idoli & oggetti

di Laura Fanchini, liceale

Per quanto il pensiero di Marx possa essere più o meno contestabile o condivisibile, su un punto rimane indiscutibilmente originale: il feticismo della merce. Il lavoratore produce una merce: soggetto, predicato, complemento oggetto. La grammatica del capitalismo – secondo Marx – vuole che l’attenzione si concentri sull’oggetto (la merce) dimenticando il soggetto (l’uomo). Purtroppo questa logica non ci è sconosciuta, dal momento che siamo stati istruiti dalla medesima grammatica.
Pensiamoci: quando si incontra un conoscente che indossa, ad esempio, delle scarpe nuove, a nessuno verrebbe in mente di chiedergli chi le abbia prodotte, ma piuttosto dove siano state acquistate, a che prezzo, se fossero in sconto, e via dicendo. Il produttore -il soggetto- l’uomo, non passa in secondo piano: non viene nemmeno preso in considerazione!

shopping-cart-1275480_1920

La smisurata adorazione della merce ha rapidamente sovvertito quell’ordine di valori che vedeva al vertice l’attenzione e il rispetto per la dignità umana.
Chi sta dietro a quel paio di scarpe, ai nostri smartphone all’ultimo grido, al litro di latte super scontato, o al filone di pane che troviamo magicamente fresco, ogni giorno, al supermercato?
D’altronde, siamo ormai talmente assuefatti alla logica consumistica, che l’agire quotidianamente secondo un’etica ci risulterebbe estremamente difficile. Poiché tutto è mercificato, possiamo comprare ciò di cui abbiamo bisogno senza alcuna difficoltà: basta andare al negozio più vicino, o a quello che propone le migliori offerte; oppure ordinare il bene in questione con un click, restando a casa, comodamente seduti davanti al PC.
E molti di noi osano dichiararsi indipendenti… L’essere indipendenti (inteso alla vecchia maniera) non significa essere in grado di pranzare fuori con un panino comprato “al volo”, ma prepararsi da sé ciò che occorre.
Siamo talmente sommersi da cose, da prodotti acquistati, che non ci facciamo neanche più caso.
Guardiamoci intorno: cosa c’è, nelle nostre case, che non abbiamo comprato? Cosa invece, possiamo vantare di aver prodotto e modellato con le nostre mani e che per questo motivo ha un valore speciale?
Il valore. La misura del valore si è persa con l’avvento dell’industrializzazione, col mito dell’omologazione, con la soppressione della creatività, con l’alienazione dell’uomo dai suoi simili e da se stesso.
La logica del materialismo e del consumo non solo ci risparmia la fatica di produrre da noi i beni necessari e non, ma anche quella di sceglierli: sempre più spesso, attraverso la pubblicità, viene enfatizzato lo slogan per cui “i prodotti di cui hai bisogno sono già stati selezionati per te!”.
Anche se può non sembrare così, è stupendamente facile non dover scegliere e trovare già tutto pronto.
Se ci capita di arrivare al 24 dicembre senza aver ancora provveduto ai regali di Natale, non c’è da preoccuparsi: basta entrare in un negozio e frugare tra gli scaffali.
L’uomo è sostanzialmente pigro, e la forma più acuta di questa sua pigrizia è quella cerebrale, che si manifesta indipendentemente dall’età. Non meravigliamoci dunque di imbatterci in generazioni di giovani sempre più confusi e sempre meno in grado di prendere decisioni: si tratta semplicemente di vittime inconsapevoli, di un sistema sbagliato dalle sue fondamenta; un sistema in cui tutti, volenti o nolenti, ci troviamo immersi.
Marx parlava di feticismo della merce a metà dell’Ottocento, ma oggi, a distanza di un secolo e mezzo, lo stesso concetto risulta ugualmente valido e ancor più evidente. Siamo indotti a riporre fiducia negli oggetti, in ciò che è “altro da noi”, quando non riponiamo più fiducia in noi stessi.
Più ci circondiamo di cose e più ci sentiamo al sicuro, ma è solo apparenza: un oggetto materiale ed esteriore non potrà mai colmare uno scompenso interiore. Questa è la malattia della società odierna, questo è ciò a cui ci ha portato il capitalismo. Ma una speranza di guarire c’è ancora: la sola presa di coscienza è già un grosso passo.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte edizione Febbraio 2017, sezione Scelte Ecosostenibili

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...