Sognate gente, sognate! PER NON FARSI FRENARE DALLE CATTIVE NOTIZIE

di Rossana Vanetta

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Inizio a scrivere le prime righe di questo editoriale nella data di oggi, 16 gennaio, giornata definita “Blue Monday”, il giorno più triste dell’anno. Ma chi l’ha definito così? Secondo le prime informazioni che si incontrano in rete, un’equipe di matematici e psicologi, sulla base di un incrocio di varianti, come il rientro dopo le vacanze ed il tempo invernale di cui iniziamo ad essere stufi, concorda sul fatto che il terzo lunedì di gennaio sia il giorno in cui il nostro umore è ai livelli più bassi di tutto l’anno. Questa storia non mi convince, anzi non mi piace proprio! Vado più a fondo e scopro che, guarda un po’ che caso, lo studio è stato sovvenzionato da un’agenzia di viaggi che, diffondendo la convinzione di sentirsi di malumore, avrebbe aumentato le vendite delle proprie proposte di viaggi, visti come un’evasione salvifica dal mondo grigio, o meglio “blue”, in cui viviamo.
Oltre a questo caso più eclatante, quotidianamente siamo bersagliati da tentativi di condizionare il nostro umore e le nostre scelte di vita. Troppo spesso ho sentito dire che “c’è crisi”, “le cose vanno sempre peggio”, “non è il momento di rischiare”, “meglio tenersi stretto ogni lavoro”. Anche se il lavoro è sottopagato, alienante e ci ruba la maggior parte delle ore della nostra vita. La causa di questa dilagante negatività? Potrebbe essere di ordine economico, come per il caso del “Blue Monday”. Una persona che lavora 40 ore a settimana e che plausibilmente non è soddisfatta della propria vita, presenta un’inclinazione maggiore verso lo shopping compulsivo. In soldoni: si lavora per guadagnare denaro, ma non si ha tempo per goderselo e ci si consola acquistando oggetti di cui non sentiremmo affatto la necessità se fossimo realmente felici. Ed inoltre una persona che lavora 40 ore a settimana non ha forse tempo per chiedersi come si sente o di decidere di mettere in discussione la società su cui si fonda l’attuale economia, trovando delle soluzioni più sostenibili e a misura d’uomo.
Bene, constatato il problema come troviamo una soluzione? Personalmente credo che l’antidoto sia smettere di lasciarsi condizionare da queste preoccupazioni, smettere di dar credito all’infinita catena di brutte notizie. Non accendo la televisione da quasi tre anni, forse sembrerò un’aliena, ma vi assicuro che sto molto meglio così. C’è la crisi? Ebbene, viviamola come un’opportunità di cambiamento, inventiamo nuovi lavori che rispettino la nostra persona, che riflettano chi siamo. Rischiamo, sogniamo, abbandoniamo le nostre zone di comfort. E come mantenere l’entusiasmo quando, com’è naturale, qualcuno ci dirà che siamo degli ingenui, dei folli? Vi suggerisco di rivolgere lo sguardo verso le belle notizie, i segnali di cambiamento. Vi siete accorti che il nostro giornale ha più di 180 punti distribuzione sul nostro territorio? Vuol dire che più di 180 persone hanno creduto nei loro progetti e ce l’hanno fatta!
E lo sapete che Biella è la sede di una  “Transition Town”, ovvero una comunità che promuove uno stile di vita sostenibile? Che nel 2016 Verbania è seconda nella classifica delle città più sostenibili d’Italia di Legambiente (e prima nel 2015)? Che nel nostro territorio abbiamo ben tre asili nel bosco (ad Arona, Domodossola e Veglio) dove i bambini imparano dalla natura? E che in tutto l’Alto Piemonte sta crescendo Piemex, moneta complementare che valorizza l’economia locale?
Ci sarebbero tante altre storie da raccontare ma penso che possano bastare per dare un’idea di ciò che possiamo fare concretamente.
E perciò, in questo “Blue Monday”, che blue non è per nulla, passeggio tra le nostre risaie a riposo, in una giornata così nitida che la corona di montagne innevate sembra ispirarci ancora più da vicino, indicandoci la strada, la direzione: puntare sempre in alto. Mi perdo in un tramonto mozzafiato che tinge di viola e di rosa le nuvole e l’aria che respiro, e la brezza quasi primaverile mi porta alla mente una frase che lessi anni fa, scritta di un ragazzo, Devis Bonanni, che seguendo il suo istinto e la sua felicità ebbe il coraggio di cambiare vita creando, in Friuli, il progetto ecologico Pecoranera*: “Gli ingenui non valutarono che l’impresa era impossibile, così la realizzarono”.

*Per approfondire vi consiglio la lettura dell’omonimo libro: Pecoranera, Devis Bonanni, Marsilio Editore

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Pimeonte edizione Febbraio 2017, editoriale

Disegno di Giulia Marone

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