 vedrà proseguire il progetto con l’obiettivo di avviare una filiera locale della canapa: stiamo raccogliendo le adesioni per chi vuole sperimentare la coltivazione nella stagione 2017 che, come lo scorso anno, coinvolgerà anche l’alto novarese e la vicina Valsesia.

Per informazioni e contatti:
Simona Brini – Presidente Canapa Alpina
Email:   canapa.alpina@gmail.com
Facebook:  @canapalpina

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Aprile 2017, sezione Speciale Bioedilizia

Di cosa sono fatte le case in cui abitiamo?

di Arch. Emanuela Cacopardo – Ing. Roberta Tredici

speciale bioedilizia 2_01La casa rappresenta per molti l’investimento più importante della vita, sia che si scelga di acquistarne una nuova, sia che si decida di ristrutturarla. Tuttavia spesso, nelle fasi decisionali che precedono l’attuazione delle scelte, ci fermiamo a fare valutazioni di carattere estetico e funzionale, senza considerare l’aspetto più importante, per il nostro benessere futuro, che riguarda il modo in cui questa è costruita. Negli ultimi anni si sta spostando sempre di più l’attenzione sull’utilizzo di materiali naturali in edilizia, perché proprio grazie a questi è possibile ottenere case sane in cui vivere bene.

Capiamo meglio come: in molte delle case che conosciamo si riscontrano spesso problemi di umidità, formazione di condensa sulle pareti e i vetri, presenza di muffe, intonaci rigonfi, freddo in inverno e caldo in estate. A volte, dopo una lunga permanenza all’interno di un edificio, può capitare di avvertire mal di testa, irritazione agli occhi, al naso o alla gola. Questo accade perché i materiali utilizzati nell’edilizia convenzionale (mattoni, calcestruzzo additivato, cemento, vernici a base di solventi, polistirene) non sono traspiranti, sovente emettono sostanze nocive, non sono efficaci per quanto riguarda l’isolamento, in particolare dal caldo estivo. Da tutto ciò deriva scarsa circolazione e inquinamento dell’aria che respiriamo in casa, oltre a disagio per temperature o umidità inadeguate. Al contrario i materiali naturali, come ad esempio intonaci in calce o argilla, pitture a base di acqua, cappotti isolanti in cannicciato palustre o fibra di legno, muri in calce e canapa o paglia, sono traspiranti, non rilasciano sostanze nocive, sono regolatori di umidità, sono ottimi isolanti sia in inverno sia in estate (grazie alla loro notevole massa). Se correttamente usati ci consentono di avere abitazioni con aria pulita e temperature e umidità confortevoli, offrendoci ambienti fisicamente sostenibili e sani.

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La sostenibilità è inoltre ambientale, poiché questi materiali consumano poca energia durante tutto il loro ciclo di vita (molti sono prodotti di scarto derivati da altre lavorazioni). Di conseguenza sono anche sostenibili economicamente (diffidiamo di chi ci propone una bioedilizia eccessivamente costosa). La sostenibilità economica riguarda infine la gestione futura, poichè case costruite con questi sistemi non necessitano di impianti troppo potenti per mantenere temperature accettabili. In generale, soprattutto per quanto detto in premessa, è sempre importante informarsi sui materiali o prodotti che ci vengono proposti e che intendiamo usare nella nostra casa. Abituiamoci a pensare all’involucro delle nostre abitazioni come a una terza pelle o a un abito che indossiamo per gran parte del nostro tempo, ricordandoci che una casa sana è una casa che garantisce il benessere delle persone che la abitano e allo stesso tempo rispetta l’ambiente che ci circonda.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Aprile 2017, sezione Speciale Bioedilizia

Speciale Bioedilizia

Ecco i protagonisti dello Speciale di questo mese sulla Bioedilizia: aziende che si impegnano ogni giorno per promuovere e informare sull’utilizzo di materiali edili ecosostenibili, che impattano meno e che ci facciano bene.

Sulla rivista trovate gli articoli completi, intanto qui di seguito potrete conoscerli meglio:

Giusta Energia

giustaenergiaIsolamento dei muri esterni tramite insufflaggio: un ottimo sistema per coibentare casa con costi contenuti, usufruendo anche delle detrazioni fiscali.
Nei muri esterni delle abitazioni costruite tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘80 è spesso presente un’intercapedine. Grazie all’insufflaggio questo spazio morto diventa una risorsa da sfruttare per la coibentazione, senza modificare lo spessore del muro e con costi e tempi di realizzazione di gran lunga inferiori rispetto al cappotto termico, tanto da rendere questo intervento il miglior investimento in termini di rapporto spesa/benefici. Tra gli isolanti più versatili e sostenibili utilizzati ci sono la fibra di cellulosa e la lana di vetro, entrambi realizzati partendo da materia prima riciclata (carta o vetro) e a loro volta riciclabili. Per questo l’intervento è sostenibile anche in termini ecologici. […]
Il materiale isolante viene insufflato mediante apposito tubo attraverso diversi fori praticati nel muro, dall’esterno o dall’interno in base alla tipologia di edificio. La distribuzione dei fori varia a seconda del tipo di parete per garantire il corretto raggiungimento dell’intera intercapedine. Terminato il riempimento i fori vengono sigillati e l’intervento è concluso. Un appartamento di normali dimensioni viene realizzato, di norma, in una sola giornata ed è possibile raggiungere anche i piani alti dei condomini. È possibile utilizzare questa tecnica anche per coibentare efficacemente solai di difficile accesso o con fondo irregolare, ottenendo eccellenti risultati grazie all’elevato spessore posabile senza difficoltà.
[…]
Per tutte le info:
(+39) 340 82 55 872
www.giustaenergia.it – info@giustaenergia.it

Valenti Costruzioni Edili

foto2copiaLa bioedilizia è quella parte dell’architettura particolarmente sensibile e attenta all’ambiente, che si impegna nell’utilizzo di materiali da costruzione che puntano ad un maggior risparmio energetico e abbassano notevolmente i valori di inquinamento interno ed esterno. La bioarchitettura ha l’obiettivo di instaurare un rapporto di equilibrio tra l’ambiente e il costruito. Valenti Costruzioni Edili, in questo contesto, adotta principi etici di rispetto per l’ambiente ed eco sostenibilità, concretizzandoli nel recupero e nel reimpiego dei materiali. […]
Recenti studi e prove strutturali, si sono occupati anche delle travi massicce e in particolar modo delle travi “Uso Fiume”, studiandone i comportamenti e le intrinseche potenzialità. Tali travature, che possono essere in legno di abete, larice, rovere o castagno, subiscono una lavorazione che mantiene intatta la maggior parte delle fibre legnose, conservando inalterate le caratteristiche di resistenza ed elasticità della trave.
Sono usate per realizzare coperture, capriate e solai con un tocco più raffinato in costruzioni nuove e per integrare situazioni strutturali preesistenti in un progetto di restauro soprattutto nei paesi europei del bacino mediterraneo.
Grazie alla sua straordinaria struttura cellulare, il legno ha un potere isolante 15 volte maggiore del cemento, 400 volte maggiore dell’acciaio e 1.770 volte maggiore dell’alluminio. Possiede proprietà benefiche per l’aspetto psico-fisico umano e la porosità del materiale funge da regolatore naturale dell’umidità negli ambienti, inoltre la sua natura risponde ottimamente ai problemi di isolamento termico ed acustico. Nel nuovo si prestano molto bene per creare ambientazioni con un gusto più attuale combinando accostamenti cromatici, elementi architettonici tradizionali e forme nuove e stimolanti.

Via Repubblica, 16 –  Omegna (VB)
Tel. +39 328 9515328
www.valenticostruzioni.com

Cooperativa Edilcasa

DSCN4828Una casa a misura d’uomo e dell’ambiente: il progetto Rivitabitare della Cooperativa Edilcasa, ovvero, migliorare il benessere e la qualità della propria vita, guardando all’impronta ecologica della propria abitazione e del proprio stile di vita.
Da oltre quindici anni la Cooperativa Edilcasa di Biella opera nel settore della bioedilizia, realizzando interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica e restauro di costruzioni già esistenti, migliorandone il rendimento energetico e l’impatto ambientale, lavorando a favore della rigenerazione del patrimonio di beni immobili del territorio. Ha realizzato nuovi edifici, sopraelevazioni e ampliamenti con struttura di legno, costruiti con coscienza ecologica e con utilizzo di energie rinnovabili, ottenendo le prestigiose certificazioni CasaClima.
[…] Precisa Andrea Mondin, Amministratore della Cooperativa, “Accompagniamo il cliente nella ricerca, nella progettazione e nella valorizzazione dell’immobile, partendo da un ascolto attivo delle esigenze, da una puntuale definizione degli obiettivi, da un’informazione sulla gestione sostenibile della casa e sui vantaggi di nuovi stili abitativi. Impresa, progettisti e cliente lavorano insieme alla determinazione del budget, adottando un contratto trasparente, nel quale vengono fissati gli interventi che garantiscono il rispetto della natura del bene, gli accordi presi, la direzione scelta, le economie a disposizione”.
Il progetto Rivitabitare si fonda su un approccio progettuale olistico e multidisciplinare e su un impegno etico, culturale e tecnico elevato, ispirati dai valori della Permacultura: cura della persona, cura della terra e uso equilibrato delle risorse naturali per non compromettere le possibilità di sviluppo delle generazioni future.

Info su www.rivitabitare.orgwww.edilcasabiella.it
info@edilcasabiella.it
comunicazione@rivitabitare.it
tel. 015.403399

 

È uscito il numero di Aprile!

Aprile 2017, il nostro numero 12, è disponibile nei punti distribuzione
e online qui sul nostro sito!

La primavera è iniziata e ci sentiamo tutti frizzanti, ma anche un po’ strani… impariamo a vivere il cambiamento attraverso i mezzi che la natura ci propone: troverete tutte le dritte nei nostri articoli. Lo Speciale Bioedilizia potrebbe essere un buon modo per conoscere a fondo la vostra casa e pensare ad una ristrutturazione ecologica: sfogliatelo per conoscere le potenzialità e le caratteristiche dei materiali naturali che vengono impiegati in bioedilizia nel nostro territorio. E per la Pasqua che si avvicina, le nostre cuoche vegane hanno pensato a un piccolo menù che accontenti tutti con gusto!

Buona lettura a tutti voi 🙂

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