La montagna, maestra di vita

di Marilena Ramus

Con le giornate caldissime che si sono susseguite durante tutta l’estate, chi ha potuto è fuggito dalla pianura, dalle città per andare al mare, ma soprattutto in montagna, per un giorno, una settimana o più a lungo con la speranza di trovare riposo, ombra e aria fresca. Abbiamo visto lunghe file di macchine risalire le valli.
Tanti si sono fermati a pochi metri dalla macchina, ripetendo gesti e abitudini della vita quotidiana cittadina, prigionieri della stanchezza accumulata, di paure, di idee prestabilite; altri, invece hanno deciso di cogliere l’occasione per scoprire un ambiente nuovo, la bellezza, la potenza, i segreti della montagna che ha tante cose da dare e da insegnare a chi apre gli occhi e il cuore e vive in sintonia con lei.
Appena guardi le piante o le vette, alzi anche gli occhi verso il cielo, sei affascinato e presto decidi di inoltrarti in quel mondo sconosciuto. Già con la prima camminata, impari che è meglio partire presto, col fresco, per scoprire con i primi raggi di sole, la natura che si risveglia, i canti degli uccelli, piante e profumi di fiori che sbocciano. È un’esperienza straordinaria poter osservare la delicatezza e la straordinaria bellezza di una pianta in fiore che ha una potenza di vita tale da poter crescere in condizioni estreme di caldo e di siccità, capace di adattarsi, sviluppando con una vera intelligenza, strategie nuove e umilmente riconosci che le piante quest’estate sono riuscite a farlo meglio di te.

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Se parti col passo del cittadino frettoloso e il respiro corto, scopri ben presto che ti manca il fiato, che il cuore accelera e che ti devi fermare e mentre sei lì, talvolta quasi preoccupato, a chiederti se proseguire o riscendere a valle, ti tornano in mente parole già sentite da bambino: “Attento, in montagna non si corre! Il cammino è lungo, la meta è lontana, ognuno deve trovare il proprio passo, camminare secondo la forza delle proprie gambe. In montagna, non si può procedere senza la misura giusta perché altrimenti, lei ti ferma.
Dopo la sosta, trovi il ritmo giusto e inizi a sentire sotto i piedi, la terra con tutte le sue componenti, terra secca, fango, sassi, roccia, ghiaia, erba, radici e rami secchi, salite, discese, e più consapevole, giri ogni tanto la sguardo verso l’alto e scopri il cielo limpido che sembra scendere tra le chiome degli alberi. È un richiamo! Ecco il segreto: non camminare con la testa tra le nuvole perché la legge della montagna non lo permette, ma essere presente con tutto il tuo essere, tra terra e cielo, in unità perfetta con la Natura. Allora, come per magia, le chiacchiere inutili, quelle della mente soprattutto, svaniscono. Senti il silenzio, godi la pace esterna, ma anche interiore e percepisci la vita che scorre dentro di te, ti senti diverso, in armonia con te stesso e con gli altri. Riprendi il cammino più consapevole di tutto ciò che ti circonda, come se gli occhi si fossero spalancati su una realtà nuova, ma la montagna è sempre quella! Sei tu che sei cambiato! Quando arrivi in cima, ad alta quota, ti guardi attorno; visuale a 360°, paesaggi grandiosi, mozzafiato, l’aria è più leggera, più fine, quasi inebriante e rimani lì, sospeso tra terra e cielo, assorbendo tutta quell’energia, quella luce, quel silenzio che rigenerano tutte le cellule del tuo corpo.
Poi, tornando a te stesso: “Non pensavo di essere capace di farcela ad arrivare fin qui!” e scopri che i limiti non esistono! Sei tu che li crei, col tuo pensiero e con le tue paure, ma in realtà non esistono! È bastato un atto di volontà, “voglio andare lassù”, un pizzico di coraggio per togliere il freno dell’ansia di fronte all’ignoto e un filino di perseveranza che ti accompagna durante tutto il cammino, “dai che ce la fai”, facendoti dimenticare o accettare stanchezza e dolori vari. E lì, ti senti come una pianta, un’antenna tra terra e cielo, percepisci che sei una particella dell’Universo, l’unico essere vivente che ha i piedi sulla Terra e, in cima alla colonna vertebrale, la testa nel Cielo; senti che le energie del cielo e della terra invadono il tuo corpo e il tuo cranio, fatto a volto come il firmamento, sul quale si riflettono tutte le costellazioni vicine e lontane. Una sensazione d’infinito ti avvolge e staresti lì, in quel posto, in quel momento magico che vorresti trasformare in eternità. Ma è ora di intraprendere la discesa, la cima finisce in basso quando arrivi sul prato, ma tu sai già che la montagna un giorno, ti richiamerà.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, edizione Ottobre 2017, sezione Turismo Sostenibile

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