La Corte dell’Oca

di Giulia Marone ed Enrico Marone

corte oca

La Corte dell’Oca nasce in un antico ed elegante edificio nel centro di Arona, con un romantico giardino ottocentesco ed un portico che consente di stare all’aperto anche nelle giornate piovose. Lì Roberto Crivellaro insedia anni fa il suo laboratorio, con un torchio per l’incisione. Già amico di Nicola Pankof, che trasferisce il suo laboratorio accanto a Roberto, il luogo diventa naturalmente un centro di fermento artistico, e si circonda di collaborazioni interne ed esterne al cortile. Nasce così l’associazione culturale che ha però bisogno di un nome. E quale nome darsi? La leggenda narra che la colpa fu dell’oca, che viveva tranquilla nel magico cortile. Ma forse non è tutta colpa sua, ma anche della storia del luogo, che Roberto è sempre felice di ricordare ai visitatori. Ma cos’è “La Corte dell’Oca”? Difficile sintetizzare una definizione viste le mille sfaccettature delle loro attività e progetti, possiamo però dire che si tratta di un gruppo di pittori, scultori, musicisti, scrittori, incisori che esercita la propria arte all’interno della città, ma nello stesso tempo anche al di fuori della fretta e della ressa tipica del mondo attuale. Senza peraltro chiudersi in una roccaforte intellettuale isolata ed irraggiungibile. La Corte dell’Oca si è impegnata spesso in attività con la comunità che le sta intorno.
Nata come centro per la diffusione e rivalutazione dell’arte dell’incisione, si è poi trasformata in centro aggregativo culturale che lavora con bambini e ragazzi con handicap, avvicinandoli all’arte in modo molto particolare.

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Negli anni, e sono già molti, ha sviluppato progetti basati su concetti ed esperienze che hanno sempre avuto riscontri positivi.
Il concorso internazionale di ex-libris, che ha portato a una collezione di 3000 ex-libris, al quale parteciparono trenta nazioni, con relativi riconoscimenti e pubblicazioni.
Il progetto Social Street, per conoscere ed interagire con i propri vicini di casa.
E poi l’applicazione della Pedagogia della Lumaca, rivolta ai bambini con il coinvolgimento dei genitori. L’idea dei “disegni lunghi”, sviluppati su rotoli di fogli lunghi fino a 30 mt., dove i bambini nel tempo aggiungono qualcosa della loro storia e della evoluzione della loro espressività.
E poi il magnifico lavoro svolto insieme ai ragazzi disabili e ai bambini su un rotolo di carta pesante, lungo circa 200 mt. Un’opera coloratissima e fantastica che viene srotolata ed esposta sotto portici o lungo scalinate che la possano ospitare viste le dimensioni ed il peso (oltre 80Kg). Opera che attende un’istituzione a cui donarla, che abbia un luogo dove poterla esporre in modo semi-definitivo (la vedete nella foto).

corte  EPSON MFP image

Organizzano e collaborano con vari laboratori di creatività e pittura in giro per il territorio, sempre per coinvolgere i bambini e le famiglie ed avvicinarli all’arte e far conoscere la propria espressività.
Le anime della “Corte” sono Roberto Crivellaro, artista nel tepo libero, Fabio Fichera, conta storie, Grazio Rinelli, scultore, Nicola Pankof, artista a tempo pieno, e altri che collaborano attivamente.
L’arte che pulsa dentro una città è come un cuore sano in un corpo che vive intensamente, seguitela insieme alla Corte.

Articolo di Vivere Sostenibile Alto Piemonte di Giugno n4, sezione Artigianato, Riuso e Riciclo

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