La dorsale sopra Oropa (Biella) Cima Tressone, Monte Becco, Cimone e Monte Cucco

di Mauro Carlesso – scrittore e camminatore vegano

cimone dal monte cucco

Dal Monte Becco verso il Cimone e, più in basso il pacifico Monte Cucco – foto di Mauro Carlesso

Cornice classica dei Santuari è spesso la cerchia di montagne tra le quali sono edificati. Non fa eccezione il Santuario della Madonna Nera d’Oropa che visibile già dall’Autostrada si staglia tra le arcigne Alpi Biellesi. E’ curioso notare come il complesso monumentale sia posto esattamente sotto la verticale del Monte Tovo dalla perfetta forma piramidale. Le facili cime di questa escursione si trovano sulla sinistra idrografica della valle Oropa e consentono una visione spettacolare del Santuario a picco sotto di noi.

La scheda
Località di partenza: Galleria Rosazza (1.488 mt) –Oropa – BI-
Località di arrivo: Locanda Galleria Rosazza (1.488 mt)
Cime sul percorso: Cima Tressone (1.724 mt), Monte Becco (1.730 mt), Cimone (1.702 mt) e Monte Cucco (1.515 mt)
Dislivello: mt.  250 circa
Tempo di percorrenza: ore 3,30 (soste escluse)
Difficoltà: E (un tratto EE per scendere dal Cimone)
Periodo: Primavera e Autunno (a Maggio straordinaria fioritura di narcisi)
punta del cimone

Sotto la vetta di massi accatastati del Cimone – foto di Lodovico Marchisio

L’itinerario
Dai parcheggi del Santuario si sale lungo la strada della Galleria Rosazza. Si imbocca con precauzione il tunnel e sbucati sul versante della Val Cervo si lascia l’auto nei pressi della

Locanda (1488 mt). Percorsi un centinaio di metri su asfalto in discesa fino ad una stretta curva, si diparte una traccia che ripida porta sulla dorsale. A destra si staglia la piramide del Monte Tovo e lungo una traccia di sentiero si raggiunge l’ammasso di pietre della Cima Tressone (1.724 mt), con spettacolare vista sul versante Sud Est del Tovo. Ripercorrendo i nostri passi riprendiamo la dorsale all’altezza del Colle della Colma (1.630 mt) e seguiamo la traccia contrassegnata D5 che scavalca la Galleria Rosazza e giunge sul Monte Becco (1.730 mt). Il panorama è ampio sulla pianura di fronte a noi, sugli importanti rilievi del Mucrone e Monte Mars e sul Santuario in fondo alla valle. Continuiamo lungo la comoda dorsale che ci conduce sulla cuspide del Cimone (1.702 mt). Davanti a noi il panorama è sempre più ampio, con l’arrotondato Monte Cucco più in basso nostra prossima meta c

he raggiungeremo con il sentiero che ne cavalca pacificamente l’intera dorsale. Dal Cimone si scende con precauzione tra i massi accatastati dalla vetta raggiungendo il sentiero tra i bassi arbusti che in leggera discesa e facilità ci condurrà sul Monte Cucco (1.515 mt) ove è presente una caratteristica Madonnina Nera. Da qui a vista si raggiunge in basso a destra la cascina Alpone superiore (1.452 mt) dove ci si innesta sul sentiero con segnavia D16 (detto “dei profughi polacchi”) che con  ampio e pianeggiante mezzacosta termina al Tempietto Belvedere nei pressi della strada asfalta della Galleria Rosazza. Risalendo il nastro d’asfalto per alcune centinaia di metri raggiungiamo il tunnel che attraverseremo raggiungendo l’auto.

La Galleria Rosazza –portale della valle Oropa- foto di Mauro Carlesso

galleria rosazzaLa nota storica
La strada che dal Santuario di Oropa sale alla Galleria Rosazza per scendere poi al Santuario di San Giovanni, la galleria con annessa Locanda e gli edifici lungo il percorso, furono ideati e costruiti in soli otto anni da Federico Rosazza (1813-1899) mecenate, filantropo e amante delle discipline esoteriche. Ritrovatosi molto ricco ma privo di affetti familiari, con il pittore Maffei decise di dedicarsi all’arte e al miglioramento delle condizioni della vallata che contribuirono a valergli la nomina, nel 1892, a senatore del Regno. La sua opera più ambiziosa fu sicuramente la galleria che porta il suo nome, ideata seguendo le indicazioni degli spiriti guida. Proprio per questo la galleria fu per anni osteggiata dai valligiani che all’ardito traforo indicato dallo spirito guida, preferivano una più prosaica stradina a mezzacosta. La galleria fu iniziata nel 1893 ed inaugurata il 17 luglio 1897. È lunga 367 metri e posta ad un’altezza 1.488 metri sul livello del mare. I lavori di scavo, interamente manuali, impiegarono squadre di minatori, con turni anche di notte, per quattro anni nei mesi da aprile a novembre, con l’aiuto di numerose donne locali per i servizi di vettovagliamento.

Per un pranzo al sacco Veg
Un suggerimento per un gustoso pranzo al sacco vegano a impatto zero: torta salata con tofu e bietole.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Maggio 2017, sezione Speciale Turismo Responsabile

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