Il colore verde della tua anima

di Laura Stefanini

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Non ricordo il momento esatto in cui ho cominciato ad accostare fiori e piante alle anime umane, né quando ho cominciato a regalare alle persone la propria anima verde gemella. A 5 anni ero una sorta di goffo Cupido (poco svolazzante a dire il vero), tra colori sgargianti e profumi mediterranei, scricchiolii di erbe secche sotto le scarpe, quelle ortopediche che solo in campagna non sentivo più e non ricordavo di avere. Girovagavo con mio nonno tra le campagne del nuorese, in cerca di sorgenti che poi lui mi “regalava”, per rendermi responsabile della sopravvivenza di quel luogo. Era lì che osservavo piante e fiori, profumi e odori, era lì che cominciavo a pensare alle anime delle persone e inconsciamente ne abbinavo una verde a far loro compagnia. La Menta selvatica per me, l’Asfodelo per nonno, i fiori di Cardo per il mio adorato cugino, i fiori di Mandorlo per mia mamma, il Carrubo per mio papà e l’Acetosella per mio fratellino.

Ancora oggi, con la stessa leggerezza d’animo, faccio i miei abbinamenti, scrivo su un foglio di carta quello che il silenzio mi sussurra all’improvviso, continuo a regalare un amore verde a qualche amico divertito che mi chiede: –E io? Che fiore vedi per me?-.
È divertente veder rimpicciolire gli adulti fino a tornare bambini, renderli liberi per qualche istante da abiti e pensieri pesanti, percepire la luce negli occhi di un’età lontana e andar via con l’amore in tasca, un fiore stretto in mano, nascosto per paura che possa svanire.
Oggi rispetto a tanti anni fa approfondisco e studio il significato di ogni pianta e fiore che mi capita di “donare”, alcune hanno proprietà terapeutiche, significati simbolici quasi sconosciuti, oppure appartengono alla terra, piuttosto che all’acqua o all’aria, all’antica medicina tradizionale.
E se l’anima gemella verde appartiene ad un fiore che proprio non piace a chi lo riceve? È ancora più divertente per me, ma fastidioso per chi non può proprio accettare il suggerimento e va via un po’ deluso. Quando rimango sola prendo i miei libroni e trovo quasi sempre un suggerimento sul carattere della persona, peccato che questa occasione capiti di rado. Si impara moltissimo dagli amori incompresi. In ogni giardino inserisco una pianta che mi faccia pensare alla persona che ne avrà cura, che ne sia a conoscenza o meno non ha importanza, voglio credere che l’anima verde possa aiutare e andare in soccorso ai pensieri tristi e a quei cieli grigi che a volte capitano, in ogni stagione.

L’Asfodelo di nonno Nino = “ciò che non è stato ridotto in cenere”. Nella tradizione popolare ha il potere magico nella radice che, se nascosta tra le vesti, provoca l’innamoramento della persona desiderata. Mia nonna mi raccontava che si innamorò quasi senza comprenderlo di mio nonno, così a prima vista, ancor prima di parlargli. Non so se avesse qualche radice nascosta nel cappotto. È certo che sia stato un uomo tanto amato da tutti in vita e oggi indimenticato.
Il fiore di Cardo di mio cugino = Pianta sacra di San Giovanni e protettiva “quando la luna sarà in Capricorno col sole nuovo prendi l’erba detta Cardum sylvaticum e fino a quando la porterai con te non ti capiterà mai nulla di male”. Potere di far infuriare i serpenti. Mio cugino si chiama Giovanni, è del segno del capricorno e se lo conosceste sapreste che sarebbe capacissimo di far infuriare i serpenti, ma a 5 anni che ne sapevo io… mi piace riderci su.
I fiori di Mandorlo di mamma = nella mitologia greca rappresenta la speranza e la costanza. La rinascita. Mamma dice da sempre:” stai tranquilla tutto si risolve prima o poi.”
Il Carrubo di papà = proprietà curative per stomaco e intestino, il frutto è detto pane di San Giovanni, abbassa il colesterolo. Non vi dico di cosa soffre e come si chiama mio padre, mi dareste della koga* e proprio non ve lo permetto.
L’Acetosella di mio fratello Simone = il nome deriva dal sapore un po’ “acido” e aspro delle foglie. Nel linguaggio dei fiori esprime protezione e amore materno. Mio fratello, ancora oggi, veste di tanto in tanto e con disinvoltura note acidule, ma in famiglia sappiamo quanto sia protettivo verso chi ama e padre amorevole.
Tutto questo mi ha insegnato che non bisogna mai stancarsi di giocare con piante e fiori, di proteggerli e se si riesce, ascoltarli. C’è tanto di invisibile intorno a noi, che si aggrappa con forza al visibile.

* Koga = Strega (nella pianura del Campidano, la più vasta pianura della Sardegna)

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione giugno+luglio 2018, sezione Orti e Giardini

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