LOST ENCORE – La voce dei luoghi abbandonati

di Mirko Zullo

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Ben tornati all’appuntamento con la riscoperta dei luoghi abbandonati e dimenticati del nostro Paese. Il progetto LOST ENCORE nato alla fine del 2015 si è dato proprio questa missione: riscoprire le dimore abbandonate più importanti del nord Italia. In questo nuovo appuntamento, il viaggio del team di LOST ENCORE si dedicherà alla riscoperta di due siti attrattivi, tra Milano e Lecco.
Prima tappa dunque a Limbiate, per visitare ciò che resta di “Città Satellite” o, come meglio viene ricordata oggi, “GreenLand”.
GreenLand era un parco divertimenti, costruito tra il 1964 e il 1965, in concomitanza con la costruzione di uno tra i parchi più famosi del nostro paese, ovvero Gardaland. Erano gli anni in cui le giostre cercavano di non essere più soltanto itineranti, ed ecco perché anche il futuro di GreenLand a Limbiate divenne roseo in tempi brevi, arricchendo sempre più l’offerta ludica per il pubblico. Il massimo splendore si raggiunse attorno alla metà degli anni ‘80, per poi vedere un lento, ma inevitabile declino che portò il sequestro definitivo della struttura nel 2002. Diverse le proposte di ricollocazione avanzate, una delle più recenti risalente al 2009, ma ad oggi, ciò che resta sono solamente pochissimi scheletri di giostre ed un insediamento rom nelle immediate vicinanze. L’area è privata, non accessibile e supervisionata dal custode del parco. Destinazione finale della spedizione, il paese fantasma di Consonno, nel comune di Olginate. La Las Vegas della Brianza, come veniva pubblicizzata, venne costruita negli anni ‘60, su progetto del commendator Conte Mario Bagno, fervido imprenditore del biellese, trapiantatosi poi a Milano. L’idea era quella di realizzare una vera e propria città dei balocchi, punto di riferimento del divertimento e del commercio della Brianza.

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Un progetto a dir poco visionario e rivoluzionario, che vide l’approvazione del Comune nel 1961. Il Conte aveva fatto sgomberare il borgo, acquistandolo per 22.500 lire. Bagno aveva capito le potenzialità economiche che stava portando il boom finanziario di quegli anni, così pensò di progettare una città tutta sua, dove chiunque poteva fare shopping, ma anche divertirsi, in una cornice architettonica e panoramica davvero all’avanguardia. Minareti arabeggianti, pagode, cinesi, fontane rinascimentali, colonne doriche, grand hotel, piste da ballo, tutto il mondo era rinchiuso all’interno di quel piccolo borgo. Un centro assolutamente rivoluzionario, ma che portò Consonno ad essere da città del divertimento ad una vera e propria città fantasma. Gli anni d’oro furono quelli tra i ‘60 e l’arrivo dei ‘70, ma il caso aveva in serbo qualcosa di ben diverso per il futuro della “Disneyland lombarda”. I lavori di costruzione stavano deturpando la collina su cui sorgeva il borgo ed una frana, nel 1976, ne bloccò l’accesso. Gli anni seguenti passarono tra burocrazia e richieste di nuovi permessi e il clima di festa perenne sembrò svanire piano piano. Il miracolo economico italiano sembrava stesse voltando le spalle a questo angolo di Brianza. Durante gli anni ‘70 il paese di Consonno rimase completamente abbandonato a se stesso, scavalcato dalla frenesia mondana di altri centri metropolitani, come Milano. Nel 1981 si tentò quantomeno di ristrutturare una porzione della città del divertimento, realizzando una casa di riposo all’interno di quello che era il Grand Hotel Plaza. Casa che rimarrà attiva sino al 2007. Nell’estate dello stesso anno, Consonno venne letteralmente invasa da centinaia e centinaia di giovani per un rave party. Quello sarà l’inizio della fine e Consonno non resterà altro se non meta di vandalismo ed inciviltà. Diversi altri rave saranno bloccati, altri invece no. Oggi ciò che resta sono degrado e murales ovunque, oltre a tanti curiosi che passeggiano tra le rovine. Fortunatamente c’è chi, ancora oggi, ama e cerca di salvare Consonno. In quest’ottica, è davvero lodevole il lavoro fornito dal team di Consonno 2.0, tramite tutte le attività riportate sul portale oltreconsonno.it, non ultimo il contributo costantemente offerto dall’Associazione “Amici di Consonno”, consultabile al sito consonno.it

Alcune curiosità: nel 1998, Consonno fu location di alcune scene del film “Figli di Annibale” del regista Davide Ferrario, con Diego Abatantuono e Silvio Orlando. Pochi anni fa, invece, Francesco Facchinetti, in arte DJ Francesco, aveva studiato un progetto di ricollocazione totale del borgo, cercando di costruire una vera e propria Silicon Valley italiana. Un progetto quantificato tra gli otto e i dodici milioni di euro, ristrutturazioni escluse, che ad oggi non ha trovato nessuna concretizzazione. Come sempre, potete seguire ed avere tutte le informazioni su LOST ENCORE tramite la pagina Facebook ufficiale, oppure riguardando tutte le losteggiate della prima stagione sul canale LOST ENCORE di YouTube. Per altre informazioni, domande o segnalazioni, potete invece scrivere alla casella mail: lostproductiontv@gmail.com.

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