Impariamo a muoverci a ritmo del nostro pianeta

di Enrico Marone

biodiversity.jpgPiccolo mondo. Già, il nostro pianeta è un “sistema finito” nel senso che ha dei limiti, è solo l’economia che non se ne accorge. Per noi singole persone è grande, ma se pensiamo a 7,5 miliardi di esseri umani e a tutte le attività agricole e di allevamento, commerciali, industriali e malavitose, la nostra Terra diventa piccola.
Secondo alcuni studi, consumiamo in un anno molto di più di ciò che il pianeta può produrre per noi. Eppure la popolazione continua a crescere, il consumo di suolo, la temperatura, l’inquinamento e gli allevamenti anche, mentre ciò che diminuisce e che quindi peggiora il problema, sono le foreste, la biodiversità, le risorse naturali in genere (insomma ciò che ci fa vivere). Sì, perchè sono queste le cose che ci permettono di vivere, non certo i prodotti delle multinazionali. Cibo spazzatura, pesticidi tossici, allevamenti devastanti, coltivazioni distruttive, trattamenti dei tessuti con sostanze irritanti, conservanti, coloranti, scarti di lavorazione industriale messi sotto terra, ecc…
Perchè non pensarci quando facciamo le nostre scelte quotidiane?
Sappiamo quali sono quelle aziende o persone che magari conosciamo anche di persona, che ci possono fornire alimenti, abbigliamento, trattamenti di benessere puliti, senza sfruttamento e senza violenza. Allora vinciamo la pigrizia, usiamo la testa e diventiamo più forti! Decidiamo noi come devono essere i prodotti ed i servizi che vogliamo, abbiamo il potere di scegliere e quindi di premiare o no aziende e produttori.

In questo numero di Vivere Sostenibile parliamo di belle persone ed attività che ci aiutano in questo senso.
Per esempio, perchè non usare di più i piedi, la bicicletta o i mezzi pubblici o condivisi per spostarci, conoscere posti nuovi, migliorare la nostra salute e rispettare l’ambiente?
Oppure perchè non far partecipare i vostri figli ad attività creative e divertenti all’aperto ed in compagnia di altri bimbi, invece di lasciarli soli in preda ai programmi televisivi, alla pubblicità (ben poco educativa), smartphone e videogiochi? Se non gli farete conoscere la natura, come potranno comprenderla e proteggerla per salvaguardare il loro futuro?
Anche scegliere prodotti non inquinanti come i pannolini lavabili, può essere una piccola rivoluzione.
Ma anche scoprire le bellezze vicine, intorno a noi che con la nostra partecipazione verrebbero valorizzate e quindi salvaguardate. I sindaci sono sensibili a questo discorso: una biblioteca, un museo, un parco o un giardino che i cittadini ignorano, viene abbandonato e pian piano cade in rovina e sarà chiuso.
Ci sono tanti altri contributi che, come singole persone, potete dare, senza fatica e traendone un personale benessere, fisico, mentale e spirituale ed alcuni li trovate sulla pagine della nostra rivista.
Ma non posso dirvi tutto adesso! Leggete le pagine interne e l’11 giugno partecipate ad ECO-SOUL a Borgomanero, prima fiera del naturale, dove le parole le metteremo in pratica.

Per approfondire:
> www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/page/footprint_basics_overview/
> www.wwf.it/il_pianeta/sostenibilita/il_wwf_per_una_cultura_della_sostenibilita/perche_e_importante2/gli_indicatori_di_sostenibilita_/
> www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/page/earth_overshoot_day/

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