Spezie, aromi e sapori in viaggio

di Equotube

Viaggiar con gusto o per il gusto di viaggiare? Quante volte avete scelto una meta anche in base alle prelibatezze del territorio e alle curiosità culinarie del luogo? Un libro, una fotografia, un racconto, un assaggio: tutto può far nascere in noi il desiderio di provare il vero sapore di quell’ingrediente che tanto stuzzica la nostra fantasia. Oppure, il viaggio diventa un vero e proprio itinerario attraverso i sensi, per assaporare un paese attraverso le sensazioni che il cibo può dare. Ed ecco il mondo diventare una fusione di spezie, aromi e sapori, dove i confini sono segnati dai profumi e non da linee geo-politiche, dove il sorriso è accompagnato da una tazza di buon tè o da un sorso di frutta distillata. Perché in fondo, se ci ripensate, ogni vostro viaggio è accompagnato da un ricordo “gustoso”: aromi, sapori e soprattutto la buona compagnia di un pasto assaporato al massimo e mai affrettato. Un momento per rallentare il ritmo, sedersi e godersi un attimo di qualità.
Ecco allora le due idee che abbiamo selezionato per voi, ma potrete trovare anche altri viaggi alternativi sul nostro portale dedicato ai lettori di Vivere Sostenibile.

Sri Lanka

SRI LANKA

Sri Lanka – La via della cannella e del té Ceylon, la patria dell’infuso che esporta in tutto il mondo. Lo Sri Lanka da sempre è ricordato per questa sua caratteristica ed effettivamente la produzione di tè costituisce buona parte dell’economia interna. Le piantagioni – una volta tristemente note per sfruttamento e storie di povertà – oggi diventano occasione di virtuosi progetti di sviluppo del fair trade: per ognuna di esse c’è un villaggio per i dipendenti, una scuola, un medico, un dispensario ed un supervisore. Non un lavoro facile: occupa otto ore al giorno, sei giorni alla settimana, le donne raccolgono a ritmo serrato i germogli e le due foglioline terminali di ogni piantina e le mettono nel sacco che portano sulle spalle e che reggono con una bretella appoggiata sulla fronte. Il tè dello Sri Lanka è tanto pregiato da essere definito “lo champagne del tè”. Tappa obbligata è Nuwara Eliya, la “città della luce” a 2000 metri di altitudine, un mix tra cultura inglese e locale, un’oasi di profumi ed aromi, con diverse piantagioni. Al tè si aggiunge un’altra deliziosa spezia, che rende lo Sri Lanka celebre: la cannella. Era chiamata la “via della cannella” una famosa rotta marittima, percorsa da grandi velieri, che dall’Indonesia raggiungevano le coste dell’Africa e sostavano in Sri Lanka, per riempire di cannella le loro capienti stive. Il viaggio via mare durava cinque anni tra andata e ritorno e poteva contare soltanto sulla forza motrice del monsone. Il solo nome della cannella a quei tempi bastava a sprigionare un profumo di magia sacra e profana e ad evocare balsami prodigiosi e misteriosi poteri. La cannella era più preziosa dell’oro. Un viaggio in Sri Lanka è anche questo: un percorso tra spezie, profumi e sapori antichi, che rivivono ogni giorno in un paese che cambia e si distingue per itinerari splendidi.

Armenia

ARMENIA

Armenia – Un’esperienza di sapori Si dice che gli armeni esprimano il loro amore attraverso la loro cucina, e chiunque abbia mangiato in Armenia concorderà. Il cibo armeno è una fusione di profumi e sapori di Oriente e Occidente, che mescola verdura, carne, pesce e latticini con erbe aromatiche di montagna, per creare una cucina unica. Gli ingredienti freschi sono alla base di specialità come il dolma (un ripieno di carne e riso avvolto in foglie di vite) o il khashlama (agnello bollito servito nei riti di passaggio). Ma soprattutto nessuna visita in Armenia si può considerare completa senza l’assaggio del khorovats: succulenti bocconi di manzo, agnello, maiale, pesce o pollo, marinati e grigliati sul fuoco a legna, insieme a melanzane, pomodori, peperoni e altre verdure! Un gusto da assaporare accompagnato dal profumo del pane appena sfornato, prodotto base della dieta armena. Il pane tipico più famoso dell’Armenia è il lavash, una sfoglia sottile che si prepara in un forno speciale di terracotta, scavato nel terreno, che si chiama tonir. La preparazione del lavash ha una tradizione secolare e assistervi è un’emozione da non perdere. L’Armenia è anche famosa per il brandy e per un crescente assortimento di vino. Durante la conferenza di Yalta, Stalin offrì del brandy armeno a Churchill, che ne fu talmente colpito da richiedere che gliene fossero spedite diverse casse. La fortuna del gusto deriva dal fatto che il brandy armeno viene preparato con l’acqua di sorgente e la più raffinata selezione di uve della piana dell’Ararat. E così il brandy si va ad aggiungere all’oghi (grappa), creata nei villaggi con molti tipi di frutta (mora, albicocca, uva, ciliegie). Un mix di gusti che si andrà ad unire nei numerosi kenats (brindisi) che potrete fare in famiglia, in un’atmosfera accogliente e festosa.

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