La salute: un bene prezioso da coltivare in Corpo Anima Mente

a cura della dott.sa Barbara Camilli

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La salute è il più grande dono che la vita ci fa, nostro dovere onorarla. Purtroppo spesso ciò non avviene usando e abusando della salute fino al suo completo esaurimento: posture scorrette, pensieri tossici, emozioni che inquinano, parole che alimentano false convinzioni, un’alimentazione che altera il ph, la disidratazione da acqua per assumere liquidi con un elevata percentuale di zuccheri o alcool. Si sente spesso parlare di purificare il corpo attraverso l’idratazione e la corretta alimentazione. Vero, peccato che se mi limito al corpo, gli effetti positivi non è detto che si mantengano nel tempo.
Da anni sto portando avanti un programma denominato, Programma CAM (Corpo, Anima, Mente) al fine di educare ai corretti stili di vita e attraverso i corsi, realizzo dei percorsi di “Educazione al Ben Essere” nella versione Nutriziopoli per i bambini e i giovani. La gente in questo modo impara che, se la mente e il cuore non si attivano, nessun rimedio avrà effetto a lungo termine sul corpo. Le diete non avranno successo se non scatta la presa di coscienza e l’idea di cambiare stile di vita alimentare.
Così come ci curiamo del corpo, dobbiamo curarci della mente e delle emozioni.
Il problema non sono solamente le tossine dei prodotti di scarto degli alimenti, quanto le emozioni acidificanti che viviamo quotidianamente, con elevata intensità in alcuni momenti. Per non parlare dei modi di pensare a volte stagionati da generazione in generazione che sono nocivi per lo spirito vitale. Attraverso il percorso del Programma CAM si impara a prendere con se stessi l’impegno di avere cura della propria persona, stabilendo pratiche quotidiane sostenibili nel lungo periodo.

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Si imparerà a:
depurare l’organismo dalle tossine che inevitabilmente sono state accumulate nel tempo;
– creare uno stile di vita affine con i bisogni e valori;
gestire efficacemente le emozioni che via via provi!
Ricordate: la salute non è soltanto assenza di malattie; è uno stato metabolico che vede corpo, anima e mente funzionare al meglio in totale efficienza. L’obiettivo è creare uno spazio per un nuovo stile di vita al fine di rendere la vostra esistenza esattamente come la desiderate!
Imparerete ad avere lo stesso rispetto anche per il mondo intorno a voi. Come? Affinando la sensibilità e la consapevolezza.
Sapete che cos’è il Earth Overshoot Day? Quest’anno è caduto il 2 Agosto 2017. È il Giorno del sovrasfruttamento della Terra, una data che si anticipa sempre di più a causa della pesca eccessiva, la deforestazione, l’eccessivo consumo di acqua, l’estrazione di combustibili fossili e le relative emissioni di gas serra, le pratiche agricole intensive, il consumo di suolo per allevamento e attività antropiche. Basti pensare che l’allevamento del bestiame produce più emissioni dell’intero settore trasporti: gli allevamenti genererebbero 32 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno, il 51% delle emissioni di gas serra a livello mondiale, mentre le industrie di latticini e carne usano il 30% di tutta l’acqua dolce del mondo.
Ognuno di Noi può contribuire a favore della Terra lasciando un’impronta ecologica più piccola possibile. Come? Cambiando stile di vita a favore, ad esempio, di un maggior consumo di frutta e verdura, ma anche legumi e farine. Questo agevolerebbe molto il nostro pianeta. Come dentro così fuori! Io imparo a essere la persona che desidero nel rispetto dell’ambiente in cui vengo ospitato e vivo.

Da anni Nutriziopoli e il Programma CAM stanno riscuotendo favori e successi, incontrando dal 2014 ad oggi circa 7000 persone tra studenti di ogni età e adulti.
Attraverso laboratori divertenti e interattivi, si rendono protagonisti i bambini in un crescere consapevole su cosa è giusto e corretto fare per stare bene e in salute. La modalità utilizzata è quella del Metodo CAM, ideato dalla dottoressa Barbara Camilli presto in libreria: un metodo che invita ad attingere alle proprie inesauribili risorse di Corpo, Anima, Mente.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2017/2018, sezione Benessere Corpo e Mente

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Il bosco insegna

di Olimpia Medici

Saltare nelle pozzanghere, giocare a palle di neve, rotolarsi tra le foglie, camminare sotto la pioggia.
Sembra il racconto di una domenica in campagna e invece sono le attività di routine degli allievi dell’asilo nel bosco, bambini per cui andare a scuola non significa rinchiudersi in un’aula ma stare in mezzo alla natura. Si tratta di un modello educativo nato in Danimarca negli anni ‘50 che in seguito si è diffuso in molti paesi d’Europa, ma non in Italia dove si sta sviluppando soltanto ora. Oggi su tutto il territorio nazionale gli asili del bosco sono una sessantina e quattro si trovano in Piemonte.

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Per raccontare la storia dell’asilo nel bosco di Veglio, un paesino immerso nel verde del Biellese nord-orientale e famoso per il suo grande parco avventura, abbiamo incontrato Maura Farris, una giovane mamma che lavora da sempre come educatrice.
“Dopo 10 anni di lavoro come responsabile di un micronido ero alla ricerca di un metodo didattico diverso. Mi ero resa conto in prima persona che i sistemi utilizzati dalle scuole classiche sono spesso coercitivi e propongono quasi esclusivamente attività strutturate classiche. Per esempio, ci sono bimbi che da subito amano il disegno, altri invece no. Però in una scuola classica non è facile differenziare le attività e quindi tutti finiscono per disegnare, ma a non tutti fa bene. Alcuni bambini preferirebbero stare tutta la giornata con il naso all’insù a guardare il cielo. Se li costringi a disegnare, blocchi il loro motore di crescita interiore.
“Da qui è nata la ricerca che mi ha portato all’asilo nel bosco. Mi sono confrontata con Claudia Loglisci e Mattia Ravetti, anche loro educatori, e siamo entrati in contatto con un gruppo di ragazzi che ha fondato un Asilo nel Bosco a Ostia Antica. Siamo stati da loro, abbiamo visto come lavorano e ci siamo resi conto che stavamo cercando proprio una pedagogia di questo tipo”.
E così Maura e i suoi colleghi hanno fondato l’Associazione l’AgriCultura e hanno dato il via al progetto il Bosco dei Piccoli. La prima esperienza è stata a Bioglio, un borgo in collina a 13 chilometri da Biella. “Avevamo un centro con una casetta in legno, ma purtroppo dopo alcuni mesi abbiamo subito un incendio; così ci siamo trasferiti a Veglio, dove il comune ci ha offerto la struttura dell’ex scuola materna in disuso da due anni. Il paese ci ha letteralmente adottato: tutti sono felici di avere di nuovo dei bambini per le strade. Molti abitanti hanno animali e i bimbi vengono invitati nelle stalle, ricevono le uova in regalo e così via. Per ora abbiamo nove bambini tra i tre e i sei anni che frequentano tutti i giorni e tre che vengono alcuni giorni a settimana.”
Ma cosa significa davvero frequentare un asilo nel bosco?
“È molto semplice: si sta quasi sempre fuori. L’educatore è soprattutto un mediatore tra i bambini e la natura. La giornata tipo inizia tre le 8.30 e le 9.15, quando arrivano i bambini. Si fa uno spuntino tutti insieme, poi si esce a passeggio e si gioca all’aperto, anche quando piove – sempre che non diluvi, naturalmente. Se il tempo è bello si mangia fuori, se no in struttura. Il pranzo lo si porta al sacco da casa. Nei mesi freddi abbiamo tute termiche e antineve. E per la pioggia ci sono le tute antipioggia danesi e gli scarponi impermeabili. I bambini non hanno paura del brutto tempo, anzi!  Per loro la cosa più bella è potere saltare nelle pozzanghere senza sentirsi dire niente. Quello del clima e del brutto tempo è un falso problema. In realtà i nostri bambini si ammalano meno di quelli che frequentano la normale scuola materna perché le malattie si trasmettono più facilmente all’interno. Senza contare che un bambino felice ha un sistema immunitario più attivo”.

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Del resto l’asilo nel bosco è diffuso soprattutto nei paesi nordici dove il clima è decisamente più rigido che in Italia, in particolare in Germania, nel Regno Unito e in Danimarca. Ce ne sono di due tipologie. In quelli più estremi non esiste nessun punto di appoggio: quando piove si tira un tendone per riparare i bambini e si accende il fuoco. Di solito comunque esiste un riparo, spesso una casetta, dove rifugiarsi quando il tempo è brutto, almeno per consumare i pasti.
“In Germania una scuola materna su cinque è un asilo nel bosco e sto parlando del settore pubblico. A volte la frequenza dell’asilo tradizionale viene abbinata a qualche giorno alla settimana nell’asilo nel bosco, dove i bambini vengono accompagnati dalle loro insegnanti. In Italia siamo indietro anni luce. Noi abbiamo creato un comitato per promuovere la creazione di  asili di questo tipo, che comunque sono sempre più numerosi anche qui. Il guaio è che per la legge italiana l’asilo nel bosco non esiste. Ognuno si organizza a suo modo, magari basandosi su un asilo privato preesistente. Dipende molto dal sostegno della regione e del comune e naturalmente anche dal clima socioculturale che si respira. In regioni come Toscana e l’Emilia Romagna ci sono più facilitazioni”.
Viene da chiedersi come cresceranno i piccoli allievi dell’asilo nel bosco e se questa esperienza sarà determinante anche nella loro vita di adulti.
“I vantaggi per i bambini sono molti” spiega Maura. “Prima di tutto sono liberi di sperimentare se stessi, sia a livello psichico che motorio e questo crea un bambino sicuro di sé e dà notevoli vantaggi anche nell’apprendimento successivo. Alcuni ci chiedono se non stiamo creando dei selvaggi. Io rispondo di no perché i nostri bimbi imparano molte cose: scoprono la natura, se stessi, la libertà, il ciclo delle stagioni. Le foglie che cadono, la neve, le prime primule, i frutti che maturano: è più di quello che si impara sui libri a quell’età. A quattro anni riconoscono le piante, gli animali, le impronte. Cose che per alcuni bambini di città non esistono nemmeno. Assaggiano i frutti, riconoscono i funghi, sanno che nel bosco non si infila una mano dentro un buco perché un animale ti può mordere. E soprattutto c’è l’autostima, una sicurezza che apre le porte verso il mondo e che conquisti quando da piccolo cammini per mezz’ora nel bosco con il tuo zaino in spalla”.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Pimeonte edizione Febbraio 2017, sezione Bambino Naturale

Fotografie di Claudia Garito

La Rubrica del Vivere Bene

Cos’è il Portale del Vivere Bene?

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Riportiamo qui di seguito degli estratti degli articoli che ospitiamo nella NUOVA Rubrica del Vivere Bene. Ma da dove è nata? Ecco qui, una breve introduzione di Sara Mallamo

A volte capita di avere un sogno, un progetto, un obiettivo di vita, quel qualcosa che ci fa battere il cuore insomma… Diciamo un po’ quel chiodo fisso costantemente presente nei nostri pensieri a cui proprio non riusciamo a smettere di pensare. Sarà capitato anche voi, no? Ci addormentiamo la notte dicendo: “Ah come vorrei…” oppure “Come sarebbe bello se riuscissi…”. E così un giorno prendiamo coraggio e facciamo il primo passo, titubanti come piccoli germogli alla prima brezza di primavera,  ma con la sensazione di diventare presto splendidi fiori. Ci adoperiamo, quindi, come lige formichine a costruire il nostro futuro.
Apriamo, ad esempio, centri olistici con le migliori prospettive, per portare messaggi di benessere e crescita interiore. Oppure diamo il via alla nostra tanto desiderata azienda agricola biologica dove, giorno dopo giorno, con Amore e Passione coltiviamo la “Vita”. Eppure la situazione non decolla e facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese. Ma come mai? Come mai i clienti non arrivano e agli eventi che organizziamo non viene nessuno?! Allora ci arrovelliamo per comprenderne la causa: sarà la crisi? Sarà il posto dove lavoro? Sarà il Periodo? Insomma, le pensiamo proprio tutte! E poi cerchiamo mille soluzioni che molte volte si rivelano una perdita di tempo con spreco di energia, e l’unica cosa che abbiamo guadagnato è il fegato in carpione dalla rabbia! Ora vi svelo un segreto utile a chi ha sogni preziosi ma ancora stagnanti… Condividere!
Già, condividere, contattare, aiutarsi l’un l’altro e creare una rete di relazioni, azioni e reazioni animate dallo stesso scopo. Il Portale del Vivere Bene  (www.ilportaledelviverebene.it) nasce proprio con l’obiettivo di aiutarvi a fare del vostro sogno un reale percorso di vita e aiutarvi a creare questa rete di contatti e collaborazioni che faranno da carburante alle vostre attività. Il Portale del Vivere Bene aiuta, infatti, le realtà che si occupano di Benessere, di naturale, biologico e sostenibile a fare rete perché dove non arriva il singolo, il gruppo ce la fa! […]

Le giornate olistiche di beneficenza (organizzate dal Portale, ndr) sono diventate un appuntamento fisso per aiutarle e sostenerle e nel contempo pubblicizzare imprese consapevoli del territorio e non. In più, sono ottimi appuntamenti per avvicinare le persone a questi percorsi e stili di vita che tanto aiutano e supportano il nostro quotidiano. […]

E chi fa parte di questo bellissimo progetto? Ecco a voi alcuni dei protagonisti di questa edizione:

Osteopatia

della prof.ssa Daniela Margarini

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Ogni parte del nostro organismo funziona bene se si muove bene, dalle grandi articolazioni fino alle più piccole strutture cellulari, ogni cosa ha bisogno di movimento. La mancanza di movimento o di mobilità crea problemi legati alla funzione dell’organo o della struttura ed è in questo ambito che l’osteopatia trova la sua indicazione principale e la maggior efficacia.

Cos’è l’osteopatia?
L’Osteopatia ricerca, individua e normalizza le disfunzioni corporee non patologiche attraverso l’esecuzione di tecniche manipolative. Una volta ristabilito il sistema, il corpo provvede alla propria autoregolazione in modo spontaneo e naturale (autoguarigione). L’Osteopatia si differenzia dalla Medicina tradizionale in quanto mira al ripristino della salute in un corpo non affetto da patologie, ma che presenta disfunzioni, ovvero funzioni alterate nella mobilità di uno o più distretti corporei. […]

Le tecniche manipolative utilizzate nel trattamento, variano in funzione delle necessità terapeutiche riscontrate. Il numero di sedute dipende dalla risposta individuale. L’osteopatia intende l’uomo come un’unità funzionale, nel quale le varie parti che lo compongono (muscoli, ossa, visceri, sistema circolatorio, nervoso, ecc…) sono in continua relazione dinamica e collaborano tra loro per mantenere l’armonia ed il benessere dell’individuo. […]

L’osteopatia è indicata per pazienti di ogni età, dal neonato all’anziano, per gli sportivi e per le donne in gravidanza.

A Natale ogni cibo vale?

di Caterina Carola Merlo Life Coach Metacorporeo – Naturopata – Food Tutor

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Il periodo di festa si sta avvicinando, per molti di noi è un’occasione per rivedere tutta la famiglia,  ricongiungersi con gli amici, stare con i colleghi per conoscersi un po’ di più. Momenti di affetto e serenità che sono il vero nutrimento nella vita di tutti i giorni. […]

Però la maggior parte di questi momenti si festeggia con pranzi e cene, con tutte le varianti del cibo buono, e abbondante. La tendenza ad enfatizzare questi momenti e a viverli senza freni, ci porta anche a mangiare e a bere di più e consumare cibi pesanti e talvolta sbagliati per noi (vini e spumanti, dolci e panettoni, ecc…), che diventano tossine e poi sensi di colpa quando tutto è finito. […]

Non c’è peggior prigione di quella dei nostri pensieri, ma la sua porta è aperta, siamo liberi; possiamo osservare le nostre convinzioni e decidere di quali vogliamo liberarci e quali, invece, vogliamo consolidare e fortificare. […]

Partiamo sempre da noi come artefici del nostro destino. In noi ci sono le risorse per il nostro cambiamento ed il coaching è proprio quello strumento che aiuta e accompagna alla conquista di un altro se stesso, ed esattamente la sua versione migliore. Impara l’arte e poi, diventa coach di te stesso!

Crescere con i fiori: un bambino che balbettava

di Beatrice Castelli – Psicologa Naturopata

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[…] Quotidianamente ricevo richieste da parte di genitori preoccupati per i disagi dei loro piccoli, che mi chiedono se i Fiori di Bach li possono aiutare e come. Per chi non li conosce, i Fiori di Bach sono un metodo di cura naturale, scoperto negli anni ‘30 dal medico inglese Edward Bach. Attraverso l’assunzione dei rimedi floreali, si attiva il processo di autoguarigione dell’organismo, favorendo il recupero della salute e del benessere fisico e psichico. I Fiori non curano direttamente i sintomi perché in questo approccio, i disturbi fisici o psichici, sono considerati solamente la manifestazione di una disarmonia interiore. […]

Per aiutare il piccolo Matteo che soffriva di balbuzie, ho approfondito con la mamma le caratteristiche uniche del suo bambino: il tipo di personalità, il temperamento, se aveva delle paure e quali, come dormiva la notte, quali giochi gli piaceva fare, come si relazionava con i coetanei, se aveva fratelli o sorelle. […]

Come si scelgono i Fiori?
Ascolto attivo, empatia, sintonia, fiducia e una buona dose di intuizione sono fondamentali per capire la natura del problema e procedere alla scelta delle essenze floreali più indicate per risolverlo. […]

Saranno adatti anche al mio bambino?
I Fiori di Bach non risolvono certo tutti i problemi. Tuttavia, avendo fatto pratica per diverso tempo in Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, posso rispondere con tranquillità che non ricordo un solo bimbo che non abbia tratto vantaggio dall’uso essenze floreali!

Articoli di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Dicembre+Gennaio 2016/2017, sezione La Rubrica del Vivere Bene