Per il futuro dell’uomo: ritroviamo la via della natura

di Enrico Marone

natura

disegno di Giulia Marone

In un certo senso è stato come uno tsunami, un’onda potente ed inarrestabile che, soprattutto ma non solo, nel dopoguerra ha spazzato via culturalmente e socialmente conoscenze e pratiche, talvolta secolari, per sostituirle con altre veicolate dalla pubblicità e dalla frenesia commerciale-industriale. Accettate di buon grado dalla gente, smaniosa di lasciarsi alle spalle quel passato cupo e pericoloso, fatto di rinunce e dolore.
Questo non è successo solo per gli elettrodomestici, la moda, le auto, ecc… ma anche nel settore della salute e del benessere. Un mondo nuovo di rimedi, soprattutto chimici, per la bellezza, la giovinezza, le acconciature e per contrastare malattie e disturbi alcuni dei quali, si vedrà poco più avanti ed ancora oggi, in crescita e per i quali quei rimedi nuovi non hanno evidentemente avuto il successo sperato nel combatterli.
Certamente progressi in campo farmaceutico e nelle tecnologie e pratiche mediche ne sono stati fatti è innegabile, ma nonostante questo le persone continuano a soffrire di disturbi spesso poco chiari ed intrecciati ad aspetti psicologici e sociali che ne complicano la riconoscibilità. Non è un caso che lo “stress”, per esempio, sia diventato una delle cause spesso utilizzate quando non si riesce ad identificare correttamente un disturbo. Ed in effetti talvolta è realmente così: anche se non c’è una definizione certa e riconosciuta dello “stress”, esso coinvolge tanti aspetti che spesso la medicina o il medico, se non preparato, fatica a individuare o non considera nel loro insieme.
Inoltre gli esseri umani si sono staccati progressivamente e soprattutto per motivi di lavoro, da Madre Terra e hanno riempito in modo anche drammatico gli agglomerati urbani (è da pochi anni che a livello planetario il numero di persone che vivono nelle città ha superato quello di chi abita fuori). La stessa cosa ha fatto l’industria alimentare, sempre più lontana dalla Natura pur di migliorare l’efficienza produttiva.
Insomma i progressi tecnici, le novità del vivere quotidiano, la società hanno dimenticato per strada qualcosa: l’essere umano e la sua necessità di essere un tutt’uno con l’ambiente naturale che lo circonda e sostiene. Respirare aria inquinata, bere acqua sigillata nella plastica, mangiare cibi di pessima qualità, passare giornate insoddisfacenti e sempre in tensione, udire continuamente rumori fastidiosi, mantenere sempre vigile l’attenzione nel traffico, come può essere un modo di vivere vicino alle nostre necessità psico-fisiche?
È quindi evidente che occorre rivolgere attenzione e riportare al centro degli interessi umani proprio l’uomo integrato con la Natura. Il mercato e la finanza, con il loro enorme carico di problemi, violenze ed ingiustizie devono avere un ruolo secondario.
Ed è all’interno di questo ragionamento che il mondo olistico ci aiuta a vivere meglio, a prendersi cura di noi con antiche e nuove pratiche e discipline, pulite, naturali, non impattanti verso l’ambiente. Tanti modi per riportarci più vicini alle nostre esigenze fisiche, mentali e anche spirituali differenti per ognuno di noi e più vicine alla Natura. Ne parliamo in questo numero.

I numeri del cancro in Italia
http://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdfhttp://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdf

Rapporto Osservasalute
http://www.osservatoriosullasalute.it/rapporto-osservasalute

La sorveglianza Passi – Sovrappeso e obesità
http://www.epicentro.iss.it/passi/dati/sovrappeso.asp
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend
http://www.tumori.net/it3/datinbreve.php?page=trend_proiezioni

Diabete in Italia
https://www.istat.it/it/archivio/202600

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Settembre 2017, editoriale

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