L’Edera tra libertà ed unione

di Ossian D’Ambrosio

Seguendo la tradizione del calendario arboreo celtico, il periodo che va dal 30 di Settembre al 27 Ottobre è dedicato all’edera che in gaelico antico si chiama Gort.
Siamo alla fine della vendemmia e vicini al portale della parte oscura dell’anno con la festività del Samonios (Samhain – Halloween), per questo la pianta assume una forte connotazione magico spirituale, sempre seguendo la trama della magia degli intermedi e prima di varcare la soglia della fine dell’estate. Essa è considerata una pianta parassita dalla maggior parte degli uomini moderni che non ne comprendono la sua vera essenza. Infesta le altre piante non sempre per distruggerle, ma più che altro per proteggerle da agenti che potrebbero danneggiare il loro legno (radiazioni inquinanti) e spesso continua a vivere anche quando la sua pianta ospite è morta, a simboleggiare che la vita continua anche dopo, nell’infinito ciclo di morte e rinascita. L’edera ha un potere feroce e determinato. La sua abilità risiede nel fatto di poter legare diversi alberi insieme e di bloccare il passaggio verso il bosco. Molto spesso soffoca ed uccide gli alberi, persino la più imponente Quercia.

ivy-2376000_1920

L’aspetto distruttivo dell’Edera però è sempre un avvertimento, perché essa rappresenta la ricerca del Sè e l’anima errante alla ricerca dell’illuminazione.
In questo periodo bisogna operare per connettersi maggiormente con la parte più introspettiva di noi e l’edera ci aiuta ad allontanare la negatività dalla nostra vita e creare una barricata contro ciò che ci danneggia.
Nel mondo magico viene utilizzata per rituali di guarigione, protezione, cooperazione ma anche per potenziare il legame tra due amanti. Le corone fatte di edera venivano indossate anche dagli sposi, proprio per il potere di “legare” gli amori ma non solo. Essa detiene anche la proprietà di concentrare maggiormente l’attenzione, rinsaldare la forza di volontà ed espandere la coscienza, specialmente quando la corona è fatta di foglie fresche ancora vibranti di forza vitale.
Anche il culto di Dionisio, snaturato con il tempo, vedeva nella corona di edera un modo per neutralizzare gli effetti indesiderati dell’alcol, in quanto bere era un modo per entrare in comunione con lo Spirito del Vino (Dionisio) che era associato alla vegetazione e alle sue divinità.
Un canto tradizionale inglese del solstizio d’inverno, “The holly and the Ivy”, descrive le due piante agrifoglio ed edera in un trionfo dualistico tra uomo (Agrifoglio) e donna (Edera) che si completano l’uno con l’altra come lo Yin e lo Yang. L’edera vi legherà ad altre anime, perché se il vostro vagare verso un unico concetto vi porterà solamente verso un danno ed una restrizione, se riuscirete ad abbracciare più concetti ed avere confidenza con più percorsi, potrete mettervi in contatto con la vostra reale libertà e le vostre risorse più intime.

L’agrifoglio e l’edera
quando entrambi cresciuti in pieno sono
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
Il sorgere del sole
il correre del cervo
il suono dell’allegra ghironda
è dolce cantare in coro.
– Ossian

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte, edizione Ottobre 2017, sezione Benessere Corpo e Mente

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...